
Ispezione, corrosione e sicurezza strutturale · Apparecchi in pressione
Ispezione di serbatoi e recipienti in pressione: verificare il margine
L’ispezione di serbatoi e recipienti in pressione accerta che un apparecchio conservi ancora il margine di sicurezza previsto dal progetto. La corrosione interna ed esterna assottiglia le pareti in modo spesso invisibile dall’esterno, mentre nelle saldature possono svilupparsi cricche: in entrambi i casi il cedimento di un apparecchio in pressione ha conseguenze gravi. Il controllo si basa sulla misura dello spessore residuo per confronto con il minimo calcolato, sull’esame delle zone saldate e sulla verifica delle aree più esposte. L’ispezione di serbatoi e recipienti in pressione acquista valore quando i dati vengono confrontati nel tempo, per stimare la velocità di degrado e la vita residua.
L’ispezione di serbatoi e recipienti in pressione verifica l’integrità di apparecchi che contengono fluidi in pressione, misurando lo spessore residuo delle pareti e cercando difetti, per garantirne la sicurezza. Serbatoi, autoclavi, scambiatori e recipienti in pressione contengono fluidi, a volte pericolosi, a pressioni elevate: un cedimento della loro parete può avere conseguenze gravi, con rilasci, esplosioni e danni a persone e ambiente. Nel tempo le pareti si assottigliano per corrosione ed erosione, e possono svilupparsi cricche. Per questo questi apparecchi sono soggetti a ispezioni periodiche obbligatorie, in cui con controlli non distruttivi si misura lo spessore rimasto e si cercano difetti, senza distruggere né aprire l’apparecchio. Questa pagina spiega come si ispezionano serbatoi e recipienti in pressione.
Questa pagina appartiene all’area Ispezione, corrosione e sicurezza strutturale ed è una guida al controllo dei recipienti in pressione.
Perché si ispezionano i recipienti in pressione
Un recipiente in pressione è un apparecchio che contiene un fluido a pressione superiore a quella atmosferica: serbatoi, autoclavi, scambiatori di calore, generatori di vapore e simili. La sua parete è dimensionata per resistere alla pressione con un adeguato margine di sicurezza, ma questo margine dipende dallo spessore del metallo. Nel tempo, la parete si assottiglia per corrosione interna dovuta al fluido, per corrosione esterna, per erosione, e possono formarsi cricche per fatica o per l’azione combinata di sforzo e ambiente. Se lo spessore scende sotto il minimo necessario, o se una cricca cresce, il recipiente può cedere, con conseguenze potenzialmente drammatiche vista l’energia immagazzinata e la natura spesso pericolosa dei fluidi contenuti. Per questo i recipienti in pressione sono soggetti a obblighi di legge stringenti, che ne impongono la verifica periodica da parte di personale e organismi qualificati. L’ispezione serve a valutare se il recipiente è ancora idoneo a lavorare in sicurezza: si misura lo spessore residuo per verificare che sia sufficiente, si cercano difetti e cricche, si valuta lo stato della corrosione. Poiché aprire e svuotare un recipiente è costoso, molti controlli si fanno con metodi non distruttivi dall’esterno, spesso senza fermare l’esercizio, il che rende l’ispezione al tempo stesso efficace ed economica.

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Come si esegue l’ispezione
L’ispezione combina più controlli. Il controllo più caratteristico è la misura dello spessore residuo con gli ultrasuoni: uno spessimetro applicato dall’esterno misura lo spessore della parete metallica dal tempo di volo dell’onda, in molti punti, in particolare dove la corrosione è più probabile, come i fondi, le zone di ristagno e i punti di ingresso dei fluidi. Confrontando lo spessore misurato con il minimo richiesto per la pressione di esercizio si valuta il margine di sicurezza residuo. La ricerca di difetti e cricche si esegue con ultrasuoni e altri metodi non distruttivi, in particolare sulle saldature, che sono zone critiche. Si ispezionano visivamente le superfici accessibili per valutare la corrosione. In alcune verifiche periodiche si eseguono anche prove di tenuta o di pressione secondo le procedure previste. Le misure vanno eseguite con strumenti tarati e da personale qualificato, perché l’interpretazione dei risultati e il giudizio di idoneità richiedono competenza specifica e, spesso, l’intervento di organismi autorizzati. Un aspetto essenziale è seguire l’evoluzione nel tempo: ripetendo le misure negli stessi punti a ogni ispezione si stima la velocità di corrosione e la vita residua, programmando gli interventi prima che il recipiente diventi pericoloso. Tutto va documentato in rapporti di ispezione, richiesti per legge. Eseguendo le ispezioni con metodi non distruttivi, strumenti tarati e personale qualificato, si verifica l’integrità di serbatoi e recipienti in pressione e se ne garantisce la sicurezza nel tempo.
