
DeFelsko · PosiTest PG
Quando il substrato o la stratigrafia rendono inapplicabili i metodi magnetici, a correnti indotte o a ultrasuoni, resta il metodo diretto: si incide il rivestimento con una punta ad angolo noto e si legge il taglio al microscopio 50×. È anche l’unico modo di contare e misurare i singoli strati di un ciclo multistrato.
- Metodo : misura distruttiva a taglio con lettura al microscopio
- Ingrandimento : microscopio 50× con scala rotante in mils e micron
- Punte in metallo duro : quattro angoli disponibili, tre comprese nel kit
- Campo dichiarato : fino a 1400 µm (55 mils) secondo la punta impiegata
- Risoluzione per graduazione : da 2 a 20 µm secondo la punta
- Illuminazione : luce bianca integrata con timer automatico
- Alimentazione : una batteria AAA
Il PosiTest PG esegue la misura di spessore per taglio. Una punta in metallo duro con angolo noto incide il rivestimento fino al substrato; l’incisione si osserva con un microscopio 50× a scala rotante e lo spessore si ottiene moltiplicando la lettura per il fattore di conversione della punta impiegata. È una misura distruttiva: lascia un’incisione che va ripristinata.
Il costruttore lo indica come adatto a rivestimenti fino a 1400 µm (55 mils), in funzione della punta impiegata. Ha due impieghi che nessun metodo indiretto copre: la misura su substrati o stratigrafie in cui i metodi elettromagnetici e ultrasonori non sono applicabili, e la lettura dei singoli strati di un ciclo multistrato, che nell’incisione si vedono uno per uno.
Tutti i dati riportati in questa pagina provengono dalla documentazione tecnica del costruttore DeFelsko. Le configurazioni e le disponibilità vanno confermate in fase di offerta.

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Le punte e la conversione della lettura
La punta determina insieme due cose: la finezza della lettura e il campo praticabile. Più l’angolo di taglio è stretto, più l’incisione è distesa e più fine risulta la lettura per graduazione.
| Punta | Angolo di taglio | Fattore di conversione | Ogni graduazione, micron | Ogni graduazione, mils |
|---|---|---|---|---|
| 1× | 45° | 1 | 20 | 1 |
| 2× | 26,6° | 0,5 | 10 | 0,5 |
| 5× | 11,3° | 0,2 | 4 | 0,2 |
| 10× | 5,7° | 0,1 | 2 | 0,1 |
Un punto merita attenzione, perché è l’equivoco più frequente su questo strumento: i valori di 2, 4, 10 e 20 µm sono ciò che vale una graduazione della scala con la punta corrispondente, cioè la risoluzione di lettura. Il dato di campo dichiarato è il massimo complessivo di 1400 µm.

Lo strumento
| Corpo | Alluminio anodizzato durevole, con portapunte rotante che tiene fino a quattro punte pronte all’uso |
| Ottica | Microscopio 50× con ottica di precisione e scala rotante graduata in mils e micron |
| Campo visivo | Ampio, per una distanza dell’occhio confortevole con o senza occhiali |
| Illuminazione | Luce bianca integrata con accensione e spegnimento, e timer automatico per risparmiare la batteria |
| Alimentazione | Una batteria AAA, sostituibile |
| Certificato | Certificato di taratura con tracciabilità NIST incluso |
| Garanzia | Due anni |
Il kit dichiarato comprende lo strumento con scale sia imperiali sia metriche, tre punte — una da 45°, una da 26,6° e una da 5,7° — la chiave a brugola, un pennarello nero indelebile, una batteria AAA, il certificato di taratura e le istruzioni, in una custodia dedicata. La punta da 11,3° è disponibile a parte, e il portapunte rotante ne alloggia quattro contemporaneamente.


Quando conviene il metodo a taglio
- Substrati non misurabili con metodi indiretti — quando magnetismo, correnti indotte e ultrasuoni non sono applicabili
- Cicli multistrato — l’incisione mostra gli strati singolarmente e ne permette il conteggio e la misura
- Verifica di un metodo indiretto — confronto diretto su un punto, quando un valore misurato non convince
- Analisi di un difetto — osservazione della stratigrafia in corrispondenza di un distacco o di una bolla
- Legno, muratura e supporti compositi — superfici sulle quali gli strumenti elettronici hanno limiti di applicabilità
Il rovescio è evidente e va messo in conto: la prova lascia un’incisione fino al substrato, che va ripristinata. Per questo il metodo a taglio si usa in genere su un numero contenuto di punti, scelti bene, e non come controllo diffuso.
Normative citate dal costruttore
Il costruttore dichiara la conformità a ISO 2808, ISO 19399, ASTM D4138, JIS K 5600-1-7 e NF T30-123. La ASTM di riferimento per questo strumento è la D4138, che riguarda la misura dello spessore di film secco per metodi distruttivi a sezione: non va confusa con la ASTM D3363, che è la norma della prova di durezza a matita e riguarda un altro strumento. Le citazioni valgono come riferimento del metodo dichiarato dal costruttore, non come promessa di conformità del vostro lavoro.
Domande frequenti
Quale punta devo usare?
Dipende dallo spessore atteso. Le punte ad angolo stretto danno la lettura più fine, fino a 2 µm per graduazione, e sono adatte ai film sottili; la punta a 45° è quella dei rivestimenti più spessi. Il portapunte ne tiene quattro pronte, così il cambio è immediato.
La prova rovina il pezzo?
Lascia un’incisione fino al substrato, che va ripristinata secondo il ciclo di verniciatura previsto. È una prova distruttiva a tutti gli effetti: si esegue su punti scelti, non a tappeto.
Posso misurare i singoli strati di un ciclo?
Sì, ed è una delle ragioni per cui si ricorre a questo metodo: nell’incisione osservata a 50× gli strati si distinguono uno per uno e ciascuno può essere misurato sulla scala graduata.
Fino a che spessore arriva?
Il costruttore indica rivestimenti fino a 1400 µm (55 mils) in funzione della punta impiegata.
Documentazione e configurazione
La documentazione tecnica del costruttore è disponibile su richiesta. La configurazione — kit e corredo di punte in funzione degli spessori da misurare — si definisce insieme a voi in fase di offerta.
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