Un impianto di ventilazione consegnato senza taratura funziona, ma non fa quello che il progetto gli chiede: alcune zone ricevono aria in eccesso, altre restano in difetto, i ventilatori assorbono più potenza del necessario e le pressioni differenziali fra locali si invertono. Il collaudo aeraulico serve proprio a trasformare un impianto acceso in un impianto conforme, e si chiude solo quando ogni terminale eroga la portata prevista entro una tolleranza dichiarata.
Per questo il bilanciamento degli impianti di ventilazione e i relativi controlli non sono un’attività di messa a punto informale, ma una prova con un metodo, una strumentazione adeguata e un documento finale. Il perimetro di questo articolo è il collaudo funzionale e la sua evidenza: quali tolleranze si applicano alle portate di progetto, in che ordine si tarano le serrande e le bocchette, quali tratti rettilinei servono per misurare in condotta, che cosa deve contenere il verbale e quando l’impianto va ritarato dopo una modifica.
Restano fuori due temi vicini ma distinti: la misura degli inquinanti e del comfort a impianto avviato, che appartiene al collaudo della qualità dell’aria interna, e la qualifica degli ambienti a contaminazione controllata, che segue regole proprie. Restano fuori anche gli errori strumentali tipici della misura di portata, già trattati altrove: qui interessa il quadro procedurale che rende il risultato accettabile per la committenza e per il direttore dei lavori.

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Perché un impianto non tarato non è un impianto finito
Negli edifici terziari e nelle strutture collettive la ventilazione meccanica assolve a un requisito di progetto: garantire le portate di rinnovo che la UNI 10339 associa alla destinazione d’uso e all’affollamento. Se la distribuzione non viene tarata, la portata totale può anche risultare corretta al ventilatore mentre singoli locali restano sotto il valore richiesto. Le conseguenze sono concrete: aria viziata negli ambienti più lontani, correnti fastidiose dove l’aria è in eccesso, rumore ai terminali strozzati, consumi elettrici superiori al previsto perché il ventilatore lavora su una curva sbagliata. Un impianto squilibrato produce inoltre migrazioni d’aria indesiderate fra zone con requisiti diversi, per esempio dai servizi verso gli uffici. Il collaudo secondo la UNI EN 12599 è l’unico momento in cui queste condizioni vengono verificate misurando, e non deducendo dal progetto.
Dove nasce l’esigenza lungo la vita dell’impianto
La taratura non è un evento isolato di fine cantiere. Nasce già in progettazione, quando si decide dove collocare le serrande di regolazione e si prevedono i tratti rettilinei che rendono misurabile una sezione di condotta. Prosegue in fase di montaggio, dove la UNI EN 12237 fissa i criteri di tenuta e di classe delle condotte: una rete che perde non può essere bilanciata, perché la portata misurata al terminale non corrisponde a quella immessa. Si concretizza al collaudo, prima della consegna. Riemerge poi a ogni modifica: una nuova diramazione, un cambio di layout degli uffici, la sostituzione di un terminale o l’aggiunta di una serranda tagliafuoco alterano le perdite di carico e spostano l’equilibrio raggiunto. Anche l’intasamento progressivo dei filtri agisce nella stessa direzione e va tenuto sotto controllo con la pressione differenziale.
Bilanciamento degli impianti di ventilazione: controlli e tolleranze
L’oggetto della prova è la portata volumetrica a ogni terminale e in ogni ramo, confrontata con il valore di progetto. La UNI EN 12599 distingue i livelli di prova e indica gli scostamenti ammessi, tipicamente riferiti a una percentuale del valore di progetto sul singolo terminale e a una tolleranza più stretta sul totale dell’impianto: il criterio di accettazione va comunque fissato nel capitolato prima di iniziare, non negoziato a misure fatte. Accanto alla portata si verificano la pressione differenziale fra zone dove è prevista una gerarchia, la prevalenza disponibile del ventilatore, la potenza assorbita e la rumorosità ai terminali. Per la misura, la UNI EN 16211 descrive i metodi ammessi e la ISO 3966 il rilievo a punti multipli in condotta, che richiede una sezione con tratto rettilineo sufficiente a monte e a valle per avere un profilo di velocità utilizzabile.
Come si organizza la taratura in cantiere
L’ordine di intervento è la parte che più incide sul tempo impiegato. Si parte dai rami più sfavoriti e si procede verso il ventilatore, tarando prima i terminali all’interno di ogni ramo con il metodo proporzionale e solo dopo l’equilibrio fra i rami, chiudendo con la regolazione della macchina. Ogni serranda toccata modifica i terminali già regolati, per cui le misure vanno ripetute finché gli scarti rientrano nella tolleranza. Le condizioni al contorno devono essere stabili: filtri puliti o di prova, serrande tagliafuoco aperte, porte e finestre nella configurazione prevista, eventuali cappe di espulsione nello stato dichiarato. I punti di misura vanno fissati e identificati una volta per tutte, così che i rilievi successivi siano confrontabili. L’operatore deve essere qualificato per il metodo adottato e lo strumento deve avere una taratura in corso di validità.
Il verbale di collaudo e l’accettazione dell’opera
Il collaudo si chiude con un documento, non con una dichiarazione verbale. Il verbale riporta lo schema dell’impianto con l’identificativo di ogni terminale, la portata di progetto e quella rilevata, lo scostamento percentuale, il metodo e lo strumento impiegato con il numero di serie e la data dell’ultima taratura, le condizioni di prova, la posizione finale delle serrande e i dati di funzionamento del ventilatore. Vanno allegate le prove di tenuta delle condotte e le eventuali non conformità con le azioni concordate. È il documento che il direttore dei lavori usa per accettare l’opera e che il gestore eredita come riferimento: ogni verifica successiva si confronta con quei valori, e dopo ogni modifica della rete la parte interessata va ritarata e il verbale aggiornato.
Per un quadro applicativo più ampio, con i riferimenti operativi del caso, è disponibile la pagina dedicata al bilanciamento degli impianti di ventilazione.
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