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Spessimetri per zincatura a caldo e trattamenti galvanici

Struttura metallica capannone industriale

Spessimetri di rivestimento · Zincatura

Controllo spessore zincatura a caldo e galvanica

Il controllo spessore zincatura è la verifica più diretta della protezione anticorrosiva di un manufatto in acciaio, perché la durata dello strato di zinco dipende in modo quasi lineare dalla quantità depositata. Poiché lo zinco non è ferromagnetico mentre l’acciaio lo è, la misura si esegue in modo non distruttivo con il metodo a induzione magnetica, rapido e ripetibile sul campo. Zincatura a caldo per immersione e zincatura elettrolitica producono però spessori molto diversi, che impongono sonde e intervalli di misura distinti. Questa pagina illustra il principio magnetico, la scelta della sonda, l’effetto della rugosità tipica della superficie zincata e i requisiti della norma ISO 1461 con i valori minimi di accettazione.

Il controllo spessore zincatura rappresenta la verifica più diretta della protezione anticorrosiva applicata a un manufatto in acciaio. Lo strato di zinco agisce infatti con un doppio meccanismo: costituisce una barriera fisica tra il metallo e l’ambiente e, dove la barriera venga localmente interrotta, protegge il ferro per via elettrochimica sacrificandosi al suo posto.

La durata di questa protezione dipende in modo quasi lineare dalla quantità di zinco depositata. Un rivestimento più spesso resiste proporzionalmente più a lungo, ed è questa relazione a rendere la misura dello spessore un dato di collaudo e non una semplice indicazione di processo. Questa pagina illustra i metodi di misura applicabili, i requisiti normativi, i fattori che determinano lo spessore effettivamente ottenuto e i criteri con cui si valuta la conformità.

Zincatura a caldo e rivestimenti galvanici: due processi diversi

Sotto il termine generico di zincatura convivono processi tecnologicamente distinti, che producono rivestimenti con spessori e strutture molto diverse. Distinguerli è il presupposto per impostare correttamente il controllo.

Nella zincatura a caldo per immersione il manufatto, dopo decapaggio e flussaggio, viene immerso in un bagno di zinco fuso. Tra il ferro e lo zinco si sviluppa una reazione metallurgica che genera strati intermetallici legati al substrato, sui quali si deposita infine zinco puro durante l’estrazione. Gli spessori risultanti sono considerevoli e il legame con il metallo di base è di natura metallurgica, non semplicemente adesiva.

Nella zincatura elettrolitica, o galvanica, lo zinco viene invece depositato per via elettrochimica da una soluzione. Il processo avviene a temperatura ambiente, non produce strati di lega e consente un controllo fine dello spessore, che risulta però di un ordine di grandezza inferiore rispetto all’immersione a caldo. La finitura è più uniforme e brillante, adatta a componenti di precisione, ma la protezione offerta è sensibilmente più breve.

Esistono infine i rivestimenti applicati per sherardizzazione, per spruzzatura termica o per deposizione di zinco in lamelle. Ciascuno presenta caratteristiche proprie, ma tutti condividono la stessa esigenza di verifica dimensionale e, dal punto di vista della misura, si comportano come strati non magnetici su substrato ferroso.

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Il metodo magnetico applicato ai rivestimenti di zinco

Lo zinco non è ferromagnetico, mentre il substrato di acciaio lo è: questa differenza rende applicabile il metodo a induzione magnetica, che costituisce nella pratica industriale la via più diretta per il controllo.

La sonda genera un campo magnetico alternato e ne rileva l’accoppiamento con il substrato ferroso. Lo strato di zinco interposto allontana la sonda dal ferro e riduce proporzionalmente l’intensità dell’accoppiamento: l’elettronica converte questa variazione in un valore di spessore. La misura richiede pochi secondi, non altera il rivestimento e può essere ripetuta su un numero elevato di punti.

Il principio fisico e le sue condizioni di applicazione sono descritti nella pagina dedicata agli spessimetri magnetici e induttivi per ferrosi e non ferrosi. Vale però la pena richiamare alcune specificità che il caso della zincatura presenta.

