
Spessore · Materiali sottili
Spessore di film, fogli e lamine: contatto, senza contatto e misura in linea
La misura dello spessore di film fogli e lamine è un controllo chiave nell’industria dei materiali sottili, dalla plastica estrusa al metallo laminato. Due aspetti la rendono particolare: la comprimibilità, perché molti film cedono sotto la pressione del tastatore, e l’uniformità, perché lo spessore varia lungo il nastro e in senso trasversale. La misura a contatto con spessimetro a forza controllata resta la più accurata in laboratorio; quella senza contatto, con sensori affacciati, sorveglia la linea in produzione. Sullo spessore di film fogli e lamine conta il profilo, non il singolo punto.
La misura dello spessore di film, fogli e lamine è un controllo di qualità fondamentale nell’industria dei materiali sottili, dalla plastica estrusa al metallo laminato, dalla pellicola alla lamina metallica. Qui lo spessore è il parametro di prodotto per eccellenza: determina resistenza, proprietà barriera, peso, costo e comportamento nelle lavorazioni successive. Uno scostamento anche minimo, moltiplicato su grandi produzioni, ha effetti importanti su qualità e resa, e per questo la misura dello spessore è spesso continua e integrata nella linea, oltre che eseguita in laboratorio sui campioni.
Questa pagina spiega i metodi per misurare lo spessore dei materiali sottili, la differenza tra controllo in linea e off-line e come gestire materiali comprimibili o delicati. È una guida per il tecnico di produzione, il controllo qualità e chi gestisce processi di estrusione, laminazione e produzione di film.
Che cosa rende speciale la misura sui materiali sottili
Misurare pochi micrometri o decimi di millimetro con precisione richiede strumenti sensibili e stabili, ma soprattutto una gestione attenta di due aspetti. Il primo è la comprimibilità: molti film e fogli sono morbidi, e una misura a contatto con forza eccessiva li schiaccia, restituendo uno spessore inferiore al reale. Il secondo è l’uniformità: lo spessore di un foglio varia lungo la larghezza e la lunghezza del rotolo, quindi non basta un punto ma serve un profilo, spesso trasversale, per controllare la costanza del prodotto. Su materiali prodotti in continuo, questo porta naturalmente alla misura in linea.

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I metodi di misura
Le tecniche si dividono tra misura a contatto e senza contatto, ciascuna con vantaggi propri.
| Metodo | Contatto | Impiego tipico |
|---|---|---|
| Spessimetro a comparatore | Sì, due lati | Laboratorio, campioni |
| Sensori laser affacciati | No | Misura in linea |
| Micrometro di precisione | Sì, due lati | Controllo puntuale |
Misura a contatto
La misura a contatto è la più diffusa in laboratorio e sui campioni. Uno spessimetro a comparatore o un micrometro di precisione stringe il materiale tra due riscontri e ne legge lo spessore. La chiave, su questi materiali, è la forza di contatto controllata: strumenti dedicati ai materiali sottili applicano una forza definita e ripetibile, spesso tramite un piattello di area nota, per non comprimere il campione e per rendere le misure confrontabili. È un metodo semplice, preciso e indipendente dal materiale, ma puntuale e non adatto al controllo continuo.
Misura senza contatto
Per il controllo in linea e sui materiali delicati si usa la misura senza contatto, tipicamente con due sensori di distanza affacciati, uno sopra e uno sotto il materiale che scorre: la differenza tra la distanza nota tra i sensori e le due distanze misurate dà lo spessore. Poiché non tocca il materiale, non lo comprime, non lo segna e non ne rallenta la produzione. È il metodo ideale per misurare in continuo lo spessore di un film in uscita da un’estrusione o di un nastro in laminazione, generando un profilo trasversale che consente di regolare il processo in tempo reale.
In linea o off-line
La scelta tra misura in linea e da laboratorio dipende dallo scopo. Il controllo in linea senza contatto serve a sorvegliare e regolare il processo mentre produce: rileva subito una deriva dello spessore e permette di correggerla prima di produrre scarto. Il controllo off-line, in laboratorio, serve alla verifica di precisione dei campioni, alla certificazione e alla taratura dei sistemi in linea. I due approcci sono complementari: la misura in linea garantisce la costanza durante la produzione, quella da laboratorio fornisce il riferimento accurato e la documentazione.
Errori e buone pratiche
- Forza di contatto eccessiva: schiaccia i materiali morbidi e sottostima lo spessore; usare strumenti a forza controllata.
- Misura in un solo punto: non coglie la variabilità sul foglio; serve un profilo trasversale.
- Pulizia dei riscontri: polvere o residui tra materiale e riscontro falsano la misura di pochi micrometri.
- Planarità del campione: un foglio ondulato o piegato dà letture disperse; va disteso.
- Taratura dei sensori senza contatto: i sistemi in linea vanno verificati con campioni di spessore noto.
Come scegliere l’approccio
Per il controllo di campioni in laboratorio, uno spessimetro a comparatore a forza controllata è la scelta più semplice e accurata. Per la sorveglianza continua di una linea di produzione, un sistema senza contatto a sensori affacciati permette di misurare e regolare in tempo reale senza toccare il prodotto. Contano la comprimibilità del materiale, che indirizza verso strumenti a forza definita, la risoluzione richiesta rispetto allo spessore da misurare, e la necessità o meno di un profilo anziché di un valore puntuale. Spesso le due soluzioni convivono: il senza contatto in linea, il contatto in laboratorio per il riferimento.
Dalla misura allo strumento: cosa serve in pratica
Questo tema appartiene all’area Spessore del ramo Misure e controlli. Per la strumentazione il riferimento è il Catalogo prodotti, dove convergono due mondi.
Per la misura a contatto in laboratorio, la famiglia di riferimento è la metrologia dimensionale, con gli spessimetri meccanici a comparatore e i campioni di riferimento. Per la misura senza contatto in linea, il riferimento sono i sensori laser di distanza e posizione, che affacciati misurano lo spessore del materiale in movimento. Se devi impostare un controllo in linea o gestire un materiale particolarmente delicato, il modulo di richiesta consente di ricevere un’indicazione mirata.
Gli strumenti per questa misura
Per la misura a contatto su materiali sottili la famiglia di riferimento è quella degli spessimetri a forcella Käfer, che stringono il campione fra due piattelli a forza controllata e ne leggono lo spessore sul comparatore. Si distinguono per tre cose: i modelli dedicati al film, con campo breve e forza di contatto ridotta; quelli per fogli, nastri e laminati, con campo più ampio e tastatori intercambiabili; e i modelli a gola profonda, che arrivano a misurare al centro di lastre e pannelli di grande formato. I dati completi sono nelle schede.

