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Controllo non distruttivo di affreschi e intonaci

Intervento di restauro su una superficie affrescata

Restauro e conservazione · Superfici decorate

Controllo non distruttivo di affreschi e intonaci: leggere i difetti sotto la superficie

Il controllo non distruttivo di affreschi e intonaci affronta un problema tipico delle superfici stratificate: distacchi e vuoti si formano tra gli strati o tra intonaco e supporto murario, restando invisibili finché non compaiono crepe o cadute. L’aria interposta in corrispondenza di un distacco modifica la trasmissione del calore verso la superficie, producendo differenze di temperatura che possono essere rilevate e mappate senza alcun contatto con lo strato dipinto. L’esito dipende dalle condizioni in cui si opera e dalla capacità di distinguere i distacchi da anomalie legate a umidità, riflessi o disomogeneità dei materiali. Il controllo non distruttivo di affreschi e intonaci permette di circoscrivere le aree a rischio e di programmare gli interventi.

Il controllo non distruttivo di affreschi e intonaci permette di indagare lo stato di conservazione di superfici dipinte e decorate senza danneggiarle. Affreschi, intonaci storici e decorazioni possono presentare difetti nascosti, come distacchi dell’intonaco dal supporto, vuoti, sollevamenti della pellicola pittorica e zone degradate, che non sono visibili in superficie ma minacciano la conservazione dell’opera. Poiché queste superfici sono di grande valore e fragili, non si possono sondare con metodi invasivi: il controllo deve essere non distruttivo. Le tecniche strumentali permettono di individuare i difetti sotto la superficie e di misurare l’umidità che spesso ne è all’origine, guidando il restauratore su dove intervenire. Questa pagina spiega come si controllano in modo non distruttivo affreschi e intonaci, che cosa si riesce a individuare e con quali limiti.

Questa pagina appartiene all’area Restauro e conservazione ed è una guida all’indagine non distruttiva delle superfici dipinte.

I difetti nascosti di affreschi e intonaci

Un affresco o un intonaco decorato è costituito da più strati sovrapposti, applicati sul supporto murario. Con il tempo, l’umidità, i movimenti della struttura e il degrado dei materiali, tra questi strati o tra intonaco e muro possono formarsi distacchi e vuoti: l’intonaco perde adesione e si separa dal supporto, creando zone “sospese” che rischiano di cadere. Analogamente, la pellicola pittorica può sollevarsi dall’intonaco. Il problema è che questi difetti sono spesso invisibili dalla superficie: l’affresco può apparire integro mentre sotto è in parte distaccato. Individuarli è fondamentale, perché un distacco non trattato può portare alla perdita di porzioni dell’opera. Il metodo tradizionale per cercare i distacchi è la percussione leggera, che rivela i vuoti dal suono, ma è soggettiva, richiede di toccare la superficie e non mappa con precisione. Le tecniche non distruttive strumentali permettono invece di individuare i difetti sotto la superficie senza contatto o con contatto minimo, mappandoli con precisione e oggettività. Questo è essenziale su superfici che non si possono danneggiare e dove serve sapere esattamente dove e quanto l’intonaco è distaccato per pianificare il consolidamento.

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Le tecniche non distruttive sulle superfici dipinte

Il controllo non distruttivo delle superfici dipinte si serve di famiglie di tecniche diverse, che rispondono a domande diverse. Per i distacchi e i vuoti la via tradizionale resta la percussione leggera, che li rivela dal suono ma è soggettiva e non ne restituisce una mappa; accanto ad essa si impiegano i metodi termici, fondati sul fatto che una zona distaccata, avendo aria dietro, si scalda e si raffredda diversamente da una zona ben adesa: richiedono attrezzatura di ripresa termica, che nel catalogo fa capo alle termocamere della famiglia temperatura e termografia. Per l’umidità, che dei distacchi è spesso la causa, la misura praticabile su una superficie dipinta è quella per impedenza elettrica: lo strumento si appoggia alla superficie e legge la risposta del materiale a un campo elettrico applicato, senza infissione di puntali e senza prelievo di campioni. La lettura non è una percentuale assoluta ma una scala di confronto fra punti, e proprio per questo si presta a delimitare le campiture più umide e a essere ripetuta nel tempo sullo stesso punto. Va affiancata dalla misura delle condizioni dell’aria, perché una superficie più fredda del punto di rugiada si bagna per condensa. L’interpretazione richiede competenza, e i risultati vanno documentati con mappe che localizzino i difetti sulla superficie.

DifettoCome si rileva
Distacco dell’intonacoPercussione leggera, metodi termici
Vuoti sotto la superficieMetodi termici con termocamera
Umidità associataLettura per impedenza elettrica
Condensa sulla superficiePunto di rugiada dell’aria

Affidabilità dell’indagine

Per un’indagine non distruttiva affidabile contano la scelta della tecnica adatta alla domanda, la combinazione di più misure e l’interpretazione competente. Nessun metodo, da solo, descrive lo stato di una superficie dipinta: l’esame visivo individua le alterazioni evidenti, la ricerca dei distacchi ne circoscrive l’estensione, la misura dell’umidità spiega spesso il perché. La lettura per impedenza elettrica va eseguita appoggiando lo strumento senza premere né strisciare, ed è una misura indiretta che dipende dal materiale: si legge come confronto fra punti e si riferisce alle scale dichiarate dal costruttore, mai come valore assoluto. Va accompagnata dalla misura delle condizioni dell’aria, che dice se sulla superficie la condensa sia possibile. I difetti individuati vanno mappati e documentati con precisione, e le misure vanno ripetute a distanza di tempo sugli stessi punti per seguire l’evoluzione. Così affreschi e intonaci possono essere indagati senza subire danno, fornendo al restauratore le informazioni per intervenire prima che i difetti nascosti provochino la perdita di porzioni dipinte.

