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Calcestruzzo e sonde di umidità relativa: cinque errori prima della posa

Operai edili casseforme cantiere

Prima di posare su una soletta in calcestruzzo conta l’umidità residua del supporto. Cinque errori ricorrenti falsano la lettura in foro: come evitarli con metodo e strumenti.

La posa di un rivestimento resiliente, di un parquet incollato o di una resina su soletta in calcestruzzo dipende da un solo numero: l’umidità residua del supporto. Quel numero, però, non è un dato che lo strumento restituisce da solo. Gli errori misuratori per calcestruzzo e sonde di umidità relativa nascono quasi sempre prima della lettura, nel modo in cui il foro viene eseguito, condizionato e interpretato, non nella qualità dell’elettronica impiegata.

Il metodo di riferimento per la misura in profondità è ASTM F2170, che disciplina l’umidità relativa in foro; accanto ad esso convivono ASTM F1869 per l’emissione di vapore con cloruro di calcio, ASTM D4263 per la prova del foglio di polietilene, UNI 10329 per il metodo al carburo e UNI 11371 per i requisiti dei sottofondi destinati alla posa. EN ISO 12571 definisce invece la determinazione delle proprietà igroscopiche dei materiali da costruzione. Sono metodi diversi, con condizioni al contorno diverse: confonderli è già di per sé una fonte di errore.

Le cinque situazioni descritte qui sotto sono quelle che, in cantiere, producono il maggior numero di contestazioni: un valore accettato, la posa eseguita e, mesi dopo, il distacco dell’adesivo o l’imbarcamento delle doghe. Nessuna dipende dalla marca dello strumento. Dipendono tutte da come lo si usa e da quando si decide che il dato è valido.

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Errori misuratori per calcestruzzo e sonde di umidità relativa: la profondità del foro

L’umidità relativa in foro non si rileva in superficie né a una profondità scelta a occhio. Il metodo adottato prescrive una frazione definita dello spessore della soletta, diversa a seconda che il getto asciughi da un solo lato o da entrambi: quella frazione non si sceglie in cantiere, si legge nel metodo dichiarato e nella documentazione del produttore del massetto e del rivestimento. La ragione è fisica: il calcestruzzo asciuga verso l’alto e sviluppa un gradiente, con la parte superiore già in equilibrio con l’aria e il cuore ancora carico d’acqua. Un foro troppo superficiale intercetta solo la porzione asciutta e restituisce un valore rassicurante e falso; posato il rivestimento, la barriera al vapore blocca l’asciugatura e l’umidità si redistribuisce fino all’interfaccia con l’adesivo. Si evita in un modo solo: misurare lo spessore reale della soletta, verificare la presenza di una barriera al vapore sotto il getto e calcolare la profondità prima di forare. L’abbinamento fra il diametro del foro e la lunghezza della sonda di umidità relativa va confermato al costruttore: non si ricava per analogia con un’altra sonda.

Tempo di equilibratura non rispettato: leggere troppo presto

La foratura scalda il materiale e ne altera lo stato locale, mentre la polvere residua falsa lo scambio con l’aria del foro. Per questo il metodo impone due tempi che non sono facoltativi: pulizia accurata del foro, posa del manicotto e sigillatura, poi un periodo di equilibratura prima di qualunque lettura. Leggere subito dopo la foratura significa quasi sempre registrare un valore più basso del reale, perché l’aria del foro non ha ancora raggiunto l’equilibrio con la matrice cementizia. Allo stesso modo la sonda inserita richiede il proprio tempo di stabilizzazione: un dato preso a sonda appena calata non è un dato. Il rimedio è organizzativo prima che tecnico: programmare la campagna con l’anticipo che il metodo richiede e annotare sul rapporto l’ora di sigillatura e l’ora di lettura.

Temperatura trascurata: rilievi non rappresentativi delle condizioni d’uso

L’umidità relativa è una grandezza dipendente dalla temperatura: la stessa quantità d’acqua nel calcestruzzo produce letture diverse a 15 °C e a 25 °C. Ne segue che un rilievo eseguito con il cantiere ancora freddo, con la soletta fuori dall’intervallo di temperatura di servizio o con il riscaldamento a pavimento spento da poche ore non descrive la condizione in cui l’edificio vivrà. Il caso del riscaldamento radiante è il più insidioso: il ciclo di messa in esercizio va completato e il sistema riportato in regime stabile prima della prova, non subito dopo lo spegnimento. La regola operativa è portare il locale nelle condizioni d’uso previste, temperatura e umidità dell’aria, e mantenerle stabili per il periodo richiesto prima e durante la misura, registrando i valori ambientali insieme a quelli del foro.