Per film
Käfer F 1101/30
Spessimetro analogico dichiarato dal costruttore per la misura del film sottile: campo 1 mm (0,1 mm nella versione -0.1), lettura 0,001 mm, gola 30 mm. Forza di misura circa 1,5 N, riducibile a 0,7 N; punto di contatto piano da 6,35 mm di diametro.

Per film
Käfer FD 1000/30-3
Versione digitale: campo 3 mm, risoluzione 0,001 mm, errore massimo 3 µm, gola 30 mm. Forza 2 N riducibile a 0,7 N, punto di contatto piano da 6,35 mm, uscita dati RS 232 oppure USB. Il costruttore lo destina a film e pellicole tecniche, laminati, carte speciali, nontessuti sottili, lamierini e fogli metallici.

Per fogli e nastri
Käfer F 1000/30
Analogico per lo spessore dei fogli: campo 1 mm con divisione 0,001 mm e 0,2 mm per giro di lancetta, scelta dichiarata dal costruttore per ridurre l’effetto delle differenze di temperatura. Gola 30 mm, forza standard circa 2,2 N (0,7 N o 3 N in alternativa). Impieghi dichiarati: carta, cartoncino, fogli e nastri, materiali plastici, laminati.

Per fogli e nastri
Käfer serie FD /25
Tre modelli digitali — FD 50/25, FD 100/25 e FD 200/25 — con campo 25 mm, risoluzione 0,001 mm e gola rispettivamente da 50, 100 e 200 mm. Tastatore forma c, corpo in alluminio, batteria al litio 3 V. Sul FD 200/25 il costruttore dichiara forza 1,8 N ±20 %, errore massimo 5 µm e uscita RS 232 oppure USB. Impieghi dichiarati: laminati, carte e cartoncini, fogli e nastri, guarnizioni, pelli e tessuti tecnici.

Per fogli e nastri
Käfer F 50
Analogico di precisione con campo 5 mm, divisione 0,001 mm e 0,2 mm per giro di lancetta, gola 50 mm e forza 1,7 N ±20 %. Tastatore forma c di serie, dispositivo di sollevamento. Il costruttore lo destina a lastre in plastica, materiali di rivestimento, pelle e cuoio, guarnizioni di precisione e controllo di laboratorio.

Gola profonda
Käfer JD 200 e JD 300
Due digitali a gola profonda — 200 mm e 300 mm — per arrivare lontano dal bordo su lastre e pezze di grande formato. Campo 12,5 mm, risoluzione 0,01 mm, tastatore forma c, corpo in alluminio, batteria al litio 3 V e trasmissione dei dati verso l’esterno. Impieghi dichiarati: pannelli, lastre, tessuti in pezza, pelli e cuoio, fogli, nastri, laminati, cartone e materiali fibrosi.
La scelta si gioca su tre grandezze: la gola, cioè quanto ci si deve allontanare dal bordo del materiale; il campo di misura, che va scelto sul valore atteso e non su quello massimo; e la forza di contatto, decisiva sui materiali comprimibili. La famiglia completa, con tutte le varianti di campo, gola e tastatore, è raccolta nella pagina Spessimetri meccanici a comparatore della Metrologia dimensionale.

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Domande frequenti
Perché questi materiali sono comprimibili: una misura a contatto con forza eccessiva li schiaccia e restituisce uno spessore inferiore al reale. Gli strumenti dedicati applicano una forza definita e ripetibile, spesso tramite un piattello di area nota, per non comprimere il campione e rendere le misure confrontabili tra loro.
Con due sensori di distanza affacciati, uno sopra e uno sotto il materiale in movimento: la differenza tra la distanza nota tra i sensori e le due distanze misurate dà lo spessore. Non toccando il materiale non lo comprime, non lo segna e non ne rallenta la produzione, generando un profilo che permette di regolare il processo in tempo reale.
Sono approcci complementari. La misura in linea senza contatto sorveglia e regola il processo mentre produce, cogliendo subito le derive. Quella off-line in laboratorio serve alla verifica di precisione dei campioni, alla certificazione e alla taratura dei sistemi in linea. Insieme garantiscono costanza durante la produzione e riferimento accurato per la documentazione.
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