Home —» Catena del freddo e trasporto refrigerato: cosa controllare e con quali strumenti

Catena del freddo e trasporto refrigerato: cosa controllare e con quali strumenti

Container refrigerati reefer

La catena del freddo non si presidia leggendo un valore all’arrivo: si presidia nei momenti in cui la continuità si interrompe. Quali grandezze rilevare, dove e quando misurarle, come si mappa un vano refrigerato, quali famiglie di strumento rispondono a ciascuna domanda e che cosa conservare per discuterne dopo.

La catena del freddo non è un valore di temperatura: è una sequenza di passaggi in cui il prodotto cambia mezzo, luogo e responsabile, e in ognuno di quei passaggi può perdere le condizioni che aveva. Un container refrigerato che lavora bene per venti ore e resta aperto quindici minuti a banchina racconta, nel valore letto all’arrivo, una storia rassicurante che non corrisponde a quello che il prodotto ha davvero vissuto.

Per questo il presidio non si costruisce misurando l’aria in un punto comodo, ma individuando i momenti e i luoghi in cui la continuità si interrompe. L’aria di mandata dice come sta lavorando il gruppo frigorifero, non come sta il prodotto; la temperatura superficiale di una confezione dice qualcosa di immediato ma non dice il cuore; un numero istantaneo non dice nulla sull’andamento. Sono grandezze diverse, che rispondono a domande diverse.

Le pagine che seguono descrivono come si costruisce un controllo su questo tipo di applicazione: quali grandezze rilevare, in quali momenti, con quali famiglie di strumento e che cosa conservare per poterne discutere dopo. Le norme tecniche sono citate come riferimento di metodo, non come prescrizione: la definizione dei requisiti applicabili a una specifica filiera resta una valutazione dell’organizzazione e dei suoi interlocutori.

Banner supporto tecnico richiesta assistenza

Vuoi un aiuto nella scelta del prodotto ?

Perché una interruzione breve pesa più di quanto sembra

Un prodotto refrigerato accumula la propria storia termica: ogni risalita, anche breve, consuma una parte della vita utile residua e non viene restituita dal successivo ritorno in temperatura. È la ragione per cui un rilievo puntuale all’arrivo, per quanto rassicurante, non descrive il viaggio. Chi riceve la merce vede un numero; chi l’ha trasportata sa quante volte si sono aperte le porte, quanto è durata la sosta con il gruppo fermo, quanto ha impiegato il vano a rientrare dopo uno sbrinamento. Sbagliare il presidio, in questo contesto, significa quasi sempre due cose: scoprire tardi un deterioramento già avvenuto, oppure non avere elementi per stabilire in quale tratta la discontinuità si sia prodotta. Il primo è un problema di prodotto, il secondo è un problema di rapporti fra le parti, e nella pratica quotidiana pesa quanto il primo. Il controllo, quindi, nasce prima come strumento di conoscenza del processo e solo dopo come elemento documentale.

Dove nasce l’esigenza lungo il percorso della merce

I punti deboli non sono distribuiti in modo uniforme lungo il tragitto. Si concentrano nei momenti di transizione: il carico e lo scarico a banchina, dove il prodotto attraversa un ambiente non condizionato e il vano resta aperto; la sosta con il motore fermo, quando l’autonomia del gruppo dipende dall’inerzia termica più che dalla potenza; il cambio di mezzo o di magazzino, che somma due transizioni; l’apertura delle porte per consegne multiple, che si ripete decine di volte in un giro di distribuzione; la ripartenza dopo lo sbrinamento, in cui il vano risale prima di rientrare. In parallelo esiste una geografia interna: la zona vicino alla mandata, il fondo del vano, la parte alta del carico, i pallet a ridosso delle porte si comportano in modo diverso a parità di impostazione. Progettare il controllo significa scegliere quali di questi momenti e quali di questi punti meritano una misura dedicata.

Controlli sulla catena del freddo: che cosa si misura nel trasporto refrigerato e con quale criterio

Le grandezze utili sono poche e vanno tenute distinte. La temperatura dell’aria di mandata e di ripresa descrive il funzionamento dell’impianto e la loro differenza segnala un carico mal distribuito o un flusso ostruito. La temperatura del prodotto, rilevata al cuore con una sonda a penetrazione, è l’unica che parla della merce; la lettura superficiale senza contatto è invece una verifica rapida, utile per decidere dove approfondire, non per sostituire il rilievo interno. L’andamento nel tempo vale più del valore istantaneo: ampiezza e durata delle risalite, tempo di rientro, ripetibilità dei cicli. Dove il prodotto teme l’essiccamento o la condensa si aggiunge l’umidità relativa. I criteri di accettazione si costruiscono per iscritto prima della campagna, definendo per ciascuna grandezza il valore atteso, la tolleranza e la durata massima dello scostamento ammesso: senza questa definizione preventiva, ogni dato diventa opinabile a posteriori.

