
Plastica, gomma e compositi · Film e lastre
La misura dello spessore di film e lastre in plastica fra tolleranze e uniformità
Nei semilavorati plastici lo spessore governa insieme prestazioni e costi: troppo sottile riduce resistenza, tenuta e durata, troppo spesso consuma materiale senza vantaggi e sposta il comportamento del prodotto. Ancora più del valore medio conta l’uniformità, perché variazioni locali generano punti deboli e difetti a valle. La misura dello spessore di film e lastre in plastica si esegue a contatto su campioni prelevati oppure senza contatto in linea, per sorvegliare la produzione in continuo. Ripetuta in più punti trasversali e longitudinali, la misura dello spessore di film e lastre in plastica verifica le tolleranze.
Lo spessore di film e lastre è una delle grandezze più controllate nella trasformazione delle materie plastiche: determina le proprietà meccaniche, l’uniformità, il consumo di materiale e la conformità del semilavorato ai requisiti. Su film sottili, lastre, teli e membrane, la misura dello spessore accompagna la produzione in linea e le verifiche a campione. Questa pagina spiega come si misura lo spessore in questi materiali e perché è importante controllarlo.
Questa pagina appartiene al settore Plastica, gomma e compositi ed è una guida tecnica alla misura dello spessore di film e lastre.
Perché si misura lo spessore
Lo spessore di film e lastre condiziona direttamente le caratteristiche del prodotto. Uno spessore insufficiente riduce la resistenza meccanica, la tenuta e la durata; uno spessore eccessivo comporta un consumo inutile di materiale e costi più alti. Ma non basta il valore medio: conta l’uniformità, perché variazioni locali di spessore generano difetti, punti deboli e problemi nelle lavorazioni successive come la stampa, la saldatura o la termoformatura. Nella produzione di film per imballaggio, teli, membrane e lastre tecniche, lo spessore è spesso un parametro contrattuale, con tolleranze definite. Misurarlo con continuità permette di mantenere il processo centrato, ridurre gli scarti e ottimizzare l’uso del materiale, che rappresenta una quota importante dei costi. Per questo lo spessore è controllato sia in linea, durante la produzione, sia a campione sui prodotti finiti.

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Come si misura
La misura dello spessore di film e lastre si esegue con metodi diversi a seconda del materiale, dello spessore e del contesto. I metodi a contatto, con tastatori meccanici o comparatori, misurano la distanza tra due superfici di riferimento e sono semplici e affidabili per misure puntuali su campioni. I metodi senza contatto, ottici o a radiazione, misurano lo spessore in linea senza toccare il materiale, utili su film in movimento e su superfici delicate. La misura in linea permette di rilevare le variazioni di spessore in continuo, trasversalmente e longitudinalmente, e di regolare il processo di conseguenza. Per misure affidabili sono importanti la taratura degli strumenti, il corretto azzeramento e il controllo delle condizioni, poiché alcuni materiali variano con la temperatura e l’umidità. La misura va eseguita in più punti per valutare l’uniformità, e i risultati vanno confrontati con le tolleranze. Documentare le misure permette di tracciare la qualità della produzione nel tempo.
| Metodo | Impiego tipico |
|---|---|
| A contatto | Misure puntuali su campioni |
| Senza contatto | Misura in linea su film in movimento |
| Multipunto | Valutazione dell’uniformità |
Uniformità e conformità
Il controllo dello spessore mira a garantire uniformità e conformità alle tolleranze. La misura va eseguita in più punti, trasversalmente e longitudinalmente, per individuare variazioni locali e derive del processo. Gli strumenti devono essere tarati e correttamente azzerati, e le condizioni ambientali controllate quando il materiale è sensibile alla temperatura e all’umidità. I risultati vanno confrontati con le tolleranze specificate e documentati per tracciare la qualità nel tempo, ottimizzare il consumo di materiale e ridurre gli scarti.
- Lo spessore condiziona resistenza, tenuta e consumo di materiale.
- Conta l’uniformità, non solo il valore medio.
- Si misura a contatto o senza contatto, in linea o a campione.
- Serve misurare in più punti per valutare l’uniformità.
- Taratura e azzeramento sono essenziali per l’affidabilità.
Dal settore allo strumento: cosa serve in pratica
Questo tema appartiene al settore Plastica, gomma e compositi del ramo Settori industriali, ed è collegato all’estrusione di tubi e profili e allo spessore di rivestimenti su plastica.
Nel catalogo la misura dello spessore da un solo lato fa capo agli spessimetri a ultrasuoni, nel Catalogo prodotti. Se devi misurare lo spessore di film e lastre, il modulo di richiesta consente di ricevere un’indicazione mirata.