Troppo pochi punti di prova e nelle posizioni sbagliate

Il numero di punti non è a discrezione dell’operatore: il metodo lo lega alla superficie, con un minimo per il primo lotto di metri quadrati e punti aggiuntivi per ogni incremento successivo. Conta però anche dove si perfora. Le posizioni vanno scelte dove l’asciugatura è più lenta: lungo i muri perimetrali, nelle zone d’ombra e poco ventilate, sopra le riprese di getto, in corrispondenza di infiltrazioni note o di getti eseguiti in tempi diversi. Tre fori al centro del locale, dove la ventilazione è massima, non provano nulla: descrivono il punto migliore della soletta e ignorano quello critico, che è esattamente il punto in cui il rivestimento cederà. Una planimetria con la posizione numerata di ogni foro, allegata al rapporto, rende la campagna verificabile e ripetibile.

Metodi indiretti scambiati per criterio di accettazione

Il misuratore elettrico da superficie, resistivo o a impedenza elettrica, e la prova del foglio di polietilene secondo ASTM D4263 sono strumenti di screening: rapidi, non distruttivi, utili per mappare la soletta e individuare le aree su cui approfondire. Non sono criteri di accettazione. La lettura a impedenza risente di armature, additivi, sali e finitura superficiale; il foglio di polietilene restituisce un esito qualitativo, presenza o assenza di condensa, non un valore confrontabile con un limite.

La decisione di posa si prende su un dato quantitativo: umidità relativa in foro secondo ASTM F2170, emissione di vapore secondo ASTM F1869 o percentuale in massa con il metodo al carburo secondo UNI 10329, entro i limiti fissati da UNI 11371, dal capitolato e dalla scheda tecnica dell’adesivo; quando i limiti divergono vale il più restrittivo. Una precisazione sulla scala CM presente sui misuratori per calcestruzzo: è una corrispondenza di taratura dichiarata dal costruttore, non una prova al carburo eseguita dallo strumento, e il valore letto non è certificabile. La strumentazione dedicata a questo controllo è raccolta nella pagina di catalogo Misuratori per calcestruzzo e sonde di umidità relativa.

Gli strumenti che questi cinque errori chiamano in causa

Qui compaiono i modelli che rispondono agli errori descritti sopra, cioè quelli del foro, del tempo di equilibratura, dei punti di prova e della distinzione fra screening e criterio di accettazione. Campi, accuratezze e profondità restano nelle schede di prodotto, dove sono riportati come li dichiara il costruttore.

Misuratore di umidità per calcestruzzo Tramex CME5

Misuratore

Tramex CME5

Per il quinto errore: è lo strumento di screening da superficie che dice dove approfondire. La scala CM è una corrispondenza di taratura dichiarata dal costruttore, non una prova al carburo.

Sonda di umidità relativa in situ Tramex Hygro-i2

Sonda in foro

Tramex Hygro-i2

Risponde al secondo errore: resta nel foro sigillato e si legge quando l’aria del foro è in equilibrio con la matrice, non subito dopo la foratura.

Sonda di umidità per calcestruzzo Tramex CMP Determinator

Sonda in foro

Tramex CMP Determinator

Per il quarto errore: resta in opera nei punti scelti e numerati, così la campagna si ripete negli stessi fori invece di cercarne di nuovi.

Campana igrometrica Tramex Hygrohood

Campana isolata

Tramex Hygrohood

Quando il foro non è praticabile: chiude un volume d’aria isolato sulla superficie e lascia che si equilibri, con il tempo di stabilizzazione del terzo errore.

Kit Tramex Concrete Determinator per l’umidità del calcestruzzo

Kit completo

Kit Concrete Determinator

Contro il secondo errore: manicotti, tappi e accessori per preparare, pulire e sigillare i fori sono già nella valigetta, e la campagna parte nei tempi previsti.

La famiglia completa si vede nella pagina di catalogo dei misuratori per calcestruzzo e sonde di umidità relativa.

Tramex su INNOVACHECK

Gli strumenti Tramex per questa applicazione

Tramex CMEX5

Tramex CMEX5

Screening digitale della soletta e lettura della sonda in foro con un solo strumento.

Vedi la scheda →
Tramex Hygro-i2

Tramex Hygro-i2

Sonda in foro sigillato: il dato di umidità relativa all’equilibrio secondo ASTM F2170.

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