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Corrosione di serbatoi e tubazioni

Valvole e tubazioni coibentate di un impianto industriale

Navale, offshore e oil & gas · Serbatoi e tubazioni

Il controllo della corrosione di serbatoi e tubazioni negli impianti di processo

Serbatoi e tubazioni contengono e trasportano fluidi spesso in pressione, infiammabili o inquinanti: una perforazione dovuta alla corrosione si traduce in perdite, fermi impianto e rischi per persone e ambiente. L’attacco arriva da entrambi i lati, dall’esterno per esposizione atmosferica e dall’interno per azione del fluido, e resta a lungo invisibile. Il controllo della corrosione di serbatoi e tubazioni si basa sulla misura dello spessore residuo con spessimetri a ultrasuoni, eseguita da un solo lato senza svuotare o smontare le linee. Ripetuto su griglie di punti e nel tempo, il controllo della corrosione di serbatoi e tubazioni misura la velocità di assottigliamento e fissa gli intervalli di ispezione.

Il controllo della corrosione di serbatoi e tubazioni monitora lo stato del metallo di impianti che contengono e trasportano fluidi, misurando lo spessore residuo e individuando i difetti per prevenire perdite e cedimenti. Nell’oil & gas e negli impianti di processo, serbatoi e tubazioni sono soggetti a corrosione sia esterna, dall’ambiente, sia interna, dai fluidi trasportati. Una corrosione non controllata può portare a perforazioni, perdite e rotture, con rischi per la sicurezza e l’ambiente. Monitorarla è quindi essenziale. Questa pagina spiega come si controlla la corrosione di serbatoi e tubazioni.

Questa pagina appartiene al settore Navale, offshore e oil & gas ed è una guida al controllo della corrosione di serbatoi e tubazioni.

Perché controllare la corrosione

Serbatoi e tubazioni sono componenti critici degli impianti oil & gas e di processo, perché contengono e trasportano fluidi che possono essere in pressione, infiammabili, tossici o inquinanti. La loro integrità è essenziale per la sicurezza e per l’ambiente, e la principale minaccia è la corrosione. Questi componenti possono corrodersi dall’esterno, per l’azione dell’ambiente (atmosfera marina, umidità, terreno per le tubazioni interrate), e dall’interno, per l’azione dei fluidi trasportati, che possono essere corrosivi. La corrosione assottiglia il metallo o crea difetti localizzati come vaiolature; se non controllata, può portare a perforazioni, con perdite di prodotto, e a cedimenti strutturali, con conseguenze potenzialmente gravi: incendi, esplosioni, inquinamento. Per questo il controllo della corrosione è un’attività continua e sistematica. Serve a diversi scopi. Alla prevenzione: individuare la corrosione prima che porti a perdite o rotture, intervenendo per tempo. Alla valutazione dell’integrità: misurando lo spessore residuo, si verifica che le pareti abbiano ancora la resistenza necessaria e si stima la vita residua. Alla conformità: gli impianti sono soggetti a ispezioni periodiche richieste dalle normative e dai piani di integrità. Alla manutenzione: individuare le zone corrose permette di programmare riparazioni e sostituzioni. Controllare la corrosione di serbatoi e tubazioni è quindi essenziale per la sicurezza, la protezione ambientale e la continuità di esercizio degli impianti.

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Come si controlla

Il controllo della corrosione si basa principalmente sulla misura dello spessore residuo con spessimetri a ultrasuoni: appoggiando la sonda su un solo lato della parete, si misura lo spessore del metallo, valutando quanto la corrosione lo ha ridotto. La misura si esegue in molti punti, secondo schemi definiti, per mappare la corrosione, che è spesso localizzata; le zone più sospette, come i punti bassi delle tubazioni dove ristagnano i fluidi o le zone vicino ai supporti, ricevono particolare attenzione. Il monitoraggio può essere periodico, con misure durante le ispezioni programmate, o continuo, con sensori installati permanentemente su punti critici che sorvegliano lo spessore nel tempo. Per individuare difetti specifici, come cricche o corrosione localizzata, si usano altri controlli non distruttivi. La ricerca di perdite completa i controlli dove necessario. Gli strumenti vanno tarati, e le superfici preparate rimuovendo ruggine e rivestimenti dove serve. Un aspetto chiave è il monitoraggio nel tempo: confrontando le misure di spessore eseguite in momenti diversi, si calcola la velocità di corrosione e si prevede quando lo spessore raggiungerà il minimo ammesso, programmando gli interventi. I risultati vanno registrati nei piani di integrità. Misurando lo spessore residuo con ultrasuoni, monitorando nel tempo la velocità di corrosione e individuando i difetti, si controlla lo stato di serbatoi e tubazioni, prevenendo perdite e cedimenti.

AspettoIndicazione
Spessore residuo a ultrasuoniValutazione dell’integrità
Monitoraggio nel tempoVelocità di corrosione e previsione
Sensori permanentiSorveglianza continua dei punti critici

Affidabilità del controllo

Per un controllo affidabile della corrosione contano gli spessimetri a ultrasuoni tarati, la misura su molti punti e il monitoraggio nel tempo. Lo spessore residuo si misura con ultrasuoni da un solo lato, in molti punti secondo schemi definiti, dando attenzione alle zone più sospette dove ristagnano i fluidi. Il monitoraggio può essere periodico o continuo con sensori permanenti sui punti critici. Altri controlli non distruttivi individuano difetti specifici. Gli strumenti vanno tarati e le superfici preparate. Confrontando le misure nel tempo si calcola la velocità di corrosione e si prevede quando lo spessore raggiungerà il minimo, programmando gli interventi. I risultati vanno registrati nei piani di integrità. Grazie a misure eseguite con strumenti tarati e a un monitoraggio sistematico nel tempo, l’oil & gas previene perdite e cedimenti di serbatoi e tubazioni.

  • Serbatoi e tubazioni si corrodono dall’esterno e dall’interno.
  • Lo spessore residuo si misura a ultrasuoni.
  • Si misura su molti punti per mappare la corrosione.
  • Il monitoraggio nel tempo dà la velocità di corrosione.
  • I sensori permanenti sorvegliano i punti critici.

Dal settore allo strumento: cosa serve in pratica

Questo tema appartiene al settore Navale, offshore e oil & gas del ramo Settori industriali, ed è collegato allo spessore di scafi e paratie e all’ispezione delle saldature.

Nel catalogo gli spessimetri a ultrasuoni e gli strumenti per i controlli non distruttivi fanno capo alla famiglia controlli non distruttivi e spessimetri di materiale, nel Catalogo prodotti. Se devi controllare la corrosione di serbatoi e tubazioni, il modulo di richiesta consente di ricevere un’indicazione mirata.

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Domande frequenti

Da dove viene la corrosione di serbatoi e tubazioni?

La corrosione può provenire sia dall’esterno sia dall’interno. La corrosione esterna è dovuta all’ambiente: negli impianti marini e offshore, acqua di mare, salsedine e umidità sono aggressive; nelle tubazioni interrate, il terreno può corrodere il metallo. La corrosione interna è dovuta ai fluidi trasportati, che possono essere corrosivi o contenere impurità, acqua e gas acidi che attaccano il metallo dall’interno. Spesso le zone più corrose sono quelle dove i fluidi ristagnano, come i punti bassi. Poiché la corrosione può avvenire da entrambi i lati e in modo localizzato, il controllo dello spessore va eseguito su molti punti per individuare le zone a rischio.

Come si prevede quando intervenire su una tubazione corrosa?

Si prevede monitorando lo spessore residuo nel tempo e calcolando la velocità di corrosione. Misurando lo spessore negli stessi punti in momenti diversi, si osserva di quanto si è ridotto tra una misura e l’altra, ricavando la velocità di corrosione. Conoscendo lo spessore attuale, il minimo ammesso e la velocità, si stima quanto tempo manca prima che lo spessore scenda sotto il minimo, cioè la vita residua. Questo permette di programmare la riparazione o la sostituzione al momento opportuno, né troppo presto né troppo tardi. Il monitoraggio sistematico dello spessore nel tempo è la base della gestione dell’integrità.

Cosa sono i sensori permanenti di monitoraggio della corrosione?

Sono dispositivi installati stabilmente su punti critici di serbatoi e tubazioni, che misurano lo spessore residuo in continuo o a intervalli frequenti, senza un operatore che ripeta la misura manualmente. Tipicamente sono sonde a ultrasuoni fissate alla parete, che rilevano lo spessore e trasmettono i dati. Il vantaggio è duplice: monitorano punti difficili da raggiungere, e misurando frequentemente forniscono un quadro dettagliato dell’evoluzione della corrosione, cogliendo anche variazioni rapide. Sono utili sui punti più critici o a corrosione veloce. Si affiancano alle ispezioni periodiche manuali, che restano necessarie per coprire l’intera estensione degli impianti.

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