La diagnosi di un impianto frigorifero o di una pompa di calore si regge su pochi numeri: pressione di evaporazione e di condensazione, temperatura del gas all’aspirazione e al liquido, e i due parametri derivati che ne discendono, surriscaldamento e sottoraffreddamento. Sono grandezze piccole, spesso di pochi kelvin, ricavate per differenza fra valori molto vicini fra loro. Proprio per questo bastano imprecisioni minime nella catena di misura per ribaltare il giudizio sull’impianto, e per trasformare un intervento di manutenzione in un peggioramento delle prestazioni.
Nella pratica di campo la maggior parte delle diagnosi sbagliate non nasce da guasti difficili da interpretare, ma da errori strumenti per impianti frigoriferi e pompe di calore che si ripetono sempre uguali: una sonda applicata male al tubo, la tabella di conversione pressione-temperatura riferita a un refrigerante diverso da quello in macchina, una lettura presa mentre il circuito non ha ancora raggiunto il regime, la tendenza ad attribuire ogni anomalia alla carica di gas, la manutenzione trascurata del gruppo manometrico. Cinque errori, tutti evitabili con metodo e con qualche minuto in piu speso in fase di preparazione.
Questo articolo li affronta uno per uno: come si manifestano, come accorgersene sul posto e con quale misura indipendente confermare o smentire il dato sospetto. Il tema della scelta dello strumento resta fuori: qui interessa capire perche un numero letto sul display puo descrivere un impianto che non esiste.

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Sonda di temperatura mal accoppiata al tubo
Il primo errore e anche il piu frequente: la sonda a contatto fissata con una fascetta allentata, appoggiata su una superficie ossidata o verniciata, oppure lasciata scoperta senza isolamento verso l’ambiente. In tutti e tre i casi la sonda non legge la temperatura del tubo, ma un valore intermedio fra tubo e aria circostante. L’errore tipico e di uno o due kelvin, apparentemente trascurabile: ma poiche surriscaldamento e sottoraffreddamento nascono dalla differenza fra due temperature vicine, e i valori normali si collocano fra tre e otto kelvin, un solo grado puo valere il cento per cento del parametro diagnostico.
Come accorgersene: se il valore si muove avvicinando la mano o al variare della temperatura del locale, l’accoppiamento e insufficiente. Per confermare il dato si pulisce il tubo fino al metallo, si applica pasta conduttiva, si serra la fascetta e si copre la sonda con isolante a cellule chiuse, attendendo qualche minuto di assestamento. Utile anche la verifica con termocamera o con una seconda sonda a pochi centimetri: due letture indipendenti che convergono valgono piu di una sola.
Tabella del refrigerante sbagliata o glide ignorato
Il secondo errore riguarda la conversione fra pressione e temperatura di saturazione. Le miscele zeotropiche non cambiano stato a temperatura costante: fra inizio e fine dell’evaporazione esiste uno scorrimento, il glide, che puo superare i cinque o sei kelvin. A una stessa pressione corrispondono quindi due temperature diverse, di bolla e di rugiada: il surriscaldamento si calcola sulla temperatura di rugiada, il sottoraffreddamento su quella di bolla. Usare il valore sbagliato, o una tabella riferita a un refrigerante diverso da quello caricato in macchina, sposta la diagnosi di parecchi gradi e porta a caricare o estrarre gas senza ragione tecnica.
Come accorgersene: valori di surriscaldamento sistematicamente negativi o assurdamente alti su una macchina che funziona regolarmente sono il segnale tipico. La conferma passa dalla targa e dal registro dell’apparecchiatura, che riportano fluido e carica nominale, e dal controllo della tabella impostata sullo strumento.
Misurare fuori regime: transitori, avviamenti e sbrinamenti
Il terzo errore e di tempo, non di strumento. Nei primi minuti dopo l’avviamento, durante uno sbrinamento, dopo un cambio di velocita del compressore o mentre il carico termico sta variando, pressioni e temperature non sono stabili. Una diagnosi eseguita in transitorio descrive un impianto che in quel momento non esiste. E l’origine di molte cariche aggiunte inutilmente, che poi si manifestano come pressioni di condensazione eccessive quando la macchina va finalmente a regime.
Come accorgersene: si osservano i valori per qualche minuto invece di leggerli una volta sola. La conferma arriva quando due letture a cinque minuti di distanza differiscono di pochi decimi di kelvin e di poche decine di millibar. Vanno annotate anche la temperatura dell’aria esterna e quella dell’ambiente servito: senza le condizioni al contorno il dato non e confrontabile con le misure successive.
Attribuire tutto alla carica di refrigerante
Il quarto errore e interpretativo. Un sottoraffreddamento basso puo dipendere dalla carica, ma anche da un filtro parzialmente ostruito o da un condensatore sporco. Un surriscaldamento anomalo puo venire dalla valvola di espansione fuori taratura, dal bulbo mal posizionato o mal isolato, oppure da una portata d’aria insufficiente sull’evaporatore per filtri intasati o batteria brinata. Intervenire sulla carica corregge il sintomo e lascia intatta la causa: il guasto si ripresenta poche settimane dopo.
Come accorgersene: si misurano anche le temperature dell’aria in ingresso e uscita da entrambi gli scambiatori. Un salto termico inferiore all’atteso sull’evaporatore indica un problema di portata d’aria; una differenza elevata fra temperatura di condensazione e aria in ingresso al condensatore indica scambio degradato. Una caduta di temperatura a cavallo del filtro segnala ostruzione. Solo quando questi elementi sono coerenti la carica diventa una spiegazione plausibile.
Errori strumenti per impianti frigoriferi e pompe di calore: manutenzione e tenuta del gruppo manometrico
Il quinto errore riguarda lo strumento stesso. Tubi flessibili invecchiati, guarnizioni indurite, raccordi che trafilano e sensori mai ritarati falsano la misura e disperdono refrigerante a ogni collegamento. Il gruppo manometrico va verificato periodicamente in tenuta, con sostituzione programmata di tubi e guarnizioni, e i sensori di pressione e temperatura vanno ritarati secondo la periodicita indicata dal costruttore. Il collegamento agli attacchi di servizio va limitato allo stretto necessario: ogni innesto comporta una piccola perdita di carica.
Il regolamento F-Gas impone su queste macchine controlli periodici di tenuta, con frequenza legata alla carica espressa in tonnellate di CO2 equivalente, e la registrazione degli interventi: la manutenzione strumentale non e solo buona pratica, ma il presupposto perche i controlli obbligatori producano dati difendibili.
Registrare i parametri nel tempo, sempre nelle stesse condizioni e negli stessi punti, trasforma la diagnosi puntuale in manutenzione predittiva: una deriva lenta del sottoraffreddamento o del salto termico sullo scambiatore segnala il degrado molto prima del fermo macchina. Per un quadro completo della strumentazione dedicata a questi circuiti si puo consultare la pagina Strumenti per impianti frigoriferi e pompe di calore.
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