Quando una macchina lavora con più postazioni che svolgono la stessa operazione — i fusi di una filatrice, le teste di una bobinatrice, le vie di una linea multipista — la qualità del prodotto non dipende solo dal valore medio di tensione, ma dalla sua uniformità fra una posizione e l’altra. Sapere come misurare tensione su più postazioni in parallelo significa impostare un confronto in cui le differenze osservate siano attribuibili alle postazioni e non allo strumento, all’operatore o al momento del rilievo.
Il problema tipico è che ogni postazione ha un proprio percorso del materiale, freni e guide propri, un proprio stato di usura. Un fuso più frenante produce un filo più teso, un altro più libero produce spire lente; a valle queste differenze si traducono in bobine irregolari, rotture, difetti di tintura o di stampa. La misura serve a quantificare la dispersione fra le posizioni e a decidere se rientra nella banda ammessa oppure richiede un intervento di bilanciamento.
La procedura che segue organizza il controllo in cinque fasi: preparazione e identificazione delle postazioni, definizione del piano di campionamento, esecuzione dei rilievi con tracciamento del numero di posizione, elaborazione statistica del confronto, registrazione ed eventuale bilanciamento. I riferimenti normativi utili sono la ISO 2062 per la misura di tensione sui filati, la ISO 376 per la taratura delle catene di misura di forza, la ISO 7870-2 per le carte di controllo e la ISO 5725 per ripetibilità e riproducibilità.

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Preparazione: censimento, numerazione stabile e strumento unico
Il confronto ha senso solo se le postazioni sono identificabili in modo stabile nel tempo. Si parte da un censimento: quante posizioni esistono, come sono disposte, quale numerazione fisica si adotta e come viene riportata a bordo macchina, in modo che la postazione 7 di oggi sia la stessa postazione 7 del controllo successivo. Tutte le misure vanno eseguite con lo stesso strumento; se ciò è impossibile, gli strumenti impiegati devono essere verificati fra loro sullo stesso campione di riferimento, con catena di misura tarata secondo la ISO 376, e lo scarto residuo va documentato. Vanno inoltre fissate le condizioni comuni: stessa velocità di macchina, stesso materiale e stesso lotto, stesso punto del percorso rispetto ai rulli di rinvio, stessa geometria di inserimento della testa di misura. Ogni variabile lasciata libera si somma alla differenza fra postazioni e la rende non interpretabile.
Il piano di campionamento: quante posizioni, quante ripetizioni, in quale ordine
Il piano di campionamento stabilisce quante postazioni misurare, quante ripetizioni eseguire su ciascuna e in quale sequenza. Se le posizioni sono poche si misurano tutte; su macchine con centinaia di fusi si adotta un campione stratificato che copra in modo uniforme le zone della macchina, includendo sempre le posizioni di estremità, storicamente le più critiche. Tre-cinque ripetizioni per postazione sono un compromesso usuale fra tempo di rilievo e stabilità della media. L’ordine dei rilievi è la parte più trascurata: percorrere la macchina una sola volta dalla prima all’ultima posizione confonde l’effetto postazione con la deriva temporale, perché le ultime sono misurate in condizioni diverse dalle prime. Si eseguono quindi più giri completi, cambiando l’ordine di percorrenza, così da separare nell’analisi la variabilità di postazione da quella temporale.
Come misurare tensione su più postazioni in parallelo: esecuzione dei rilievi
In esecuzione ogni valore va registrato accanto al numero di postazione e al numero del giro: senza questi due riferimenti il dato non è elaborabile. Si annotano inoltre l’ora, la velocità effettiva, il materiale e l’operatore. Il rilievo si effettua a regime, mai durante avviamenti o rallentamenti, mantenendo per tutte le posizioni lo stesso tempo di stabilizzazione e la stessa modalità di lettura — media su intervallo o valore di picco — coerente con quanto previsto dalla ISO 2062 per i filati. Le anomalie evidenti, come filo in rottura, guida sporca o postazione ferma, si registrano come tali e non si sostituiscono con letture di comodo. Se durante il giro si interviene su una posizione, il rilievo di quella postazione va rifatto e datato dopo l’intervento, perché il dato precedente descrive una macchina diversa.
Elaborazione statistica del confronto e criteri di accettazione
L’elaborazione confronta due dispersioni. La variabilità entro postazione, calcolata sulle ripetizioni della stessa posizione, esprime la ripetibilità del metodo; la variabilità fra postazioni, calcolata sulle medie delle singole posizioni, esprime lo squilibrio della macchina. L’impianto concettuale è quello della ISO 5725 su ripetibilità e riproducibilità: se la dispersione fra postazioni non supera in misura significativa quella entro postazione, le differenze osservate sono rumore di misura e non giustificano interventi. Le medie per postazione riportate su una carta di controllo secondo la ISO 7870-2 rendono immediati gli scostamenti sistematici, cioè le posizioni costantemente sopra o sotto la media generale. Il criterio di accettazione si esprime come differenza massima ammessa fra la postazione più tesa e la meno tesa, oppure come scostamento massimo di ciascuna posizione dalla media, in percentuale del valore nominale.
Bilanciamento, registrazione e periodicità del controllo
Le postazioni fuori banda vanno riportate in tolleranza agendo sulle cause fisiche: regolazione o sostituzione dei freni, pulizia e verifica dell’usura delle guide, controllo della geometria del percorso e dell’allineamento dei rulli di rinvio. Dopo ogni intervento il rilievo si ripete sulla sola postazione corretta e, se lo scostamento era diffuso, sull’intera macchina. Il verbale registra data, macchina, materiale, velocità, strumento con estremi di taratura, valori per postazione, statistiche calcolate, esito rispetto al criterio e azioni eseguite.
La periodicità si fissa in funzione della criticità del prodotto e della stabilità storica dei dati: a ogni cambio articolo, dopo manutenzioni sul percorso del materiale e a intervalli programmati. Un approfondimento sui criteri di confronto è disponibile nella pagina dedicata alla tensione su più postazioni in parallelo.
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