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Controlli nel restauro e conservazione: misurare senza alterare l’opera
I controlli nel restauro e conservazione si distinguono per un vincolo che precede ogni altra considerazione: il bene è spesso unico e fragile, quindi il metodo di indagine non deve alterarlo. Ne deriva la preferenza per la misura dell’umidità senza foratura e senza prelievo, e per il monitoraggio delle condizioni ambientali. L’acqua nei materiali resta la causa principale di degrado, ma altrettanto critiche sono le escursioni di temperatura e umidità dell’aria: sono i cicli, non il singolo valore, a stressare intonaci, legni e supporti. I controlli nel restauro e conservazione costruiscono così la storia conservativa documentata del bene.
Il restauro e la conservazione di opere d’arte, affreschi, dipinti, manufatti e beni culturali richiedono controlli di misura particolari, accomunati da un principio: essere il più possibile non invasivi. Su un bene di valore, spesso unico e fragile, non si possono usare metodi che lo danneggiano; la misura deve rispettare l’integrità dell’oggetto. Le grandezze critiche sono l’umidità dei materiali e delle strutture, principale causa di degrado, e le condizioni di temperatura e umidità dell’aria, che devono restare stabili per non stressare le opere. Questi controlli servono a riconoscere le zone a rischio, a capire le cause del degrado e a seguire nel tempo le condizioni di musei, chiese, depositi e cantieri. Questa pagina raccoglie i controlli e gli strumenti tipici del restauro e della conservazione, e indica per ciascuno le categorie di catalogo a cui fare riferimento.
Questa pagina raccoglie le esigenze di controllo tipiche del restauro e della conservazione, e indica dove trovare gli strumenti adatti. È una guida per restauratori e conservatori di beni culturali.
Cosa si controlla per conservare
Il nemico principale della conservazione è l’umidità. L’acqua nei materiali favorisce muffe, efflorescenze saline, distacchi di intonaco e degrado di affreschi, dipinti e manufatti. Misurare l’umidità delle murature, degli intonaci e dei supporti in modo non invasivo permette di individuare le zone a rischio, di capire le cause del degrado e di verificare l’efficacia degli interventi. Altrettanto importante è il controllo delle condizioni dell’aria: le opere conservate in musei, chiese e depositi soffrono le variazioni di temperatura e di umidità relativa, che provocano dilatazioni, contrazioni e stress ai materiali, e una superficie più fredda del punto di rugiada si bagna per condensa. Rilevare e registrare queste condizioni permette di riconoscere le escursioni pericolose. Tutti questi controlli condividono l’esigenza di rispettare l’opera, misurando senza alterarla, e forniscono al restauratore le informazioni per intervenire in modo consapevole.

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Le grandezze e i metodi coinvolti
La conservazione chiama in causa soprattutto due misure. L’umidità dei materiali si misura senza infissione di puntali con i metodi basati sulle tecnologie elettriche e dielettriche: lo strumento si appoggia alla superficie e legge la risposta del materiale a un campo elettrico applicato, quella che i costruttori chiamano misura per impedenza elettrica. La lettura non è una percentuale valida per qualsiasi materiale, ma una scala che serve a confrontare punti diversi della stessa superficie e a ripetere la misura nel tempo sullo stesso punto: sul patrimonio storico è proprio questa la qualità che conta, perché non lascia fori né segni. Le condizioni dell’aria, cioè umidità relativa, temperatura e punto di rugiada, si rilevano con termoigrometri e si registrano nel tempo, perché i danni derivano da variazioni e cicli, non da un singolo valore. La priorità, in tutte queste misure, resta la non invasività.
| Controllo | Come si esegue |
|---|---|
| Umidità dei materiali | Appoggiando lo strumento, senza fori |
| Condizioni dell’aria | Umidità relativa, temperatura, punto di rugiada |
| Confronto nel tempo | Stessa lettura ripetuta sullo stesso punto |
Controlli rispettosi dell’opera
Per controlli affidabili nel restauro contano la scelta di metodi non invasivi, il rilievo ripetuto nel tempo delle condizioni ambientali e la corretta interpretazione dei dati. La misura dell’umidità va interpretata sapendo che cosa restituisce ciascun metodo: le letture elettriche sono indirette, dipendono dalle proprietà del materiale e vanno riferite alle scale dichiarate dal costruttore, come confronto fra punti e non come valore assoluto. Le condizioni dell’aria vanno seguite nel tempo, perché sono le variazioni e i cicli a danneggiare le opere. Tutte le misure vanno eseguite con la massima cura per non danneggiare il bene, e documentate per costruire la storia conservativa dell’opera. In questo settore la misura è al servizio della tutela: uno strumento per capire e proteggere ciò che ha valore, senza alterarlo.
- L’umidità è la principale causa di degrado.
- Le condizioni dell’aria vanno seguite nel tempo.
- La misura per impedenza elettrica non lascia fori.
- La stessa lettura si può ripetere sullo stesso punto.
- La priorità è la non invasività sull’opera.
- I dati costruiscono la storia conservativa del bene.
I controlli nel dettaglio
Questa area raccoglie una serie di approfondimenti sui controlli specifici del restauro e della conservazione. Ogni pagina tratta un tema pratico, dalla diagnostica non invasiva dell’umidità al monitoraggio delle condizioni ambientali, fino alla documentazione dello stato conservativo:

Indagine non invasiva
Diagnostica dell’umidità su murature storiche
Misure non distruttive per individuare umidità e sali senza danneggiare intonaci, affreschi e superfici delicate.

