
Catalogo · Sensori di processo
Sensori di processo industriali: velocità, lunghezza, colore
I sensori di processo industriali per velocità, lunghezza, distanza e colore misurano le grandezze fisiche che l’automazione usa per governare macchine e linee. A differenza degli strumenti portatili, sono integrati stabilmente nell’impianto e misurano in continuo durante la produzione. Le grandezze si raggruppano per natura: velocità e lunghezza dei materiali che scorrono, distanza e posizione, colore e aspetto. Alcune misure sono a contatto, tramite ruote ed encoder; altre ottiche, senza contatto, con laser e sistemi di visione. Questa pagina aiuta a orientarsi tra misuratori ottici di velocità e lunghezza, contametri, distanziometri, sensori di colore e strumenti di monitoraggio, indicando quale famiglia risponde a quale grandezza e come integrarla in un controllo di processo affidabile.
I sensori di processo industriali per velocità, lunghezza, distanza e colore misurano le grandezze fisiche che l’automazione usa per controllare le macchine e le linee. È un dominio diverso dagli altri del catalogo: qui gli strumenti non sono tanto apparecchi portatili quanto sensori integrati nel processo, che forniscono in continuo i dati su cui si basano regolazione, taglio a misura, posizionamento e controllo qualità. Il filo comune è la trasformazione di un fenomeno fisico in un segnale utile alla macchina.
Questa pagina aiuta a orientarsi tra le famiglie. Non spiega come si usa ogni sensore, trattato nelle pagine dedicate, ma quale serve per quale grandezza e come le famiglie si distinguono per principio. È il punto di partenza per chi progetta o manutiene sistemi di automazione e controllo di processo.
Che cosa si misura in questo dominio
Le grandezze si raggruppano per natura. C’è la velocità e lunghezza dei materiali che scorrono su una linea, con la relativa misura di metratura e taglio. C’è la distanza e posizione, per misurare spessori, livelli e spostamenti. C’è la velocità di rotazione di alberi e macchine, con l’ispezione stroboscopica e la diagnosi delle vibrazioni. E c’è il colore, per il controllo cromatico in linea. Attraversa tutto la distinzione tra misura a contatto e senza contatto, che ritorna in quasi ogni famiglia.

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La mappa delle famiglie
Undici famiglie coprono questo dominio. La tabella le mette in fila per grandezza misurata; i paragrafi che seguono le raggruppano e rimandano alla pagina dedicata a ciascuna.
| Famiglia | Grandezza |
|---|---|
| Misuratori ottici di velocità e lunghezza | Velocità e lunghezza |
| Contametri e contalunghezze | Velocità e lunghezza |
| Encoder e ruote di misura | Velocità e lunghezza |
| Misuratori per filati e fili | Velocità e lunghezza |
| Sensori laser di distanza | Distanza e posizione |
| Sensori di colore | Colore |
| Tachimetri portatili | Velocità di rotazione |
| Sensori di giri | Velocità di rotazione |
| Stroboscopi | Velocità di rotazione |
| Misura di vibrazioni | Stato macchine |
| Sensori e trasmettitori di umidità in linea | Umidità nel processo |
Velocità e lunghezza dei materiali
Per i materiali che scorrono ci sono i misuratori ottici di velocità e lunghezza senza contatto, i contametri e contalunghezze per linee continue, gli encoder, ruote di misura e accessori a contatto e i misuratori per filati e fili.
Distanza, posizione e colore
Per distanza e superfici ci sono i sensori laser di distanza e posizione; per il controllo cromatico i sensori di colore e sistemi cromatici.
Rotazione e stato delle macchine
Per la velocità di rotazione ci sono i tachimetri portatili ottici e a contatto, i sensori di giri e gli stroboscopi; per lo stato di salute delle macchine gli strumenti per misura di vibrazioni.
Umidità nel flusso di processo
Dove l’acqua va misurata mentre il materiale avanza — coclee, canali di avanzamento, sili, condotte — servono i sensori e trasmettitori di umidità in linea e in installazione fissa. Il tema che li distingue è che cosa esce davvero dal sensore: su alcuni l’uscita analogica è il valore misurato, su altri la scala cambia con la curva attiva, su altri ancora il segnale va linearizzato a valle nel PLC.
Come si combinano i sensori
Molte applicazioni uniscono più famiglie. Una linea di produzione continua combina la misura di velocità e lunghezza con il controllo del colore e la misura di spessore per distanza. La sorveglianza di una macchina rotante unisce sensori di giri e misura di vibrazioni per la manutenzione predittiva. Un collaudo mette insieme tachimetro, stroboscopio e sensore di distanza. Conoscere il dominio nel suo insieme aiuta a comporre i sensori giusti per ogni sistema.
Il filo comune del contatto
La scelta tra misura a contatto e senza contatto attraversa quasi ogni famiglia: ruota di misura contro sensore Doppler, tachimetro a contatto contro ottico, encoder contro laser. Il contatto è semplice ed economico ma soggetto a scorrimento e usura; il senza contatto è più stabile e adatto ai materiali delicati ma più costoso. È il compromesso ricorrente di tutto il dominio.
Criteri di scelta trasversali
Prima di scegliere un sensore conviene rispondere ad alcune domande valide per l’intero dominio.
- Quale grandezza serve: velocità, lunghezza, distanza, rotazione o colore?
- La misura può essere a contatto o deve essere senza contatto?
- Serve una misura occasionale o un sensore integrato nel processo?
- Qual è la risoluzione e la precisione richiesta?
- Il sensore è in taratura valida e adatto al materiale e all’ambiente?
Questo dominio è una delle aree del Catalogo prodotti, dove le famiglie di strumenti sono organizzate per grandezza controllata.
Domande frequenti
Sono sensori integrati nel processo più che apparecchi portatili: forniscono in continuo i dati su cui si basano regolazione, taglio a misura, posizionamento e controllo qualità delle macchine e delle linee. Il filo comune è la trasformazione di un fenomeno fisico, come velocità, distanza o colore, in un segnale utile all’automazione.
La misura a contatto, come ruote ed encoder, è semplice ed economica ma soggetta a scorrimento e usura. Quella senza contatto, come i sensori laser, è più stabile nel tempo e adatta a materiali delicati, caldi o bagnati, ma più costosa. La scelta è un compromesso tra costo, precisione e natura del materiale, e ricorre in quasi tutte le famiglie del dominio.
Sì. Ogni misura vale quanto la sua taratura: un sensore di lunghezza, di distanza o di colore fuori taratura dà valori plausibili ma sbagliati. Dove la misura ha valore commerciale, come la metratura, o entra nel controllo qualità, la verifica contro riferimenti riferibili è parte integrante del processo.
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