
Aria, clima, gas ed emissioni · Registrazione nel tempo
Datalogger ambientali: dalla misura istantanea alla storia continua
I datalogger ambientali registrano l’andamento nel tempo dei parametri dell’aria, trasformando letture istantanee in una serie storica documentabile. Il logger autonomo misura a intervalli programmati e memorizza internamente: si posiziona, si lascia lavorare e a fine campagna si scaricano i dati. I sistemi in rete, con nodi wireless e raccolta centralizzata, seguono più punti contemporaneamente e generano allarmi al superamento delle soglie. Il parametro chiave resta l’intervallo di campionamento, da scegliere sulla dinamica del fenomeno. Come ogni misura, i datalogger ambientali valgono quanto la taratura delle sonde che li alimentano.
I datalogger ambientali e i sistemi di monitoraggio registrano l’andamento nel tempo dei parametri dell’aria, trasformando misure istantanee in una storia continua. Molti dei controlli descritti in questo dominio, dalla qualità dell’aria interna alla temperatura, dalla pressione all’umidità, danno il meglio quando non si guarda un singolo valore ma come quel valore evolve nell’arco di ore, giorni o settimane. È la differenza tra una fotografia e un film: molte anomalie si vedono solo nell’andamento.
Questa pagina spiega la differenza tra registrazione autonoma e monitoraggio in rete, i parametri che si registrano e i criteri per una registrazione affidabile. È rivolta al tecnico che deve documentare le condizioni ambientali di un locale, di un processo o di un magazzino.
Logging autonomo o monitoraggio in rete
Il datalogger autonomo è un piccolo strumento che misura a intervalli programmati e memorizza i dati internamente; si posiziona, si lascia lavorare e alla fine si scarica per analizzare la registrazione. È semplice, economico e ideale per campagne a termine. Il sistema di monitoraggio in rete, invece, collega più sonde a una piattaforma centrale, spesso via wireless, e rende i dati disponibili in tempo reale con allarmi automatici al superamento di una soglia. È la scelta per la sorveglianza continua di ambienti critici, dove non basta scoprire dopo che qualcosa è andato storto.

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Che cosa si registra
I parametri dipendono dalle sonde collegate, ma i più comuni nell’ambito ambientale sono temperatura, umidità, pressione, anidride carbonica e altri parametri dell’aria. Un unico sistema può raccogliere più grandezze in più punti, dando una visione d’insieme che le misure isolate non offrono.
| Soluzione | Quando conviene |
|---|---|
| Datalogger autonomo | Campagne a termine, un punto |
| Sistema in rete | Sorveglianza continua, allarmi |
| Sistema wireless multipunto | Più grandezze in più locali |
Intervallo e durata
Il parametro chiave di una registrazione è l’intervallo di campionamento: troppo lungo, e si perdono i picchi rapidi; troppo corto, e si riempie la memoria e si generano dati inutili. Va scelto in funzione di quanto velocemente cambia il fenomeno da osservare. Contano poi l’autonomia della batteria e la capacità di memoria, che insieme determinano per quanto tempo lo strumento può lavorare senza intervento. Per la catena del freddo e i magazzini, l’affidabilità della registrazione nel lungo periodo è più importante della precisione al centesimo di grado.
- Scegliere l’intervallo di campionamento in base alla dinamica del fenomeno.
- Verificare autonomia della batteria e capacità di memoria.
- Preferire il monitoraggio in rete dove servono allarmi in tempo reale.
- Posizionare le sonde in punti rappresentativi dell’ambiente.
- Garantire l’integrità e la tracciabilità dei dati registrati.
Affidabilità dei dati e taratura
Una registrazione vale quanto la taratura delle sonde che la producono: un datalogger di temperatura fuori taratura riempie la memoria di valori credibili ma sbagliati. Nelle applicazioni regolamentate, come la catena del freddo, contano anche la protezione dei dati da manomissioni e la tracciabilità della registrazione, oltre alla riferibilità delle sonde. La taratura periodica e la sincronizzazione dell’orologio interno sono parte della qualità del dato tanto quanto la registrazione stessa.
Questa famiglia chiude la categoria Aria, clima, gas ed emissioni e si affianca ai misuratori di qualità dell’aria interna, di cui registra l’andamento nel tempo.
I modelli
La famiglia Testo copre due modi di registrare. I data logger autonomi — 174 H, 175 H1, 176 H1 e 176 H2, 176 P1 — misurano a intervallo programmato e conservano i dati a bordo, con memorie da 16.000 valori fino a 2 milioni e autonomie dichiarate fino a otto anni; a parte stanno i logger USB da trasporto 184 H1 e 184 G1, che viaggiano dentro la spedizione. I sistemi di monitoraggio — serie 160, serie 162, serie 164 e Saveris 2 — trasmettono invece i valori da soli, in WiFi oppure in radio verso un gateway. I dati completi — campi di misura, precisioni, memoria, autonomia e norme dichiarate variante per variante — sono nelle schede.

