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Ispezione, corrosione e sicurezza strutturale

Giunzione flangiata di una tubazione metallica fortemente corrosa

Applicazioni · Area tematica

Ispezione, corrosione e sicurezza strutturale: verificare l’integrità nel tempo

L’area ispezione, corrosione e sicurezza strutturale si occupa di componenti già in servizio, dove la domanda non è se il pezzo fosse conforme alla costruzione ma quanto margine gli resti oggi. Il controllo centrale è la misura dello spessore residuo di tubazioni, serbatoi e strutture metalliche, che la corrosione e l’erosione assottigliano progressivamente: si esegue dall’esterno, senza svuotare né smontare, sfruttando la propagazione degli ultrasuoni nel materiale. Accanto ad essa, la ricerca di cricche e discontinuità superficiali completa il quadro. Nell’ispezione, corrosione e sicurezza strutturale il valore sta nel confronto con le misure precedenti, che indica la velocità del degrado.

L’ispezione, la corrosione e la sicurezza strutturale riguardano la verifica dell’integrità di componenti, tubazioni, serbatoi, strutture e impianti nel tempo, per garantire che siano ancora sicuri ed efficienti. Il principio comune è il controllo non distruttivo: si deve valutare lo stato di un elemento, spesso in esercizio, senza danneggiarlo né fermarlo. Il controllo più tipico è la misura dello spessore residuo di pareti metalliche soggette a corrosione o usura: sapere quanto materiale è rimasto permette di stabilire se un tubo o un serbatoio è ancora sicuro o va sostituito. Altri controlli riguardano la ricerca di difetti e discontinuità nascoste, come cricche e inclusioni, e la valutazione della corrosione. Questi controlli sono fondamentali in impianti, tubazioni, strutture e ovunque un cedimento avrebbe conseguenze gravi. Questa pagina raccoglie i controlli e gli strumenti tipici dell’ispezione, della corrosione e della sicurezza strutturale, collegandoli alle grandezze, alle tecnologie e alle famiglie di strumenti adatte.

Questa pagina raccoglie le esigenze di controllo tipiche dell’ispezione, della corrosione e della sicurezza strutturale, e indica dove trovare gli strumenti adatti. È una guida per ispettori e tecnici della sicurezza degli impianti.

Cosa si controlla per la sicurezza

Il controllo più caratteristico è la misura dello spessore residuo. Tubazioni, serbatoi, scafi e strutture metalliche si assottigliano nel tempo per corrosione ed erosione, e conoscere lo spessore rimasto è essenziale per valutare se sono ancora sicuri. Questa misura si fa dall’esterno, senza forare, sfruttando gli ultrasuoni che attraversano il materiale e ne misurano lo spessore anche su superfici corrose e irregolari. Un secondo controllo importante è la ricerca di difetti e discontinuità nascoste: cricche, inclusioni, mancanze di fusione nelle saldature, che possono compromettere la resistenza di un componente. Questi difetti si rilevano con metodi non distruttivi che li individuano senza danneggiare il pezzo. La valutazione della corrosione combina la misura dello spessore residuo con l’ispezione delle superfici. Tutti questi controlli condividono l’obiettivo di verificare l’integrità senza distruggere né fermare, spesso su impianti in esercizio, per decidere se un elemento può continuare a funzionare in sicurezza o va riparato o sostituito. Sono controlli decisivi dove un cedimento avrebbe conseguenze gravi per la sicurezza e per l’ambiente.

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Le grandezze e le tecnologie coinvolte

Questi controlli chiamano in causa soprattutto gli ultrasuoni e le correnti parassite. La misura dello spessore residuo di pareti metalliche si basa sugli ultrasuoni, che misurano lo spessore dal tempo di volo di un’onda che attraversa il materiale, anche su superfici corrose. Gli ultrasuoni servono anche a rilevare difetti e discontinuità interne, poiché un’onda si riflette sulle imperfezioni. Le correnti parassite sono utili per rilevare cricche superficiali e valutare la corrosione. Questi metodi sono per natura non distruttivi: permettono di ispezionare senza danneggiare, spesso su impianti in funzione. Gli strumenti vanno tarati e usati con competenza, perché l’interpretazione dei segnali richiede esperienza, e la scelta della tecnica dipende dal materiale, dal tipo di difetto e dalle condizioni. La combinazione di misura dello spessore e ricerca dei difetti permette di valutare l’integrità complessiva di un componente. Impostare i controlli giusti è la base per garantire la sicurezza strutturale degli impianti e delle strutture nel tempo.

ControlloCosa verifica
Spessore residuoMateriale rimasto dopo la corrosione
Ricerca difettiCricche e discontinuità nascoste
Valutazione corrosioneIntegrità e sicurezza

Controlli per l’integrità nel tempo

Per ispezioni affidabili contano l’uso di strumenti tarati, la competenza nell’esecuzione e nell’interpretazione, e il monitoraggio dell’evoluzione nel tempo. La misura dello spessore va fatta in molti punti, specie dove la corrosione è più probabile, e ripetuta nel tempo per seguire l’assottigliamento e stimare la vita residua del componente. La ricerca dei difetti va eseguita con la tecnica adatta al tipo di difetto atteso, da personale competente, perché l’interpretazione dei segnali è delicata. Gli strumenti vanno tarati sui materiali corretti. È la tendenza nel tempo, più del singolo valore, a permettere di programmare le sostituzioni prima che un componente diventi pericoloso. Documentare le ispezioni con i punti di misura e i valori costruisce la storia dell’integrità dell’impianto, spesso richiesta anche per legge. Controlli ben impostati permettono di garantire la sicurezza di tubazioni, serbatoi e strutture, evitando cedimenti e programmando gli interventi. In questo settore la misura non distruttiva è lo strumento con cui si verifica l’integrità e si previene il rischio, senza fermare gli impianti né distruggere ciò che si controlla.

  • Lo spessore residuo dice quanto materiale è rimasto.
  • Gli ultrasuoni misurano e cercano difetti senza distruggere.
  • Le correnti parassite rilevano cricche superficiali.
  • Conta la tendenza nel tempo per stimare la vita residua.
  • Documentare costruisce la storia dell’integrità.

Gli approfondimenti di quest’area

Le pagine di approfondimento di quest’area trattano ciascuna un controllo specifico dell’ispezione, della corrosione e della sicurezza strutturale, con i relativi strumenti:

Misura dello spessore di parete attraverso il rivestimento con spessimetro a ultrasuoni

Spessore residuo

Ispezione di serbatoi e recipienti in pressione

Misura dello spessore residuo e ricerca di difetti con controlli non distruttivi per verificarne la sicurezza.

Spessimetro a ultrasuoni in misura sulla parete di una tubazione

Pareti e linee

Controllo dello spessore delle tubazioni

Misura a ultrasuoni dello spessore residuo delle pareti per valutare la corrosione, la vita residua e la sicurezza delle linee.

Valvole e tubazioni industriali coibentate

Corrosione nascosta

Corrosione sotto isolamento

Rilevare la corrosione nascosta sotto il coibente di tubazioni e apparecchiature, con tecniche dedicate.

Riparazione di una nave in cantiere navale

Fasciame e scafi

Ispezione di scafi e strutture navali

Misura dello spessore residuo del fasciame e controllo delle saldature per verificare l’integrità di navi e strutture marine.

Rilevatore di difetti a ultrasuoni in misura su lamiera

Difetti nei giunti

Controllo delle saldature

Ricerca di cricche, porosità e difetti interni con metodi non distruttivi come ultrasuoni e radiografia.

Misura della tensione e dell’allungamento dei bulloni con trasduttori a ultrasuoni

Precarico e coppia

Verifica del serraggio di bulloni critici

Controllo della coppia e del precarico di viti e bulloni per giunzioni sicure e affidabili nelle strutture.

Viadotto autostradale su bacino

Opere civili

Ispezione di ponti e opere civili

Controllo di calcestruzzo, armature e strutture con prove non distruttive per valutarne lo stato nel tempo.

Operatore al quadro di comando di una centrale

Verifiche ricorrenti

Controlli periodici sugli impianti

Verifiche obbligatorie e ricorrenti di sicurezza ed efficienza di impianti e attrezzature, con misure documentate e riferibili.

Rilevatore di gas portatile in uso

Atmosfera e accesso

Sicurezza sul lavoro e ambienti confinati

Misura di ossigeno, gas tossici ed esplosivi con rilevatori per verificare che l’atmosfera sia respirabile prima di entrare.

Ispettore che registra gli esiti di una misura di spessore

Documentazione

Rapporti di ispezione e conformità

Documentare misure, esiti e giudizi delle ispezioni in modo tracciabile per dimostrare la sicurezza e il rispetto delle norme.

Dall’applicazione allo strumento: cosa serve in pratica

Questa area appartiene al ramo Applicazioni di misura e controllo, ed è collegata alle aree Manutenzione industriale e diagnostica macchine e Verniciatura e trattamenti superficiali. Per approfondire le tecnologie e le grandezze, i riferimenti sono i rami Tecnologie e principi di misura e Misure e controlli.

Nel catalogo gli strumenti per i controlli non distruttivi fanno capo a controlli non distruttivi e spessimetri di materiale, nel Catalogo prodotti. Se devi misurare lo spessore residuo o cercare difetti e corrosione, il modulo di richiesta consente di ricevere un’indicazione mirata.

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Gli strumenti per la protezione anticorrosiva

Accanto ai controlli sullo spessore residuo, l’ispezione anticorrosione verifica la protezione che tiene lontana la corrosione dal metallo: le condizioni della superficie e dell’aria prima di applicare il rivestimento — sali solubili, polveri, punto di rugiada — e la continuità del film una volta applicato, che si accerta cercando pori e discontinuità. Qui gli strumenti delle due famiglie.

Misuratore di sali solubili DeFelsko PosiTector SST

Sali solubili

DeFelsko PosiTector SST

Misura la contaminazione salina della superficie con il metodo Bresle: campo da 0 a 1500 µS/cm, accuratezza ±2 µS/cm e normalizzazione automatica della temperatura. Per verificare la contaminazione salina prima di verniciare.

Kit per la prova delle polveri di superficie DeFelsko PosiTest DT

Polveri di superficie

DeFelsko PosiTest DT

Kit per il dust tape test, secondo la ISO 8502-3 come dichiarato dal costruttore: nastro normalizzato, lente illuminata 10× con stand-off, comparatore con i riferimenti pittorici e moduli di rapporto.

Misuratore del punto di rugiada DeFelsko PosiTector DPM

Punto di rugiada

DeFelsko PosiTector DPM

Rileva umidità relativa, temperatura dell’aria e della superficie, punto di rugiada e differenza fra superficie e punto di rugiada, con cinque sonde diverse e registrazione Auto Log fino a 8 mesi.

Datalogger del punto di rugiada DeFelsko PosiTector DPM L

Registrazione autonoma

DeFelsko PosiTector DPM L

Sonda magnetica autonoma che registra umidità, temperatura dell’aria e della superficie e punto di rugiada fino a 200 giorni, o 600 nella versione L+. Per seguire il clima del cantiere lungo tutta la lavorazione.

Holiday detector ad alta tensione DeFelsko PosiTest HHD

Alta tensione

DeFelsko PosiTest HHD

Holiday detector ad alta tensione per la ricerca di discontinuità nei rivestimenti: da 0,5 a 35 kV in corrente continua pulsata o da 0,5 a 30 kV continua, con voltmetro di picco integrato e calcolatore di tensione.

Rilevatore di pinhole a bassa tensione DeFelsko PosiTest LPD

Bassa tensione

DeFelsko PosiTest LPD

Rilevatore di pinhole a bassa tensione per rivestimenti fino a 500 µm: quattro tensioni da 9 a 90 V con sensibilità da 80 a 400 kΩ e funzione GroundSense.

→ Tutti i modelli, con i dati tecnici del costruttore, nelle pagine di catalogo misuratori di contaminazione salina e punto di rugiada e rilevatori di porosità e discontinuità (holiday detector).

Domande frequenti

Come si misura lo spessore residuo di una tubazione?

Si misura dall’esterno, senza forare, con gli ultrasuoni: uno strumento invia un’onda che attraversa la parete metallica e misura lo spessore dal tempo che l’onda impiega ad attraversarlo e tornare. Questo permette di conoscere quanto materiale è rimasto in tubazioni, serbatoi e strutture soggette a corrosione ed erosione, anche su superfici corrose e irregolari, e di stabilire se sono ancora sicuri o vanno sostituiti. È un controllo non distruttivo che si esegue spesso su impianti in esercizio.

Cosa sono i controlli non distruttivi?

Sono controlli che valutano l’integrità di un componente senza danneggiarlo né fermarlo. Permettono di misurare lo spessore residuo, cercare cricche, inclusioni e difetti nascosti, e valutare la corrosione, spesso su impianti in funzione. Si basano su tecnologie come gli ultrasuoni, che attraversano il materiale, e le correnti parassite, che rilevano difetti superficiali. Sono decisivi dove un cedimento avrebbe conseguenze gravi, perché consentono di verificare la sicurezza senza distruggere ciò che si controlla né interrompere l’esercizio.

Perché conta seguire la corrosione nel tempo?

Perché la corrosione assottiglia progressivamente le pareti, e è la tendenza nel tempo, più del singolo valore, a dire quanta vita residua ha un componente. Ripetendo la misura dello spessore negli stessi punti a intervalli si segue l’assottigliamento e si può stimare quando il materiale scenderà sotto il minimo di sicurezza, programmando la sostituzione prima che diventi pericoloso. Documentare i punti di misura e i valori nel tempo costruisce la storia dell’integrità dell’impianto, spesso richiesta anche per legge.

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