
Spessore · Materiali elastici
Spessore di gomma, pelle e non tessuti: forza, tempo e recupero elastico
La misura dello spessore di gomma pelle e non tessuti porta all’estremo il problema dei materiali comprimibili: non solo cedono sotto il piattello, ma recuperano in parte lo spessore quando la pressione cessa, e la lettura dipende anche dal tempo di contatto. Oltre alla forza e all’area del piattello fissate dalla norma, va quindi rispettato il momento in cui si legge, perché il materiale continua a comprimersi. Nello spessore di gomma pelle e non tessuti contano anche il condizionamento del provino e il riposo dopo eventuali compressioni precedenti.
La misura dello spessore di gomma, pelle e non tessuti porta all’estremo il problema dei materiali comprimibili. Questi materiali non solo si comprimono sotto il piattello di misura, ma sono anche elastici: dopo la compressione tendono a recuperare, e il recupero avviene nel tempo. Lo spessore che si legge dipende quindi dalla pressione applicata, dal tempo per cui la si applica e persino dalla storia recente del campione. Senza condizioni normalizzate, due misure sullo stesso pezzo possono dare risultati diversi, ed è per questo che qui la procedura conta quanto lo strumento.
Questa pagina spiega come l’elasticità e la comprimibilità influenzano la misura, perché forza e tempo di contatto vanno normalizzati e come ottenere valori validi e ripetibili. È una guida per il controllo qualità nella gomma, nella pelletteria, nella concia e nei non tessuti.
Materiali elastici: perché sono un caso estremo
Su un metallo lo spessore è un numero fisso; su una gomma o un non tessuto è un valore che dipende dalle condizioni di misura. La compressibilità fa sì che aumentando la pressione lo spessore letto diminuisca; l’elasticità fa sì che, sotto il piattello, il materiale continui a cedere per un certo tempo, e che dopo la rimozione recuperi parte dello spessore. Il risultato è che due variabili, la pressione e il tempo, entrano direttamente nella misura. Ignorarle significa ottenere numeri non confrontabili. Definirle e rispettarle è ciò che rende la misura valida.
C’è anche una dipendenza dalla storia del campione: una gomma appena compressa non ha ancora recuperato, e misurata subito darà un valore diverso rispetto a dopo un riposo. Per questo le norme prevedono spesso un tempo di condizionamento prima della misura.

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Forza e tempo normalizzati
Come per la carta e i tessili, la misura si esegue a una pressione definita, data dalla forza applicata e dall’area del piattello, ma sui materiali elastici il tempo assume un ruolo altrettanto importante. Le norme di settore fissano quando leggere lo spessore dopo l’appoggio del piattello, perché il valore continua a scendere finché il materiale cede. Solo misurando a forza e tempo stabiliti i risultati diventano confrontabili.
| Fattore | Effetto sulla misura |
|---|---|
| Forza di contatto | Più forza, minore spessore letto |
| Area del piattello | Determina la pressione |
| Tempo di applicazione | Il materiale cede progressivamente |
| Recupero elastico | Il materiale torna in parte dopo |
Il recupero elastico
Un aspetto tipico di questi materiali è il recupero: dopo essere stato compresso, il materiale torna in parte allo spessore iniziale. Il grado e la velocità del recupero sono essi stessi una caratteristica del materiale, e in alcuni casi si misurano di proposito. Per la semplice misura di spessore, il recupero è un fattore da controllare: si misura in condizioni definite per avere un valore ripetibile. Per la caratterizzazione del materiale, invece, l’andamento nel tempo dello spessore sotto carico e dopo lo scarico diventa un’informazione utile, per esempio per valutare la deformazione permanente di una guarnizione o l’elasticità di un’imbottitura.
Ottenere misure valide
- Applicare la forza e usare il piattello previsti dalla norma del materiale.
- Leggere lo spessore al tempo stabilito dopo l’appoggio del piattello.
- Condizionare il campione, lasciandolo recuperare prima della misura.
- Misurare più punti data la disuniformità tipica di questi materiali.
- Mantenere piani e paralleli i riscontri e verificare l’azzeramento.
Con queste attenzioni, anche materiali difficili come gomma spugnosa, pelle o feltri danno misure ripetibili e confrontabili, altrimenti impossibili da ottenere con un approccio approssimativo.
Come scegliere lo strumento
Serve uno spessimetro che applichi la forza normalizzata attraverso il piattello dell’area corretta, con un meccanismo di discesa controllata che non impatti il materiale, e con la possibilità di leggere a un tempo definito. Per la caratterizzazione elastica sono utili strumenti che registrano l’andamento dello spessore nel tempo. Contano la corsa, adeguata agli spessori del materiale, la ripetibilità e la registrazione delle misure. La scelta dipende dal materiale e dalla norma applicabile, che stabiliscono forza, piattello e tempo.
Dalla misura allo strumento: cosa serve in pratica
Questo tema appartiene all’area Spessore del ramo Misure e controlli, e condivide con lo spessore di carta, cartone e tessili il tema della forza normalizzata sui materiali comprimibili. Per la strumentazione il riferimento è il Catalogo prodotti.
La misura per contatto a forza controllata fa capo alla metrologia dimensionale, con gli spessimetri meccanici a comparatore e i campioni di riferimento per la taratura. Poiché questi materiali hanno anche proprietà meccaniche legate all’elasticità e alla durezza, può essere utile la famiglia della durezza e prove sui materiali. Se il tuo materiale ha un comportamento elastico particolare, il modulo di richiesta consente di ricevere un’indicazione mirata.

