
Temperatura e termografia · Termoigrometri ambientali
Come funziona il termoigrometro per umidità relativa
Il termoigrometro per umidità relativa misura insieme la temperatura e l’umidità dell’aria, due grandezze legate che descrivono il clima di un ambiente. L’umidità relativa dice quanto vapore acqueo contiene l’aria rispetto al massimo che potrebbe contenere a quella temperatura: l’aria calda ne trattiene di più, quella fredda di meno, e la stessa quantità d’acqua dà letture diverse a temperature diverse. Da qui il punto di rugiada, cioè la temperatura alla quale il vapore comincia a condensare, e la possibilità di prevedere dove si formerà condensa prima che compaia la muffa.
Gli strumenti di questa categoria leggono temperatura, umidità relativa e punto di rugiada in un’unica misura, sul posto e in mano all’operatore. Servono a fotografare la condizione dell’aria nel momento in cui si fa il sopralluogo e, con le sonde previste dal costruttore, anche la condizione dentro un materiale. Per seguire le condizioni senza interruzioni, con registrazione a intervalli regolari e letture consultabili da remoto, il percorso è un altro: i sistemi di monitoraggio continuo e wireless. Per la temperatura delle superfici, da confrontare con il punto di rugiada, si usano i termometri a infrarossi.
Questa pagina spiega perché temperatura e umidità relativa vanno misurate insieme, che cosa aggiunge il punto di rugiada e come si legge il rischio di condensa. È rivolta a chi controlla il clima di ambienti di lavoro, abitativi, museali e di conservazione, e a chi verifica materiali e strutture durante un intervento. I dati tecnici citati provengono dalla documentazione dei costruttori.

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I modelli
A catalogo convivono modi d’impiego diversi. Il primo è lo strumento palmare multifunzione: un’unica unità che legge le condizioni dell’aria e, con le sonde previste dal costruttore, anche l’umidità dentro il materiale. È la scelta di chi fa sopralluoghi e ha bisogno di un solo strumento in borsa invece di due. Più sotto trovate la famiglia Testo, che va dal tascabile alla postazione fissa fino allo strumento a sonde intercambiabili. Tutti questi sono strumenti che si leggono sul posto, in mano all’operatore. In fondo trovate invece i trasmettitori fissi da impianto 6621 e 6631: non si portano in giro, si montano in posizione fissa, si alimentano dall’impianto e consegnano il valore come segnale analogico a un regolatore o a un sistema di supervisione. I dati tecnici completi sono nelle schede.
I termoigrometri Testo
La famiglia Testo copre modi diversi di leggere il clima di un ambiente. Il tascabile 610 e lo strumento a impugnatura 625 servono al sopralluogo, dove si cammina e si legge un punto dopo l’altro. I modelli da postazione fissa — 608, 622 e 623 — restano dove sono messi e mostrano in continuo: il 622 aggiunge la pressione assoluta misurata da un sensore dedicato, il 623 lo storico degli ultimi 90 giorni a display. A parte sta il 635, dove il sensore non è nello strumento ma nella sonda intercambiabile. Campi, precisioni e cicli di misura dichiarati sono nelle schede.

Da parete
Testo 608-H1 e 608-H2
Termoigrometro da parete o da appoggio, con umidità, temperatura e punto di rugiada in continuo e ciclo di misura 18 s. La 608-H1 copre +10 … +95 %UR e 0 … +50 °C con ±3 %UR; la 608-H2 arriva a +2 … +98 %UR e -10 … +70 °C con ±2 %UR e allarme a LED.

Tascabile
Testo 610
Termoigrometro tascabile da 90 g con ciclo di misura di 1 s: 0 … 100 %UR e -10 … +50 °C, precisione ±2,5 %UR nel campo 5 … 95 %UR e ±0,5 °C. Calcola a bordo punto di rugiada e temperatura di bulbo umido. Due batterie AAA, 200 h in media, IP 20.

Con barometro
Testo 622
Tre grandezze con tre sensori distinti: temperatura -10 … +60 °C con ±0,4 °C, umidità 0 … 100 %UR non condensante con ±2 %UR a +25 °C nel campo 10 … 90 %UR, e pressione assoluta misurata da un sensore piezoresistivo, 300 … 1200 hPa con ±3 hPa. Ciclo di misura 10 s.

Storico 90 giorni
Testo 623
Tiene a display i valori degli ultimi 90 giorni sotto forma di istogramma, consultabile sullo strumento senza software. Temperatura -10 … +60 °C con ±0,4 °C e umidità 0 … 100 %UR non condensante con ±2 %UR a +25 °C nel campo 10 … 90 %UR. Ciclo di misura 20 s.

Con app
Testo 625
Strumento a impugnatura con sonda in testa e display proprio, con collegamento Bluetooth 5.0 all’App testo Smart. Umidità 0 … 100 %UR con 2,5 %UR nel campo 5 … 95 %UR, temperatura -20 … +60 °C con ±0,5 °C. Calcola punto di rugiada, bulbo umido, media temporale e puntuale.

