La superficie di una lastra di calcestruzzo può risultare perfettamente asciutta al tatto e sotto uno strumento a contatto, e nascondere comunque una riserva d’acqua consistente qualche centimetro più in basso. È un fenomeno fisico prima ancora che una difficoltà di misura: il calcestruzzo cede umidità lentamente e dall’interno verso l’esterno, per cui il fronte di essiccazione avanza dal basso verso l’alto molto più lentamente di quanto suggerisca l’aspetto della superficie.
Scegliere i misuratori per calcestruzzo e le sonde di umidità relativa significa quindi scegliere uno strumento capace di restituire un dato in profondità e all’equilibrio, non una lettura istantanea di superficie. Se la posa di un rivestimento avviene su un dato sbagliato, l’umidità residua risale nel tempo e solleva il pavimento, con costi di ripristino molto superiori a quelli di una misura corretta.
Questo articolo tratta i criteri per orientare la scelta fra sonda di umidità relativa in foro e strumenti a contatto, senza indicare marchi o modelli: profondità di misura, tempo di equilibratura, taratura, influenza della temperatura e differenza fra lastra su terreno e solaio.

Vuoi un aiuto nella scelta del prodotto ?
Misuratori per calcestruzzo: come scegliere le sonde di umidità relativa e non fermarsi alla superficie
Il calcestruzzo è un materiale poroso a essiccazione lenta: l’acqua d’impasto migra verso la superficie per capillarità e diffusione, ma il processo richiede settimane o mesi a seconda dello spessore e delle condizioni ambientali. Nei primi centimetri l’essiccazione procede rapidamente, mentre nel cuore della lastra l’umidità resta elevata molto più a lungo. Uno strumento che legge solo lo strato superficiale registra quindi un valore ottimistico, non rappresentativo dello stato reale del getto. La conseguenza pratica è nota: pavimentazioni posate su un dato di superficie mostrano rigonfiamenti, distacchi o macchie mesi dopo la consegna, quando l’umidità residua risale attraverso il rivestimento. Per questo la norma di riferimento non chiede una lettura di superficie ma un dato ricavato in profondità, in un punto della lastra dove il valore misurato sia rappresentativo dell’equilibrio igrometrico interno e non condizionato dalla ventilazione o dall’irraggiamento dell’ambiente.
La sonda in foro: profondità e tempo di equilibratura
Lo strumento adatto a fornire un dato di accettazione è la sonda di umidità relativa inserita in un foro praticato nella lastra, sigillata con un manicotto stagno e lasciata equilibrare con l’aria intrappolata nel foro prima della lettura. La profondità del foro non è arbitraria: la norma ASTM F2170 la lega allo spessore della lastra, tipicamente al 40% dello spessore per una lastra che asciuga da un solo lato e al 20% per una lastra che asciuga da entrambi i lati. Il tempo di equilibratura richiesto prima della lettura è di almeno 24 ore dall’inserimento della sonda, necessario perché l’umidità relativa dell’aria nel foro raggiunga l’equilibrio con il calcestruzzo circostante. Leggere prima di questo intervallo restituisce un valore instabile e non confrontabile. La sonda deve inoltre essere calibrata periodicamente e l’accuratezza dichiarata dal fabbricante va verificata nelle condizioni operative previste, non solo in laboratorio.
Taratura con soluzioni saline e influenza della temperatura
La taratura della sonda si verifica esponendo il sensore a soluzioni saline sature che generano un’umidità relativa nota e stabile alla temperatura di riferimento: il confronto fra il valore atteso e la lettura dello strumento definisce lo scarto ammissibile prima di richiedere una ricalibrazione o la sostituzione del sensore. Questo controllo va ripetuto con periodicità regolare e documentato, perché i sensori capacitivi impiegati nelle sonde derivano nel tempo, soprattutto se esposti a cicli ripetuti di umidità elevata. La temperatura incide direttamente sulla lettura: l’umidità relativa è per definizione legata alla temperatura dell’aria nel foro, e uno scarto termico fra l’ambiente di misura e le condizioni di taratura introduce un errore sistematico. Per questo motivo la misura andrebbe eseguita quando la temperatura dell’ambiente si è stabilizzata, evitando irraggiamento diretto sulla zona del foro e correnti d’aria localizzate che alterano il microclima interno alla lastra.