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Gli strumenti che possiamo mettere su questa misura
Su questa misura lavoriamo con due strade. Con gli ultrasuoni lo spessore si legge da un solo lato, sul semilavorato fermo: la sonda appoggia sulla superficie con un mezzo di accoppiamento e lo strumento ricava lo spessore dal tempo di percorrenza, dopo essere stato impostato sulla velocità del suono di quel materiale; è la strada praticabile su lastre e pareti in materia plastica. Sui film sottili e sui fogli lavora invece la misura meccanica a forcella, che stringe il campione fra due punti di contatto con una forza definita e lo legge fino al micrometro, su campioni prelevati dalla linea. I dati completi sono nelle schede.

Spessore su materie plastiche
Dakota NDT PZX1-DL
Spessimetro di precisione con tecnologia ThruPaint™: misura da 0,127 mm sulle materie plastiche, con sonde a cristallo singolo da 5 a 20 MHz e datalogger da 10.000 letture.

Spessore su substrati sottili
Dakota NDT PCX8-DL
Spessimetro di precisione per substrati sottili: misura da 0,15 mm con risoluzione fino a 0,01 mm, memoria da 100.000 letture, uscita USB e Bluetooth.

Film al micrometro
Käfer F 1101/30
Spessimetro a forcella analogico per film: lettura 0,001 mm, campo 1 mm, gola 30 mm, punto di contatto piano da 6,35 mm e dispositivo di sollevamento. La variante F 1101/30-0.1 concentra un campo di 0,1 mm in un solo giro di lancetta, con errore massimo dichiarato di 1,5 µm.

Film, lettura digitale
Käfer FD 1000/30-3
Spessimetro a forcella digitale per film: risoluzione 0,001 mm, campo 3 mm, gola 30 mm, errore massimo dichiarato 3 µm, forza di contatto 2 N riducibile a 0,7 N a richiesta, uscita dati RS 232 o USB.

Fogli e nastri
Käfer F 1000/30
Spessimetro a forcella per fogli: lettura 0,001 mm, campo 1 mm, gola 30 mm e giro di lancetta da 0,2 mm, che secondo il costruttore riduce l’effetto delle differenze di temperatura. Forza di contatto di circa 2,2 N, con varianti da 0,7 N e 3 N.

Lastre di grande formato
Käfer J 100, J 200, J 300
Spessimetri a forcella analogici con lettura 0,01 mm e gola da 100, 200 o 300 mm, per misurare lontano dal bordo su lastre e fogli di grande formato: campo 10 mm, 30 mm sul J 200/30, dispositivo di sollevamento e accuratezza secondo DIN 878 come dichiarato dal costruttore.
Gli spessimetri a ultrasuoni sono raccolti nella pagina di catalogo Spessimetri a ultrasuoni; gli spessimetri a forcella nella pagina Spessimetri meccanici a comparatore.
Domande frequenti
Perché il valore medio non descrive le variazioni locali, che sono spesso la vera causa dei problemi. Un film o una lastra possono avere spessore medio corretto ma presentare zone più sottili o più spesse, dovute a irregolarità del processo. Le zone sottili sono punti deboli che riducono resistenza e tenuta; quelle spesse consumano materiale in eccesso. Per questo lo spessore va misurato in più punti, per valutare l’uniformità e individuare le derive del processo prima che generino scarti.
La misura a contatto rileva lo spessore toccando il materiale, con tastatori o comparatori; è semplice e adatta a misure puntuali su campioni. La misura senza contatto, ottica o a radiazione, rileva lo spessore senza toccare, ed è adatta a film in movimento, superfici delicate e misura in continuo. Per le verifiche a campione il contatto è spesso sufficiente; per il controllo in linea il metodo senza contatto consente di regolare il processo durante la produzione.
Attraverso la taratura degli strumenti, il corretto azzeramento, il controllo delle condizioni e la ripetizione in più punti. Gli strumenti vanno tarati e azzerati con riferimenti di spessore noto. Le condizioni ambientali vanno controllate quando il materiale è sensibile a temperatura e umidità. La misura va eseguita in più punti per valutare l’uniformità. I risultati vanno confrontati con le tolleranze e documentati per tracciare la qualità nel tempo.
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