Come si organizza il presidio dentro l’azienda

L’organizzazione parte dalla mappatura della cella o del vano: si distribuiscono più registratori autonomi per una campagna a vuoto e a pieno carico, si individuano i punti più caldi e più freddi, e solo allora si fissano le posizioni permanenti. I punti critici raramente coincidono con quelli scelti per comodità di accesso. Da qui discendono le scelte operative: quali posizioni restano fisse, con quale frequenza si campiona, quali verifiche rapide sul prodotto accompagnano il carico e lo scarico, chi è autorizzato a eseguirle e con quale addestramento documentato. Va definito anche il comportamento in caso di scostamento: chi viene avvisato, con quale tempistica, quale merce si separa in attesa di valutazione. Sul piano metrologico, il riferimento di metodo per la conferma degli strumenti è la UNI EN ISO 10012, mentre la UNI EN 13486 descrive i criteri di verifica periodica dei registratori impiegati nella conservazione e nel trasporto degli alimenti refrigerati.

Che cosa resta scritto e come si legge quando il carico viene contestato

Il registratore che viaggia con la merce risponde a una domanda precisa: che cosa è successo mentre nessuno guardava. Un dispositivo scaricato all’arrivo restituisce il profilo completo a posteriori ed è adatto a chi deve dimostrare l’andamento di una spedizione conclusa; un sistema che trasmette durante il viaggio risponde a una domanda diversa, cioè consentire un intervento mentre il carico è ancora recuperabile. Le due funzioni non si sostituiscono. La UNI EN 12830 è il riferimento tecnico che descrive le caratteristiche e le prestazioni dei registratori impiegati in questo ambito.

Un profilo è leggibile solo se accompagnato dal contesto: identificativo dello strumento, posizione esatta nel vano, riferimento della conferma metrologica, ora di inizio e fine, eventi noti come aperture e soste. Senza questi elementi il grafico mostra una risalita ma non consente di attribuirla, ed è esattamente il punto su cui una contestazione si arena. Conviene archiviare i dati grezzi insieme al rapporto di sintesi e conservare le registrazioni per il tempo concordato con i propri interlocutori commerciali.

Il quadro completo dei controlli, delle grandezze e delle configurazioni di strumento utilizzate in questo ambito è raccolto nella pagina dedicata a catena del freddo e trasporto refrigerato.

Prodotti utilizzati in questa applicazione

Frigorifero con alimenti freschi

DATALOGGER DI TEMPERATURA

Datalogger di temperatura

Rispondono alla domanda su che cosa sia accaduto durante il viaggio o la sosta: registrano l’andamento nel tempo in posizioni scelte del vano o della cella, con memoria autonoma e scarico successivo del profilo. Comprendono modelli monouso e riutilizzabili.

→ Vai alla categoria

Banco frigo latticini supermercato

TERMOMETRI A CONTATTO E SONDE

Termometri a contatto e sonde intercambiabili

Rispondono alla domanda sulla temperatura reale del prodotto in un dato momento: con sonde a penetrazione per il cuore, a immersione o di superficie, cambiando sensore secondo il campione da verificare al carico, allo scarico o durante il ricevimento.

→ Vai alla categoria

Maggiori informazioni e contatti

Partner divisione sistemi e integrazione sensori : www.roder.it
Partner divisione visione artificiale : www.rodervision.com
Maggiori informazioni su INNOVACHECK : chi siamo
Contatto per informazioni generali : info@roder.it
Contatto per informazioni su questi prodotti : info@innovacheck.com
Visita la pagina Linkedin

Le informazioni contenute in questa pagina web sono fornite a scopo puramente informativo. Pur essendo state elaborate con la massima cura, non costituiscono un’offerta contrattuale né un impegno vincolante per la fornitura. Possono contenere errori di trascrizione, traduzione o refusi. Per informazioni precise e aggiornate, si invita a contattare direttamente la nostra azienda.

Scopri di più da INNOVACHECK

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere