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Manutenzione industriale e diagnostica macchine

Tecnico con tablet durante la manutenzione di un macchinario di linea

Applicazioni · Area tematica

Manutenzione industriale e diagnostica macchine: leggere i sintomi prima del guasto

La manutenzione industriale e diagnostica macchine si fonda su un’osservazione semplice: una macchina rotante raramente si guasta senza preavviso. Squilibri, disallineamenti, giochi e cuscinetti deteriorati modificano il modo in cui l’insieme vibra, e l’analisi in frequenza di quelle vibrazioni permette non solo di rilevare l’anomalia ma di risalire alla sua causa. La lettura termica delle superfici aggiunge un secondo canale diagnostico, individuando attriti anomali, sovraccarichi e contatti elettrici degradati. Confrontando i valori con lo storico della stessa macchina, la manutenzione industriale e diagnostica macchine permette di programmare l’intervento invece di subirlo.

La manutenzione industriale e la diagnostica delle macchine mirano a mantenere in efficienza motori, pompe, ventilatori, riduttori e macchine rotanti, prevenendo i guasti prima che si verifichino. Il passaggio dalla manutenzione a rottura, che interviene quando la macchina si è già fermata, a quella predittiva, che interviene sulla base dello stato reale, si basa interamente sulla misura. Sorvegliando alcune grandezze significative si può capire come sta una macchina e cogliere per tempo i segnali di un problema che sta nascendo. Le grandezze chiave sono le vibrazioni, che rivelano squilibri, disallineamenti e cuscinetti usurati; la temperatura, che segnala attriti, sovraccarichi e difetti elettrici; e la velocità di rotazione. Misurare queste grandezze permette di programmare gli interventi, evitare i fermi improvvisi e ridurre i costi. Questa pagina raccoglie i controlli e gli strumenti tipici della manutenzione e diagnostica macchine, collegandoli alle grandezze, alle tecnologie e alle famiglie di strumenti adatte.

Questa pagina raccoglie le esigenze di controllo tipiche della manutenzione industriale e della diagnostica macchine, e indica dove trovare gli strumenti adatti. È una guida per manutentori e responsabili di affidabilità.

Cosa si controlla per prevenire i guasti

Il controllo più potente della diagnostica è la misura delle vibrazioni. Le macchine rotanti vibrano, e il modo in cui vibrano racconta il loro stato: uno squilibrio, un disallineamento, un cuscinetto danneggiato o un ingranaggio rovinato producono ciascuno vibrazioni con caratteristiche riconoscibili. Misurando le vibrazioni e analizzandone le frequenze si può capire non solo che una macchina vibra troppo, ma spesso perché, individuando il difetto prima che porti al guasto. Un secondo controllo importante è la temperatura: la termografia rivela punti caldi anomali su cuscinetti, motori, quadri elettrici e connessioni, sintomi di attriti, sovraccarichi o difetti; è un controllo rapido e senza contatto che individua i problemi che scaldano. La velocità di rotazione si misura per verificare il corretto funzionamento e come riferimento per l’analisi delle vibrazioni. Sulle macchine più critiche questi controlli si fanno in continuo, con sensori installati e allarmi automatici; sulle altre a intervalli, con strumenti portatili. Insieme, permettono di conoscere lo stato di salute delle macchine e di intervenire quando serve, non troppo presto né troppo tardi.

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Le grandezze e le tecnologie coinvolte

La diagnostica delle macchine chiama in causa soprattutto le vibrazioni, la temperatura e la velocità, ed è utile distinguere il principio dallo strumento. Le vibrazioni si misurano con accelerometri e si analizzano in frequenza, tecnologie che rientrano nei sensori di rotazione e vibrazione: è il metodo più potente per risalire alla causa di un difetto meccanico. La temperatura senza contatto si basa sulle tecnologie a infrarossi e termiche: qui la distinzione da tenere ferma è fra il termometro a infrarossi, che dà un valore nel punto inquadrato, e la termocamera, che mostra la distribuzione del calore su tutta la scena. La velocità di rotazione si legge con tachimetri ottici e a contatto, con sensori di giri o con lo stroboscopio, che ha il vantaggio di non richiedere nulla applicato sull’albero e il limite di valere solo per i moti periodici a velocità costante. Impostare i controlli con la periodicità adatta alla criticità di ciascuna macchina resta la base di una manutenzione predittiva efficace.

