
Edilizia, tetti e coperture · Supporti cementizi
Maturazione e umidità residua del calcestruzzo: indurito non vuol dire asciutto
La distinzione fra maturazione e umidità residua del calcestruzzo è all’origine di molti difetti di posa. La maturazione è la reazione chimica fra acqua e cemento che conferisce resistenza al getto e si completa in tempi relativamente brevi; l’asciugatura è il lento allontanamento dell’acqua in eccesso, che procede per settimane o mesi in funzione di spessore, composizione e condizioni ambientali. Un getto può quindi essere perfettamente portante e ancora troppo umido per ricevere un rivestimento poco traspirante. Per questo la maturazione e umidità residua del calcestruzzo si verifica misurando, non contando i giorni trascorsi.
Il calcestruzzo, la maturazione e l’umidità residua sono legati da una distinzione spesso fraintesa: indurire non significa essere asciutto. Il calcestruzzo, dopo il getto, sviluppa la sua resistenza attraverso la maturazione, un processo chimico in cui l’acqua reagisce con il cemento; ma una parte dell’acqua non reagisce e resta nel materiale, che continua a contenere umidità anche dopo essere diventato duro e portante. Questa distinzione è importante quando si deve rivestire una superficie in calcestruzzo, ad esempio con pavimenti, resine o rivestimenti: il calcestruzzo può essere perfettamente indurito ma ancora troppo umido per ricevere il rivestimento, con il rischio di distacchi e difetti. Per questo, prima di rivestire, si misura l’umidità residua. Questa pagina spiega la differenza tra maturazione e asciugatura del calcestruzzo e perché la misura dell’umidità è decisiva.
Questa pagina appartiene all’area Edilizia, tetti e coperture ed è una guida al controllo dell’umidità del calcestruzzo.
Maturazione e asciugatura: due cose diverse
Dopo il getto, il calcestruzzo attraversa due processi distinti che spesso si confondono. La maturazione, o presa e indurimento, è la reazione chimica tra acqua e cemento che dà al calcestruzzo la sua resistenza: avviene relativamente in fretta nelle prime settimane e richiede che il calcestruzzo resti umido a sufficienza per completarsi. L’asciugatura, invece, è l’evaporazione dell’acqua in eccesso che non ha reagito, ed è un processo molto più lento, che può durare a lungo secondo lo spessore e le condizioni. La conseguenza pratica è fondamentale: un calcestruzzo può aver raggiunto la sua resistenza, essere duro e portante, e tuttavia contenere ancora molta acqua, quindi non essere pronto a ricevere un rivestimento. Confondere l’indurimento con l’asciugatura è un errore tipico: si rivestono superfici che, pur solide, sono ancora umide, e il rivestimento poi si distacca, rigonfia o macchia perché l’acqua residua cerca di uscire. Come per i massetti, il momento giusto per rivestire non lo indica il calendario né la durezza, ma il contenuto di umidità residua, che va misurato. La maturazione garantisce la resistenza; l’asciugatura, verificata con la misura, garantisce la compatibilità con il rivestimento.

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Misurare l’umidità residua prima di rivestire
Poiché l’asciugatura è lenta e indipendente dall’indurimento, prima di rivestire un calcestruzzo si misura l’umidità residua e si confronta con il valore massimo ammesso dal rivestimento. Si usano metodi indicativi, non distruttivi, per una stima rapida e per mappare le zone, e metodi di riferimento, più accurati, che misurano il contenuto di acqua effettivo secondo procedure normate, spesso richiesti come valore di accettazione. La misura va eseguita in profondità, non solo in superficie, perché il calcestruzzo asciuga dall’esterno verso l’interno e la superficie può essere asciutta mentre sotto è ancora umida; e in più punti, perché l’umidità varia sulla superficie. Va tenuto conto che lo spessore influisce molto sui tempi di asciugatura, e che elementi spessi o gettati contro terra possono richiedere tempi lunghi. Le condizioni ambientali, temperatura e umidità dell’aria, e la ventilazione influenzano l’asciugatura. Documentare l’umidità misurata prima di rivestire tutela chi esegue il lavoro e dimostra la corretta esecuzione. Grazie alla misura dell’umidità residua, il calcestruzzo viene rivestito solo quando è realmente asciutto a sufficienza, non solo indurito, prevenendo i distacchi e i difetti dovuti all’acqua intrappolata sotto il rivestimento. La misura fa la differenza tra un rivestimento che dura e uno che fallisce.
| Processo | Cosa determina |
|---|---|
| Maturazione | Resistenza del calcestruzzo |
| Asciugatura | Umidità residua, più lenta |
| Misura dell’umidità | Quando si può rivestire |
Affidabilità della misura
Per una misura affidabile dell’umidità del calcestruzzo contano l’uso del metodo di riferimento per il valore di accettazione, la misura in profondità e in più punti, e la distinzione tra indurimento e asciugatura. I metodi indicativi servono a mappare, ma il valore per decidere se rivestire va misurato con il metodo di riferimento richiesto dalle specifiche del rivestimento. La misura va fatta in profondità, perché la superficie asciuga prima, e in più punti per rappresentare l’intera superficie. Va considerato che lo spessore e le condizioni ambientali allungano i tempi di asciugatura, indipendentemente dall’avvenuto indurimento. Documentare l’umidità misurata rende la corretta esecuzione dimostrabile. Grazie alla misura dell’umidità residua e alla chiara distinzione tra maturazione e asciugatura, si evita l’errore di rivestire un calcestruzzo indurito ma ancora umido, garantendo che i rivestimenti siano applicati su un fondo davvero pronto, con adesione e durata assicurate.
- Indurire non significa essere asciutto.
- La maturazione dà resistenza, l’asciugatura toglie acqua.
- L’asciugatura è molto più lenta dell’indurimento.
- Si misura l’umidità in profondità e in più punti.
- Si riveste solo quando l’umidità è rientrata.
Dall’applicazione allo strumento: cosa serve in pratica
Questo tema appartiene all’area Edilizia, tetti e coperture del ramo Applicazioni di misura e controllo, ed è collegato ai massetti e tempi di asciugatura e alle misure prima della posa di pavimenti.
Nel catalogo gli strumenti per l’umidità dei materiali fanno capo ai misuratori di umidità e igrometri, nel Catalogo prodotti. Se devi verificare l’umidità del calcestruzzo prima di rivestire, il modulo di richiesta consente di ricevere un’indicazione mirata.

