Nelle capriate di una chiesa, nei solai lignei di un palazzo storico o nelle catene di un tetto a padiglione, il degrado non comincia con una rottura visibile: comincia con acqua che resta troppo a lungo dove non dovrebbe. Le teste di trave incassate nella muratura, gli appoggi, le zone immediatamente sotto la copertura sono i punti in cui l’umidità si accumula per capillarità ascendente, infiltrazione dal manto o condensazione interstiziale. Il costo di una diagnosi tardiva è alto: la sostituzione di una testa di trave o il rinforzo di un appoggio degradato incidono su ponteggi, smontaggi parziali di copertura e vincoli di tutela, con importi che superano di uno o due ordini di grandezza quelli di una campagna di rilievo preventiva.
Il rilievo dell’umidità del legno in strutture antiche si basa su due principi complementari. La misura resistiva sfrutta la dipendenza fortemente non lineare della resistenza elettrica del legno dal contenuto d’acqua tra circa il 6% e il 30%, letta fra due elettrodi a infissione. La misura capacitiva, o a impedenza, valuta invece la costante dielettrica di un volume di materiale attraverso elettrodi appoggiati in superficie, senza forare l’elemento.
Gli strumenti Tramex citati in questo articolo coprono i due approcci. Il Tramex ME5 lavora in modalità non invasiva su una profondità indicativa di 20-30 mm con scala legno riferita alle specie comuni; il Tramex MEX5 aggiunge l’ingresso per elettrodi esterni a infissione e la lettura di temperatura e umidità relativa ambientale, necessaria per correlare il dato del materiale alle condizioni del locale.

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Perché il 20% è la soglia che conta
Il contenuto d’acqua del legno si esprime in percentuale sulla massa anidra. Sotto il 20% i funghi della carie bruna e bianca non trovano condizioni di sviluppo: le ife richiedono acqua libera nelle cavità cellulari, disponibile solo oltre il punto di saturazione delle pareti, collocato intorno al 28-30%. La soglia operativa del 20% viene assunta come limite di rischio biologico perché introduce un margine rispetto alle disomogeneità interne e agli errori di misura. Gli insetti xilofagi hanno esigenze diverse: i cerambicidi delle case colonizzano legname anche a valori inferiori, mentre capricorni e anobidi accelerano il ciclo in ambienti tiepidi e umidi. Per questo un valore basso non chiude la diagnosi, ma orienta la ricerca verso l’attacco entomatico piuttosto che verso la degradazione fungina.
I punti critici dove eseguire il rilievo
La mappatura non è casuale. Le teste di trave incassate nella muratura sono la prima priorità: l’elemento è confinato, non ventilato e a contatto con un materiale che trasporta acqua per capillarità. Seguono gli appoggi delle travi secondarie, i dormienti, le zone sottostanti compluvi, canali di gronda e passaggi di camino, dove le infiltrazioni pregresse lasciano tracce anche a distanza di anni. Nodi, giunzioni a dente, staffature metalliche e catene meritano attenzione perché la discontinuità geometrica trattiene acqua e la presenza di metallo genera ponti termici con condensa localizzata. In un solaio ligneo conviene rilevare anche l’intradosso in corrispondenza di bagni e cucine soprastanti.
Screening non invasivo e lettura del gradiente
Su un elemento tutelato l’ordine delle operazioni è vincolante: prima lo screening capacitivo, che permette di percorrere decine di metri lineari di trave in pochi minuti appoggiando lo strumento e annotando i valori a passo regolare, tipicamente ogni 20-30 cm. La misura non invasiva non lascia segno e individua le anomalie relative, cioè le zone che leggono più alto del contesto. Solo su questi punti, e solo dove la direzione lavori lo ammette, si passa agli elettrodi a infissione profonda, privilegiando superfici già compromesse, fori esistenti o zone destinate a essere rimosse. Confrontando la lettura superficiale con quella a 20, 40 e 60 mm si ricostruisce il gradiente: un valore che cala verso l’interno indica bagnatura recente dall’esterno, un valore che cresce indica acqua di cuore o risalita dal vincolo murario.
Monitoraggio ambientale, classi di servizio e norme
Una singola campagna fotografa un istante. La UNI 11130 definisce terminologia e criteri per il restauro del legno e imposta la logica della diagnosi preventiva; la UNI 10829 fissa le modalità di misura e registrazione dei parametri ambientali per la conservazione dei beni di interesse storico e artistico. Sul piano strutturale, le classi di servizio 1, 2 e 3 degli Eurocodici legano l’umidità di equilibrio del materiale all’umidità relativa dell’aria: in classe 1 il legno si stabilizza intorno al 12%, in classe 2 verso il 16-18%, oltre si entra in condizioni non ammesse per molte tipologie di connessione. Registrare in continuo temperatura e umidità relativa del sottotetto permette di distinguere un evento accidentale da una condizione cronica.
Che cosa cambia rispetto all’ispezione a vista
L’ispezione visiva e la percussione con martello individuano il degrado quando la sezione resistente è già ridotta. La misura elettrica anticipa quel momento: rileva la condizione che rende possibile il degrado, non i suoi effetti. In pratica consente di programmare l’intervento sul manto di copertura o sul risanamento del vincolo murario prima che serva consolidare la trave, e di documentare l’esito con numeri anziché con giudizi. Ogni lettura va riportata nella relazione diagnostica con posizione, quota, profondità di misura, specie legnosa presunta, temperatura e umidità relativa del locale: è questa tracciabilità che rende confrontabili le campagne successive. Per approfondire metodi, punti di misura e criteri di valutazione, consulta la pagina dedicata a Umidità del legno in strutture antiche.
Prodotti utilizzati in questa applicazione
MISURATORI DI UMIDITÀ TRAMEX
Tramex MEX5
Strumento multifunzione per legno e materiali da costruzione: misura non invasiva a impedenza, ingresso per elettrodi esterni a infissione, lettura di temperatura e umidità relativa ambientale con calcolo del punto di rugiada. Alimentazione a batterie, uso in campo.
MISURATORI DI UMIDITÀ TRAMEX
Tramex ME5
Igrometro non invasivo per legno e pannelli: elettrodi a piastra appoggiati in superficie, profondità di indagine indicativa 20-30 mm, scale calibrate per specie legnose e display con scala di riferimento. Nessuna foratura dell’elemento, ideale per screening rapido.
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