
Nautica e settore navale · Umidità degli scafi
Come funziona il misuratore di umidità per scafi di imbarcazioni
Il misuratore di umidità per scafi serve a capire se e dove l’acqua è penetrata nella struttura di un’imbarcazione senza aprirla e senza forarla. Si appoggia sulla superficie, esplora il materiale sottostante e restituisce una lettura che segnala la presenza di umidità nello spessore. Il numero che compare non è una percentuale d’acqua da prendere alla lettera: è un indice comparativo, che acquista senso soltanto nel confronto fra zone diverse dello stesso scafo, rilevate nelle stesse condizioni.
L’umidità dentro uno scafo è un problema che non si vede. Un laminato in vetroresina può apparire integro e avere l’acqua nello spessore; un’anima in balsa o in schiuma può essere bagnata sotto una pelle asciutta; un ponte in legno può sembrare sano in superficie e trattenere umidità sotto il rivestimento. Gli strumenti di questa categoria consentono di esplorare in poco tempo una superficie estesa e di individuare le zone che meritano un esame più approfondito, prima di decidere qualunque intervento.
Questa pagina spiega perché si misura, come si misura senza lasciare segni e soprattutto come si legge il risultato, che è l’aspetto in cui si concentrano gli errori più frequenti. È rivolta a cantieri, tecnici di rimessaggio, periti nautici e armatori che devono valutare lo stato di uno scafo. I dati tecnici citati provengono dalla documentazione dei costruttori.

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I modelli
Gli strumenti di questa categoria appartengono alla famiglia dello strumento da scafo: il misuratore che il costruttore destina al settore nautico, pensato per essere passato sulla carena e sul ponte e per lavorare sui materiali dello scafo. Chi deve invece indagare murature, massetti o coperture di un edificio troverà gli strumenti adatti nei misuratori di umidità per edilizia e murature e nei misuratori per calcestruzzo e sonde di umidità relativa. I dati tecnici completi — profondità di indagine, scale e campi di sensibilità — sono nella scheda.
Perché si misura l’umidità di uno scafo
Nei laminati in vetroresina l’acqua che attraversa il gelcoat può restare intrappolata nello spessore: è il presupposto dei fenomeni comunemente indicati come osmosi, in cui l’umidità trattenuta nel laminato interagisce con i componenti della resina. Individuarne presto la presenza permette di seguire l’evoluzione del fenomeno e di valutare l’estensione di un’eventuale opera di risanamento prima che il problema si allarghi.
Nelle strutture a sandwich — due pelli di laminato con in mezzo un’anima in balsa o in schiuma — l’acqua che entra da un passaggio, da una fissatura o da una ferramenta di coperta non trova sfogo e si distribuisce nell’anima, dove compromette il legame fra gli strati. Nei ponti e negli scafi in legno l’umidità trattenuta è il presupposto del degrado biologico e dei movimenti del fasciame. In tutti questi casi il difetto cresce all’interno, dove l’occhio non arriva: la misura serve a orientare l’ispezione e a dire dove guardare meglio.

Come si misura senza forare
Gli strumenti impiegati su scafi e imbarcazioni lavorano senza penetrare il materiale: si appoggiano premendo sulla superficie e valutano una proprietà elettrica del materiale sottostante, che cambia in modo marcato con il contenuto d’acqua. Nessun foro, nessuna asportazione, nessun segno lasciato sul gelcoat o sulla verniciatura. È una caratteristica decisiva quando si opera su un’unità altrui, su una struttura in buono stato o durante un controllo pre-acquisto, dove non si ha alcun titolo per intervenire sul materiale.
La scansione, non i punti sparsi

La misura si conduce per scansione: lo strumento viene spostato lungo la superficie seguendo una traccia regolare, in modo da coprire l’intera zona di interesse e da registrare come la lettura varia da un punto all’altro. Una griglia di letture sullo stesso scafo vale più di dieci misure sparse, perché è la forma della distribuzione, non il singolo valore, a distinguere una zona anomala da una condizione omogenea.