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Con che cosa si misura
Questa pagina distingue l’indurimento dall’asciugatura: seguire l’una e l’altra vuol dire leggere il getto in superficie e poi dentro il corpo della soletta, dove l’acqua è ancora trattenuta. Gli strumenti qui sotto si dividono per questo: i misuratori di superficie, a impedenza elettrica o capacitivi, che scorrono il getto senza forare e dicono dove guardare, e la sonda che porta la stessa misura in profondità. Il kit mette insieme i due passaggi, e il termoigrometro segue le condizioni ambientali in cui l’asciugatura avviene. I dati tecnici completi sono nelle schede.

Misuratore
Tramex CME5
Il quadrante analogico a tre scale, una per il calcestruzzo e una per i massetti in anidrite: serve a seguire l’asciugatura del getto punto per punto, senza forare.

Misuratore
Tramex CMEX5
La stessa lettura di superficie in forma digitale, e con le sonde previste dal costruttore diventa igrometro per l’umidità relativa in situ: un solo strumento per i due processi della pagina.

Misuratore
Testo 616
Misura capacitiva senza forare, fino a 5 cm di profondità, con dieci curve caratteristiche selezionabili fra cui calcestruzzo, massetto cementizio e anidrite; campo fino al 20% sui materiali da costruzione, ciclo di misura di 0,5 secondi.

Sonda
Sonda Tramex CMP Determinator
Risponde alla domanda «indurito ma asciutto?»: porta la misura del contenuto di umidità dentro il corpo della soletta, sulla stessa scala della lettura di superficie.
La scala CM del CME5 e del CMEX5 è una corrispondenza di taratura dichiarata dal costruttore rispetto ai valori del metodo al carburo, non una prova al carburo eseguita dallo strumento, e il valore letto non è un dato certificabile. L’elenco completo, con i campi di misura e gli accessori, è nella pagina di catalogo dei misuratori per calcestruzzo e sonde di umidità relativa; per il momento della posa si veda invece la pagina dei misuratori per pavimenti e sottofondi. Il testo 616 fa parte dei misuratori di umidità per edilizia e murature, mentre gli strumenti per il clima del cantiere sono raccolti nei termoigrometri ambientali.
Domande frequenti
La maturazione, o presa e indurimento, è la reazione chimica tra acqua e cemento che dà al calcestruzzo la sua resistenza, avviene relativamente in fretta nelle prime settimane e richiede che il calcestruzzo resti umido a sufficienza. L’asciugatura è invece l’evaporazione dell’acqua in eccesso che non ha reagito, ed è un processo molto più lento. La conseguenza è che un calcestruzzo può aver raggiunto la resistenza ed essere duro e portante, ma contenere ancora molta acqua e non essere pronto a ricevere un rivestimento.
Non necessariamente. L’indurimento riguarda la resistenza, non l’asciugatura: un calcestruzzo può essere solido e portante ma contenere ancora molta acqua residua. Se si riveste in queste condizioni, l’acqua intrappolata sotto il rivestimento cerca di uscire e provoca distacchi, rigonfiamenti o macchie. Per questo, prima di rivestire con pavimenti, resine o altri rivestimenti, si misura l’umidità residua e la si confronta con il valore massimo ammesso: il momento giusto lo indica la misura dell’umidità, non la durezza o il tempo trascorso.
Con metodi indicativi, non distruttivi, per una stima rapida e per mappare le zone, e con metodi di riferimento, più accurati, che misurano il contenuto di acqua effettivo secondo procedure normate e sono spesso richiesti come valore di accettazione. La misura va eseguita in profondità, non solo in superficie, perché il calcestruzzo asciuga dall’esterno verso l’interno, e in più punti perché l’umidità varia sulla superficie. Vanno considerati lo spessore e le condizioni ambientali, che influenzano molto i tempi di asciugatura.
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