  • Distacchi e vuoti sono spesso invisibili in superficie.
  • Un distacco non trattato può far cadere l’intonaco.
  • La percussione e i metodi termici cercano i distacchi.
  • L’umidità si misura per impedenza elettrica, senza fori.
  • Il punto di rugiada dice se la condensa è possibile.
  • I difetti vanno mappati per guidare il consolidamento.

Dall’applicazione allo strumento: cosa serve in pratica

Questo tema appartiene all’area Restauro e conservazione del ramo Applicazioni di misura e controllo, ed è collegato alla diagnostica dell’umidità su murature storiche e alla verifica dei trattamenti consolidanti.

Nel catalogo gli strumenti per l’umidità fanno capo ai misuratori di umidità e igrometri, in particolare ai misuratori per edilizia e murature; le condizioni dell’aria ai termoigrometri ambientali e la ripresa termica per la ricerca dei distacchi alle termocamere, tutte nella famiglia temperatura e termografia del Catalogo prodotti. Se devi misurare l’umidità di un intonaco o di una superficie dipinta, il modulo di richiesta consente di ricevere un’indicazione mirata.

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Gli strumenti compatibili con una superficie dipinta

Su un affresco il vincolo non è la precisione ma la superficie: nulla che fori, che prelevi, che lasci segno. Gli strumenti a catalogo misurano l’umidità per impedenza elettrica appoggiando la piastra alla superficie, senza infissione di puntali e senza prelievo, e la lettura si può ripetere quante volte serve. Alla ricerca dei distacchi risponde la ripresa termica, che legge le differenze di temperatura prodotte dall’aria interposta senza alcun contatto con lo strato dipinto. Qui trovano posto tre cose: l’umidità sulla superficie, i distacchi sotto di essa e l’aria davanti a essa. I dati tecnici completi sono nelle schede.

Misuratore di umidità Tramex ME5

Umidità sulla superficie

Tramex ME5

Quadrante analogico e cinque scale di sensibilità: la lettura è continua mentre si percorre la parete, utile per confrontare fra loro campiture vicine senza segnarle.

Misuratore di umidità Tramex MEX5

Umidità sulla superficie

Tramex MEX5

Due profondità di lettura per distinguere lo strato superficiale dal supporto, e termometro a infrarossi che rileva la temperatura del punto senza toccarlo.

Termocamera Testo 872s

Distacchi per ripresa termica

Testo 872s

Immagine termica da 320 × 240 pixel con NETD inferiore a 0,05 °C e ottica fissa 42° × 30°: le differenze di temperatura si leggono da -30 a +100 °C senza toccare la superficie.

Igrometro e misuratore di umidità Tramex MRH3

Aria davanti alla superficie

Tramex MRH3

Punto di rugiada e temperatura dell’aria: dicono se sulla superficie dipinta la condensa sia possibile, condizione che precede molti degradi.

Questi strumenti stanno nel catalogo fra i misuratori di umidità e igrometri, in particolare i misuratori per edilizia e murature, e fra i termoigrometri ambientali e le termocamere della famiglia temperatura e termografia.

Domande frequenti

Quali difetti si cercano in un affresco o intonaco?

Si cercano soprattutto i distacchi e i vuoti tra gli strati o tra intonaco e muro, dove l’intonaco perde adesione e si separa dal supporto creando zone sospese che rischiano di cadere, e i sollevamenti della pellicola pittorica. Questi difetti si formano nel tempo per umidità, movimenti della struttura e degrado dei materiali, e sono spesso invisibili dalla superficie: l’affresco può apparire integro mentre sotto è in parte distaccato. Individuarli è fondamentale perché un distacco non trattato può portare alla perdita di porzioni dell’opera.

Come si misura l’umidità di un affresco senza danneggiarlo?

Con la lettura per impedenza elettrica: lo strumento si appoggia alla superficie e legge la risposta del materiale a un campo elettrico applicato, senza infiggere puntali e senza prelevare campioni, quindi non lascia fori né segni. La lettura non è una percentuale assoluta ma una scala di confronto fra punti, adatta a delimitare le campiture più umide; con gli strumenti a due profondità il confronto fra le due letture distingue lo strato superficiale dal supporto. Poiché non consuma il punto, la misura si può ripetere nel tempo sullo stesso riferimento per seguire l’evoluzione.

Perché il controllo deve essere non distruttivo?

Perché affreschi, intonaci storici e decorazioni sono di grande valore e fragili, e non si possono sondare con metodi invasivi che li danneggerebbero. Anche il metodo tradizionale della percussione leggera, pur poco invasivo, richiede di toccare la superficie, è soggettivo e non mappa con precisione. Le tecniche strumentali non distruttive permettono di indagare senza contatto o con contatto minimo, mappando in modo ripetibile: la misura dell’umidità per impedenza elettrica, in particolare, non lascia traccia e si può ripetere sullo stesso punto. Questo è essenziale su superfici che non si possono danneggiare e dove serve sapere esattamente dove intervenire.

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