
Tecnologie per gas e fluidi · Velocità dell’aria
Anemometria a ventolina: la velocità letta dalla rotazione dell’elica
Su bocchette, griglie e grandi sezioni serve un valore medio del flusso, non la lettura di un singolo punto. L’anemometria a ventolina risponde bene a questa esigenza: l’aria mette in rotazione un’elica di diametro noto e la velocità di rotazione, misurata senza contatto, restituisce quella del flusso mediata sull’area spazzata. La costruzione meccanica la rende robusta e poco sensibile alla polvere, con il limite di una risposta debole alle velocità molto basse.
L’anemometria a ventolina misura la velocità dell’aria facendo girare una piccola elica o girante trascinata dal flusso. Il principio è semplice e intuitivo: l’aria che passa attraverso la ventolina la fa ruotare, e quanto più il flusso è veloce, tanto più velocemente gira; misurando la velocità di rotazione della girante si ricava direttamente la velocità dell’aria. È uno dei metodi più diffusi e robusti per misurare la velocità dell’aria e, tramite essa, la portata nei condotti e alle bocchette. La sua robustezza e semplicità lo rendono ideale per l’uso sul campo, nella ventilazione e nel condizionamento. Rispetto al filo caldo è meno sensibile ai flussi lentissimi, ma più pratico e resistente. Capire come la rotazione della girante si traduce in una misura di velocità, e quando conviene la ventolina, aiuta a impiegare correttamente questi strumenti.
Questa pagina spiega il principio della girante trascinata dal flusso, i vantaggi della robustezza, e quando conviene la ventolina rispetto al filo caldo. È una guida per il tecnico di ventilazione e climatizzazione.
La girante trascinata dal flusso
Il cuore dello strumento è una girante, cioè una piccola elica o ruota a palette libera di ruotare, posta nel flusso d’aria. L’aria che passa spinge le palette e mette in rotazione la girante; poiché la resistenza a girare è piccola, la velocità di rotazione si stabilizza a un valore proporzionale alla velocità del flusso. Un sensore, spesso ottico o magnetico, conta i giri della girante, e da questi lo strumento calcola la velocità dell’aria. È lo stesso principio di un mulino a vento o di una manica a vento che gira più forte quando il vento è più intenso. La girante è disponibile in diversi diametri: le giranti grandi sono adatte a misurare alle bocchette e sui grandi flussi, mediando su un’area maggiore, mentre quelle piccole misurano nei condotti e in punti localizzati. Poiché la misura si basa su un elemento meccanico che gira, è robusta e poco sensibile a sporco e polvere, che non impediscono alla girante di ruotare. La relazione tra giri e velocità è stabilita dalla taratura dello strumento, che tiene conto della geometria della girante.

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Il vantaggio della robustezza
Il pregio principale dell’anemometro a ventolina è la sua robustezza. La girante meccanica è resistente e poco delicata, tollera sporco, polvere e umidità molto meglio del sottile filo dell’anemometro a filo caldo, e non teme di essere maneggiata sul campo. Questo la rende ideale per l’uso pratico in cantiere, negli impianti e negli ambienti industriali, dove uno strumento delicato si rovinerebbe. È anche semplice e intuitiva da usare: si mette la girante nel flusso e si legge la velocità. Le giranti grandi permettono di misurare comodamente la velocità media alle bocchette di mandata e ripresa. Il limite della ventolina è la minore sensibilità alle velocità molto basse: sotto una certa soglia, l’attrito dei cuscinetti impedisce alla girante di girare in modo proporzionale, e la misura diventa imprecisa o nulla. Per i flussi lentissimi si preferisce quindi il filo caldo. La girante inoltre ha una certa inerzia, quindi risponde più lentamente alle variazioni rapide del flusso. Ma per la gran parte delle misure di velocità dell’aria e di portata nella ventilazione, dove le velocità non sono estremamente basse, la ventolina offre un ottimo equilibrio tra robustezza, praticità e precisione.
