
Edilizia, tetti e coperture · Tenuta all’acqua
Collaudo delle impermeabilizzazioni: verificare la tenuta prima di coprire
Il collaudo delle impermeabilizzazioni ha una finestra temporale precisa: va eseguito quando lo strato è completato ma non ancora coperto da massetti, pavimentazioni o terre, perché dopo un difetto diventa costoso da raggiungere. La barriera funziona solo se è continua, e i punti deboli sono quasi sempre gli stessi: sovrapposizioni fra teli, risvolti verticali, passaggi di tubi e scarichi, raccordi con parapetti. La prova di allagamento verifica direttamente la tenuta dove la superficie lo consente; la scansione a impedenza e le letture puntuali dicono, in parallelo, se il supporto e gli strati sottostanti siano già bagnati.
Le impermeabilizzazioni e i collaudi riguardano la verifica che uno strato impermeabile, applicato a una copertura, a un terrazzo, a un bagno o a un’opera interrata, tenga effettivamente l’acqua prima che venga ricoperto con pavimenti, massetti o terra. Il collaudo dell’impermeabilizzazione è un passaggio decisivo, perché individuare un difetto prima di coprire lo strato impermeabile costa poco, mentre scoprirlo dopo, quando compaiono le infiltrazioni, comporta demolizioni e rifacimenti molto costosi. Il collaudo verifica la tenuta e la continuità dello strato impermeabile, cioè che non ci siano fori, giunti aperti o punti deboli, e insieme lo stato di umidità del supporto e degli strati sottostanti. Le tecniche vanno dalla prova di allagamento alla scansione a impedenza non distruttiva, fino alle letture puntuali sui materiali. Questa pagina spiega come si collauda un’impermeabilizzazione e con quali strumenti se ne accompagna la verifica.
Questa pagina appartiene all’area Edilizia, tetti e coperture ed è una guida al collaudo di tenuta delle impermeabilizzazioni.
Perché collaudare prima di coprire
Un’impermeabilizzazione svolge la sua funzione solo se è continua: basta un foro, un giunto mal sigillato o un punto scoperto perché l’acqua passi. Il problema è che lo strato impermeabile viene quasi sempre ricoperto da massetti, pavimenti, ghiaia o terra, che lo rendono inaccessibile. Se il difetto viene scoperto solo quando l’acqua è già passata e ha causato infiltrazioni, per ripararlo occorre demolire ciò che sta sopra, con costi e tempi molto elevati. Per questo il collaudo si esegue prima della copertura, quando lo strato impermeabile è ancora a vista e un’eventuale riparazione è semplice ed economica. Il collaudo verifica che l’impermeabilizzazione sia integra e continua su tutta la superficie, compresi i punti critici come giunti, angoli, raccordi con scarichi, tubazioni e risvolti verticali, dove i difetti sono più frequenti. Verificare la tenuta prima di coprire è quindi una scelta di buon senso economico oltre che tecnico: trasforma un possibile guasto costoso in un controllo semplice, e dà la garanzia che l’opera, una volta completata, non avrà infiltrazioni dovute a difetti dell’impermeabilizzazione.

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Le prove di tenuta e continuità
Il collaudo delle impermeabilizzazioni usa tecniche diverse secondo il caso. La prova più semplice è quella di allagamento: si riempie d’acqua la superficie impermeabilizzata, dove la geometria lo consente, e si verifica per un tempo stabilito che il livello non cali e che non compaiano perdite al di sotto. È diretta ed efficace, ma applicabile solo dove la superficie può contenere l’acqua in sicurezza. Accanto alla prova di tenuta si esegue il controllo dello stato di umidità del supporto e degli strati sottostanti, che risponde a una domanda diversa e altrettanto decisiva: se dell’acqua sia già passata, e in quali condizioni si trovasse il supporto al momento della posa. La scansione a impedenza lo verifica dall’esterno, senza forare e senza prelevare campioni, mentre le letture puntuali confermano i punti sospetti; la lettura è comparativa e si tara su una zona nota come asciutta. In tutti i casi si presta particolare attenzione ai dettagli, cioè alle sovrapposizioni fra teli, ai risvolti verticali e ai raccordi con scarichi e attraversamenti, dove i difetti si concentrano. Registrare le prove eseguite, con esito e punti verificati, e ripetere il rilievo sugli stessi punti dopo la copertura rende dimostrabile che la verifica è stata fatta prima di coprire.
| Metodo | Caratteristica |
|---|---|
| Prova di allagamento | Diretta, dove la superficie contiene l’acqua |
| Scansione a impedenza sul supporto | Non distruttiva, lettura comparativa delle zone bagnate |
| Letture puntuali e umidità relativa | Confermano i punti sospetti e le condizioni alla posa |
Affidabilità del collaudo
Per un collaudo affidabile contano l’esecuzione prima della copertura, l’attenzione ai punti critici e la scelta del metodo adatto alla superficie. La prova di allagamento va condotta per un tempo sufficiente e solo dove la superficie può trattenere l’acqua in sicurezza. Il rilievo dell’umidità del supporto va tarato su una zona nota come asciutta e ripetuto secondo uno schema regolare, perché la lettura è comparativa e conta la distribuzione, non il singolo valore; il costruttore dichiara inoltre che la scansione non è applicabile sulle coperture conduttive, per esempio in EPDM o in gomma butilica, sugli intonaci hard coat stucco e sulle finiture rinforzate con rete o lamiera stirata metallica. Giunti, raccordi con scarichi e tubazioni e risvolti verticali vanno controllati con particolare cura, perché concentrano i difetti. Documentare il collaudo, con metodo, esito e punti verificati, rende la verifica dimostrabile e ripetibile a distanza di tempo: eseguito prima di coprire lo strato impermeabile, permette di intervenire quando la riparazione è ancora semplice.
- L’impermeabilizzazione funziona solo se è continua.
- Si collauda prima di coprire lo strato impermeabile.
- La prova di allagamento è diretta ma non sempre possibile.
- La scansione a impedenza dice se il supporto è già bagnato.
- Giunti, risvolti e raccordi sono i punti più critici.
Dall’applicazione allo strumento: cosa serve in pratica
Questo tema appartiene all’area Edilizia, tetti e coperture del ramo Applicazioni di misura e controllo, ed è collegato alla diagnosi dell’umidità nei tetti piani e alle infiltrazioni e ricerca delle perdite.
Nel catalogo gli strumenti per il controllo dell’umidità delle coperture fanno capo agli strumenti per diagnosi non distruttiva di coperture e tetti, quelli per murature e supporti ai misuratori di umidità per edilizia e murature, entrambi dentro i misuratori di umidità e igrometri del Catalogo prodotti. Se devi collaudare un’impermeabilizzazione, il modulo di richiesta consente di ricevere un’indicazione mirata.

