
Aria, clima, gas ed emissioni · Polveri e particolato
Misuratori di particolato e polveri: frazioni, metodi e interpretazione
I misuratori di particolato e polveri quantificano le particelle sospese nell’aria, un parametro che interessa sia la qualità dell’aria negli ambienti sia l’igiene industriale. Il particolato si classifica per frazioni dimensionali: più le particelle sono fini, più penetrano in profondità nell’apparato respiratorio. Due famiglie di metodi si dividono il campo: il conteggio ottico, che rileva la luce diffusa dalle particelle e lavora in tempo reale, e il metodo gravimetrico, che pesa il deposito su un filtro e resta il riferimento certificabile. Nell’uso pratico i misuratori di particolato e polveri ottici servono al monitoraggio continuo, il gravimetrico alla validazione del dato.
I misuratori di particolato e polveri quantificano le particelle sospese nell’aria, un parametro che interessa tanto la qualità dell’aria degli ambienti quanto l’igiene industriale e le emissioni. Il particolato non è una singola sostanza ma un insieme di particelle di dimensioni diverse, e proprio la dimensione ne determina il comportamento e la rilevanza: le frazioni più fini penetrano più in profondità nelle vie respiratorie e restano sospese più a lungo. Misurarlo bene significa distinguere queste frazioni.
Questa pagina spiega come si classificano le polveri per dimensione, quali metodi di misura esistono e come interpretarne i risultati. È rivolta al tecnico che valuta la qualità dell’aria, l’esposizione in ambiente di lavoro o l’efficacia di un sistema di aspirazione.
Le frazioni dimensionali
Il particolato si classifica per dimensione delle particelle. Le sigle PM indicano la frazione di particelle al di sotto di un certo diametro: quanto più piccolo il valore, tanto più fine la frazione considerata. Le particelle più grossolane si depositano rapidamente e restano nelle prime vie respiratorie; quelle più fini restano a lungo sospese e penetrano in profondità. Per questo un misuratore che riporta più frazioni contemporaneamente dà un quadro più completo di uno che fornisce un solo valore complessivo di polvere.

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Conteggio ottico e metodo gravimetrico
Ci sono due famiglie di metodi. Il conteggio ottico illumina un flusso d’aria e rileva la luce diffusa da ogni particella: dalla quantità e dall’intensità dei segnali stima numero e dimensione delle particelle, in tempo reale. È rapido, comodo per il monitoraggio continuo e per individuare variazioni, ma dà una stima che dipende dalle proprietà ottiche delle particelle. Il metodo gravimetrico aspira un volume noto d’aria attraverso un filtro e pesa la polvere raccolta: è il metodo di riferimento perché misura una massa reale, ma richiede tempo, laboratorio e non dà un dato immediato.
| Metodo | Pregi | Limiti |
|---|---|---|
| Conteggio ottico | Tempo reale, pratico | Stima dipendente dalle particelle |
| Gravimetrico | Misura di massa reale | Lento, richiede laboratorio |
I due metodi si completano: il conteggio ottico serve per il monitoraggio e per orientarsi, il gravimetrico per il dato di riferimento certificabile. Alcuni strumenti ottici possono essere confrontati con il metodo gravimetrico per calibrarne la risposta a un dato tipo di polvere.
Interpretare i dati
Come per gli altri parametri dell’aria, il valore istantaneo dice poco: conta l’andamento e il confronto con un riferimento. Un misuratore ottico è particolarmente utile per vedere come la concentrazione cambia accendendo un’aspirazione, aprendo una finestra o avviando una lavorazione. Va tenuto presente che la lettura ottica dipende dalla natura delle particelle, quindi confronti tra ambienti molto diversi vanno fatti con cautela.
- Distinguere le frazioni dimensionali, non un solo valore di polvere.
- Usare il conteggio ottico per il monitoraggio in tempo reale.
- Ricorrere al gravimetrico per il dato di riferimento.
- Leggere gli andamenti più che i valori istantanei.
- Considerare la dipendenza della misura ottica dal tipo di particelle.
Manutenzione e taratura
Gli strumenti ottici hanno una camera di misura e un sistema di aspirazione che si sporcano con l’uso e vanno puliti secondo le indicazioni, perché il deposito di polvere altera la lettura. La portata di campionamento va verificata, perché un flusso errato falsa la concentrazione calcolata. La taratura riferibile, spesso per confronto con il metodo gravimetrico, è ciò che rende i valori confrontabili e difendibili nel tempo.
Questa famiglia appartiene alla categoria Aria, clima, gas ed emissioni e si affianca ai sistemi per misura emissioni e fumi industriali, dove il particolato è la frazione solida delle emissioni.
I modelli
Per questa famiglia il catalogo ha per ora un solo apparecchio, e non è un misuratore di polveri ambientali: il Testo 380 è l’analizzatore con cui il costruttore determina in loco la concentrazione di particolato nei fumi degli impianti a combustibile solido. Prima di valutarlo conviene sapere che non funziona da solo: il manuale lo prescrive in coppia con un secondo strumento, che va considerato a parte. I dati completi sono nella scheda.

Particolato nei fumi
Testo 380
Il costruttore lo chiama analizzatore di particolato fine: determina in loco la concentrazione di particolato nei fumi degli impianti a combustibile solido, da 0 a 0,3 g/m³ con risoluzione 0,0001 g/m³, e misura la temperatura dei fumi da 0 a 500 °C. Sonda da 270 mm con stelo riscaldato fino a 120 °C e diluitore a rotazione. Non è uno strumento autonomo: il manuale prescrive che lavori insieme a un testo 330-2 LL, che non è compreso nella fornitura.
Domande frequenti
Perché la dimensione delle particelle ne determina il comportamento e la rilevanza: le più grossolane si depositano rapidamente e restano nelle prime vie respiratorie, le più fini restano a lungo sospese e penetrano in profondità. Un misuratore che riporta più frazioni dà un quadro più completo di uno che fornisce un solo valore complessivo.
Il conteggio ottico rileva la luce diffusa dalle particelle e stima numero e dimensione in tempo reale, comodo per il monitoraggio ma dipendente dalle proprietà delle particelle. Il gravimetrico aspira un volume noto attraverso un filtro e pesa la polvere raccolta: è il metodo di riferimento perché misura una massa reale, ma è lento e richiede laboratorio.
Con cautela. La lettura ottica dipende dalla natura delle particelle, quindi confronti tra ambienti molto diversi vanno interpretati con attenzione. Lo strumento ottico è ottimo per vedere gli andamenti in uno stesso contesto; per un dato assoluto confrontabile si ricorre al metodo gravimetrico di riferimento.
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