Intervallo di misura e scelta della sonda

Gli spessori tipici della zincatura a caldo sono decisamente superiori a quelli di un ciclo di verniciatura, e collocano la misura nella parte alta del campo strumentale. Una sonda ottimizzata per strati sottili perde risoluzione o satura, restituendo letture inaffidabili. Occorre quindi verificare che il campo di misura dichiarato copra con margine i valori attesi.

Il caso opposto si presenta con i rivestimenti elettrolitici, i cui spessori sono nettamente inferiori: qui serve invece risoluzione fine nella parte bassa della scala, dove una sonda a largo campo non discrimina adeguatamente.

Rugosità caratteristica della superficie zincata

La superficie che esce dal bagno di zinco non è liscia. Colature, gocce di solidificazione, cristallizzazione a fiore e residui di flussante creano un profilo irregolare che influenza la lettura. Lo strumento misura rispetto a un piano magnetico efficace la cui posizione dipende dalla geometria locale, e su superfici molto irregolari la dispersione dei valori diventa considerevole.

Per questa ragione la singola lettura non ha significato di collaudo. La valutazione si fonda sempre su una serie di misure distribuite, di cui si considera il valore medio: è questo l’impianto adottato anche dalle norme di prodotto.

Requisiti normativi e valori minimi

La norma di riferimento per i rivestimenti ottenuti per immersione a caldo su manufatti in ferro e acciaio è la ISO 1461, che definisce le specifiche di prodotto e i metodi di prova. Il criterio adottato lega lo spessore minimo richiesto allo spessore nominale del materiale di base: pezzi più massicci, destinati a impieghi strutturali e a vita di servizio più lunga, richiedono strati più consistenti.

Spessore del materiale di baseSpessore medio minimo del rivestimento
Uguale o superiore a 6 mm85 µm
Da 3 a meno di 6 mm70 µm
Inferiore a 3 mm55 µm

I valori indicati sono medie minime riferite alla superficie di riferimento. La norma distingue infatti tra il valore locale, ottenuto in un singolo punto, e il valore medio calcolato sull’insieme delle misure: il criterio di accettazione si applica alla media, mentre per i valori locali è ammessa una soglia inferiore.

La norma richiama esplicitamente il metodo magnetico come procedura di verifica non distruttiva, rimandando alla ISO 2178 per le modalità di esecuzione della misura. Sono previste anche procedure per il trattamento dei pezzi non conformi, che possono essere rizincati o sottoposti a ripresa localizzata.

Per i rivestimenti elettrolitici i requisiti sono invece definiti da norme di prodotto specifiche, che classificano i rivestimenti per spessore e per tipo di trattamento di conversione applicato successivamente.

Fattori che determinano lo spessore ottenuto

A differenza della verniciatura, dove lo spessore è governato dai parametri di applicazione, nella zincatura a caldo il risultato dipende in larga misura dalla reazione metallurgica che si sviluppa tra ferro e zinco. Il processo è quindi meno regolabile di quanto si potrebbe pensare, e comprenderne le variabili aiuta a interpretare correttamente le misure.

Composizione chimica dell’acciaio

È il fattore più influente in assoluto. Il tenore di silicio e di fosforo dell’acciaio governa la cinetica di accrescimento degli strati intermetallici: superata una certa soglia la reazione accelera notevolmente e produce rivestimenti molto più spessi, spesso di aspetto grigio opaco anziché brillante.

Due componenti immersi nello stesso bagno, per lo stesso tempo, possono quindi presentare spessori sensibilmente diversi se provengono da colate con composizione differente. Questa è una circostanza che genera frequenti incomprensioni tra committente e zincatore, e che il controllo dimensionale rende oggettiva.

Tempo di immersione e temperatura del bagno

La crescita degli strati di lega procede nel tempo secondo una legge non lineare: rapida nella fase iniziale, progressivamente più lenta. Prolungare l’immersione aumenta lo spessore, ma con rendimento decrescente. La temperatura del bagno agisce nella stessa direzione, modificando la velocità di diffusione.

Stato della superficie prima dell’immersione

Residui di calamina, ossidi, grassi o vernici non rimossi durante la preparazione impediscono localmente la reazione e generano difetti di rivestimento. Anche la rugosità conferita dal decapaggio o da un’eventuale sabbiatura preliminare incide sulla quantità di zinco che aderisce. Il tema della preparazione è sviluppato nella pagina sulla preparazione superficiale e sabbiatura.

Velocità di estrazione e raffreddamento

Lo strato di zinco puro che si deposita sopra le leghe si forma durante l’estrazione dal bagno: una risalita lenta ne aumenta lo spessore, mentre una risalita rapida lascia colature e disuniformità. Le modalità di raffreddamento successivo influenzano infine la struttura cristallina e l’aspetto della superficie.

Procedura di controllo in accettazione

Il controllo si esegue tipicamente al ricevimento della merce dallo zincatore, prima della messa in opera o di eventuali lavorazioni successive. La sequenza operativa segue alcuni passaggi consolidati.

  1. Definizione della superficie di riferimento. Si individua l’area su cui applicare il criterio di accettazione, tenendo conto che pezzi di forma complessa possono richiedere più superfici distinte.
  2. Verifica dello strumento. Prima di iniziare si controlla la risposta su spessori campione certificati, scelti in prossimità dei valori attesi.
  3. Regolazione sul materiale. Ove possibile si azzera lo strumento su una porzione non rivestita dello stesso acciaio, compensando gli effetti di massa e metallurgia.
  4. Acquisizione delle letture. Si distribuiscono le misure sulla superficie di riferimento, evitando spigoli, bordi e zone di colatura evidente.
  5. Calcolo del valore medio. Si confronta la media con il requisito normativo, verificando separatamente che nessun valore locale scenda sotto la soglia ammessa.
  6. Registrazione. Si documentano strumento impiegato, campioni di verifica, numero di letture e valori ottenuti.

La documentazione assume particolare rilevanza nelle forniture per opere pubbliche e infrastrutture, dove il collaudo del rivestimento entra a far parte del fascicolo dell’opera. Sul tema si veda la pagina relativa ai rapporti di ispezione e conformità.

Sistemi duplex: zincatura e verniciatura sovrapposte

In ambienti particolarmente aggressivi la sola zincatura può non bastare, e si ricorre a un ciclo di verniciatura applicato sopra lo strato di zinco. La combinazione, nota come sistema duplex, offre una durata superiore alla somma delle due protezioni prese singolarmente, perché la vernice rallenta il consumo dello zinco e questo, a sua volta, impedisce la propagazione della corrosione sotto il film.

Dal punto di vista della misura il sistema duplex presenta una particolarità rilevante: lo strumento a induzione magnetica rileva la distanza dal substrato ferroso, quindi restituisce la somma di zinco e vernice, senza distinguerli. Per conoscere il solo spessore della vernice occorre misurare prima della verniciatura e sottrarre, oppure ricorrere a strumentazione che combini più principi di misura.

Questa è una fonte di errore ricorrente nei collaudi: si applica al valore letto il criterio previsto per il solo ciclo di verniciatura, ottenendo un risultato apparentemente conforme che in realtà comprende anche lo zinco sottostante.

Applicazioni industriali

Carpenteria metallica e strutture

Travi, pilastri, controventi e piastre di collegamento vengono zincati prima del montaggio. Il controllo in accettazione verifica la conformità della fornitura e, nel caso di strutture esposte, fornisce il dato di partenza per stimare la vita utile della protezione. Il tema si collega alla pagina sulla verniciatura di carpenteria metallica.

Minuteria e componenti filettati

Bulloneria e minuteria ricevono generalmente rivestimenti elettrolitici o per centrifugazione, con spessori ridotti per non compromettere gli accoppiamenti filettati. Il controllo richiede sonde di piccole dimensioni e attenzione alla geometria: su superfici curve di piccolo raggio la misura risente della curvatura, come descritto nella pagina sulla misura su superfici curve e di piccolo raggio.

Barriere stradali e arredo urbano

Guardrail, pali di illuminazione, ringhiere e recinzioni sono esposti in modo continuativo ad agenti atmosferici e, sulle strade, ai sali antighiaccio. I capitolati di fornitura richiedono spessori verificati e documentati, con controlli a campione sui lotti consegnati.

Componenti per impianti e agricoltura

Strutture per serre, silos, impianti di irrigazione e attrezzature agricole operano in ambienti umidi e chimicamente aggressivi. La zincatura rappresenta qui la protezione più economica in rapporto alla durata, e la verifica dello spessore consente di prevedere gli intervalli di manutenzione.

