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Calcestruzzo, maturazione e umidità residua: quando si può procedere

Operai edili casseforme cantiere

Il tempo di attesa non è un calendario ma una misura. Calcestruzzo, maturazione e umidità residua: la differenza fra sviluppo della resistenza e asciugatura, la misura in profondità contro quella superficiale, i criteri di accettazione e la documentazione con cui si attribuisce il rischio della posa anticipata.

In cantiere la domanda non è mai teorica: si può procedere o bisogna aspettare ancora? La risposta non sta nel calendario ma in una misura, ed è per questo che calcestruzzo maturazione e umidità residua controlli sono un tema di decisione prima che di strumentazione. Chi coordina i lavori deve stabilire se il getto ha raggiunto le condizioni per la fase successiva, sapendo che un anticipo di pochi giorni può tradursi in distacchi, bolle, deformazioni o rifacimenti a carico di qualcuno.

Il primo equivoco da sciogliere riguarda due fenomeni distinti che il linguaggio di cantiere tende a confondere. La maturazione è lo sviluppo della resistenza meccanica e segue l’idratazione del legante; l’asciugatura è la perdita dell’acqua in eccesso verso l’ambiente e segue tempi molto più lunghi. Un getto può essere strutturalmente idoneo al carico e ancora del tutto inadatto a ricevere un rivestimento impermeabile. Le due condizioni si verificano con prove diverse, hanno criteri di accettazione diversi e riguardano fasi contrattuali diverse.

Il secondo equivoco riguarda la profondità. Una lettura superficiale descrive lo strato più esposto, che si asciuga per primo e si riumidifica appena l’ambiente cambia; la condizione che conta per la posa è quella nello spessore, dove l’acqua rimane e da dove tornerà a migrare una volta sigillata la superficie. Impostare la decisione su una misura sbagliata è il modo più frequente per accettare un rischio senza saperlo.

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Perché in cantiere l’attesa non è una questione di calendario

La regola empirica dei giorni per centimetro di spessore è sopravvissuta perché è comoda, non perché sia affidabile. Lo stesso getto, con lo stesso spessore, asciuga in tempi molto diversi a seconda del rapporto acqua/cemento, degli additivi, della temperatura, della ventilazione e dell’umidità dell’ambiente in cui si trova. La UNI EN 13670 disciplina l’esecuzione delle strutture in calcestruzzo e la protezione del getto nelle prime fasi, ma non trasforma il tempo in un criterio di idoneità alla posa. Sbagliare questa distinzione ha conseguenze economiche precise: se si procede troppo presto, l’umidità che risale sotto uno strato poco permeabile produce distacchi, imbarcamenti, alonature o corrosione degli ancoraggi; se si attende oltre il necessario, il cantiere paga fermi che nessuno ha messo a preventivo. In entrambi i casi il problema nasce dall’assenza di un dato oggettivo su cui costruire la decisione.

Dove nasce l’esigenza lungo la vita dell’opera

L’esigenza compare in momenti riconoscibili del programma lavori. Il primo è il disarmo, che dipende dalla resistenza raggiunta e si valuta sui provini secondo la UNI EN 12390 o, quando serve una stima sulla struttura reale, con i metodi in situ della UNI EN 13791. Il secondo è il carico parziale della struttura, che anticipa spesso il completamento. Il terzo, il più delicato in termini contrattuali, è la consegna del piano al posatore: qui non conta più la resistenza ma il contenuto d’acqua, e i riferimenti diventano la UNI 11371 per i massetti destinati alla posa e la UNI 10329 per il contenuto d’acqua. Il quarto è la chiusura dell’involucro, che modifica di colpo le condizioni ambientali e quindi la curva di asciugatura. Ogni momento ha un committente diverso e un rischio diverso da attribuire.

Calcestruzzo, maturazione e umidità residua: controlli e criteri di accettazione

Le grandezze da accertare sono due e non si sostituiscono a vicenda. Sul fronte meccanico si verifica la resistenza a compressione, con provini prelevati e conservati secondo la UNI EN 12390 e, per la stima sulla struttura in opera, con l’impianto della UNI EN 13791. Sul fronte igrometrico si accerta l’umidità nello spessore: la ASTM F2170 definisce la misura dell’umidità relativa in profondità mediante sonda inserita in foro, con un tempo di equilibratura da rispettare prima della lettura; l’abbinamento fra foro, manicotto e sonda di umidità relativa va confermato al costruttore dello strumento. La distinzione decisiva è fra gli strumenti non distruttivi a impedenza elettrica, che danno una lettura comparativa della condizione superficiale e servono come screening per scegliere dove indagare, e la misura in profondità, che è l’unica su cui si accetta o si rifiuta un supporto. Il criterio di accettazione non lo inventa il cantiere: lo fissa il produttore del rivestimento o del collante, ed è quello che va richiamato nel verbale.

Come si organizza la verifica sul campo

Una campagna utile si progetta prima del getto, non il giorno in cui il posatore chiede di entrare. Si definiscono punti fissi identificati sulla planimetria, scelti dove l’asciugatura è più sfavorita: campate centrali, zone in ombra, aree con ricoprimenti temporanei, riprese di getto, tratti su vespaio o su solaio non areato. Si stabilisce una densità minima di punti per superficie e per ogni ambiente distinto, e si ripete la lettura sugli stessi punti per ricostruire l’andamento nel tempo invece di un valore isolato. In parallelo si registrano temperatura e umidità relativa dell’aria, perché senza le condizioni al contorno il dato non è interpretabile. L’operatore deve essere qualificato sul metodo scelto e usare sempre lo stesso; alternare tecniche diverse fra un rilievo e l’altro rende la serie inutilizzabile in caso di contestazione.

Documentazione, accettazione e attribuzione del rischio

La decisione di procedere è un atto che qualcuno firma. Il verbale deve riportare data e ora, punti di misura riferiti alla planimetria, metodo dichiarato con la norma applicata, valori letti, condizioni ambientali, identificativo dello strumento e riferimento del suo certificato di taratura in corso di validità. Se si procede in anticipo rispetto al criterio del produttore, la deroga si scrive: chi la chiede, chi l’autorizza, quali garanzie decadono. Un documento così costruito è ciò che distingue un rischio governato da un rischio subito.

Vale infine ricordare che lo strumento è parte della prova: verifica periodica, controllo funzionale prima di ogni campagna e conservazione delle registrazioni originali. Per approfondire criteri, metodi e riferimenti operativi si può consultare la pagina dedicata a calcestruzzo, maturazione e umidità residua.

I modelli

Gli strumenti si dividono per destinazione d’uso: lo screening sul getto, non distruttivo, che serve a scegliere dove misurare davvero; l’umidità relativa di equilibrio, in foro sigillato o sotto campana, che è il dato su cui si accetta o si rifiuta il supporto; e il kit completo, per chi porta in cantiere una valigetta sola. Nessuno di questi strumenti fissa il limite di accettazione: quello lo dichiara il produttore del rivestimento. Campi e accuratezze dichiarate dal costruttore sono nelle schede.

Misuratore di umidità per calcestruzzo Tramex CME5

Screening sul getto

Tramex CME5

Non distruttivo a impedenza elettrica, tre scale sul quadrante analogico: è lo strumento con cui si individuano i punti sfavoriti prima di forare.

Misuratore di umidità per calcestruzzo Tramex CMEX5

Screening sul getto

Tramex CMEX5

Contenuto di umidità nel calcestruzzo da 0 a 6,9 % su circa 20 mm di penetrazione; con la sonda Hygro-i2 passa in modalità igrometro per la prova in situ.

Sonda di umidità relativa in situ Tramex Hygro-i2

Umidità relativa di equilibrio

Tramex Hygro-i2

Sonda riutilizzabile da 0 a 100 %RH, accuratezza ±2,0 %RH da 0 a 99 %RH a 25 °C: è la sonda in foro sigillato della misura nello spessore su cui si decide.

Sonda di umidità per calcestruzzo Tramex CMP Determinator

Umidità relativa di equilibrio

Tramex CMP Determinator

Sonda in foro che lavora con i misuratori della gamma CME e legge sulla stessa scala del calcestruzzo, in %MC: porta il confronto superficie-profondità su un solo metodo.

Campana igrometrica Tramex Hygrohood

Umidità relativa di equilibrio

Tramex Hygrohood

Campana igrometrica isolata sigillata sulla superficie: il costruttore la classifica come prova non distruttiva, senza fori né asportazione di materiale dal massetto.

Kit Tramex Concrete Determinator per l’umidità del calcestruzzo

Kit completo

Kit Concrete Determinator

CMEX5 per la superficie e sonda Determinator per il corpo del getto, su quattro profondità da 3 a 10,8 cm: è il gradiente da cui si legge l’andamento dell’asciugatura nel tempo.

Kit Tramex per il controllo dell’umidità prima dei rivestimenti

Kit completo

Kit controllo umidità prima dei rivestimenti

CMEX5, termometro a infrarossi e prolunga in valigetta: copre le due domande della consegna al posatore, quanta umidità c’è e in quali condizioni ambientali si sta lavorando.

Il confronto completo fra i modelli, le sonde, i manicotti e i limiti dichiarati dal costruttore è nella pagina di catalogo dei misuratori per calcestruzzo e sonde di umidità relativa.

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