Un impianto di ventilazione collaudato sulla carta e contestato in esercizio è quasi sempre un problema di misura, non di macchina. Il ventilatore eroga, le serrande sono aperte, eppure il locale non raggiunge i ricambi d’aria previsti e chi ci lavora segnala correnti fredde oppure aria stagnante. Quando si torna in campo con lo strumento in mano, i valori letti non coincidono con quelli del collaudo e la discussione fra installatore, progettista e committente si sposta sulla credibilità del dato invece che sulla soluzione del difetto. Il costo non è lo strumento: sono le giornate di rilievi ripetuti e le regolazioni fatte al buio.
La portata, di fatto, non si misura mai direttamente: si calcola da una velocità e da un’area, oppure si deduce da una pressione differenziale su un elemento tarato. Ogni passaggio introduce un’ipotesi — che i punti scelti rappresentino il profilo di velocità, che la sezione sia quella nominale, che la densità dell’aria sia quella di riferimento. Errori strumenti per portate d’aria e bilanciamento impianti: l’origine sta quasi sempre in queste ipotesi, non nell’incertezza dichiarata della sonda.
Le cinque situazioni descritte qui sotto coprono la quasi totalità delle misure contestate su reti aerauliche civili e industriali: punto di misura unico, tratti rettilinei insufficienti, uso improprio del cono, confusione fra portata reale e portata standard, bilanciamento non iterativo. Per ciascuna si indica come accorgersene in campo e come confermare il dato con una verifica indipendente, seguendo l’impianto metodologico della UNI EN 12599.

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Errori strumenti per portate d’aria e bilanciamento impianti: la lettura al centro del condotto
Il profilo di velocità in un condotto non è piatto: al centro la velocità è massima, verso le pareti tende a zero per effetto dello strato limite. Moltiplicare una singola lettura centrale per l’area della sezione sovrastima la portata anche del venti per cento, e lo scarto cresce nei condotti di piccolo diametro e con flusso poco turbolento. Come accorgersene: la somma delle portate delle diramazioni supera sistematicamente la portata letta sul collettore principale, oppure il ventilatore risulta erogare più di quanto consenta la sua curva caratteristica. La misura corretta richiede una griglia di punti secondo lo schema log-lineare o dei centri di area uguale, con più assi di attraversamento nei condotti circolari e una maglia regolare nei rettangolari. La conferma arriva dal confronto fra la media dei punti e la lettura centrale: uno scarto ampio segnala un profilo distorto.
Tratti rettilinei insufficienti: leggere un flusso ancora disturbato
Una curva, una serranda parzializzata o una derivazione a T lasciano dietro di sé un flusso vorticoso, con componenti trasversali e zone di ricircolo. Misurare in quel tratto significa leggere una velocità che non rappresenta la portata: la sonda a filo caldo è insensibile al verso e somma i vortici, la ventolina rallenta o accelera a seconda dell’incidenza. Servono diversi diametri idraulici di condotto rettilineo a monte del punto di misura e alcuni a valle; con meno, nessuno strumento può dare un dato attendibile, per quanto sia accurato. Come accorgersene: ruotando la sonda di novanta gradi la lettura cambia in modo sensibile, oppure alcuni punti della griglia danno velocità prossime a zero o di segno opposto. Se il tratto rettilineo non c’è, si sposta la sezione di misura o si adotta un raddrizzatore di flusso, annotando la deroga nel rapporto.
Il cono di misura sbagliato, o non usato affatto
Sulle bocchette e sui diffusori la lettura con la sola sonda tenuta in mano è arbitraria: il valore dipende da dove si posiziona la sonda e da quanto l’operatore disturba il getto. Il cono convoglia l’intera portata attraverso una sezione nota e rende la misura ripetibile, ma va scelto della forma e della dimensione della bocchetta e appoggiato senza lasciare fughe perimetrali. Il cono introduce una perdita di carico che riduce leggermente la portata reale: va applicato il fattore di correzione dichiarato dal costruttore, tanto più rilevante quanto più il terminale lavora a bassa prevalenza. Come accorgersene: due operatori ottengono valori distanti fra loro sulla stessa bocchetta, o la somma dei terminali risulta inferiore al ramo. La conferma si ottiene confrontando la somma delle bocchette con la misura in condotto a monte.
Portata reale e portata standard: la densità dell’aria cambia il risultato
La portata dipende dalla densità dell’aria, che varia con la temperatura, la pressione atmosferica e la quota del sito. Un metro cubo d’aria in un locale caldo e in altitudine contiene sensibilmente meno massa dello stesso volume in condizioni standard di riferimento. Confrontare un valore misurato in condizioni reali con un dato di progetto espresso in condizioni standard significa rincorrere uno scostamento che non esiste, spostando serrande già tarate correttamente e peggiorando l’equilibrio della rete. Come accorgersene: lo scostamento è sistematico, dello stesso segno e di entità simile su tutti i rami, indipendentemente dalla loro posizione. La verifica è semplice: si annotano temperatura e pressione barometrica al momento del rilievo, si riporta il dato alle condizioni di riferimento del capitolato e si dichiara sempre nel rapporto quale delle due grandezze si sta esprimendo.
Bilanciare senza chiudere il giro: perché l’impianto non torna mai
Regolare una serranda non modifica soltanto il ramo su cui si interviene: cambia la pressione dell’intera rete e quindi tutte le portate già tarate, a monte e a valle. Procedere ramo per ramo senza tornare a verificare i precedenti produce un impianto che non converge mai e giornate di lavoro perse. La procedura corretta è iterativa e parte dai rami più sfavoriti: si portano tutti i terminali al medesimo rapporto fra portata misurata e portata di progetto, poi si agisce sulla serranda generale per riportare i valori assoluti al nominale. È quel rapporto, non la singola portata, il numero che rende il collaudo verificabile e ripetibile; la UNI EN 12599 fissa le tolleranze ammesse, i metodi di verifica e il contenuto minimo del rapporto di prova.
Per un quadro completo della strumentazione dedicata a queste verifiche si può consultare la pagina Strumenti per portate d’aria e bilanciamento impianti.
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