I modelli

La categoria raccoglie gli strumenti che affrontano il rivestimento duplex, cioè la vernice applicata sopra la zincatura, dove la specifica chiede i due spessori separati e non il totale.

PosiTector 6000 – dettagli delle sonde sonda – DeFelsko

Vernice e zinco separati

Spessimetro duplex DeFelsko PosiTector 6000 FNDS

Quando sopra la zincatura c’è una mano di vernice e servono i due valori distinti: misura separata di vernice e zinco con una sola lettura, campo 0-1500 micron, zinco minimo 13 micron.

Errori ricorrenti nel controllo

  • Misurare in corrispondenza di colature o gocce di solidificazione, ottenendo valori non rappresentativi della superficie.
  • Applicare il criterio di accettazione a una singola lettura anziché al valore medio della serie.
  • Impiegare una sonda con campo di misura inadeguato agli spessori tipici della zincatura a caldo.
  • Confondere lo spessore complessivo di un sistema duplex con quello della sola verniciatura.
  • Trascurare l’effetto della composizione dell’acciaio quando si confrontano lotti di provenienza diversa.
  • Eseguire il controllo su superfici sporche o con residui di flussante non rimossi.

Controlli complementari sul rivestimento

Lo spessore è il parametro principale ma non l’unico. Un rivestimento conforme in spessore può comunque presentare difetti che ne compromettono la funzione protettiva: zone scoperte, inclusioni, distacchi localizzati o eccessiva fragilità degli strati di lega.

L’esame visivo, la verifica dell’aderenza e, nei casi più esigenti, la ricerca di discontinuità completano il quadro. Quando il rivestimento zincato viene successivamente verniciato, diventa inoltre rilevante la valutazione dell’adesione tra i due strati, argomento trattato nella pagina sugli strumenti per prova di adesione e pull-off.

La gamma completa degli strumenti per il controllo dei rivestimenti è raccolta nella sezione spessimetri di rivestimento e finitura superficiale.

Domande frequenti

Con quale metodo si misura lo spessore della zincatura?

Il metodo più diffuso è quello a induzione magnetica, applicabile perché lo zinco non è ferromagnetico mentre il substrato di acciaio lo è. La sonda rileva la riduzione di accoppiamento magnetico dovuta allo strato interposto e la converte in spessore. La misura è non distruttiva, richiede pochi secondi e può essere ripetuta su molti punti.

Quali spessori minimi richiede la normativa?

La ISO 1461 lega il requisito allo spessore del materiale di base: 85 micrometri per acciai da 6 mm in su, 70 micrometri tra 3 e 6 mm, 55 micrometri sotto i 3 mm. Si tratta di valori medi minimi riferiti alla superficie di riferimento; per le singole letture locali è ammessa una soglia inferiore.

Perché due pezzi zincati insieme hanno spessori diversi?

La causa più frequente è la diversa composizione chimica degli acciai. Il tenore di silicio e fosforo governa la velocità di accrescimento degli strati intermetallici: acciai reattivi producono rivestimenti sensibilmente più spessi, spesso di aspetto grigio opaco, anche a parità di tempo di immersione e temperatura del bagno.

Come si misura un sistema duplex zincatura più verniciatura?

Lo strumento a induzione magnetica misura la distanza dal substrato ferroso e restituisce quindi la somma dei due strati, senza distinguerli. Per conoscere il solo spessore della vernice occorre rilevare il valore prima della verniciatura e sottrarlo, oppure impiegare strumentazione che combini più principi di misura.

Quante misure servono per un collaudo valido?

La singola lettura non ha valore di collaudo, perché la superficie zincata presenta irregolarità naturali. Occorre acquisire una serie di misure distribuite sulla superficie di riferimento e calcolarne la media, che viene poi confrontata con il requisito. Il numero esatto dipende dalle dimensioni del pezzo e dal capitolato applicabile.

Si può misurare la zincatura su bulloneria e minuteria?

Sì, ma con alcune cautele. Gli spessori dei rivestimenti elettrolitici su minuteria sono ridotti e richiedono buona risoluzione nella parte bassa della scala. Inoltre le superfici curve di piccolo raggio introducono un errore sistematico: conviene impiegare sonde di dimensioni contenute e ripetere la regolazione sulla geometria effettiva.

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