
Misure e controlli · Umidità
Misura dell’umidità: materiali, aria e alimenti a confronto
La misura dell’umidità è tra le grandezze più trasversali del controllo di qualità: interessa legno, murature e calcestruzzo, oltre all’aria degli ambienti e agli alimenti. La prima distinzione riguarda dove si trova l’acqua. Nei materiali solidi si misura l’acqua contenuta, con metodi a resistenza o capacitivi rapidi ma da tarare per specie e materiale, oppure per essiccazione come riferimento. Nell’aria si misura l’umidità relativa, negli alimenti conta anche l’attività dell’acqua. Ogni misura dell’umidità richiede metodo e taratura coerenti col materiale.
La misura dell’umidità è una delle grandezze più trasversali del controllo di qualità: si misura nel legno, nelle murature e nel calcestruzzo, nell’aria e negli alimenti. Ogni caso ha esigenze proprie, ma tutti condividono una domanda di fondo: quanta acqua c’è, dove si trova e quanto è disponibile? A seconda della risposta cambiano il metodo, lo strumento e persino la definizione stessa di umidità. Capire questa varietà è la chiave per non sbagliare misura.
Questa pagina aiuta a orientarsi tra i casi della misura di umidità. Non entra nel dettaglio di ciascuno, trattato nelle pagine dedicate, ma spiega la logica che lega materiale e metodo e rimanda ai singoli approfondimenti. È il punto di partenza per chi deve capire come misurare un’umidità prima di scegliere lo strumento.
Umidità nei materiali: come la misura Tramex
Quattro situazioni della misura nei materiali solidi: la lettura non distruttiva appoggiando lo strumento su una parete in cartongesso, la misura a puntali infissi in una tavola di legno, la sonda inserita nel foro di una soletta in calcestruzzo e la mappatura comparativa di una carena. Ogni foto rimanda alla scheda del modello fotografato.
Gli strumenti per misurare l’umidità
Sei famiglie di misuratori di umidità, scelte in base al materiale e al luogo della misura: murature e intonaci, calcestruzzo e massetti, pavimenti e sottofondi, coperture, scafi e aria degli ambienti. Ogni card porta ai modelli della famiglia e alle schede tecniche.

Non distruttivo
Misuratori di umidità per edilizia e murature
Murature, intonaci e cartongesso in cantiere, a impedenza o con puntali, per distinguere risalita, infiltrazioni e condensa. 6 modelli.

Sonde in foro
Misuratori per calcestruzzo e sonde di umidità relativa
Verifica della soletta prima della posa: lettura non distruttiva e umidità relativa di equilibrio in foro. 11 modelli.

Nautica
Misuratori di umidità per scafi e imbarcazioni
Vetroresina, sandwich e ponti in legno senza forare, con lettura comparativa dello scafo.

Scanner
Strumenti per diagnosi di coperture e tetti
Ricerca dell’umidità nascosta nelle coperture piane senza aprirle, con scanner portatili e kit di ispezione. 4 modelli.
Materiale, aria o alimento
La prima distinzione riguarda dove si trova l’acqua. Nell’umidità dei materiali solidi, come legno, muri o calcestruzzo, si misura l’acqua contenuta nel materiale, tipicamente con metodi elettrici a resistenza o capacitivi, o con l’essiccazione di riferimento. Nell’umidità dell’aria si misura il vapore acqueo nel gas, con grandezze come l’umidità relativa e il punto di rugiada. Negli alimenti, infine, oltre al contenuto d’acqua conta l’attività dell’acqua, cioè quanta di quell’acqua è disponibile. Riconoscere in quale di questi mondi cade il proprio problema è il primo passo per scegliere il metodo giusto.