Alcune condizioni operative influenzano il risultato e vanno tenute presenti: la superficie deve essere asciutta e pulita, lo scafo dovrebbe essere a secco da un tempo sufficiente perché l’acqua superficiale non falsi la lettura, e la presenza di rivestimenti, di parti metalliche o di strutture interne può alterare la risposta. Vale la regola generale di ogni misura: annotare le condizioni in cui è stata eseguita — data, stato dell’unità, tempo trascorso dall’alaggio, condizioni ambientali — rende il rilievo confrontabile con quelli successivi e ne conserva il valore nel tempo.
| Passo del rilievo | Che cosa si fa | Perché conta |
|---|---|---|
| Preparazione | Superficie asciutta e pulita, unità a secco da un tempo sufficiente | L’acqua rimasta in superficie si somma alla lettura e la rende inutilizzabile |
| Riferimento | Individuare una zona sicuramente asciutta e misurarne il valore | Senza un termine di paragone il numero letto non dice nulla |
| Scansione | Percorrere la superficie seguendo una traccia regolare | È la distribuzione delle letture a segnalare l’anomalia |
| Approfondimento | Ripetere sulla zona sospetta cambiando profondità di indagine | Distingue ciò che sta in superficie da ciò che interessa lo spessore |
| Registrazione | Annotare valori e condizioni del rilievo | Permette di ripetere la misura mesi dopo e confrontarla |
La lettura comparativa: il punto centrale del metodo
È qui che il metodo si gioca. Il numero che lo strumento mostra non è un valore assoluto di contenuto d’acqua. Dipende dal materiale, dalla stratificazione, dallo spessore, dalla temperatura e dalla geometria della zona esaminata: due scafi diversi possono dare letture differenti pur trovandosi nella stessa condizione, e lo stesso scafo può dare letture diverse in stagioni diverse.
La documentazione del costruttore è esplicita su questo punto: il valore in percentuale di contenuto di umidità è attribuito alla sola scala dedicata al legno e al solo impiego sui prodotti in legno, mentre sugli altri materiali si legge una scala comparativa, che serve a registrare e a confrontare la condizione di umidità fra punti diversi. Una zona che si discosta nettamente dalle aree circostanti indica un’anomalia da approfondire; un valore uniforme su tutta la superficie, anche se non basso in senso assoluto, descrive una condizione omogenea.
Il metodo, in sintesi, si riduce a poche regole.
- Confrontare zone dello stesso scafo, non scafi diversi fra loro.
- Individuare una zona di riferimento sicuramente asciutta e misurarne il valore.
- Esaminare in modo sistematico, seguendo una traccia regolare, invece che per punti isolati.
- Usare sempre la stessa scala e la stessa profondità quando si confrontano due letture.
- Ripetere la misura nelle stesse condizioni per seguire l’evoluzione nel tempo.
- Leggere il risultato insieme all’ispezione visiva e alla storia dell’imbarcazione, mai da solo.
Queste pagine descrivono il metodo di misura dichiarato dal costruttore. Non forniscono criteri di accettazione, valori soglia o parametri di giudizio, né indicazioni utilizzabili come parere tecnico o di perizia: l’interpretazione delle letture resta di chi conduce il rilievo.
Vetroresina, sandwich e legno: che cosa cambia nel rilievo
Materiali diversi rispondono in modo diverso, e lo strumento lo tiene presente offrendo più campi di sensibilità e più profondità di indagine. Sapere quale si sta usando è parte della misura: selezionare il campo sbagliato non danneggia nulla, ma restituisce un numero che non si può confrontare con niente.
| Struttura | Dove si annida l’acqua | Che cosa si cerca nella lettura |
|---|---|---|
| Laminato pieno in vetroresina | Nello spessore del laminato, sotto il gelcoat | Zone che si discostano dal resto della carena, in particolare lungo la linea di galleggiamento e sotto l’opera viva |
| Sandwich con anima in balsa | Nell’anima, a partire da fori e ferramenta di coperta | Aree estese attorno a passaggi e fissature, con letture che si mantengono alte anche in profondità |
| Sandwich con anima in schiuma | Nell’interfaccia fra pelle e anima | Differenza fra la lettura superficiale e quella profonda sullo stesso punto |
| Ponti e strutture in legno | Sotto il rivestimento e negli incastri del fasciame | Contenuto di umidità del legno, con la scala dedicata ai prodotti in legno |
Il controllo pre-acquisto e il rilievo documentato
Il controllo pre-acquisto di un’imbarcazione usata è l’occasione in cui la misura non distruttiva dà il massimo: si lavora su un’unità che non è ancora propria, spesso in un tempo limitato, e non si può togliere né forare nulla. Passare la carena e la coperta con lo strumento e annotare una mappa di letture dice, in un’ora di lavoro, dove concentrare l’ispezione e quali domande porre al venditore.