ControlloCosa rivela
VibrazioniSquilibri, cuscinetti, disallineamenti
TermografiaPunti caldi e sovraccarichi
Velocità di rotazioneCorretto funzionamento

Una manutenzione predittiva efficace

Per una manutenzione predittiva efficace contano la scelta delle grandezze da sorvegliare, la periodicità adatta alla criticità delle macchine, e la corretta interpretazione dei dati. Le vibrazioni vanno misurate con accelerometri ben fissati nei punti giusti, come i supporti dei cuscinetti, e analizzate in frequenza confrontandole con lo stato normale della macchina. La termografia va eseguita in condizioni di carico adeguate per far emergere i punti caldi. La periodicità dei controlli va calibrata sulla criticità: monitoraggio continuo per le macchine il cui guasto sarebbe grave, controlli periodici per le altre. I dati vanno registrati per seguire l’evoluzione nel tempo, perché è la tendenza a peggiorare che segnala un problema in sviluppo. Documentare le misure e gli interventi costruisce la storia di ciascuna macchina. Controlli ben impostati permettono di programmare gli interventi in anticipo, evitare i fermi improvvisi, ridurre i costi e allungare la vita delle macchine. In questo settore la misura è lo strumento con cui si passa dal riparare i guasti al prevenirli, conoscendo lo stato reale degli impianti.

  • Le vibrazioni rivelano la causa dei difetti meccanici.
  • La termografia individua i punti caldi anomali.
  • Il monitoraggio continuo per le macchine critiche.
  • Conta la tendenza nel tempo, non il singolo valore.
  • La misura sposta la manutenzione dal riparare al prevenire.

Gli approfondimenti di quest’area

Le pagine di approfondimento di quest’area trattano ciascuna un controllo specifico della manutenzione industriale e della diagnostica macchine, con i relativi strumenti:

Tachimetro portatile con lettura del numero di giri

Meccanica in rotazione

Controllo della velocità di rotazione

Misura dei giri di motori e macchine rotanti per verificarne il funzionamento e riferire l’analisi delle vibrazioni.

Motoriduttore elettrico installato a parete

Meccanica in rotazione

Allineamento e trasmissioni a cinghia

Verifica dell’allineamento di alberi e pulegge per ridurre vibrazioni, usura e consumi nelle macchine rotanti.

Termocamera puntata su un quadro elettrico

Termica e tenuta

Termografia su quadri elettrici

Ispezione senza contatto per individuare punti caldi anomali su connessioni e componenti.

Valvole e tubazioni industriali coibentate

Termica e tenuta

Ricerca perdite di aria compressa

Localizzazione con rilevatori a ultrasuoni delle fughe negli impianti di aria compressa, per ridurre gli sprechi energetici.

Termometro a infrarossi industriale per misure di temperatura

Termica e tenuta

Verifica delle temperature di processo

Misura della temperatura di cuscinetti, motori e fluidi per rilevare surriscaldamenti e prevenire i guasti.

Sensore laser per la misura della vibrazione di una cinghia di trasmissione

Meccanica in rotazione

Controllo del tensionamento delle cinghie

Misura della tensione delle cinghie di trasmissione per evitare slittamenti, usura e sovraccarichi dei cuscinetti.

Endoscopio industriale con sonda flessibile

Ispezione e storico

Ispezione visiva con endoscopi

Osservazione di cavità e zone interne di macchine e impianti senza smontaggio.

Intervento di manutenzione su un motore

Ispezione e storico

Manutenzione predittiva programmata

Strategia basata sulla misura dello stato reale delle macchine per intervenire al momento giusto ed evitare i fermi improvvisi.

Stazioni di automazione con terminali di lettura dei dati

Ispezione e storico

Registrazione dei dati e storico interventi

Raccolta e archiviazione delle misure e degli interventi per seguire le tendenze e sostenere la manutenzione predittiva.

Dall’applicazione allo strumento: cosa serve in pratica

Questa area appartiene al ramo Applicazioni di misura e controllo, ed è collegata alle aree Impianti termici, HVAC e refrigerazione e Ispezione, corrosione e sicurezza strutturale. Per approfondire le tecnologie e le grandezze, i riferimenti sono i rami Tecnologie e principi di misura e Misure e controlli.

Nel catalogo l’osservazione e la lettura del regime delle parti in moto fanno capo agli stroboscopi e ai tachimetri portatili ottici e a contatto, nella famiglia sensori di processo; l’indagine termica per immagini alle termocamere, la lettura senza contatto della temperatura di superficie ai termometri a infrarossi, la misura al cuore del pezzo o del fluido ai termometri a contatto e sonde intercambiabili, la misura delle condizioni ambientali ai termoigrometri ambientali e la loro registrazione nel tempo ai sistemi di monitoraggio continuo e wireless, tutti nella famiglia temperatura e termografia del Catalogo prodotti. Se devi impostare i controlli periodici delle tue macchine, il modulo di richiesta consente di ricevere un’indicazione mirata.

