
Controlli non distruttivi · Serraggio
Misura tensione dei bulloni a ultrasuoni
La misura tensione dei bulloni a ultrasuoni accerta la forza con cui un giunto è effettivamente serrato, e non la coppia applicata per stringerlo. La distinzione è sostanziale: gran parte della coppia viene spesa per vincere l’attrito sotto la testa e nel filetto, e solo una frazione variabile si traduce in tensione utile. Il controllo a coppia, pur pratico, non garantisce quindi il carico. Il metodo ultrasonico sfrutta invece il fatto che un bullone teso si allunga in modo proporzionale alla forza: misurando questo allungamento con grande precisione si risale alla tensione reale. Questa pagina spiega perché la coppia non basta, come si ricava il carico dall’allungamento e le applicazioni sui giunti critici.
La misura tensione dei bulloni a ultrasuoni accerta la forza con cui un bullone è effettivamente serrato, e non la coppia applicata per stringerlo. È una distinzione tutt’altro che formale: nei giunti critici ciò che tiene insieme la struttura è il carico di serraggio, non il momento con cui si è girata la chiave.
Il metodo sfrutta il fatto che un bullone teso si allunga in modo proporzionale al carico. Misurando ultrasonicamente questo allungamento con grande precisione si risale alla tensione reale. In questa pagina si spiega perché la coppia è un indicatore inaffidabile, come funziona la misura, quale procedura segue e in quali applicazioni diventa indispensabile.
Perché la coppia non misura la tensione
Il metodo più diffuso per serrare un bullone è applicare una coppia prestabilita con una chiave dinamometrica. Il presupposto è che a una certa coppia corrisponda una certa tensione, ma il legame tra le due grandezze passa attraverso l’attrito, ed è proprio l’attrito a rendere la relazione incerta.
Gran parte della coppia applicata viene infatti spesa per vincere l’attrito sotto la testa e nel filetto; solo una frazione si traduce in tensione utile. Questa frazione varia con lo stato delle superfici, la lubrificazione, lo stato del filetto, la velocità di serraggio. Il risultato è che, a parità di coppia, la tensione effettiva può oscillare in una fascia molto ampia da un bullone all’altro.
Ne discende che il controllo a coppia, pur pratico, non garantisce il carico. Dove la sicurezza del giunto dipende dalla tensione effettiva — e non dal gesto del serraggio — occorre una misura diretta della tensione, tema trattato anche nella pagina applicativa sulla verifica del serraggio di bulloni critici.

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Misurare la tensione attraverso l’allungamento
Un bullone si comporta come una molla molto rigida: quando viene serrato, si allunga in misura proporzionale alla forza che lo tende, finché resta nel campo elastico. Misurare quell’allungamento equivale, nota la rigidezza del bullone, a misurare il carico.
Il metodo ultrasonico misura l’allungamento con il tempo di volo di un impulso che percorre il bullone per tutta la sua lunghezza e torna indietro riflesso dall’estremità opposta. Quando il bullone si allunga, il percorso aumenta e il tempo di volo cresce. Dalla variazione del tempo tra la condizione libera e quella serrata si ricava l’allungamento, e da questo la tensione.
È lo stesso principio a eco-impulso della misura di spessore, descritto nella pagina sugli spessimetri a ultrasuoni per metalli, applicato però a un fine diverso: qui non interessa la lunghezza assoluta, ma la sua variazione tra prima e dopo il serraggio.
L’effetto dello stato di tensione sul suono
Alla variazione geometrica se ne somma una seconda, più sottile: la velocità del suono in un metallo dipende leggermente dal suo stato di tensione. Un bullone teso trasmette il suono a velocità lievemente diversa rispetto allo stesso bullone scarico.
Il tempo di volo misurato riflette quindi due contributi combinati: l’allungamento fisico e la variazione di velocità. Gli strumenti tengono conto di entrambi attraverso un fattore che lega la variazione di tempo al carico, determinato per il tipo di bullone in esame. È questo fattore che va conosciuto o tarato perché la misura sia accurata, come nel principio generale descritto nella pagina sulla velocità del suono e taratura sui materiali.
La procedura di misura
La misura più accurata confronta lo stesso bullone in due stati, prima e dopo il serraggio. Ne discende una sequenza ben definita.
- Preparazione delle estremità. Le due facce del bullone devono essere piane, pulite e parallele, perché l’eco di fondo sia netto e ripetibile.
- Lettura di riferimento. Con il bullone ancora scarico si misura il tempo di volo iniziale, che costituisce lo zero della misura.
- Serraggio. Si stringe il bullone con il metodo previsto, portandolo al carico nominale.
- Seconda lettura. Si rimisura il tempo di volo nella condizione serrata.
- Calcolo. Dalla differenza tra le due letture, e noto il fattore di carico del bullone, lo strumento ricava la tensione effettiva.
La disponibilità della lettura di riferimento a bullone scarico è l’elemento che garantisce la massima accuratezza. Dove non è possibile misurare prima del serraggio, esistono tecniche che stimano la lunghezza libera dallo stesso segnale, con incertezza superiore ma comunque utile per una verifica.
Fattori che influenzano la lettura
La temperatura incide due volte: dilata il bullone e altera la velocità del suono. Su misure separate nel tempo, o su bulloni caldi, la correzione termica è necessaria per non confondere una variazione termica con una variazione di carico.