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Gli strumenti a catalogo
Su gomma, pelle e non tessuti la misura si fa con lo spessimetro a forcella, che appoggia il pezzo fra due contatti piani e legge a forza definita. La gamma Käfer si divide in tre gruppi. C’è il modello costruito sulla norma di prodotto, con i contatti larghi previsti per il velo. Ci sono i digitali, che uniscono la lettura al centesimo alla gola profonda o al campo di misura esteso, per arrivare lontano dal bordo di teli e pellami. Ci sono infine gli analogici, dal modello di precisione al millesimo con forza di contatto dichiarata fino alle serie a campo ampio per gli spessori più alti. I dati completi — lettura, campo, gola, forza — sono nelle schede.

Secondo norma
Käfer 9073-2
Spessimetro a forcella per la misura dello spessore del velo secondo DIN EN ISO 9073/2, parte 5.1, come dichiarato dal costruttore: lettura 0,01 mm, campo 28 mm, gola 200 mm e contatti piani da 108 e 56,5 mm di diametro. Su richiesta la variante secondo DIN EN ISO 5084.

Digitale, gola profonda
Käfer JD 200 e JD 300
Risoluzione 0,01 mm, campo 12,5 mm e profondità di gola di 200 e 300 mm, con dispositivo di sollevamento. Per misurare lo spessore in punti lontani dal bordo del pezzo, su pannelli, teli, tessuti e pelli.

Digitale, campo 25 mm
Käfer serie JD /25
JD 50/25, JD 100/25 e JD 200/25: risoluzione 0,01 mm su un campo di misura di 25 mm, con telaio ad altezza maggiorata e dispositivo di sollevamento. Per chi misura spessori su carta, fogli, pelli e pannelli e ha bisogno di un campo ampio.
Questi cinque sono una selezione: la gamma completa, con le altre profondità di gola e le versioni digitali ad alta risoluzione, sta nella pagina di catalogo Spessimetri meccanici a comparatore, dentro la famiglia Metrologia dimensionale. Per il confronto con un valore certo, i Blocchetti pianparalleli e campioni di riferimento.
Domande frequenti
Perché sotto il piattello il materiale cede progressivamente e lo spessore letto continua a scendere finché non si stabilizza. Se non si legge a un tempo stabilito, misure diverse danno valori diversi. Le norme fissano quando leggere dopo l’appoggio del piattello, proprio per rendere confrontabili i risultati su gomma, pelle e non tessuti.
È la tendenza del materiale a tornare in parte allo spessore iniziale dopo essere stato compresso. Il grado e la velocità del recupero sono una caratteristica del materiale. Per la misura di spessore va controllato misurando in condizioni definite; per la caratterizzazione, l’andamento nel tempo dello spessore sotto carico e dopo lo scarico è esso stesso un dato utile.
Perché la gomma è comprimibile ed elastica: lo spessore dipende dalla pressione e dal tempo di applicazione. Serve uno strumento che applichi la forza normalizzata attraverso un piattello dell’area corretta, con discesa controllata e lettura a un tempo definito. Solo così le misure sono ripetibili e confrontabili.
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