| Aspetto | Valutazione |
|---|---|
| Robustezza | Resistente a sporco e polvere |
| Giranti grandi | Misura media alle bocchette |
| Velocità bassissime | Meglio il filo caldo |
Dove si usa
L’anemometria a ventolina si usa largamente nella ventilazione e nel condizionamento. Con le giranti grandi si misura la velocità media alle bocchette di mandata e ripresa, per calcolare la portata e verificare il bilanciamento dell’impianto. Con le giranti piccole si misura nei condotti e in punti localizzati. La ventolina serve a determinare la portata d’aria, moltiplicando la velocità media per la sezione, dato fondamentale per la messa in servizio e il controllo degli impianti aeraulici. La sua robustezza la rende adatta all’uso quotidiano sul campo, in ambienti anche polverosi. È spesso disponibile come sonda intercambiabile su strumenti multifunzione, insieme alla sonda a filo caldo, così da scegliere la tecnologia più adatta al caso: la ventolina per i flussi normali e le bocchette, il filo caldo per i flussi lenti. Per una misura corretta della portata, la velocità va misurata in più punti della sezione e mediata, e la girante va tenuta perpendicolare al flusso. Grazie alla sua robustezza e praticità, l’anemometro a ventolina è uno degli strumenti più usati per la misura della velocità e della portata dell’aria.
- L’aria fa girare una girante trascinata dal flusso.
- La velocità di rotazione dà quella dell’aria.
- Robusta e resistente a sporco e polvere.
- Le giranti grandi misurano alle bocchette.
- Meno adatta ai flussi lentissimi.
Affidabilità della misura
Per misure affidabili contano l’orientamento perpendicolare della girante al flusso, l’uso dello strumento entro il suo campo di velocità, e la buona condizione meccanica della girante. La girante va tenuta libera di ruotare, con cuscinetti in buono stato, perché un attrito eccessivo falserebbe la misura specie alle basse velocità. Va scelto il diametro di girante adatto alla misura, grande per le bocchette, piccolo per i condotti. Per il calcolo della portata la velocità va misurata in più punti della sezione, mediando, in un tratto a flusso regolare. Lo strumento va tarato periodicamente. Documentare condizioni, punti di misura e valori rende le misure confrontabili. Grazie alla girante trascinata dal flusso, l’anemometria a ventolina offre una misura della velocità dell’aria robusta e pratica, ideale per i flussi normali e le bocchette, ed è uno strumento di riferimento nella ventilazione e nella climatizzazione.
Dalla tecnologia allo strumento: cosa serve in pratica
Questo tema appartiene all’area Tecnologie per gas e fluidi del ramo Tecnologie e principi di misura, ed è collegato al tubo di Pitot. Per la strumentazione il riferimento è il Catalogo prodotti.
Nel catalogo gli anemometri fanno capo agli anemometri a filo caldo e a ventolina, nella famiglia aria, clima, gas ed emissioni. Se devi misurare la velocità o la portata dell’aria, il modulo di richiesta consente di ricevere un’indicazione mirata.

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Domande frequenti
Una piccola girante, elica o ruota a palette libera di ruotare, viene posta nel flusso d’aria. L’aria che passa spinge le palette e mette in rotazione la girante, e poiché la resistenza a girare è piccola, la velocità di rotazione si stabilizza a un valore proporzionale alla velocità del flusso. Un sensore ottico o magnetico conta i giri e da questi lo strumento calcola la velocità dell’aria. È lo stesso principio di un mulino a vento che gira più forte quando il vento è più intenso.
La ventolina conviene per i flussi normali e le misure alle bocchette, perché è robusta e resistente a sporco, polvere e umidità, adatta all’uso sul campo dove uno strumento delicato si rovinerebbe. Il filo caldo è preferibile per i flussi molto lenti, dove la ventolina perde precisione perché l’attrito dei cuscinetti le impedisce di girare in modo proporzionale. I due metodi sono complementari e spesso disponibili come sonde intercambiabili sullo stesso strumento.
Le giranti di grande diametro servono a misurare la velocità media dell’aria alle bocchette di mandata e ripresa, mediando su un’area maggiore, il che è utile per calcolare la portata e verificare il bilanciamento dell’impianto. Le giranti piccole misurano invece nei condotti e in punti localizzati. Per il calcolo della portata la velocità va misurata in più punti della sezione e mediata, tenendo la girante perpendicolare al flusso in un tratto a flusso regolare.
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