| Controllo | Cosa verifica |
|---|---|
| Spessore residuo | Margine sulla pressione |
| Ricerca difetti | Cricche nelle saldature |
| Evoluzione nel tempo | Vita residua |
Affidabilità dell’ispezione
Per un’ispezione affidabile dei recipienti in pressione contano gli strumenti tarati, il personale qualificato, la copertura dei punti critici e il monitoraggio nel tempo. Lo spessore residuo va misurato con spessimetri a ultrasuoni tarati, in molti punti e soprattutto dove la corrosione è più probabile, confrontandolo con il minimo richiesto per la pressione. I difetti e le cricche vanno cercati con metodi non distruttivi, in particolare sulle saldature. Le misure e i giudizi di idoneità vanno affidati a personale qualificato e, dove previsto, a organismi autorizzati, nel rispetto degli obblighi di legge. Le misure vanno ripetute nel tempo negli stessi punti per stimare velocità di corrosione e vita residua. Tutto va documentato in rapporti. Grazie a ispezioni ben condotte con metodi non distruttivi, si verifica l’integrità di serbatoi e recipienti in pressione, se ne stima la vita residua e se ne garantisce la sicurezza, prevenendo cedimenti dalle conseguenze potenzialmente gravi.
- Un cedimento in pressione ha conseguenze gravi.
- Lo spessore residuo va confrontato con il minimo.
- Le saldature sono zone critiche per le cricche.
- Le ispezioni sono obbligatorie e periodiche.
- Si segue la corrosione per stimare la vita residua.
Dall’applicazione allo strumento: cosa serve in pratica
Questo tema appartiene all’area Ispezione, corrosione e sicurezza strutturale del ramo Applicazioni di misura e controllo, ed è collegato al controllo dello spessore delle tubazioni e al controllo delle saldature.
Nel catalogo gli spessimetri a ultrasuoni e gli strumenti per i controlli non distruttivi fanno capo a controlli non distruttivi e spessimetri di materiale, nel Catalogo prodotti. Se devi ispezionare serbatoi o recipienti in pressione, il modulo di richiesta consente di ricevere un’indicazione mirata.

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Domande frequenti
Perché contengono fluidi a pressione elevata, a volte pericolosi, e un cedimento della loro parete può avere conseguenze gravi, con rilasci, esplosioni e danni a persone e ambiente, vista l’energia immagazzinata. La parete è dimensionata per resistere con un margine di sicurezza, ma questo margine dipende dallo spessore del metallo, che si assottiglia nel tempo per corrosione ed erosione, mentre possono formarsi cricche. Per questi rischi la legge impone verifiche periodiche da parte di personale e organismi qualificati, che valutano se il recipiente è ancora idoneo a lavorare in sicurezza, misurando lo spessore residuo e cercando difetti.
Si misura dall’esterno con gli ultrasuoni: uno spessimetro appoggiato sulla parete metallica invia un’onda che l’attraversa e misura lo spessore dal tempo di volo. Questo permette di conoscere lo spessore residuo senza forare, aprire o svuotare il recipiente, spesso anche senza fermarne l’esercizio. La misura si esegue in molti punti, in particolare dove la corrosione è più probabile, come i fondi, le zone di ristagno e i punti di ingresso dei fluidi. Confrontando lo spessore misurato con il minimo richiesto per la pressione di esercizio si valuta il margine di sicurezza residuo. È un metodo non distruttivo, efficace ed economico.
Perché la corrosione assottiglia progressivamente le pareti, e conta la tendenza più del singolo valore. Ripetendo la misura dello spessore negli stessi punti a ogni ispezione periodica si segue l’assottigliamento, si stima la velocità di corrosione e si calcola la vita residua del recipiente, cioè quando lo spessore scenderà sotto il minimo di sicurezza. Questo permette di programmare la riparazione o la sostituzione prima che diventi pericoloso, invece di intervenire in emergenza. Per questo le misure vanno eseguite negli stessi punti e documentate nei rapporti di ispezione, costruendo la storia dell’integrità del recipiente nel tempo, come richiesto anche dalla normativa.
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