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Con che cosa si accompagna il collaudo
La prova di tenuta si esegue con l’acqua; gli strumenti servono per la parte che l’acqua non racconta, cioè lo stato di umidità del supporto e degli strati sottostanti prima e dopo la posa. Lo scanner portatile lavora sui dettagli e sui risvolti verticali, dove i difetti si concentrano; il misuratore per supporti e murature segue l’umidità nel massetto, nelle murature e nei rinfianchi e legge le condizioni dell’aria; il kit completo mette insieme in una valigetta ciò che serve a documentare il collaudo. Le termocamere aggiungono la vista d’insieme: restituiscono in immagine la distribuzione della temperatura superficiale, che sulle coperture è il modo per circoscrivere le aree da verificare con le letture a contatto. I dati tecnici completi sono nelle schede.

Scanner portatile
Tramex RWS
Per i punti critici del collaudo: si appoggia a mano su sovrapposizioni, risvolti verticali e raccordi, senza forare né prelevare campioni.

Misuratore per supporti e murature
Tramex MEX5
Per verificare il supporto prima di coprirlo: igrometro incorporato, termometro a infrarossi di superficie e ingressi per sonde in situ e per puntali.

Kit completo
Kit ispezione coperture
Per documentare il collaudo in una sola valigetta: scanner RWS, misura sul calcestruzzo, letture a puntali, umidità relativa e temperatura superficiale.

Termocamera
testo 865s
Immagine termica delle superfici, per vedere dove la copertura si comporta in modo diverso: rivelatore 160 x 120 pixel, NETD < 0,1 °C, campo di misura unico da -20 a +280 °C.
Il confronto completo fra i modi di lavorare è nella pagina di catalogo strumenti per diagnosi non distruttiva di coperture e tetti; per murature e supporti si vedano i misuratori di umidità per edilizia e murature, e per la vista d’insieme delle superfici le termocamere.
Domande frequenti
Perché lo strato impermeabile viene quasi sempre ricoperto da massetti, pavimenti, ghiaia o terra che lo rendono inaccessibile: se un difetto viene scoperto solo quando l’acqua è già passata, per ripararlo occorre demolire ciò che sta sopra, con costi e tempi elevati. Collaudando prima della copertura, quando lo strato è ancora a vista, un’eventuale riparazione è semplice ed economica. È una scelta di buon senso economico oltre che tecnico, che trasforma un possibile guasto costoso in un controllo semplice.
È la prova più semplice e diretta: si riempie d’acqua la superficie impermeabilizzata, dove la geometria lo consente, e si verifica per un tempo stabilito che il livello non cali e che non compaiano perdite al di sotto. È efficace ma applicabile solo dove la superficie può contenere l’acqua in sicurezza, e va condotta per un tempo sufficiente. Dove l’allagamento non è possibile, per esempio su superfici inclinate o non contenenti, il controllo si sposta sullo stato di umidità del supporto e degli strati sottostanti, che si verifica con la scansione a impedenza e con letture puntuali.
I punti più critici sono i dettagli: sovrapposizioni fra teli o membrane, angoli, raccordi con scarichi e tubazioni e risvolti verticali, dove i difetti sono più frequenti perché la continuità dello strato è più difficile da realizzare. Il collaudo presta particolare attenzione a queste zone. Uno scanner portatile a impedenza vi si appoggia a mano e lavora anche sui risvolti verticali, mostrando dove il supporto è più umido rispetto a una zona nota come asciutta: è una lettura comparativa, che circoscrive l’area da verificare prima di coprire.
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