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Come si misura: le guide
Le guide più richieste, con gli strumenti Tramex: muri e intonaci, massetti e calcestruzzo, legno e pavimenti, scafi e imbarcazioni, coperture e infiltrazioni.
Per chi vuole capire il metodo prima di scegliere lo strumento, le guide, una per caso: legno, edilizia e murature, calcestruzzo, aria e punto di rugiada, umidità superficiale e mappatura delle aree umide.
I casi dell’edilizia e dell’ambiente costruito
Sono i casi delle costruzioni e dell’ambiente costruito, dove la misura si fa in cantiere e in modo non distruttivo: l’umidità in edilizia e murature, per distinguere risalita, infiltrazione e condensa; l’umidità del calcestruzzo, dove alla lettura di superficie si affianca l’umidità relativa di equilibrio misurata nel corpo della soletta; l’umidità superficiale e la mappatura delle aree umide, che delimita l’estensione del problema prima di intervenire; l’umidità dell’aria e il punto di rugiada, che descrive le condizioni ambientali in cui il materiale scambia acqua. Per questi casi gli strumenti sono raccolti nelle card qui sopra.
I metodi e i fili comuni
Pochi metodi ricorrono in quasi tutti i casi. I metodi elettrici danno misure rapide sui materiali solidi ma vanno tarati sul materiale specifico, perché la loro risposta dipende dalla natura del prodotto. Si dividono in due famiglie: la misura a resistenza, che richiede l’infissione di puntali fra due punti del materiale, e la misura a impedenza elettrica, non distruttiva, che si esegue appoggiando lo strumento sulla superficie e leggendo la risposta di un campo elettrico applicato al materiale; è il termine usato dai costruttori degli strumenti a catalogo, dove altrove si trova la dicitura generica di misura capacitiva. Il metodo a essiccazione, che pesa il campione prima e dopo l’asciugatura, resta il riferimento quantitativo di laboratorio per i materiali e gli alimenti. Per l’aria si usano i sensori di umidità relativa, da cui si ricava il punto di rugiada. Per gli alimenti l’attività dell’acqua misura l’acqua disponibile. Il filo comune è la taratura sul caso reale: quasi ogni metodo dipende da proprietà del materiale e va riferito alle scale dichiarate dal costruttore.
Che cosa restituisce davvero la lettura
Non tutte le letture hanno lo stesso significato. Alcuni strumenti restituiscono un contenuto di umidità in percentuale, valido per il materiale su cui la scala è stata tarata; altri restituiscono una scala comparativa, che non è una percentuale ma serve a confrontare punti diversi della stessa superficie e a delimitare le zone più umide. Le due letture rispondono a domande diverse: la prima quantifica, la seconda localizza. Confonderle è l’errore più frequente nell’interpretazione di un rilievo, e il criterio per non sbagliare è sempre il campo d’impiego dichiarato dal costruttore per quella scala.
Il concetto di equilibrio
Un’idea attraversa tutta la misura dell’umidità: l’equilibrio con l’ambiente. Il legno tende all’umidità di equilibrio dell’aria, il calcestruzzo si valuta con l’umidità relativa di equilibrio in foro, l’attività dell’acqua si misura all’equilibrio in una camera chiusa, il punto di rugiada segna l’equilibrio tra vapore e liquido. Capire l’equilibrio aiuta a interpretare correttamente qualsiasi misura di umidità: un materiale non è asciutto in assoluto, ma rispetto alle condizioni dell’aria che lo circonda.
Dalla misura allo strumento
Individuato il caso e il metodo, la scelta si sposta sullo strumento. L’umidità è una delle grandezze del ramo Misure e controlli, l’enciclopedia tecnica che collega ogni grandezza agli strumenti che la misurano. Per la strumentazione il riferimento è il Catalogo prodotti.
Il primo riferimento è la famiglia dei misuratori di umidità e igrometri. Per i materiali da costruzione e l’involucro degli edifici la coprono i misuratori per edilizia e murature per intonaci, cartongesso e murature; i misuratori per calcestruzzo e le sonde di umidità relativa per solette e massetti, dove alla lettura di superficie si affianca la misura dell’umidità relativa di equilibrio in foro; i misuratori per pavimenti e sottofondi per la verifica del supporto prima della posa; gli strumenti per la diagnosi non distruttiva di coperture e tetti, che delimitano le aree umide su grandi superfici.
Fuori da quella famiglia il catalogo tratta due casi contigui. La ricerca dell’umidità nelle strutture delle imbarcazioni ha una categoria propria, i misuratori di umidità per scafi e imbarcazioni. L’umidità dell’aria si misura con i termoigrometri ambientali, che restituiscono umidità relativa, temperatura e punto di rugiada; quando la verifica non si esaurisce in un rilievo puntuale ma deve durare nel tempo, la registrazione è affidata ai sistemi di monitoraggio continuo e wireless.
Gli strumenti per i materiali da costruzione misurano l’umidità per impedenza elettrica, il termine usato dai costruttori: la lettura è non distruttiva e dipende dalle proprietà del materiale, quindi va riferita alle scale e alle tarature dichiarate. Il modulo di richiesta è la via più rapida per farsi indicare il modello adatto al proprio caso.
Domande frequenti
Perché cambia dove si trova l’acqua. Nei materiali solidi si misura l’acqua contenuta, con metodi elettrici o a essiccazione; nell’aria si misura il vapore, con umidità relativa e punto di rugiada; negli alimenti conta anche l’attività dell’acqua, cioè quanta acqua è disponibile. Metodo, strumento e definizione di umidità cambiano con il caso.
La misura a resistenza richiede l’infissione di puntali nel materiale e legge la conduzione fra due punti. La misura a impedenza elettrica, il termine usato dai costruttori degli strumenti a catalogo, si esegue appoggiando lo strumento sulla superficie e non lascia fori: è la misura che altrove viene chiamata genericamente capacitiva. Entrambe sono misure indirette e dipendono dal materiale, quindi vanno riferite alle scale dichiarate dal costruttore.
L’umidità misura quanta acqua c’è in un prodotto; l’attività dell’acqua misura quanta di quell’acqua è disponibile per microrganismi e reazioni. Nei materiali conta soprattutto l’umidità; negli alimenti l’attività dell’acqua governa conservazione e sicurezza. Sono grandezze complementari e non vanno confuse.
I materiali da costruzione, l’involucro degli edifici, gli scafi e l’aria degli ambienti, con il monitoraggio continuo nel tempo, hanno gli strumenti elencati in questa pagina.
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