La stessa logica vale nel tempo. Le letture prese oggi hanno un valore molto maggiore se sono ripetibili: stessi punti, stessa scala, stessa profondità, condizioni annotate. Ripetere il rilievo dopo una stagione, o dopo un intervento di risanamento, mostra se la situazione è stabile, se sta migliorando o se peggiora. Per questo gli strumenti di questa famiglia possono trasmettere le letture a un’applicazione per telefono e tablet, che le raccoglie e le conserva: un rilievo documentato si difende, un rilievo raccontato molto meno.
Come scegliere lo strumento
| Se il vostro lavoro è… | La scelta ragionevole |
|---|---|
| Controllare carena, coperta e strutture di un’imbarcazione senza lasciare segni | Tramex Skipper 5 SMM5 |
| Valutare uno scafo in vetroresina prima di un acquisto o di un rimessaggio | Tramex Skipper 5 SMM5 |
| Diagnosticare umidità e infiltrazioni in murature e intonaci di un edificio | Misuratori di umidità per edilizia e murature |
| Verificare solette, massetti e getti prima della posa di un rivestimento | Misuratori per pavimenti e sottofondi |
| Cercare acqua intrappolata in una copertura piana | Strumenti per diagnosi non distruttiva di coperture e tetti |
Domande frequenti
No. Gli strumenti impiegati in questo ambito lavorano per appoggio sulla superficie, senza penetrare il materiale né asportarlo: non lasciano fori sul gelcoat né segni sulla verniciatura. È proprio questa caratteristica a renderli adatti alle verifiche su unità in buono stato e ai controlli pre-acquisto, dove non si ha titolo per intervenire sul materiale.
In generale no. Il costruttore attribuisce il contenuto di umidità in percentuale alla sola scala dedicata al legno e al solo impiego sui prodotti in legno. Sugli altri materiali si legge una scala comparativa, che serve a registrare e confrontare la condizione di umidità fra punti diversi dello stesso scafo, non a esprimere un contenuto d’acqua assoluto.
È una condizione che incide sulla qualità del rilievo. Un’unità appena alata trattiene acqua in superficie e nelle stratificazioni esterne, e le letture ne risentono. Attendere che la superficie si asciughi e annotare da quanto tempo l’unità è a terra rende il risultato più leggibile e confrontabile con i rilievi successivi.
No: rileva la presenza di umidità nello spessore del laminato, che è il presupposto del fenomeno, non il fenomeno stesso. Serve a individuare le zone che si discostano dal resto della carena e che meritano un esame più approfondito. La valutazione dello stato dello scafo resta di chi conduce l’ispezione.
A leggere lo stesso punto in due modi e a confrontare i risultati. Su una struttura a sandwich la differenza fra la lettura superficiale e quella profonda è ciò che distingue l’umidità rimasta nella pelle esterna da quella che ha raggiunto l’anima. I valori di profondità dichiarati dal costruttore sono indicati nella scheda dello strumento.
Sì. Gli strumenti di questa famiglia possono trasmettere le letture a un’applicazione per telefono e tablet, che le raccoglie e le conserva. Ripetere il rilievo sugli stessi punti, con la stessa scala e la stessa profondità, permette di seguire l’evoluzione nel tempo e di verificare l’esito di un intervento di risanamento.
Questa famiglia di strumenti fa parte della categoria nautica e settore navale, dove sono raccolti gli strumenti dedicati al controllo degli scafi, delle strutture e delle condizioni ambientali a bordo e in cantiere. Il metodo di misura descritto qui è lo stesso impiegato a terra sugli edifici: chi lavora su murature e intonaci trova gli strumenti nei misuratori di umidità per edilizia e murature, chi verifica massetti e sottofondi nei misuratori per pavimenti e sottofondi, chi cerca acqua nelle coperture piane negli strumenti per diagnosi non distruttiva di coperture e tetti. L’insieme è raccolto nella categoria misuratori di umidità e igrometri.
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