
Misure e controlli · Spessore
Misura dello spessore: è il materiale a determinare il metodo
La misura dello spessore è tra i controlli più richiesti in produzione, ma sotto un concetto semplice si nasconde una grande varietà di casi. La domanda iniziale non è quanto sia spesso un oggetto, bensì di che materiale sia fatto e da quale lato vi si acceda: un substrato ferromagnetico apre alla misura di rivestimento a induzione magnetica, uno conduttore non magnetico alle correnti parassite, una parete accessibile da un solo lato agli ultrasuoni, un film sottile ai metodi ottici o meccanici. Ogni misura dello spessore richiede infine una taratura sul materiale reale.
La misura dello spessore è una delle grandezze più richieste nel controllo di qualità, ma dietro un concetto apparentemente semplice si nasconde una grande varietà di casi e di metodi. Misurare lo spessore di un rivestimento su acciaio, della parete di un tubo, di un foglio di carta o di una lastra di vetro sono problemi molto diversi, che richiedono principi fisici differenti. Il filo conduttore è uno solo: è il materiale, e non l’oggetto, a determinare quale metodo funziona. Capire questo è la chiave per orientarsi.
Questa pagina aiuta a orientarsi tra i casi della misura di spessore. Non entra nel dettaglio di ciascuno, trattato nelle pagine dedicate, ma spiega la logica che lega materiale e metodo e rimanda ai singoli approfondimenti. È il punto di partenza per chi deve capire come misurare uno spessore prima ancora di scegliere lo strumento.
Gli strumenti per misurare lo spessore
Otto famiglie di spessimetri, scelte in base a che cosa si misura e da che lato si accede: la parete di un pezzo da una sola faccia, un foglio fra due tastatori, un rivestimento sopra un substrato, il materiale in movimento su una linea. Ogni card porta ai modelli della famiglia e alle schede tecniche.

In linea
Sensori laser di distanza e posizione
Distanza e posizione senza contatto su materiale in movimento, per i controlli di spessore in linea di produzione. 2 modelli.

Da un solo lato
Spessimetri a ultrasuoni
Spessore di parete di tubi, serbatoi, lamiere, plastiche e vetro accedendo a una sola faccia; corrosione e misura di precisione. 10 modelli.

A contatto
Spessimetri a forcella e spessimetri meccanici a comparatore
Film, fogli, carta, cartone, tessili, gomma e pelle fra incudine e tastatore, con gola fino a 600 mm; lettura analogica o digitale. 18 modelli.

Su rivestimento
Spessimetri magnetici e induttivi per ferrosi e non ferrosi
Vernice, zinco e rivestimenti su acciaio e su metalli non ferrosi, senza danneggiare il pezzo. 3 modelli.

Su rivestimento
Spessimetri a ultrasuoni per rivestimenti non metallici
Vernice e rivestimenti su legno, plastica, calcestruzzo e compositi, anche multistrato. 2 modelli.

Su rivestimento
Spessimetri per zincatura a caldo e trattamenti galvanici
Zinco applicato a caldo o per via galvanica, anche sotto vernice (sistemi duplex). 1 modello.
Il materiale determina il metodo
La prima domanda da porsi non è “quanto è spesso”, ma “di cosa è fatto e a cosa si accede”. Un metallo magnetico permette la misura di rivestimento a induzione magnetica; un metallo conduttore non magnetico richiede le correnti indotte; un materiale accessibile da un solo lato si misura a ultrasuoni; un materiale trasparente apre la strada ai metodi ottici; un materiale comprimibile impone la misura a forza controllata. Ogni caso ha il suo principio, e usare quello sbagliato porta a misure impossibili o inaffidabili. La misura dello spessore è quindi, prima di tutto, un problema di riconoscere il caso.

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Come si misura: le guide per materiale
Per chi vuole capire il metodo prima di scegliere lo strumento, dieci guide, una per caso: parete di metalli, spessore residuo e corrosione, materie plastiche e compositi, vetro e materiali trasparenti, film, fogli e lamine, carta, cartone e tessili, gomma, pelle e non tessuti, rivestimenti su metallo, vernici su legno, plastica e calcestruzzo, profilo superficiale e rugosità.
I fili comuni: contatto, taratura, riferibilità
Nonostante la varietà, alcuni principi attraversano tutti i casi. Il primo è la distinzione tra misura a contatto e senza contatto: la prima è semplice e diretta ma può comprimere o segnare il materiale, la seconda è più delicata da tarare ma preserva il pezzo. Il secondo è la taratura sul materiale reale: quasi tutti i metodi indiretti, dagli ultrasuoni ai metodi elettromagnetici e ottici, dipendono da una proprietà del materiale, velocità del suono, permeabilità o indice di rifrazione, che va calibrata sul pezzo reale, pena errori sistematici. Il terzo è la riferibilità: ogni misura vale quanto i campioni di spessore noto con cui è verificata.
La misura come statistica
Un ultimo filo comune: lo spessore non è quasi mai uniforme. Che si tratti di un rivestimento, di una parete corrosa o di un foglio, il valore utile nasce da più letture, da cui si ricavano media, minimo e variabilità. Un piano di campionamento ben fatto conta spesso più dello strumento stesso.
Dalla misura allo strumento
Individuato il caso e il metodo, la scelta si sposta sullo strumento. Lo spessore è una delle grandezze del ramo Misure e controlli, l’enciclopedia tecnica che collega ogni grandezza agli strumenti che la misurano. Per la strumentazione, il riferimento è il Catalogo prodotti.
La maggior parte delle misure di spessore fa capo alla famiglia della metrologia dimensionale, con gli spessimetri meccanici a comparatore, i rugosimetri e profilometri e i campioni di riferimento per la taratura. Le misure di spessore senza contatto in linea si collegano invece ai sensori laser di distanza e posizione. Se non hai ancora inquadrato il tuo caso, il modulo di richiesta consente di ricevere un’indicazione mirata.
Domande frequenti
Perché è il materiale, e l’accesso al pezzo, a determinare quale principio fisico funziona. Un metallo magnetico consente l’induzione magnetica, un conduttore non magnetico le correnti indotte, un pezzo accessibile da un lato gli ultrasuoni, un materiale trasparente i metodi ottici, uno comprimibile la misura a forza controllata. Riconoscere il caso è il primo passo.
Tre principi. La distinzione tra misura a contatto e senza contatto; la taratura sul materiale reale, perché i metodi indiretti dipendono da una proprietà del materiale come velocità del suono, permeabilità o indice di rifrazione; e la riferibilità a campioni di spessore noto. A questi si aggiunge la natura statistica della misura, che richiede più letture.
Prima si inquadra il caso e il metodo adatto al materiale, poi si sceglie lo strumento nel catalogo. La maggior parte delle misure di spessore fa capo alla metrologia dimensionale, con spessimetri, rugosimetri e campioni di riferimento; le misure senza contatto in linea ai sensori laser di distanza. Dove il caso è particolare, si può chiedere un’indicazione mirata.
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