Temperatura e umidità
testo 174 H
Mini data logger con due canali interni: temperatura -20 … +70 °C con ±0,5 °C e umidità 0 … 100 % UR con ±3 % UR. Memoria da 16.000 coppie di valori, ciclo 1 min … 24 h, IP20, in esecuzione USB-C oppure Bluetooth.

Temperatura e umidità
testo 175 H1
Registra temperatura -20 … +55 °C e umidità 0 … 100 %RH e calcola il punto di rugiada su -40 … +50 °C td. Memoria da 1 milione di valori, ciclo 10 s … 24 h, involucro ABS/PC da 149 mm in classe IP54.

Temperatura e umidità
testo 176 H1 e 176 H2
Due sonde termoigrometriche esterne su quattro canali: NTC -20 … +70 °C con ±0,2 °C e sensore capacitivo 0 … 100 % UR. Memoria da 2 milioni di valori, batteria al litio dichiarata 8 anni, IP65. Il H1 ha il display, il H2 l’involucro in metallo.

Pressione
testo 176 P1
Sensore interno di pressione assoluta 600 … 1100 mbar, ±3 mbar fra 0 e +50 °C e risoluzione 0,1 mbar, affiancato da due sonde esterne su quattro canali per temperatura e umidità. Memoria da 2 milioni di valori, IP54.

Trasporto e urti
testo 184 H1 e 184 G1
Data logger USB per il trasporto, con rapporto PDF alla consegna senza installare software: -20 … +70 °C e 0 … 100 %UR, memoria 64.000 valori, ciclo 1 min … 24 h, IP30. Il 184 G1 misura anche gli urti, 0 … 27 g con risoluzione 0,1 g.

WiFi
serie testo 160
Sei varianti WiFi 802.11 b/g/n — 160 T, TH, THE, THL, IAQ ed E — su una sola piattaforma: memoria da 32.000 valori, ciclo da 1 minuto a 24 ore, batteria dichiarata 1,5 anni con ciclo 15 minuti. La EN 12830 è dichiarata dal costruttore per il solo 160 T.

WiFi
serie testo 162
Sei varianti con display — 162 T1, T2, T3, H1, H2 e IAQ — in WiFi 802.11 b/g/n diretto con WPA2 Enterprise, senza gateway. Memoria 10.000 valori per canale (32.000 sul IAQ), batteria dichiarata 1 anno con ciclo 15 minuti. EN 12830 e HACCP dichiarate per 162 T1 e 162 T2.

Radio e gateway
serie testo 164
Mini logger da 15 g senza display: 164 T1, 164 H1 e 164 DC trasmettono in radio Sub 1 GHz (IEEE 802.15.4) a 50 … 120 m verso un gateway WLAN o Ethernet, 30 logger ciascuno. Memoria 300 valori, batteria non sostituibile dichiarata 8 anni. EN 12830, HACCP e NSF dichiarate per il 164 T1.
Un’avvertenza che vale per tutta la famiglia: le norme sono dichiarate per singola variante, non per la serie. La EN 12830 compare nelle schede tecniche per il 160 T, per il 162 T1 e T2, per il 164 T1 e per il Saveris 2-T1 e 2-T2. Prima di scegliere conviene quindi partire dal punto di misura e dall’intervallo, e verificare sulla scheda che cosa il costruttore dichiara per quel codice. La famiglia appartiene alla categoria Datalogger ambientali e sistemi di monitoraggio.
Domande frequenti
Il datalogger autonomo misura a intervalli programmati e memorizza i dati internamente, da scaricare alla fine: è semplice e ideale per campagne a termine. Il sistema in rete collega più sonde a una piattaforma centrale, spesso wireless, rendendo i dati disponibili in tempo reale con allarmi al superamento di una soglia, per la sorveglianza continua di ambienti critici.
In base a quanto velocemente cambia il fenomeno da osservare: un intervallo troppo lungo perde i picchi rapidi, uno troppo corto riempie la memoria di dati ridondanti. Vanno considerate anche l’autonomia della batteria e la capacità di memoria, che insieme determinano per quanto lo strumento può registrare senza intervento.
Sì. Una registrazione vale quanto la taratura delle sonde che la producono: un datalogger fuori taratura memorizza valori credibili ma sbagliati. Nelle applicazioni regolamentate contano anche la protezione dei dati da manomissioni, la tracciabilità e la sincronizzazione dell’orologio interno, oltre alla riferibilità delle sonde.
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