Lastra su terreno o solaio: una differenza che cambia il criterio
Una lastra di calcestruzzo gettata su terreno riceve umidità dal basso in modo continuativo, per capillarità e per la presenza di vapore acqueo nel sottosuolo: anche in assenza di una barriera al vapore difettosa, l’equilibrio igrometrico non si raggiunge mai in senso assoluto, e il valore misurato va confrontato con soglie che tengono conto di questa condizione permanente. Un solaio interpiano, al contrario, asciuga tendenzialmente da entrambe le facce e raggiunge un equilibrio più stabile nel tempo, per cui lo stesso valore di umidità relativa può avere un significato diverso a seconda della tipologia costruttiva. Ignorare questa distinzione porta a interpretare come accettabile un dato che, su lastra a contatto con il terreno, richiederebbe invece un trattamento di barriera al vapore aggiuntivo prima della posa. Gli strumenti a contatto, resistivi o capacitivi, restano in questo contesto uno strumento di mappatura rapida per individuare le zone più umide su cui concentrare i punti di misura in foro, non un dato sostitutivo della sonda.
Criteri di acquisto: taratura, ricambi e conformità normativa
Nella scelta dello strumento pesano fattori che vanno oltre la lettura istantanea: la disponibilità di manicotti di sigillatura sostituibili, la possibilità di effettuare la taratura con soluzioni saline in autonomia o tramite un servizio esterno certificato, la robustezza del sensore rispetto a cicli ripetuti di umidità elevata e la compatibilità con le procedure previste da ASTM F2170 per l’umidità relativa in foro e da UNI EN ISO 12570 per la determinazione del contenuto d’acqua per essiccazione, quando il capitolato richieda un confronto fra metodi. Va inoltre valutata la tracciabilità del dato: numero di sonde impiegate per superficie, registrazione della posizione dei fori e conservazione dei certificati di taratura, elementi che in un contenzioso sul rigonfiamento di un rivestimento diventano la prova che la misura è stata condotta correttamente. Per un quadro applicativo completo, con gli strumenti disponibili per questa misura, consulta la pagina Misuratori per calcestruzzo e sonde di umidità relativa.
Categorie di prodotto correlate
PAVIMENTI E SOTTOFONDI
Misuratori per pavimenti e sottofondi
Strumenti dedicati alla decisione di posa su massetti e sottofondi, dove il criterio di accettazione segue il capitolato e non la sola misura di umidità della lastra.
TERMOIGROMETRI AMBIENTALI
Termoigrometri ambientali
Strumenti per il controllo di temperatura e umidità dell’aria in cantiere, utili per verificare le condizioni ambientali che influenzano la misura in foro e il processo di essiccazione.
Maggiori informazioni e contatti
Partner divisione sistemi e integrazione sensori : www.roder.it
Partner divisione visione artificiale : www.rodervision.com
Maggiori informazioni su INNOVACHECK : chi siamo
Contatto per informazioni generali : info@roder.it
Contatto per informazioni su questi prodotti : info@innovacheck.com
Visita la pagina Linkedin
Le informazioni contenute in questa pagina web sono fornite a scopo puramente informativo. Pur essendo state elaborate con la massima cura, non costituiscono un’offerta contrattuale né un impegno vincolante per la fornitura. Possono contenere errori di trascrizione, traduzione o refusi. Per informazioni precise e aggiornate, si invita a contattare direttamente la nostra azienda.








Devi effettuare l'accesso per postare un commento.