
Ispezione, corrosione e sicurezza strutturale · Tubazioni
Controllo dello spessore delle tubazioni a ultrasuoni: la parete residua
Il controllo dello spessore delle tubazioni a ultrasuoni misura dall’esterno ciò che accade all’interno. La corrosione e l’erosione assottigliano la parete a partire dalla superficie interna, dove il fluido scorre: un tubo dall’aspetto perfetto può avere già perso una parte significativa dello spessore di progetto. La sonda appoggiata sulla superficie ricava lo spessore dal tempo di volo dell’impulso, senza forare né fermare l’esercizio, e la misura si concentra sui punti più esposti: curve, riduzioni, zone di ristagno, punti bassi. Ripetuto negli stessi punti, il controllo dello spessore delle tubazioni a ultrasuoni restituisce la velocità di corrosione e la vita residua.
Il controllo dello spessore delle tubazioni misura, con gli ultrasuoni e dall’esterno, lo spessore residuo delle pareti dei tubi soggetti a corrosione ed erosione, per valutarne la vita residua e garantire la sicurezza delle linee. Le tubazioni che trasportano fluidi, negli impianti industriali, negli oleodotti, nelle reti e nei processi, hanno una parete che nel tempo si assottiglia per corrosione interna dovuta al fluido, per corrosione esterna e per erosione. Se lo spessore scende sotto il minimo necessario a reggere la pressione, la tubazione può perdere o cedere, con rischi per la sicurezza e per l’ambiente. Misurare periodicamente lo spessore permette di conoscere quanto materiale è rimasto, seguire l’evoluzione e programmare le sostituzioni. Questa pagina spiega come si controlla lo spessore delle tubazioni.
Questa pagina appartiene all’area Ispezione, corrosione e sicurezza strutturale ed è una guida alla misura dello spessore residuo delle tubazioni.
Perché misurare lo spessore
Una tubazione è dimensionata perché la sua parete regga la pressione del fluido trasportato con un margine di sicurezza. Questo margine dipende dallo spessore del metallo, che però nel tempo diminuisce. La corrosione interna, dovuta all’azione chimica del fluido, e l’erosione, dovuta al suo scorrimento, specie dove ci sono turbolenze come curve e riduzioni, assottigliano la parete dall’interno; la corrosione esterna agisce dall’esterno, soprattutto dove l’umidità ristagna. Se lo spessore scende sotto il minimo necessario a reggere la pressione, la tubazione non ha più il margine di sicurezza richiesto e può forarsi o cedere, con perdite del fluido, che può essere pericoloso o inquinante, fino a rotture con conseguenze gravi. Il problema è che la corrosione avviene spesso all’interno o sotto la superficie, invisibile dall’esterno: un tubo che appare integro può avere la parete già molto assottigliata. Per questo è essenziale misurare lo spessore residuo, e farlo in modo che non richieda di forare o fermare la linea. Conoscere lo spessore rimasto permette di valutare se la tubazione è ancora sicura, e ripetendo la misura nel tempo di stimare la velocità di corrosione e la vita residua, programmando le sostituzioni prima che si arrivi a una perdita. È un controllo fondamentale per la sicurezza e l’affidabilità degli impianti.

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Come si misura lo spessore
Lo spessore delle tubazioni si misura con gli spessimetri a ultrasuoni, dall’esterno e senza forare. Lo strumento appoggia una sonda sulla superficie del tubo e invia un impulso ultrasonoro che attraversa la parete, si riflette sulla superficie interna e torna indietro: dal tempo di volo dell’onda, nota la velocità del suono nel materiale, lo strumento calcola lo spessore. Il metodo funziona anche su tubi in esercizio, con il fluido all’interno, ed è quindi non distruttivo e non invasivo. La misura va eseguita in molti punti, concentrandosi dove la corrosione e l’erosione sono più probabili: curve, riduzioni, punti bassi dove ristagna il liquido, zone di turbolenza, e dove l’isolamento o i supporti favoriscono la corrosione esterna. Aspetti importanti sono la corretta preparazione della superficie, la scelta della sonda adatta allo spessore e al materiale, l’uso di un accoppiante e la taratura dello strumento sulla velocità del suono del materiale del tubo. Su superfici molto corrose e irregolari servono sonde e tecniche adatte, perché l’onda deve comunque riflettersi bene. Lo spessore misurato si confronta con il minimo ammissibile per la pressione di esercizio. Ripetendo le misure negli stessi punti a intervalli si segue l’assottigliamento nel tempo e si stima la vita residua. Tutto va documentato, associando i valori ai punti di misura, per costruire la storia della linea. Misurando lo spessore con spessimetri a ultrasuoni tarati, nei punti giusti e con continuità nel tempo, si valuta lo stato di corrosione delle tubazioni e se ne garantisce la sicurezza, programmando gli interventi.
| Aspetto | Perché conta |
|---|---|
| Ultrasuoni dall’esterno | Misura senza forare né fermare |
| Punti critici | Curve, riduzioni, punti bassi |
| Ripetizione nel tempo | Velocità di corrosione e vita residua |
Affidabilità della misura
Per una misura affidabile dello spessore delle tubazioni contano lo strumento tarato, la sonda adatta, la scelta dei punti e la ripetizione nel tempo. Lo spessimetro a ultrasuoni va tarato sulla velocità del suono del materiale del tubo, con la sonda adatta allo spessore e alla superficie, usando un accoppiante e preparando la superficie. La misura va eseguita in molti punti, concentrandosi dove corrosione ed erosione sono più probabili. Su superfici corrose e irregolari servono sonde e tecniche adeguate. Lo spessore va confrontato con il minimo ammissibile per la pressione. Le misure vanno ripetute negli stessi punti nel tempo per stimare velocità di corrosione e vita residua, e documentate associandole ai punti. Grazie a misure eseguite con strumenti tarati, nei punti critici e con continuità, si valuta lo stato di corrosione delle tubazioni, se ne stima la vita residua e se ne garantisce la sicurezza, prevenendo perdite e cedimenti.
- La corrosione assottiglia la parete dall’interno.
- Un tubo integro fuori può essere corroso dentro.
- Gli ultrasuoni misurano dall’esterno senza forare.
- Si controllano curve, riduzioni e punti bassi.
- Si ripete nel tempo per stimare la vita residua.
Dall’applicazione allo strumento: cosa serve in pratica
Questo tema appartiene all’area Ispezione, corrosione e sicurezza strutturale del ramo Applicazioni di misura e controllo, ed è collegato all’ispezione di serbatoi e recipienti in pressione e alla corrosione sotto isolamento.
Nel catalogo gli spessimetri a ultrasuoni fanno capo a controlli non distruttivi e spessimetri di materiale, nel Catalogo prodotti. Se devi controllare lo spessore delle tue tubazioni, il modulo di richiesta consente di ricevere un’indicazione mirata.

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Domande frequenti
Perché la parete di un tubo è dimensionata per reggere la pressione del fluido con un margine di sicurezza che dipende dallo spessore del metallo, e questo spessore diminuisce nel tempo per corrosione interna, erosione e corrosione esterna. Se scende sotto il minimo necessario, la tubazione può forarsi o cedere, con perdite e rischi per sicurezza e ambiente. La corrosione avviene spesso all’interno, invisibile dall’esterno: un tubo che appare integro può avere la parete già molto assottigliata. Misurare lo spessore residuo permette di sapere quanto materiale è rimasto, valutare se il tubo è ancora sicuro e programmare le sostituzioni prima delle perdite.
Lo spessimetro a ultrasuoni appoggia una sonda sulla superficie esterna del tubo e invia un impulso ultrasonoro che attraversa la parete metallica, si riflette sulla superficie interna e torna indietro. Dal tempo di volo dell’onda, nota la velocità del suono nel materiale, lo strumento calcola lo spessore della parete. Il metodo funziona dall’esterno, senza forare, e anche su tubi in esercizio con il fluido all’interno, risultando non distruttivo e non invasivo. Serve preparare la superficie, usare un accoppiante tra sonda e tubo, scegliere la sonda adatta e tarare lo strumento sulla velocità del suono del materiale, per ottenere misure accurate.
Va misurato in molti punti, concentrandosi dove la corrosione e l’erosione sono più probabili. L’erosione è più intensa dove il fluido crea turbolenze, come curve, gomiti e riduzioni. La corrosione interna è favorita nei punti bassi dove il liquido ristagna e nelle zone di ristagno. La corrosione esterna si concentra dove l’umidità permane, per esempio sotto i supporti o sotto l’isolamento. Misurare in questi punti critici, oltre che a campione lungo la linea, permette di intercettare l’assottigliamento dove è più avanzato. È importante ripetere le misure sempre negli stessi punti nel tempo, per seguire l’evoluzione della corrosione e stimare la vita residua della tubazione.
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