Con sonde intercambiabili
Testo 635-1 e 635-2
Qui il sensore non è nello strumento ma nella sonda: umidità dell’aria 0 … 100 %UR, umidità di equilibrio dei materiali, punto di rugiada in pressione e valore U, fino a 2 sonde a innesto e 3 via radio. Le due versioni hanno la stessa misura: la 635-2 aggiunge memoria, programmi di misura e software PC.
I trasmettitori fissi da impianto

Fisso, a parete o in canale
Testo 6621
Trasmettitore fisso di umidità e temperatura dell’aria, non uno strumento portatile: 0…100 %UR con precisione ±2,0 %UR da 0 a 90 %UR e ±0,5 °C sulla temperatura. Due canali, 4…20 mA a 2 fili oppure 0…1/5/10 V a 4 fili, alimentazione 20…30 V AC/DC. Tre configurazioni: a parete, in canale, a parete con sonda esterna.

Con ventilatore
Testo 6631
Stesso impiego fisso, ma con un ventilatore integrato che porta l’aria sul sensore invece di aspettarla: con il cappuccio montato il costruttore dichiara un t63 di 5 secondi sull’umidità. Campo 0…100 %UR con incertezza ±2,5 %UR da 0 a 90 %UR, temperatura -10…+60 °C, due canali 4…20 mA a 24 V. Dichiarato per serre e laboratori di ricerca.
Umidità relativa e temperatura, due grandezze che non si separano
L’umidità relativa esprime quanto vapore acqueo contiene l’aria rispetto al massimo che potrebbe contenere a quella temperatura. Il legame con la temperatura è stretto: l’aria calda può trattenere più vapore, l’aria fredda meno. Per questo la stessa quantità d’acqua nell’aria dà un’umidità relativa bassa se l’aria è calda e alta se è fredda. Un valore di umidità relativa senza la temperatura a cui è stato letto non è interpretabile, ed è per questo che lo strumento misura entrambe nello stesso istante e nello stesso punto.
La conseguenza pratica si vede in cantiere: spostare la lettura di un metro, o farla mezz’ora dopo con il riscaldamento acceso, cambia il numero senza che sia cambiata l’acqua presente nell’aria. Per questo le letture si annotano sempre in coppia, umidità e temperatura, e si confrontano fra punti misurati nelle stesse condizioni.

Il punto di rugiada e la condensa

Dalla temperatura e dall’umidità relativa si ricava il punto di rugiada: la temperatura alla quale l’aria, raffreddandosi, diventa satura e il vapore comincia a condensare in acqua. È un parametro pratico, non teorico: se una superficie è più fredda del punto di rugiada dell’aria che la lambisce, su di essa si forma condensa. È così che si bagnano i vetri, si formano macchie sui muri freddi e nasce la muffa negli angoli e dietro i mobili addossati alle pareti esterne.
Il metodo di verifica è un confronto fra due misure: da un lato il punto di rugiada dell’aria, calcolato dallo strumento; dall’altro la temperatura della superficie sospetta, letta con un termometro a infrarossi. Dove la superficie è più fredda, la condensa è attesa. Il margine fra le due temperature è il dato utile da riportare in un rapporto, molto più del solo valore di umidità relativa.
| Grandezza | Che cosa dice | A che cosa serve sul campo |
|---|---|---|
| Temperatura dell’aria | Quanto è calda l’aria nel punto misurato | Rende interpretabile ogni altra lettura |
| Umidità relativa | Quanto vapore contiene l’aria rispetto al massimo possibile | Valutare comfort e condizioni di conservazione |
| Punto di rugiada | La temperatura a cui inizia la condensa | Individuare le superfici a rischio, per confronto |
| Temperatura della superficie | Quanto è fredda la parete, il vetro, il ponte termico | Va confrontata con il punto di rugiada |
L’aria dell’ambiente e l’aria dentro il materiale
Lo stesso concetto di umidità relativa si applica in due contesti diversi. Nel primo si misura l’aria di un locale, e la domanda è se l’ambiente sia sano, confortevole o adatto a conservare qualcosa. Nel secondo si misura l’aria contenuta nei pori di un materiale, inserendo la sonda in un foro dedicato: la domanda diventa se quel materiale abbia raggiunto una condizione stabile, cioè se si possa procedere con la posa o con la finitura.
Il costruttore del Tramex MRH3 prevede entrambi gli impieghi con la stessa sonda riutilizzabile, in ambiente oppure in situ nel calcestruzzo, citando norme di riferimento per il metodo di prova. Gli strumenti e le sonde dedicati specificamente ai getti e alle solette sono raccolti nei misuratori per calcestruzzo e sonde di umidità relativa.

Comfort, salute e conservazione
Temperatura e umidità insieme determinano come si sta in un ambiente. Un’aria troppo secca asciuga le mucose e le vie respiratorie e favorisce la carica elettrostatica; un’aria troppo umida rende afoso, favorisce muffe e acari e peggiora la percezione del caldo. Esiste un intervallo di benessere, e il termoigrometro serve a verificare che un ambiente vi rientri, tarando riscaldamento, umidificazione e ventilazione su misure e non su impressioni.
La stessa logica vale per le cose. Molti materiali si conservano bene solo entro limiti precisi: il legno di uno strumento musicale, la carta di un archivio, una tela dipinta, un componente elettronico soffrono di umidità eccessiva o insufficiente, che li deforma, li fa ammuffire o li fa spaccare. Nei musei, negli archivi e nei magazzini di beni sensibili il rilievo con lo strumento palmare serve a controllare punti diversi dello stesso locale e a scoprire che l’angolo dietro lo scaffale non ha il clima che il termostato dichiara. Quando però la condizione va seguita anche nelle ore in cui nessuno è presente, il rilievo puntuale non basta: servono strumenti che restino in posto e registrino a intervalli regolari, con le letture consultabili da remoto. È il campo dei sistemi di monitoraggio continuo e wireless.
Misurare correttamente
Il termoigrometro va lasciato acclimatare nell’ambiente prima di leggere: portato da un locale a un altro impiega tempo a stabilizzarsi, soprattutto nella parte sensibile all’umidità. Va tenuto lontano da fonti dirette di calore, da correnti d’aria e dall’alito dell’operatore, che alterano la lettura in pochi secondi. Nelle prove dentro un materiale vale lo stesso principio, con tempi più lunghi: la sonda deve raggiungere l’equilibrio con l’aria dei pori prima che il valore significhi qualcosa.
La verifica periodica dello strumento va fatta secondo le indicazioni del costruttore, che stabilisce modalità e intervalli. Una lettura riportata in un rapporto vale per quello che si può dimostrare: strumento verificato, condizioni annotate, punti di misura identificati e ripetibili.
Come scegliere
| Se il vostro problema è… | La strada che copriamo |
|---|---|
| Sapere se un locale è a rischio condensa e muffa, punto per punto | Tramex MRH3 |
| Avere un solo strumento che legga sia l’aria sia l’umidità dei materiali | Tramex MRH3 |
| Conoscere la temperatura delle superfici da confrontare con il punto di rugiada | Termometri a infrarossi |
| Seguire più ambienti per settimane o mesi, con letture registrate a intervalli regolari e consultabili da remoto | Sistemi di monitoraggio continuo e wireless |
| Decidere se una soletta o un getto sono pronti per la posa | Misuratori per calcestruzzo e sonde di umidità relativa |
Domande frequenti
Perché sono legate: l’aria calda trattiene più vapore, quella fredda meno, quindi la stessa quantità d’acqua dà un’umidità relativa diversa a temperature diverse. Un valore di umidità relativa senza la temperatura a cui è stato letto non è interpretabile, e per questo lo strumento misura entrambe nello stesso istante e nello stesso punto.
È la temperatura alla quale l’aria, raffreddandosi, diventa satura e il vapore inizia a condensare in acqua. Se una superficie è più fredda del punto di rugiada dell’aria che la lambisce, su di essa si forma condensa: è così che si bagnano i vetri e nasce la muffa sui muri freddi e negli angoli.
Confrontando il punto di rugiada dell’aria, calcolato dal termoigrometro, con la temperatura della superficie sospetta, letta con un termometro a infrarossi. Dove la superficie è più fredda del punto di rugiada la condensa è attesa: il margine fra le due temperature è il dato utile da riportare in un rapporto.
Perché portato da un locale a un altro impiega tempo a stabilizzarsi, soprattutto nella parte sensibile all’umidità, e va tenuto lontano da calore diretto, correnti d’aria e alito dell’operatore, che alterano la lettura in pochi secondi. Nelle prove dentro un materiale vale lo stesso principio, con tempi più lunghi.
Cambia la domanda. Misurando l’aria del locale si valuta se l’ambiente è confortevole, sano o adatto a conservare qualcosa. Inserendo la sonda in un foro dedicato si misura l’aria contenuta nei pori del materiale, e la domanda diventa se quel materiale abbia raggiunto una condizione stabile, cioè se si possa procedere con la posa o con la finitura.
Dipende da quanto deve durare la sorveglianza. Lo strumento palmare fotografa la condizione nel momento del sopralluogo e permette di confrontare più punti dello stesso locale. Se le condizioni vanno seguite senza interruzioni, per settimane o mesi e anche nelle ore in cui non c’è nessuno, servono i sistemi di monitoraggio continuo e wireless: restano in posto, registrano a intervalli regolari e rendono le letture consultabili da remoto. Per il sistema remoto TREMS il costruttore dichiara inoltre che la piattaforma può notificare le condizioni avverse; non si tratta comunque di un sistema di allarme di sicurezza.
Per la sorveglianza continua di più ambienti si vedano i sistemi di monitoraggio continuo e wireless; per la temperatura delle superfici, i termometri a infrarossi; per le prove di umidità su solette e getti, i misuratori per calcestruzzo e sonde di umidità relativa. Questa famiglia fa parte della categoria temperatura e termografia.
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