
Navale, offshore e oil & gas · Spessore di scafi e paratie
La misura dello spessore di scafi e paratie per valutare la corrosione
Scafo, paratie, ponti e doppi fondi sono realizzati in lamiere d’acciaio di spessore dimensionato per garantire la resistenza richiesta. L’esposizione prolungata all’acqua di mare assottiglia progressivamente il metallo e riduce i margini di sicurezza: per questo la misura dello spessore di scafi e paratie è uno dei controlli periodici più importanti nelle ispezioni navali. Gli spessimetri a ultrasuoni consentono di rilevare lo spessore residuo appoggiando la sonda su un solo lato, senza smontaggi e senza danneggiare la struttura. Ripetuta su una griglia di punti e confrontata con i valori nominali, la misura dello spessore di scafi e paratie permette di mappare la corrosione e stimare la vita residua delle lamiere.
La misura dello spessore di scafi e paratie determina lo spessore residuo delle lamiere strutturali di una nave, per valutare quanto la corrosione le ha assottigliate e verificare l’integrità delle strutture. Lo scafo e le paratie di una nave sono esposti per anni all’azione corrosiva dell’acqua di mare, che assottiglia progressivamente il metallo. Misurare lo spessore residuo permette di sapere quanto materiale è rimasto rispetto all’originale, valutando lo stato di corrosione e decidendo eventuali interventi. Questa pagina spiega come si misura lo spessore di scafi e paratie.
Questa pagina appartiene al settore Navale, offshore e oil & gas ed è una guida alla misura dello spessore di scafi e paratie.
Perché misurare lo spessore residuo
Le strutture di una nave, come lo scafo, le paratie, i ponti e i doppi fondi, sono realizzate in lamiere d’acciaio di spessore definito, dimensionato per garantire la resistenza necessaria. L’ambiente marino, però, è fortemente corrosivo: l’acqua di mare, l’umidità e la salsedine attaccano continuamente il metallo, che si assottiglia nel tempo. Con la corrosione, lo spessore delle lamiere si riduce rispetto all’originale, e con esso la resistenza della struttura. Se la riduzione supera certi limiti, la struttura non è più sicura e le lamiere vanno sostituite. Misurare lo spessore residuo è quindi essenziale per valutare lo stato di corrosione e l’integrità delle strutture. La misura serve a diversi scopi. Nelle ispezioni periodiche: le navi sono sottoposte a controlli regolari, richiesti dagli enti di classe, in cui si misura lo spessore residuo delle lamiere in molti punti per verificare che rientri nei limiti ammessi. Nella valutazione della vita residua: confrontando lo spessore attuale con l’originale e con la velocità di corrosione, si stima quanto tempo la struttura può ancora durare. Nella pianificazione degli interventi: individuare le zone più corrose permette di programmare le riparazioni e le sostituzioni. La misura deve essere non distruttiva e possibile da un solo lato, perché spesso non si può accedere all’altro lato della lamiera. Misurare lo spessore residuo di scafi e paratie è dunque un controllo fondamentale per la sicurezza e la manutenzione delle navi.

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Come si misura
Lo spessore residuo delle lamiere si misura con spessimetri a ultrasuoni, strumenti che sfruttano la propagazione delle onde sonore nel metallo. La sonda, appoggiata su un solo lato della lamiera, emette un impulso ultrasonoro che attraversa il metallo, viene riflesso dalla parete opposta e torna alla sonda; misurando il tempo di andata e ritorno e conoscendo la velocità del suono nel materiale, lo strumento calcola lo spessore. Il grande vantaggio è che la misura si esegue da un solo lato, senza dover accedere all’interno di serbatoi o intercapedini, e senza danneggiare la lamiera. La sonda va accoppiata alla superficie con un gel. Lo strumento va tarato sulla velocità del suono del materiale specifico e verificato su spessori di riferimento noti. La superficie va preparata dove necessario, rimuovendo ruggine e incrostazioni che disturberebbero la misura. Sulle superfici corrose e irregolari si usano modalità e sonde adatte. La misura va eseguita in molti punti, secondo schemi definiti dalle norme e dagli enti di classe, perché la corrosione è spesso localizzata: si mappano così le zone più assottigliate. I risultati vanno registrati e confrontati con gli spessori minimi ammessi. Misurando lo spessore residuo con spessimetri a ultrasuoni tarati, da un solo lato e su molti punti, si valuta in modo non distruttivo lo stato di corrosione e l’integrità di scafi e paratie.
| Aspetto | Indicazione |
|---|---|
| Ultrasuoni da un lato | Misura senza accedere all’altro lato |
| Spessore residuo | Confronto con il minimo ammesso |
| Misura su molti punti | Mappatura della corrosione |
Affidabilità della misura
Per una misura affidabile dello spessore residuo contano lo spessimetro a ultrasuoni tarato, la preparazione della superficie e la misura su molti punti. La sonda misura da un solo lato sfruttando l’eco dalla parete opposta, senza accedere all’interno né danneggiare la lamiera. Lo strumento va tarato sulla velocità del suono del materiale e verificato su spessori noti; la sonda va accoppiata con gel. La superficie va preparata rimuovendo ruggine e incrostazioni, e sulle superfici corrose si usano sonde e modalità adatte. La misura va eseguita in molti punti secondo gli schemi delle norme e degli enti di classe, per mappare la corrosione localizzata. I risultati vanno registrati e confrontati con gli spessori minimi ammessi. Grazie a misure eseguite con spessimetri tarati, da un solo lato e su molti punti, il settore navale valuta in modo non distruttivo lo stato di corrosione e l’integrità delle strutture.
- La corrosione marina assottiglia le lamiere.
- Gli ultrasuoni misurano lo spessore da un solo lato.
- La misura è non distruttiva.
- Si misura su molti punti per mappare la corrosione.
- Lo spessore si confronta con il minimo ammesso.
Dal settore allo strumento: cosa serve in pratica
Questo tema appartiene al settore Navale, offshore e oil & gas del ramo Settori industriali, ed è collegato alla corrosione di serbatoi e tubazioni e all’ispezione delle saldature.
Nel catalogo gli spessimetri a ultrasuoni fanno capo alla famiglia controlli non distruttivi e spessimetri di materiale, nel Catalogo prodotti. Se devi misurare lo spessore di scafi e paratie, il modulo di richiesta consente di ricevere un’indicazione mirata.

