
Temperatura e termografia · Contatto e sonde
Come funziona il termometro a contatto con sonde
Il termometro a contatto con sonde intercambiabili misura la temperatura toccando l’oggetto con un sensore che, messo a contatto, scambia calore con esso finché non ne raggiunge la stessa temperatura: è il principio dell’equilibrio termico. Rispetto al metodo senza contatto è più preciso e non risente dell’emissività o dei riflessi, ma è più lento perché richiede il tempo dell’equilibrio, e va poter toccare l’oggetto. La chiave sta nella scelta della sonda: esistono sonde per liquidi, per superfici e a penetrazione, ciascuna ottimizzata per un uso. Questa pagina spiega il principio dell’equilibrio termico, perché la sonda è decisiva e come il tempo di risposta influenza la misura di un termometro a contatto con sonde.
Il termometro a contatto con sonde intercambiabili misura la temperatura toccando l’oggetto con un sensore, che si porta alla stessa temperatura del punto misurato. È lo strumento più versatile per misure precise, perché cambiando sonda lo stesso strumento passa dalla misura di un liquido a quella di una superficie, dal cuore di un alimento a un’aria in movimento.
Questa pagina spiega il principio dell’equilibrio termico su cui si basa la misura a contatto, perché la scelta della sonda è decisiva e come il tempo di risposta influenza il risultato. È rivolta a chi misura temperature con precisione in campi diversi e vuole scegliere la sonda giusta.
Il principio dell’equilibrio termico
Il termometro a contatto non legge la temperatura a distanza, ma la assume: la sonda, messa a contatto con l’oggetto, scambia calore con esso finché non raggiunge la sua stessa temperatura. A quel punto il sensore misura la propria temperatura, che è quella dell’oggetto. È un principio semplice ma con una conseguenza importante: la misura è corretta solo dopo che la sonda ha raggiunto l’equilibrio, non nell’istante del contatto.
Rispetto al senza contatto, il metodo a contatto è più preciso e non dipende dall’emissività o dai riflessi, ma è più lento, perché richiede il tempo dell’equilibrio, e richiede di poter toccare il punto da misurare. È la scelta quando la precisione conta più della velocità, e quando serve misurare l’interno di qualcosa e non solo la superficie.

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La sonda giusta per ogni misura
Il vantaggio delle sonde intercambiabili è che un solo strumento copre situazioni diverse, cambiando semplicemente il sensore. Ogni tipo di sonda è ottimizzato per una geometria e un mezzo, e usare quella sbagliata è la causa più comune di misure lente o errate.
Sonde a immersione e a penetrazione
La sonda a immersione, sottile e allungata, misura la temperatura di liquidi e gas immergendovi la punta; la sonda a penetrazione, robusta e appuntita, si infigge in un materiale solido o semisolido per misurarne il cuore, come nel controllo della temperatura interna di un alimento. Entrambe hanno il sensore vicino alla punta, per rispondere in fretta al punto che tocca.
Sonde di superficie
Misurare la temperatura di una superficie a contatto è sorprendentemente difficile: la sonda tende a raffreddare o scaldare localmente il punto che tocca, e il contatto imperfetto lascia un’intercapedine d’aria che isola. Le sonde di superficie hanno un sensore piatto a molla che massimizza il contatto e minimizza lo scambio con l’ambiente, ma restano il tipo di misura più delicato, spesso più comodo con un termometro a infrarossi.
Il tempo di risposta
Il tempo di risposta è quanto la sonda impiega a raggiungere l’equilibrio con l’oggetto, e dipende dalla massa della sonda, dal contatto e dal mezzo. Una sonda leggera in un liquido agitato risponde in pochi secondi; una sonda robusta su una superficie può impiegarne molti. L’errore più comune è leggere troppo presto, prima dell’equilibrio, ottenendo un valore ancora in movimento: bisogna attendere che la lettura si stabilizzi.
| Sonda | Per misurare | Nota |
|---|---|---|
| A immersione | Liquidi e gas | Immergere a sufficienza |
| A penetrazione | Cuore di solidi e cibi | Robusta e appuntita |
| Di superficie | Superfici solide | Contatto critico, più lenta |
Il sensore all’interno della sonda è in genere una termocoppia o un elemento resistivo, approfonditi nelle Termocoppie, Pt100 e sonde di processo. Per la misura rapida e a distanza si usano invece i Termometri a infrarossi. Il termometro a contatto fa parte della categoria Temperatura e termografia.
La profondità di immersione
Un errore poco noto ma frequente riguarda la profondità di immersione. Se la sonda è immersa troppo poco, il calore si disperde lungo lo stelo verso l’esterno più freddo, e la punta non raggiunge la vera temperatura del mezzo: la misura risulta più vicina a quella dell’ambiente. Per questo si immerge la sonda a una profondità sufficiente, tipicamente ben oltre la punta, così che lo stelo non faccia da via di fuga per il calore.
I modelli
La categoria mette insieme approcci diversi alla stessa misura. Ci sono gli strumenti a sonde intercambiabili, dove il corpo contiene elettronica e display e il sensore sta nella sonda, che si sceglie secondo quello che si deve misurare; i compatti a sonda fissa, che rinunciano a quella libertà in cambio di immediatezza; gli strumenti di precisione a più canali, dove strumento e sonda vengono regolati come una cosa sola; e gli indicatori a viraggio, che non misurano ma registrano il superamento di una soglia senza alcuna elettronica. I dati tecnici completi — campi di misura, tipi di sensore, accuratezze — sono nelle schede.