Ambiente e microclima
Monitoraggio del microclima in ambienti museali
Misura continua di temperatura, umidità e loro stabilità per proteggere le opere dal degrado.

Indagine non invasiva
Controllo non distruttivo di affreschi e intonaci
Come si cercano distacchi e vuoti e come si misura l’umidità della superficie senza forarla né prelevare campioni.

Indagine non invasiva
Umidità del legno in strutture antiche
Come misurarla per prevenire marciume e attacchi biologici in travi, capriate e strutture lignee storiche.

Indagine non invasiva
Termografia per individuare strutture nascoste
Come la termocamera rivela tamponamenti, aperture murate, tessiture murarie e impianti sotto intonaci e superfici.

Nel tempo e a documento
Monitoraggio nel tempo dei cantieri di restauro
Misure ripetute di umidità, microclima e movimenti per seguire l’evoluzione e verificare l’efficacia degli interventi.

Indagine non invasiva
Verifica dei trattamenti consolidanti
Come misurare durezza, coesione e comportamento della superficie prima e dopo il consolidamento per valutarne l’efficacia.

Ambiente e microclima
Condizioni di conservazione di archivi e depositi
Monitoraggio di temperatura e umidità per proteggere carta, pergamena e materiali da muffe e degrado.
Dall’applicazione allo strumento: cosa serve in pratica
Questa area appartiene al ramo Applicazioni di misura e controllo, ed è collegata alle aree Edilizia, tetti e coperture e Impianti termici, HVAC e refrigerazione. Per approfondire le tecnologie e le grandezze, i riferimenti sono i rami Tecnologie e principi di misura e Misure e controlli.
Nel catalogo gli strumenti utili a questo ramo fanno capo ai misuratori di umidità e igrometri — in particolare i misuratori per edilizia e murature, i misuratori per calcestruzzo e sonde di umidità relativa e gli strumenti per la diagnosi non distruttiva di coperture e tetti — e ai termoigrometri ambientali, nel Catalogo prodotti. Per l’indagine dell’immagine termica, il catalogo propone inoltre le termocamere della famiglia temperatura e termografia. Se devi misurare l’umidità di un manufatto o le condizioni di un ambiente di conservazione, il modulo di richiesta consente di ricevere un’indicazione mirata.

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Gli strumenti a catalogo utili al restauro
Il catalogo copre la misura dell’umidità dei materiali e dell’aria con strumenti che si appoggiano alla superficie: non infiggono puntali, non praticano fori e non prelevano campioni, e per questo la stessa lettura si può ripetere sullo stesso punto. Le tre famiglie qui sotto sono ordinate per destinazione d’uso: i materiali e le murature, le superfici estese e i supporti cementizi, l’aria degli ambienti. I dati tecnici completi sono nelle schede.

Materiali e murature
Tramex ME5
Quadrante analogico e doppia profondità di lettura: si appoggia alla superficie, non lascia fori e rende immediato il confronto fra punti vicini dello stesso paramento.

Materiali e murature
Tramex MEX5
Lettura digitale a due profondità, con igrometro incorporato e termometro a infrarossi di superficie: il valore si annota e si ritrova al sopralluogo successivo.

Materiali e murature
Kit rilievo umidità negli edifici
Costruito attorno al MEX5, raccoglie in una valigetta lo strumento e gli accessori del sopralluogo diagnostico.

Superfici estese e supporti cementizi
Tramex RWS
Scanner a impedenza elettrica per percorrere grandi superfici di parete e di copertura e delimitare l’estensione delle aree umide su scala comparativa.
Questi strumenti stanno nel catalogo fra i misuratori di umidità e igrometri — misuratori per edilizia e murature, misuratori per calcestruzzo e sonde di umidità relativa, strumenti per la diagnosi non distruttiva di coperture e tetti — e fra i termoigrometri ambientali. Per l’indagine dell’immagine termica il riferimento sono le termocamere della stessa famiglia temperatura e termografia.
Domande frequenti
Perché su un bene di valore, spesso unico e fragile, non si possono usare metodi che lo danneggiano: la misura deve rispettare l’integrità dell’oggetto. Per questo si preferisce la misura dell’umidità che si esegue appoggiando lo strumento alla superficie, senza infiggere puntali e senza prelevare campioni, e che proprio per questo si può ripetere sullo stesso punto a distanza di tempo. La priorità è studiare e documentare lo stato di conservazione proteggendo l’opera, ottenendo comunque le informazioni necessarie per intervenire in modo consapevole.
Perché le opere conservate in musei, chiese e depositi soffrono le variazioni di temperatura e umidità dell’aria, che provocano dilatazioni, contrazioni e stress ai materiali. Sono le variazioni e i cicli a danneggiare, non un singolo valore, quindi le condizioni vanno rilevate e registrate nel tempo, per riconoscere le escursioni pericolose. Conoscere anche il punto di rugiada dice quando su una superficie fredda può formarsi condensa, che è all’origine di molti degradi.
Il catalogo copre la misura dell’umidità dei materiali da costruzione e dell’involucro degli edifici, per impedenza elettrica, e la misura delle condizioni dell’aria, cioè umidità relativa, temperatura e punto di rugiada. Per l’indagine dell’immagine termica propone inoltre le termocamere della famiglia temperatura e termografia.
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