Una richiesta di collaudo che dice “finitura semilucida, gloss 60” sembra precisa, ma non lo è. Manca l’informazione che rende quel numero verificabile: una specifica di brillantezza senza angolo dichiarato secondo ISO 2813 non è una prescrizione, è un’ambiguità che si scopre soltanto a lavoro finito, quando fornitore e cliente leggono valori diversi sullo stesso pezzo e nessuno dei due ha torto.
Il problema non nasce dallo strumento, che misura correttamente qualunque geometria gli venga impostata, ma dal documento che accompagna l’ordine o il capitolato. Una specifica verificabile deve dichiarare quale angolo si usa, entro quale tolleranza il valore è accettato, su quale superficie e con quanti rilievi si misura, e in quale finestra temporale rispetto all’applicazione del rivestimento la lettura fa fede.
Questo articolo tratta gli elementi che rendono una specifica di gloss controllabile e i ruoli coinvolti nella sua redazione e verifica. Non riguarda la scelta di quale geometria adottare, già trattata in un altro approfondimento, né la procedura di misura passo per passo.

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Senza l’angolo dichiarato la specifica di gloss non è verificabile: la ISO 2813
La norma UNI EN ISO 2813 definisce tre geometrie di misura — 20°, 60° e 85° — e lo stesso campione restituisce tre valori diversi a seconda di quale angolo si usa, con scarti che possono essere anche molto ampi sulle superfici agli estremi della scala. Una cifra isolata, come “gloss 60”, non identifica quindi un livello di brillantezza: identifica un numero senza contesto, che due strumenti impostati su angoli diversi leggono in modo incompatibile pur essendo entrambi corretti.
Per questo la prima condizione di verificabilità è elementare ma spesso disattesa: la specifica deve indicare esplicitamente l’angolo di misura previsto dalla norma di riferimento, non lasciarlo dedurre dal tipo di finitura o dall’abitudine dell’operatore che effettuerà il controllo.
La tolleranza: un valore singolo non basta
Anche una specifica che dichiara correttamente l’angolo resta incompleta se indica un solo numero come obiettivo, senza una banda di accettazione. Nessuna misura fisica è esente da variabilità, e il gloss non fa eccezione: strumenti diversi, seppur tarati, letture ripetute sullo stesso punto e disomogeneità reali del rivestimento producono un intervallo di valori, non un punto fisso.
Una specifica verificabile fissa quindi un valore nominale e una tolleranza espressa in unità di gloss (GU), oppure un intervallo minimo-massimo direttamente. Senza questa banda, ogni scostamento diventa oggetto di trattativa caso per caso invece che di un criterio oggettivo concordato in anticipo, ed è qui che nascono la maggior parte delle contestazioni fra chi applica il rivestimento e chi lo accetta.
Dove e su che cosa si misura
Il terzo elemento riguarda il supporto della misura. Una specifica deve chiarire se il valore di riferimento si ottiene su un pannello campione applicato nelle stesse condizioni del pezzo reale, oppure direttamente sul pezzo finito, perché geometria, curvatura e finitura del supporto influenzano la lettura e i due casi non sono equivalenti. Quando si concorda un pannello di riferimento, questo va conservato e reso disponibile per eventuali verifiche successive, non descritto solo a parole nel documento.
Va inoltre indicato il numero minimo di letture richieste e, quando la superficie non è uniforme, in quali punti eseguirle: al centro e ai bordi di un pannello, su zone piane e su zone con raggi di curvatura diversi, secondo una mappa che il capitolato dovrebbe riportare o richiamare. Il valore riportato in collaudo è normalmente la media dei rilievi, ma la specifica deve dire se ammette anche letture singole fuori tolleranza o le esclude a priori.
Quando si misura: la finestra temporale dopo l’applicazione
Un aspetto meno intuitivo, ma decisivo, riguarda il momento della misura. Molti cicli di verniciatura e di rivestimento non raggiungono la brillantezza definitiva immediatamente: la reticolazione del film, l’evaporazione dei solventi residui e, in alcuni processi, la stabilizzazione superficiale continuano a modificare il valore di gloss nei giorni successivi all’applicazione, secondo curve diverse per ogni tipo di prodotto.
Misurare troppo presto può restituire un valore che non rappresenta il prodotto finito, e un collaudo eseguito il giorno stesso dell’applicazione può discostarsi sensibilmente da uno eseguito una settimana dopo sullo stesso lotto. La specifica deve quindi indicare dopo quanto tempo dall’applicazione la misura fa fede ai fini contrattuali, coerentemente con i dati di stabilizzazione del prodotto applicato, e se sono previste letture intermedie a titolo puramente informativo.
Obblighi documentali: redazione, verifica e gestione dello scostamento
Una specifica di brillantezza completa è un documento tecnico, e come tale ha bisogno di ruoli definiti. Chi la redige — tipicamente l’ufficio tecnico o qualità del committente, in coerenza con i criteri richiamati dalla UNI EN ISO 12944-8 per la stesura delle specifiche di verniciatura — deve riportare angolo, tolleranza, supporto di misura e finestra temporale in modo esplicito nel capitolato o nell’ordine, non lasciarli impliciti nella prassi.
Chi verifica, in produzione o in accettazione, deve applicare esattamente quei parametri e registrare condizioni di prova, strumento utilizzato e data di lettura assieme ai valori misurati, così che il dato resti tracciabile e riproducibile. Quando un valore ricade fuori dalla tolleranza dichiarata, lo scostamento si dirime confrontando i rilievi con la specifica così come scritta, non con un’aspettativa visiva: se la misura è stata eseguita secondo i criteri concordati, il valore numerico prevale sull’impressione soggettiva della superficie. In caso di dubbio residuo, una ripetizione della misura sullo stesso punto, con lo stesso strumento tarato e nella stessa finestra temporale, resta il modo più oggettivo per chiudere la contestazione; la classificazione del degrado eventualmente rilevato può fare riferimento alla UNI EN ISO 4628-1, mentre la terminologia comune ai due contraenti trova base nella UNI EN ISO 4618. Per la procedura operativa di misura e il numero di rilievi da eseguire in pratica, si rimanda alla pagina dedicata ai misuratori di brillantezza (gloss).
Categorie di prodotto correlate
MISURATORI DI GLOSS
Misuratori di brillantezza (gloss)
Strumenti per la misura del grado di brillantezza secondo le geometrie normate, utili per rendere verificabile in campo una specifica correttamente redatta e documentata.
TARATURA E ACCESSORI
Servizi di taratura, accessori e software
Servizi di taratura periodica e accessori di riferimento che sostengono la tracciabilità dei valori riportati in una specifica documentata correttamente.
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