Sonda fissa
Testo 905-T1, 905-T2 e 905i
Tre strumenti compatti a sonda fissa non intercambiabile, tutti a termocoppia tipo K. Il 905-T1 misura a penetrazione, il 905-T2 le superfici con testina a molla a banda trasversale, il 905i è una sonda Smart Probes senza display che si legge sullo smartphone. Campo −50 … +350 °C.

Sonde intercambiabili
Testo 922, 925 e 926
Tre palmari senza sensore proprio: la misura la fa la sonda che ci si innesta. Il 922 ha due canali e calcola la temperatura differenziale, il 925 ne ha uno, il 926 lavora su termocoppia tipo T ed è l’unico dei tre per cui il costruttore dichiari la EN 13485.

Sonde intercambiabili
Testo 720
Un ingresso che accetta due famiglie di sensori: Pt100 fino a +800 °C e NTC fino a +150 °C, per misure in aria, su superficie e a immersione. Il costruttore lo colloca in laboratorio e industria, con la sonda da laboratorio in vetro per i mezzi corrosivi.

Precisione
Testo 735-1 e 735-2
Tre canali, Pt100 e termocoppie K, T, J e S. Con la sonda Pt100 di precisione regolata insieme allo strumento il costruttore dichiara un’accuratezza di sistema fino a 0,05 °C e una risoluzione di 0,001 °C. Il 735-1 è senza memoria, il 735-2 memorizza 10.000 valori e arriva con software e cavo USB.

Sonde intercambiabili
Testo 110 e 112
Due strumenti a un ingresso con sonde intercambiabili NTC e Pt100, entrambi con allarme acustico su limiti impostabili. Il 110 è l’unico dei due per cui il costruttore dichiari EN 13485 e conformità HACCP; il 112 ha approvazione PTB, autotest integrato e sonde tarabili dedicate.

Sonda a innesto
Testo 108
Termometro stagno a termocoppia con sonda a innesto sostituibile, campo −50 … +300 °C e autonomia dichiarata di 2500 ore. Il 108 accetta termocoppie tipo T e tipo K, il 108-2 solo il tipo T e ha la sonda avvitabile bloccabile.

Sonda fissa
Mini termometri Testo
Cinque strumenti tascabili a sonda fissa non intercambiabile, da −50 a +300 °C secondo il modello. Quattro si distinguono per la punta e per il campo; il quinto aggiunge l’allarme quando il valore esce dai limiti impostati.

Indicatori a viraggio
Strisce testoterm
Pellicole autoadesive con elementi termosensibili che virano di colore in modo irreversibile entro 2 secondi, con accuratezza ±1,5 °C da +43 a +154 °C. Nessuna elettronica e nessuna batteria: restano virate e testimoniano il superamento anche quando nessuno stava guardando.
Domande frequenti
La sonda, messa a contatto con l’oggetto, scambia calore con esso finché non ne raggiunge la stessa temperatura; a quel punto il sensore misura la propria temperatura, che è quella dell’oggetto. La misura è corretta solo dopo il raggiungimento dell’equilibrio, non nell’istante del contatto.
Perché ogni tipo di sonda è ottimizzato per una geometria e un mezzo: a immersione per liquidi e gas, a penetrazione per il cuore di solidi e cibi, di superficie per le superfici solide. Cambiando sonda lo stesso strumento copre situazioni diverse; usare quella sbagliata è causa di misure lente o errate.
Perché la sonda tende a raffreddare o scaldare localmente il punto che tocca, e il contatto imperfetto lascia un’intercapedine d’aria che isola. Le sonde di superficie hanno un sensore piatto a molla per massimizzare il contatto, ma restano la misura più delicata, spesso più comoda con un termometro a infrarossi.
Perché se la sonda è immersa troppo poco il calore si disperde lungo lo stelo verso l’esterno più freddo e la punta non raggiunge la vera temperatura del mezzo, avvicinandosi a quella dell’ambiente. Si immerge quindi la sonda ben oltre la punta, perché lo stelo non faccia da via di fuga per il calore.
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