Home —» Come scegliere un analizzatore di combustione: criteri e casi d’uso

Come scegliere un analizzatore di combustione: criteri e casi d’uso

Canna fumaria acciaio inox

Quante celle servono, con quale sonda di prelievo e con quale catena documentale: i criteri per scegliere un analizzatore di combustione destinato alla regolazione e al collaudo dei generatori di calore, fra eccesso d’aria, monossido di carbonio, rendimento, vita utile delle celle e taratura annuale.

La manutenzione di una centrale termica si gioca su pochi numeri letti al camino. Un generatore regolato male brucia dal tre al dieci per cento di combustibile in più a parità di calore utile, sporca lo scambiatore e accorcia la vita del bruciatore; quando la combustione diventa incompleta compare monossido di carbonio, che è insieme un indice di cattiva regolazione e un rischio per chi occupa l’edificio. Davanti a un parco impianti eterogeneo la domanda ricorrente, per gli analizzatori di combustione, come scegliere la configurazione adatta, non ha una risposta unica: dipende dai combustibili trattati, dalle taglie dei generatori e dagli obblighi documentali locali.

Il principio è semplice. Si preleva un campione di fumi in un punto rappresentativo della sezione del condotto, lo si asciuga dalla condensa e lo si porta a contatto con celle elettrochimiche che restituiscono la concentrazione di ossigeno e di monossido di carbonio; in parallelo due termocoppie leggono la temperatura dei fumi e quella dell’aria comburente. Da queste quattro grandezze lo strumento calcola l’eccesso d’aria, l’anidride carbonica e il rendimento di combustione.

La scelta dello strumento consiste quindi nel decidere quante celle servono, con quali fondo scala, con quale sonda di prelievo e con quale catena documentale a valle. Sono decisioni che pesano per anni, perché le celle sono materiale di consumo con vita utile limitata e il costo di esercizio dell’analizzatore è in larga parte il costo delle loro sostituzioni.

Banner supporto tecnico richiesta assistenza

Vuoi un aiuto nella scelta del prodotto ?

Che cosa si misura al camino e perché conta

La misura di base è l’ossigeno residuo nei fumi secchi, oppure in alternativa l’anidride carbonica, da cui si ricava l’eccesso d’aria rispetto allo stechiometrico. Accanto all’ossigeno si legge il monossido di carbonio, che è l’indicatore diretto di combustione incompleta e va valutato riferito a un tenore di ossigeno convenzionale, altrimenti una semplice diluizione dei fumi lo fa apparire più basso di quanto sia. La coppia di temperature, fumi e aria comburente, fornisce il salto termico da cui si calcola la perdita al camino e quindi il rendimento di combustione. Completano il quadro il tiraggio, misurato come depressione, e gli ossidi di azoto dove le prescrizioni locali o la classe del bruciatore li richiedano.

Eccesso d’aria e rendimento: il compromesso da trovare

Il legame fra aria e rendimento è una curva con un massimo. Con poca aria la reazione resta incompleta: compaiono incombusti e monossido, il calore che il combustibile poteva liberare rimane inutilizzato e la fiamma sporca lo scambiatore. Con troppa aria la combustione è pulita ma una massa d’aria inutile attraversa la caldaia, si scalda e se ne va dal camino portando via energia; ogni punto di eccesso in più alza la temperatura dei fumi e abbassa il rendimento. La regolazione consiste nel cercare il ginocchio della curva, cioè il minimo eccesso d’aria che mantiene il monossido entro valori accettabili con un margine di sicurezza, perché le condizioni reali di esercizio, tiraggio e temperatura ambiente, variano nel corso dell’anno.