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Gli strumenti per questa misura
Questa pagina descrive una misura sola: lo spessore residuo di una lamiera, letto da un solo lato. Gli spessimetri a ultrasuoni si dividono per destinazione d’uso: il rilievo su griglia di punti, che è il lavoro delle ispezioni periodiche, e la mappatura della corrosione localizzata, quando serve vedere come varia lo spessore lungo un percorso. I campi di misura e le accuratezze sono nelle schede.
Accanto agli ultrasuoni trovano posto due misure vicine, che si incontrano sulle stesse strutture: la misura meccanica a contatto, quando si accede a entrambi i lati della lamiera, e la misura dello spessore del ciclo protettivo, cioè del rivestimento che rallenta la corrosione del metallo.

Rilievo su griglia di punti
Dakota NDT serie CX
CX2, CX4 e CX8-DL. Spessimetri per la corrosione, con misura attraverso il rivestimento su CX4 e CX8-DL e datalogger sul CX8-DL per registrare i punti del rilievo.

Rilievo su griglia di punti
Dakota NDT serie CMX
CMX1-DL, CMX2-DL e CMX3-DL. Più modalità di misura, misura del rivestimento e compensazione della temperatura, utile sulle lamiere esposte al sole o al freddo.

Mappatura della corrosione
Dakota NDT MX2-DL
A-Scan e B-Scan con 250 letture al secondo in scansione: pensato per seguire una superficie corrosa e riconoscere le vaiolature, non solo per leggere un punto.

Misura a contatto sui due lati
Käfer K 200, K 300, K 400
Spessimetri a forcella analogici, lettura 0,1 mm e campo di misura 30 mm. La profondità di gola è di 200, 300 o 400 mm, quindi il punto di misura può stare lontano dal bordo della lamiera. Forza di contatto 1,5 N di serie, con dispositivo di sollevamento.

Spessore del ciclo protettivo
DeFelsko PosiTector 6000
Spessimetro per rivestimenti con sonde intercambiabili: principio magnetico sui substrati ferrosi (serie F), correnti indotte sui non ferrosi (serie N), riconoscimento automatico del substrato sulle sonde FN. Accuratezza dichiarata dal costruttore ±(1 µm + 1%) da 0 a 50 µm.
La famiglia completa si vede nella pagina di catalogo degli spessimetri a ultrasuoni. Per la ricerca dei difetti interni dei giunti il riferimento sono i rilevatori di difetti a ultrasuoni. La misura meccanica a contatto fa capo agli spessimetri meccanici a comparatore, mentre lo spessore del rivestimento si legge con gli spessimetri magnetici e induttivi.
Domande frequenti
Perché la corrosione marina assottiglia progressivamente le lamiere, riducendone la resistenza, e misurare lo spessore residuo permette di valutare lo stato della struttura e la sua sicurezza. Le lamiere sono dimensionate con uno spessore che garantisce la resistenza richiesta; l’acqua di mare, l’umidità e la salsedine attaccano il metallo, che perde spessore nel tempo. Quando lo spessore residuo scende sotto i limiti ammessi, la struttura non è più sicura e le lamiere vanno sostituite. Misurando lo spessore si valuta il materiale rimasto, si stima la vita residua e si pianificano gli interventi. Le misure si eseguono durante le ispezioni periodiche richieste dagli enti di classe, in molti punti.
Perché il metodo a ultrasuoni si basa sull’eco dell’onda sonora dalla parete opposta, e non richiede di accedere all’altro lato della lamiera. La sonda, appoggiata su un lato, emette un impulso che attraversa il metallo; quando l’onda raggiunge la parete opposta viene riflessa e torna alla sonda. Lo strumento misura il tempo di andata e ritorno e, conoscendo la velocità del suono nel metallo, calcola lo spessore. Questo è fondamentale nelle applicazioni navali e offshore, dove spesso non si può accedere all’altro lato, come all’interno di serbatoi, intercapedini o doppi fondi, o alla parte immersa dello scafo. La misura da un solo lato, non distruttiva, rende gli ultrasuoni ideali per lo spessore residuo.
Perché la corrosione delle strutture navali è spesso disuniforme e localizzata, per cui una misura in un solo punto non sarebbe rappresentativa. Alcune zone si corrodono molto più di altre, in funzione dell’esposizione, dei ristagni d’acqua, dello stato del rivestimento e di altri fattori: possono formarsi aree di corrosione localizzata o vaiolature accanto ad aree ancora buone. Misurando lo spessore in molti punti, secondo gli schemi delle norme e degli enti di classe, si costruisce una mappa dello spessore residuo che rivela le zone più critiche. Questo permette di individuare i punti più corrosi, valutare lo stato della struttura e programmare gli interventi. La misura sistematica su molti punti è essenziale per una valutazione affidabile.
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