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Gli strumenti per queste esigenze

Le famiglie qui sotto seguono tre destinazioni d’uso ricorrenti nel giro di manutenzione: osservare e misurare le parti in moto con lo stroboscopio, leggere senza contatto la temperatura di una superficie e tenere la serie storica delle condizioni ambientali dei locali. Per l’indagine termica per immagini il riferimento sono le termocamere, per la lettura diretta del numero di giri i tachimetri portatili. I dati tecnici completi sono nelle schede.

Stroboscopio a LED a batteria SHIMPO DT-366

Parti in moto: regime e ispezione

SHIMPO DT-366

Stroboscopio a LED a batteria: blocca visivamente un organo in rotazione, così da leggerne il regime e da guardarlo lavorare senza fermare la macchina.

Stroboscopio a LED con rilevamento della velocità SHIMPO ST-5100

Parti in moto: regime e ispezione

SHIMPO ST-5100

Stroboscopio a LED con rilevamento della velocità: la versione che si avvicina di più alla lettura diretta del numero di giri, senza applicare nulla sull’albero.

SHIMPO DT-326 · vai alla scheda

Parti in moto: regime e ispezione

SHIMPO DT-326

Stroboscopio a LED con pile stilo AA a bordo, per il giro di ispezione fra le macchine: lo sfasamento avanti e indietro a passi di 3° porta sotto gli occhi il dettaglio in ogni punto del giro. Congela otticamente l’immagine, non misura il livello vibratorio.

Termometro a infrarossi a doppio laser Tramex IRT2

Temperatura di superficie

Tramex IRT2

Termometro a infrarossi a doppio laser: legge senza contatto la temperatura della superficie di un supporto o di una carcassa, per confrontarla con quella abituale dello stesso punto.

Termocamera Testo 872s con rivelatore 320 x 240 pixel

Temperatura di superficie

Testo 872s

Termocamera a ottica fissa: rivelatore 320 x 240 pixel, NETD < 0,05 °C, campo visivo 42° x 30°, con misura d’area, puntatore laser e zoom digitale.

Sistema di monitoraggio ambientale remoto Tramex TREMS-10

Storico e monitoraggio ambientale

Tramex TREMS-10

Dieci sensori e una stazione che porta le letture ambientali su una piattaforma consultabile da browser: la serie storica di temperatura e umidità dei locali, non un sistema di allarme.

Le famiglie complete sono nelle pagine di catalogo Stroboscopi, Termometri a infrarossi, Termocamere, Termoigrometri ambientali e Sistemi di monitoraggio continuo e wireless.

Domande frequenti

Perché le vibrazioni sono la base della diagnostica macchine?

Perché le macchine rotanti vibrano, e il modo in cui vibrano racconta il loro stato: uno squilibrio, un disallineamento, un cuscinetto danneggiato o un ingranaggio rovinato producono vibrazioni con caratteristiche riconoscibili, a frequenze precise. Misurando le vibrazioni con accelerometri e analizzandole in frequenza si capisce non solo che una macchina vibra troppo, ma spesso perché, individuando il difetto prima che porti al guasto. È questo che trasforma la misura in una diagnosi delle cause e permette la manutenzione predittiva.

A cosa serve la termografia nella manutenzione?

Serve a individuare punti caldi anomali su cuscinetti, motori, quadri elettrici e connessioni, sintomi di attriti, sovraccarichi o difetti elettrici. La termografia misura la temperatura delle superfici senza contatto e ne mostra la distribuzione, rendendo visibili le zone che scaldano più del normale. È un controllo rapido che coglie i problemi che si manifestano con il calore, complementare alla misura delle vibrazioni: insieme, vibrazioni e termografia coprono sia i difetti meccanici sia quelli che scaldano.

Meglio monitoraggio continuo o controlli periodici?

Dipende dalla criticità della macchina. Il monitoraggio continuo, con sensori fissi e allarmi automatici, conviene sulle macchine il cui guasto improvviso avrebbe conseguenze gravi, perché rileva i problemi appena insorgono. I controlli periodici con strumenti portatili sono più economici e adatti alle macchine meno critiche. In entrambi i casi conta registrare i dati per seguire la tendenza nel tempo, perché è il peggioramento progressivo a segnalare un problema in sviluppo, più del singolo valore.

Maggiori informazioni e contatti

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