
Restauro e conservazione · Indagini non invasive
Diagnostica dell’umidità su murature storiche senza danneggiare le superfici
La diagnostica dell’umidità su murature storiche deve conciliare due esigenze opposte: conoscere con precisione il contenuto d’acqua della muratura e non alterare intonaci, superfici dipinte e apparecchi murari di valore. Per questo l’indagine procede per gradi, partendo dai rilievi che non lasciano traccia e riservando i prelievi ai casi in cui la lettura non distruttiva non basta a chiarire il quadro. La distribuzione dell’umidità in altezza e in pianta, la presenza di sali igroscopici e le condizioni termoigrometriche dell’ambiente concorrono a spiegare l’origine del fenomeno, che può essere risalita capillare, infiltrazione o condensa. Una diagnostica dell’umidità su murature storiche ben documentata orienta il progetto di conservazione su dati verificabili.
La diagnostica dell’umidità su murature storiche affronta lo stesso problema degli edifici moderni, l’umidità nei muri, ma con un vincolo in più: le superfici sono spesso delicate e di valore, come intonaci antichi, affreschi, pietre e decorazioni, che non si possono danneggiare per fare una misura. Nel restauro l’umidità è una delle principali cause di degrado, perché favorisce distacchi, efflorescenze saline, muffe e deterioramento dei materiali. Diagnosticarne presenza, entità e distribuzione è essenziale per intervenire, ma va fatto con metodi il più possibile non distruttivi o minimamente invasivi, per non compromettere il bene. Per questo la diagnostica dell’umidità nel restauro privilegia strumenti e tecniche che misurano senza intaccare le superfici pregiate. Questa pagina spiega come si diagnostica l’umidità nelle murature storiche rispettando il valore delle superfici.
Questa pagina appartiene all’area Restauro e conservazione ed è una guida alla diagnosi non distruttiva dell’umidità nei beni storici.
Umidità e vincolo di non invasività
Nelle murature storiche l’umidità è un nemico primario della conservazione: risalita capillare, infiltrazioni e condense mantengono i muri bagnati, e l’acqua, trasportando sali, ne provoca la cristallizzazione che disgrega intonaci e pietre, oltre a favorire muffe e degrado biologico. Per intervenire correttamente occorre diagnosticare l’umidità: sapere dove è presente, quanta, come si distribuisce e da quale causa deriva. La differenza rispetto all’edilizia comune sta nel vincolo di non invasività: le superfici storiche, come affreschi, stucchi, intonaci antichi e pietre lavorate, hanno un valore che va preservato, quindi non si possono forare o prelevare campioni con la stessa libertà. La diagnostica deve quindi bilanciare l’esigenza di una misura accurata con quella di rispettare il bene. Si privilegiano perciò metodi non distruttivi, che misurano l’umidità senza intaccare la superficie, riservando i prelievi, quando indispensabili, a punti nascosti o già compromessi. Questo approccio permette di raccogliere le informazioni necessarie all’intervento senza aggiungere danno al bene, principio fondamentale del restauro. La diagnosi è il passo che precede e guida ogni intervento contro l’umidità, e nel restauro va condotta con particolare cautela.

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I metodi non distruttivi per la diagnosi
La diagnostica dell’umidità nel restauro impiega diverse tecniche a invasività crescente, partendo da quelle non distruttive. Gli strumenti a lettura superficiale, che stimano l’umidità appoggiandosi alla superficie senza forarla, permettono di mappare rapidamente ampie zone e individuare le aree più umide senza toccare il materiale in profondità: sono ideali per una prima indagine su superfici delicate. La termografia aiuta perché le zone umide hanno un comportamento termico diverso, permettendo di individuare la distribuzione dell’umidità e talvolta la risalita senza alcun contatto. Dove serve un dato più preciso e in profondità, e solo se il bene lo consente, si ricorre a metodi minimamente invasivi in punti selezionati, poco visibili o già degradati. Va inoltre valutata la presenza di sali, perché il loro contenuto influenza sia il degrado sia la misura stessa dell’umidità con alcuni metodi. La combinazione di mappatura superficiale, termografia e, dove indispensabile, misure puntuali mirate, permette di ricostruire il quadro dell’umidità rispettando il bene. Documentare le misure, con mappe e valori riferiti ai punti, è essenziale nel restauro, sia per progettare l’intervento sia per il monitoraggio successivo. Una diagnostica così condotta fornisce le informazioni necessarie senza sacrificare l’integrità delle superfici storiche.