Contano anche l’accoppiamento del trasduttore all’estremità del bullone e la geometria del pezzo: un bullone molto corto offre una base di misura ridotta e amplifica l’effetto di ogni imprecisione. La scelta di trasduttori e accoppianti è trattata nella pagina sugli accoppianti, ritardatori e accessori.
Coppia, angolo e ultrasuoni a confronto
La misura ultrasonica non sostituisce la chiave dinamometrica nel serraggio quotidiano: ne è il complemento per il controllo. Conviene inquadrare i tre approcci per capire dove ciascuno ha senso.
| Metodo | Che cosa controlla | Limite principale |
|---|---|---|
| Serraggio a coppia | Momento applicato | La tensione dipende dall’attrito, molto variabile |
| Serraggio ad angolo | Rotazione oltre il contatto | Richiede un punto di partenza ben definito |
| Misura a ultrasuoni | Tensione effettiva del bullone | Richiede accesso all’estremità e una taratura |
Il metodo a ultrasuoni è l’unico che misura la grandezza che conta davvero, la tensione, anziché una grandezza correlata. Per questo si impiega dove il serraggio è critico: per qualificare una procedura di serraggio, per collaudare giunti di sicurezza, per verificare nel tempo che la tensione non sia calata.
Applicazioni industriali
Giunti critici e di sicurezza
Nei collegamenti la cui rottura avrebbe conseguenze gravi — flange di grandi diametri, tiranti strutturali, connessioni sottoposte a carichi ciclici — la tensione di ogni bullone va garantita e documentata. È il contesto descritto nella pagina sulla gestione del serraggio e della tensione dei bulloni.
Qualificazione delle procedure di serraggio
Prima di adottare una coppia di serraggio per la produzione, la misura ultrasonica su un campione permette di verificare quale tensione quella coppia produce realmente, e con quale dispersione. Si stabilisce così un valore di coppia affidabile, correlato alla tensione reale.
Monitoraggio nel tempo
Assestamenti, vibrazioni e cicli termici possono ridurre la tensione di un giunto nel tempo. Rimisurando gli stessi bulloni a intervalli si rileva il rilassamento prima che diventi critico, in una logica di controllo periodico affine a quella del controllo della coppia con trasduttori dedicati.
Collaudo e documentazione
Dove il serraggio ha valore contrattuale, la misura fornisce un valore numerico registrabile per ogni bullone, che entra nel fascicolo di collaudo. Il tema è sviluppato nella pagina sui rapporti di ispezione e conformità.
Errori ricorrenti
- Assumere che una coppia corretta garantisca la tensione: l’attrito rende la relazione incerta.
- Omettere la lettura di riferimento a bullone scarico dove sarebbe possibile, rinunciando all’accuratezza migliore.
- Trascurare la correzione termica su misure separate nel tempo o su bulloni caldi.
- Lavorare su estremità non piane o non parallele, con echi di fondo confusi.
- Usare un fattore di carico generico anziché quello del tipo di bullone effettivamente in esame.
- Applicare il metodo a bulloni troppo corti, dove la base di misura ridotta amplifica ogni errore.
- Confondere il rilassamento nel tempo con un errore di misura, senza rimisurare negli stessi punti e nelle stesse condizioni.
Gli altri strumenti per il controllo non distruttivo sono raccolti nella sezione controlli non distruttivi e spessimetri di materiale.
Domande frequenti
Perché gran parte della coppia serve a vincere l’attrito sotto la testa e nel filetto, e solo una frazione diventa tensione utile. Questa frazione varia con lubrificazione, stato delle superfici e del filetto e velocità di serraggio. A parità di coppia la tensione effettiva può quindi oscillare in una fascia molto ampia da un bullone all’altro.
Misurando l’allungamento del bullone. Un impulso percorre il bullone e torna riflesso dall’estremità opposta; quando il bullone si tende e si allunga, il tempo di volo aumenta. Dalla variazione del tempo tra bullone scarico e bullone serrato, noto un fattore di carico, lo strumento ricava la tensione effettiva.
Per la massima accuratezza sì: la lettura a bullone scarico fornisce lo zero rispetto al quale si valuta l’allungamento. Dove non è possibile, esistono tecniche che stimano la lunghezza libera dallo stesso segnale, con incertezza maggiore ma comunque utili per una verifica del carico già applicato.
Sì, due volte: dilata il bullone e altera la velocità del suono. Su misure separate nel tempo o su bulloni caldi va applicata una correzione termica, altrimenti una variazione di temperatura verrebbe scambiata per una variazione di carico. Conviene misurare nelle stesse condizioni termiche o compensare il dato.
In linea di principio ogni bullone con estremità accessibili, piane e parallele. I bulloni molto corti sono però sfavorevoli, perché la base di misura ridotta amplifica ogni imprecisione. Serve inoltre conoscere o tarare il fattore di carico per il tipo di bullone in esame, altrimenti la conversione da tempo a tensione non è affidabile.
A rilevare il rilassamento del giunto. Assestamenti, vibrazioni e cicli termici possono ridurre la tensione nel tempo. Rimisurando gli stessi bulloni a intervalli, nelle stesse condizioni, si individua il calo prima che comprometta la sicurezza del collegamento, consentendo un ripristino programmato.
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