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Dal film umido al film secco: come si stima lo spessore in applicazione

Scocca auto in cabina verniciatura

Il pettine per il film umido non sostituisce il controllo di accettazione: serve a correggere durante la spruzzatura. Calcolo del bersaglio a umido, punti di misura, lettura e registrazione della correzione applicata in tempo reale sull’applicatore.

Durante l’applicazione a spruzzo di un ciclo verniciante l’unico momento in cui si può ancora correggere è quello in cui il prodotto è appena depositato, fresco, sul pezzo. Una volta essiccato il film, un eventuale sottospessore si scopre solo con lo spessimetro finale, quando il pezzo è già verniciato e l’unico rimedio è una mano aggiuntiva o una riverniciatura completa. Misurare sul fresco, con il pettine, mentre si sta ancora spruzzando sposta il controllo dal collaudo finale al momento in cui l’errore costa poco: si corregge la pistola, il passo o la sovrapposizione delle passate e si prosegue.

Questo non è il controllo di accettazione che chiude la commessa: quello confronta il film secco finale con il valore nominale di capitolato ed è trattato altrove. Qui il pettine serve a un compito diverso, operativo, ripetuto decine di volte in un turno: dire all’applicatore, mentre il pezzo è ancora davanti a lui, se la mano appena data è nel bersaglio oppure no. Il bersaglio a umido si calcola prima di iniziare, partendo dallo spessore secco richiesto e dal residuo secco in volume dichiarato dal produttore, e si aggiorna ogni volta che cambia il lotto o la diluizione impiegata.

Il metodo si fonda sulla UNI EN ISO 2808, che descrive il pettine di misura come strumento per il film umido, e si inserisce nella sorveglianza in corso d’opera prevista dalla UNI EN ISO 12944-7. Le letture a secco che seguiranno, quando il film sarà asciutto, si trattano con i criteri della ISO 19840; la formula che lega film umido e film secco tramite il residuo secco in volume e la scelta della diluizione restano argomenti trattati a parte. Qui l’obiettivo è uno solo: usare il pettine come strumento di correzione in tempo reale durante la spruzzatura.

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Preparare il controllo prima di iniziare a spruzzare

Prima di accendere la pistola serve un numero: il film umido bersaglio. Si ottiene dividendo lo spessore secco richiesto per il residuo secco in volume del prodotto così come sarà effettivamente applicato, diluizione inclusa. Questo calcolo va rifatto a ogni cambio di lotto o di rapporto di diluizione, perché una piccola variazione nel diluente sposta sensibilmente il valore atteso a umido. Il pettine va scelto con la scala coerente con lo spessore previsto e va tenuto pulito e integro: denti usurati o incrostati falsano la lettura. Va anche fissato con l’operatore quale sarà il ritmo dei controlli, tipicamente a ogni passata su un pezzo campione o a intervalli regolari sulla linea, così che la verifica diventi parte del gesto di spruzzatura e non un’operazione a sé stante fatta a fine turno.

Scegliere i punti giusti sul pezzo appena verniciato

Il valore del pettine ha senso solo se il punto di misura rappresenta davvero la mano appena data. Vanno evitati gli spigoli vivi e i bordi, dove il film si assottiglia per tensione superficiale indipendentemente da come si sta spruzzando, e va evitato il bordo di una passata, dove la sovrapposizione con quella successiva non è ancora avvenuta. Si sceglie invece il centro di una zona piana, rappresentativa della campata appena coperta, e possibilmente lo stesso punto a ogni controllo, così da confrontare misure omogenee lungo il turno. Su geometrie complesse conviene individuare due o tre punti fissi per pezzo tipo, definiti una volta e poi sempre gli stessi: così la lettura racconta davvero come sta andando l’applicazione e non la variabilità casuale della geometria.

Come si appoggia il pettine e si legge il risultato

Il pettine si appoggia perpendicolare alla superficie, subito dopo il passaggio della pistola, entro pochi secondi dalla deposizione: oltre quel tempo il film inizia ad asciugare e la lettura perde significato. Si preme con decisione uniforme, senza far scorrere lo strumento, e lo si sfila con un movimento netto. Il valore si legge fra l’ultimo dente rimasto bagnato di prodotto e il primo che è rimasto pulito: quell’intervallo è lo spessore del film umido nel punto misurato. Conviene ripetere la lettura due volte nello stesso punto o in punti immediatamente adiacenti, per escludere un appoggio irregolare, e annotare il valore medio. Il controllo va ripetuto a ogni cambio di operatore, perché la tecnica di spruzzatura, la distanza pistola-pezzo e la velocità di passata cambiano da persona a persona e incidono direttamente sul film depositato.

Come stimare, misura dopo misura, lo spessore del film che sarà secco in applicazione

Il valore letto si confronta subito con il bersaglio a umido calcolato in preparazione, non con lo spessore secco finale che si verificherà solo a essiccazione avvenuta. Se la lettura è sotto il bersaglio, l’applicatore riduce la distanza dalla pistola, rallenta la passata o aumenta la sovrapposizione fra le strisciate successive; se è sopra, agisce nella direzione opposta, perché un film umido eccessivo produce colature, ritenzione di solvente e, a essiccazione avvenuta, un film secco fuori tolleranza per eccesso. La tolleranza operativa accettata sul film umido va concordata prima di iniziare, in coerenza con il criterio di accettazione che sarà applicato sul secco: come si stima lo spessore in applicazione conta proprio nel dare a chi spruzza un margine chiaro entro cui muoversi, senza dover aspettare il collaudo per scoprire di aver sbagliato. Ogni correzione applicata va annotata insieme al valore che l’ha determinata.

Registrare i controlli e verificare il pettine nel tempo

Ogni lettura a umido, con il punto di misura, l’ora, l’operatore e l’eventuale correzione applicata, va annotata su un modulo di linea o su un registro elettronico: questa tracciabilità è ciò che permette, in fase di controllo di accettazione, di capire perché un pezzo è arrivato a un certo spessore secco e non a un altro. Il pettine stesso va controllato periodicamente: si verifica che i denti non siano usurati o deformati, che le tacche numerate siano leggibili e, dove previsto dalla procedura interna, si confronta la lettura su uno spessore noto per accertarsi che lo strumento non abbia perso accuratezza. Uno strumento di controllo di processo è utile solo se resta affidabile quanto la misura di accettazione che dovrà confermare a fine ciclo. Per l’insieme degli strumenti e dei kit dedicati a questo tipo di ispezione, la pagina di riferimento è Kit e valigette per ispezione verniciatura.

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