| Metodo | Caratteristica |
|---|---|
| Lettura superficiale | Non distruttiva, mappa le zone |
| Termografia | Senza contatto, distribuzione |
| Misura puntuale mirata | Solo dove il bene lo consente |
Affidabilità della diagnosi
Per una diagnosi affidabile e rispettosa contano la priorità ai metodi non distruttivi, la mappatura in più punti, e la considerazione dei sali. Si parte sempre dalle tecniche che non intaccano la superficie, come la lettura superficiale e la termografia, riservando le misure invasive a punti selezionati e solo quando indispensabili. La mappatura va estesa a più punti e altezze per ricostruire la distribuzione dell’umidità e la sua causa, come la risalita. La presenza di sali va valutata perché incide su degrado e misura. Documentare mappe, valori e condizioni rende la diagnosi utile per l’intervento e per il monitoraggio nel tempo. Grazie alla diagnostica non distruttiva dell’umidità, le murature storiche possono essere studiate a fondo, individuando presenza, entità e distribuzione dell’acqua e dei sali, senza aggiungere danno alle superfici pregiate, nel rispetto dei principi del restauro conservativo.
- L’umidità e i sali degradano intonaci e pietre.
- Le superfici storiche non si possono danneggiare.
- Si privilegiano metodi non distruttivi.
- La lettura superficiale e la termografia mappano l’umidità.
- Le misure invasive solo dove indispensabili.
Dall’applicazione allo strumento: cosa serve in pratica
Questo tema appartiene all’area Restauro e conservazione del ramo Applicazioni di misura e controllo, ed è collegato al controllo non distruttivo di affreschi e intonaci e alla termografia per individuare strutture nascoste.
Nel catalogo gli strumenti per l’umidità fanno capo ai misuratori di umidità e igrometri e le termocamere a temperatura e termografia, nel Catalogo prodotti. Se devi diagnosticare l’umidità di una muratura storica, il modulo di richiesta consente di ricevere un’indicazione mirata.

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Domande frequenti
Perché le superfici storiche, come affreschi, stucchi, intonaci antichi e pietre lavorate, hanno un valore che va preservato e non si possono forare o campionare con la stessa libertà di un edificio comune. La diagnostica deve bilanciare l’esigenza di una misura accurata con quella di rispettare il bene, privilegiando metodi non distruttivi che misurano l’umidità senza intaccare la superficie. I prelievi, quando indispensabili, si riservano a punti nascosti o già compromessi. Così si raccolgono le informazioni necessarie senza aggiungere danno al bene, principio fondamentale del restauro.
Si usano strumenti a lettura superficiale, che stimano l’umidità appoggiandosi alla superficie senza forarla e permettono di mappare rapidamente ampie zone individuando le aree più umide, e la termografia, che rivela la distribuzione dell’umidità e talvolta la risalita sfruttando il diverso comportamento termico delle zone bagnate, senza alcun contatto. Dove serve un dato in profondità e solo se il bene lo consente, si ricorre a metodi minimamente invasivi in punti selezionati, poco visibili o già degradati. Va anche valutata la presenza di sali.
Perché i sali, trasportati dall’acqua nelle murature, cristallizzano evaporando e disgregano intonaci e pietre, ed è spesso questo, più dell’acqua in sé, a causare il degrado. Inoltre il contenuto di sali può influenzare la misura stessa dell’umidità con alcuni metodi, per cui va tenuto in conto nell’interpretazione dei risultati. Valutare la presenza dei sali insieme all’umidità permette di comprendere meglio le cause del degrado e di impostare l’intervento corretto, ed è parte integrante di una diagnostica accurata delle murature storiche.
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