
Strumenti elettrici e da laboratorio · Multimetri e pinze amperometriche
Come si esegue la misura con multimetro e pinza amperometrica
La misura con multimetro e pinza amperometrica è la base della diagnostica elettrica: il multimetro legge tensione, corrente e resistenza toccando il circuito con due puntali, mentre la pinza misura la corrente semplicemente abbracciando il conduttore, senza doverlo interrompere. Capire quando una grandezza va letta in parallelo e quando in serie non è un formalismo: collegare lo strumento nel modo sbagliato può creare un cortocircuito. Questa pagina spiega che cosa misurano davvero questi strumenti, perché la pinza rileva la corrente senza contatto elettrico e quali categorie di sicurezza ne governano l’impiego, così da eseguire una misura con multimetro e pinza amperometrica in modo corretto e sicuro, tanto sul quadro quanto in campo.
La misura con multimetro e pinza amperometrica è la base della diagnostica elettrica: il multimetro legge tensione, corrente e resistenza toccando il circuito con due puntali, la pinza misura la corrente semplicemente abbracciando un conduttore, senza interromperlo. Sono gli strumenti che ogni elettricista, manutentore e tecnico usa per capire che cosa accade in un impianto.
Questa pagina spiega che cosa misurano questi strumenti e come, perché la pinza può leggere la corrente senza contatto elettrico, e quali categorie di sicurezza ne governano l’uso. È rivolta a chi lavora su impianti elettrici e vuole misurare in modo corretto e sicuro.
Le grandezze elettriche fondamentali
Tre grandezze descrivono un circuito e sono legate tra loro. La tensione è la differenza di potenziale che spinge le cariche, e si misura collegando lo strumento in parallelo, tra due punti. La corrente è il flusso di cariche, e in un multimetro si misura in serie, inserendo lo strumento nel percorso. La resistenza è l’opposizione al passaggio della corrente, e si misura a circuito spento.
Capire se una grandezza va misurata in parallelo o in serie non è un dettaglio formale: collegare un multimetro in corrente su una presa di tensione crea un cortocircuito attraverso lo strumento. La distinzione tra i due modi di collegamento è la prima regola di sicurezza.

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Il multimetro
Il multimetro digitale riunisce in un solo strumento più funzioni: voltmetro, amperometro, ohmmetro e spesso prova di continuità, diodo, capacità e frequenza. Un convertitore analogico-digitale trasforma la grandezza misurata in un numero sul display. La qualità dello strumento si misura sulla risoluzione, sull’accuratezza dichiarata e sulla capacità di leggere correttamente segnali non perfettamente sinusoidali.
Il vero valore efficace
In corrente alternata la grandezza utile è il valore efficace. Gli strumenti più semplici lo calcolano supponendo un’onda perfettamente sinusoidale; ma nei circuiti moderni, pieni di elettronica, le forme d’onda sono distorte e questa ipotesi porta a errori. Gli strumenti a vero valore efficace misurano correttamente anche onde distorte, ed è la caratteristica che distingue uno strumento professionale.
La prova di continuità
La funzione di continuità, con segnale acustico, è tra le più usate: verifica in un istante se due punti sono collegati elettricamente, senza dover leggere un valore. Serve a rintracciare un conduttore, controllare un fusibile, individuare un’interruzione. È la conferma rapida che una connessione esiste o è saltata.
La pinza amperometrica
La pinza misura la corrente senza aprire il circuito: si apre la ganascia, si abbraccia un solo conduttore e si legge. Il principio è che una corrente genera attorno al conduttore un campo magnetico proporzionale; la pinza lo rileva e risale alla corrente. È questo che permette di misurare correnti elevate in totale sicurezza, senza contatto elettrico con parti in tensione.
Perché un solo conduttore per volta
Se si abbracciano insieme la fase e il neutro, i loro campi magnetici, uguali e opposti, si annullano e la pinza legge zero pur essendoci corrente. Va quindi abbracciato un solo conduttore. Questo stesso principio si sfrutta al contrario per cercare le dispersioni: abbracciando tutti i conduttori insieme, una lettura diversa da zero rivela una corrente che se ne va a terra.
| Grandezza | Come si collega | Circuito |
|---|---|---|
| Tensione | In parallelo, tra due punti | In tensione |
| Corrente (multimetro) | In serie, nel percorso | In tensione |
| Corrente (pinza) | Abbraccia un conduttore | Senza contatto |
| Resistenza | Ai capi del componente | Spento |
Per le verifiche di sicurezza di un impianto, oltre alle misure di base, servono strumenti dedicati: i Tester per impianti e sicurezza elettrica. Multimetri e pinze fanno parte della categoria Strumenti elettrici, acustici, ottici e da laboratorio.
Le categorie di sicurezza
Ogni strumento riporta una categoria di misura, indicata con la sigla CAT seguita da un numero, e una tensione massima. La categoria descrive quanto è “energetico” il punto dell’impianto in cui si può usare in sicurezza: più ci si avvicina all’origine dell’alimentazione, maggiore è l’energia disponibile in caso di guasto e più alta deve essere la categoria. Usare uno strumento di categoria insufficiente su un punto ad alta energia è pericoloso, perché un transitorio potrebbe superarne l’isolamento. Scegliere la categoria giusta è parte integrante di una misura sicura.
Domande frequenti
Perché la tensione è una differenza tra due punti, e va letta collegando lo strumento tra di essi; la corrente è un flusso, e va misurata inserendo lo strumento nel percorso perché la attraversi. Collegare un multimetro in corrente su una presa di tensione crea un cortocircuito.
Una corrente genera attorno al conduttore un campo magnetico proporzionale alla sua intensità. La pinza abbraccia il conduttore, rileva quel campo e risale alla corrente. Così misura anche correnti elevate senza contatto elettrico con parti in tensione.
È il valore efficace misurato correttamente anche su forme d’onda distorte. Gli strumenti semplici lo calcolano supponendo un’onda sinusoidale perfetta, ipotesi che nei circuiti moderni pieni di elettronica porta a errori. Il vero valore efficace è indispensabile su carichi non lineari.
Indica in quali punti dell’impianto lo strumento può essere usato in sicurezza: più ci si avvicina all’origine dell’alimentazione, maggiore è l’energia disponibile in caso di guasto e più alta deve essere la categoria. Usare una categoria insufficiente su un punto ad alta energia è pericoloso.
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