Celle elettrochimiche, vita utile e costo di esercizio

Le celle elettrochimiche consumano un reagente e hanno una vita utile tipica di un paio d’anni, indipendentemente dall’uso. Si degradano anche per avvelenamento, quando vengono esposte a concentrazioni elevate o a specie aggressive: una cella del monossido portata ripetutamente fuori scala su generatori mal regolati perde sensibilità in modo permanente. Per questo la funzione di diluizione automatica del campione è un requisito reale e non un accessorio, se il parco impianti comprende caldaie vecchie o bruciatori da mettere a punto. La sostituzione va programmata come voce di budget ricorrente, non subita a guasto avvenuto: è la componente dominante del costo di possesso dello strumento. Il numero di celle da prevedere dipende dai combustibili trattati e dagli obblighi di misura vigenti.

Sonda, prelievo e procedura corretta in campo

La sonda di prelievo va scelta con lunghezza e temperatura massima coerenti con il generatore: una sonda corta non raggiunge il centro del condotto su caldaie di taglia industriale e una sonda sottodimensionata in temperatura si degrada rapidamente. La trappola di condensa deve essere efficiente e va svuotata, perché acqua aspirata nelle celle significa danno immediato. L’azzeramento si esegue in aria pulita, all’esterno o comunque non nel locale caldaia, dove l’aria è già alterata. La misura si effettua in condizioni di regime, con il generatore stabilizzato, e non subito dopo l’accensione, quando temperature e tenori sono ancora in transitorio e i valori letti non descrivono il funzionamento reale dell’impianto.

Documentazione, taratura e norme di riferimento

La verifica del rendimento di combustione segue la UNI 10389-1, che definisce il punto di prelievo, le condizioni di prova e il calcolo; l’esito va riportato sul libretto di impianto secondo le prescrizioni vigenti. Ne discendono due requisiti pratici sullo strumento: una stampante o un report digitale che produca il documento in campo, e una taratura annuale eseguita con gas campione con rilascio del relativo certificato, senza la quale i valori registrati perdono valore probatorio. Chi gestisce molti impianti valuta anche l’anagrafica cliente a bordo strumento e l’esportazione dei dati verso il gestionale di manutenzione.

Per confrontare configurazioni, numero di celle e dotazioni di sonda si può partire dalla pagina di catalogo dedicata agli analizzatori di combustione, che raccoglie le soluzioni per la regolazione e il collaudo dei generatori di calore.

Categorie di prodotto correlate

Camino industriale di un impianto di produzione con emissione di fumi

CATALOGO · ARIA, CLIMA E GAS

Sistemi per misura emissioni e fumi industriali

Raccoglie le soluzioni per il monitoraggio dei fumi al camino su impianti industriali, con finalità di controllo e di rendicontazione. È il riferimento quando la misura non serve alla regolazione del bruciatore ma alla verifica delle emissioni immesse in atmosfera.

→ Vai alla categoria

Valvole di processo in acciaio inox su linea di distribuzione fluidi

CATALOGO · ARIA, CLIMA E GAS

Rilevatori di gas e ricerca fughe

Comprende gli strumenti per individuare perdite su reti di distribuzione, valvole e giunzioni e per verificare la presenza di gas combustibili o tossici negli ambienti tecnici. Complemento naturale del controllo di combustione nella manutenzione delle centrali termiche.

→ Vai alla categoria

Maggiori informazioni e contatti

Partner divisione sistemi e integrazione sensori : www.roder.it
Partner divisione visione artificiale : www.rodervision.com
Maggiori informazioni su INNOVACHECK : chi siamo
Contatto per informazioni generali : info@roder.it
Contatto per informazioni su questi prodotti : info@innovacheck.com
Visita la pagina Linkedin

Le informazioni contenute in questa pagina web sono fornite a scopo puramente informativo. Pur essendo state elaborate con la massima cura, non costituiscono un’offerta contrattuale né un impegno vincolante per la fornitura. Possono contenere errori di trascrizione, traduzione o refusi. Per informazioni precise e aggiornate, si invita a contattare direttamente la nostra azienda.

Scopri di più da INNOVACHECK

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere