
Sensori di processo · Rilevamento senza contatto
Come si esegue la misura di posizione e distanza
Sapere dove si trova un oggetto, o quanto dista da un riferimento, è una funzione base dell’automazione: dal rilevamento dei pezzi su una linea al livello di un materiale in un contenitore, fino al posizionamento di organi mobili. La misura di posizione e distanza senza contatto si basa su due principi ottici: la triangolazione, che proietta un punto di luce e ne osserva lo spostamento da un’angolazione diversa, precisa sulle brevi e medie distanze, e il tempo di volo, che misura il tempo impiegato dalla luce ad andare e tornare, adatto alle distanze maggiori. La scelta dipende da campo di lavoro, precisione, velocità e superficie: colore, brillantezza e inclinazione influenzano la misura di posizione e distanza.
La misura di posizione e distanza determina dove si trova un oggetto o quanto è distante da un riferimento, spesso senza contatto. È una funzione chiave dell’automazione e del controllo di processo: sapere la posizione di un pezzo, il livello di un materiale, la distanza di una superficie o lo spostamento di un organo permette di controllare macchine, regolare processi e verificare misure geometriche. La misura senza contatto, in particolare quella ottica con sensori laser, consente di rilevare posizione e distanza in modo rapido, preciso e a distanza di sicurezza, anche su oggetti in movimento, caldi o inaccessibili. Capire i principi di misura e i loro limiti è la base per applicarli correttamente.
Questa pagina spiega i principi di triangolazione e tempo di volo, le applicazioni della misura di posizione e distanza nel controllo di processo, e i criteri per scegliere il sensore adatto. È una guida per il tecnico di automazione, controllo qualità e processo.
Triangolazione, differenza di fase e tempo di volo
La misura ottica di distanza senza contatto si basa su tre principi. Nella triangolazione il sensore proietta un punto o una linea di luce sull’oggetto e osserva da un’angolazione diversa dove il riflesso cade su un rilevatore: dalla posizione del riflesso, per geometria, si ricava la distanza. È adatta alle brevi distanze e alle misure di spostamento, profilo e posizione ravvicinata. Nella differenza di fase il sensore emette luce modulata e confronta la fase del segnale che torna con quella del segnale emesso: lo sfasamento è proporzionale al cammino percorso, ed è il principio che consente la risoluzione millimetrica su campi di lavoro contenuti. Nel tempo di volo il sensore misura il tempo che l’impulso luminoso impiega ad andare all’oggetto e tornare: essendo nota la velocità della luce, da quel tempo si ricava la distanza, ed è il principio che porta più lontano. La scelta fra i tre dipende dalla distanza di lavoro e dalla risoluzione richieste.

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Le applicazioni nel controllo di processo
La misura di posizione e distanza serve a molte funzioni di automazione. Nel controllo di processo permette di rilevare la presenza e la posizione di pezzi su una linea, di misurare il livello di un materiale in una tramoggia o in un serbatoio, di controllare lo spessore o l’altezza di un prodotto misurando la distanza dalla sua superficie, di verificare il diametro di una bobina e di posizionare organi mobili. Su prodotti in movimento la misura senza contatto rileva posizione e distanza senza interferire con il flusso. In tutti questi casi la misura fornisce il segnale che il sistema di controllo usa per regolare la macchina, generare allarmi o eseguire selezioni, integrandosi nell’automazione della linea.
| Principio | Campo d’impiego |
|---|---|
| Triangolazione | Brevi distanze, spostamento e profilo |
| Differenza di fase | Risoluzione millimetrica su campi contenuti |
| Tempo di volo | Distanze medie e lunghe |
| Uso | Posizione, livello, spessore, presenza |
Criteri di scelta del sensore
La scelta del sensore di posizione e distanza dipende da più fattori. Il primo è la distanza di lavoro e il campo di misura, che orientano tra triangolazione e tempo di volo. Contano poi la precisione richiesta e la risoluzione, la velocità di misura per seguire oggetti in movimento, e le caratteristiche della superficie: colore, brillantezza, inclinazione e stato influenzano il riflesso e quindi la misura. Anche le condizioni ambientali, come polvere, luce e temperatura, vanno considerate. Definire chiaramente cosa si deve misurare, a che distanza e con quale precisione, e su quale superficie, è il modo per scegliere un sensore adeguato ed evitare misure instabili o imprecise.
- Scegliere il principio in base a distanza e precisione.
- Considerare la velocità di misura per oggetti in movimento.
- Valutare colore, brillantezza e inclinazione della superficie.
- Tenere conto di polvere, luce e temperatura ambientali.
- Definire cosa, a che distanza e con quale precisione misurare.
Taratura e affidabilità
I sensori di posizione e distanza vanno tarati e verificati contro riferimenti noti, perché sulla loro misura si basano controlli, regolazioni e selezioni. Contano il corretto allineamento del sensore rispetto alla superficie, la stabilità del montaggio e la compatibilità tra il tipo di superficie e il principio di misura. Verifiche periodiche con distanze campione permettono di individuare derive e disallineamenti. Documentare le condizioni di installazione e i controlli garantisce che i valori di posizione e distanza siano affidabili, condizione per un’automazione stabile e per misure geometriche corrette.
Dalla misura allo strumento: cosa serve in pratica
Questo tema appartiene all’area Velocità, lunghezza e rotazione del ramo Misure e controlli. Per la strumentazione il riferimento è il Catalogo prodotti.
Nel catalogo la misura senza contatto di posizione e distanza fa capo ai sensori laser di distanza e posizione, nella famiglia sensori di processo. I due principi coperti sono la differenza di fase e il tempo di volo; la triangolazione è descritta qui come metodo di riferimento. Se devi misurare posizione, distanza o livello in un’applicazione di automazione, il modulo di richiesta consente di ricevere un’indicazione mirata.

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Gli strumenti per posizione e distanza a catalogo
Il catalogo copre la misura di distanza con luce laser, non la triangolazione. I tre distanziometri qui sotto si distinguono per il principio con cui ricavano la distanza, ed è questo il criterio con cui si sceglie l’uno o l’altro: la serie LDM42 misura per differenza di fase del segnale luminoso modulato, con risoluzione millimetrica su distanze contenute; il LDM301 misura per tempo di volo dell’impulso, che consente distanze maggiori. L’LDS70A applica lo stesso principio del tempo di volo in una custodia compatta, con una frequenza di misura molto alta. Campi di misura, accuratezze e dati sulla sorgente laser dichiarati dal costruttore sono nelle schede.

Differenza di fase
ASTECH serie LDM42
Misura la distanza confrontando la fase della luce modulata emessa con quella ricevuta: è il principio che dà la precisione millimetrica nel controllo di posizione, di livello e di spessore su campi di lavoro contenuti. La serie raccoglie le versioni che differiscono per interfaccia di comunicazione.
I tre modelli stanno nella pagina di catalogo Sensori laser di distanza e posizione.
Domande frequenti
Nella triangolazione il sensore proietta luce sull’oggetto e osserva da un’angolazione diversa dove cade il riflesso, ricavando la distanza per geometria: molto precisa su brevi e medie distanze. Nel tempo di volo si misura il tempo che la luce impiega ad andare e tornare, e dalla velocità della luce si ricava la distanza: adatta a distanze medie e lunghe. La scelta dipende da distanza e precisione.
A rilevare presenza e posizione di pezzi su una linea, misurare il livello di un materiale, controllare spessore o altezza dalla distanza della superficie, verificare il diametro di una bobina e posizionare organi mobili. Su prodotti in movimento la misura senza contatto rileva posizione e distanza senza interferire, fornendo il segnale al sistema di controllo per regolare, allarmare o selezionare.
Considerando distanza di lavoro e campo di misura, che orientano tra triangolazione e tempo di volo; la precisione e la risoluzione richieste; la velocità di misura per oggetti in movimento; le caratteristiche della superficie come colore, brillantezza e inclinazione; e le condizioni ambientali come polvere, luce e temperatura. Definire cosa, a che distanza, con quale precisione e su quale superficie misurare guida la scelta.
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