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Umidità del calcestruzzo: la procedura di verifica prima della posa

Cantiere grattacielo gru

Verificare l’umidità residua di solette e massetti prima di posare un rivestimento richiede una sequenza precisa: tempi di stagionatura, screening non distruttivo dei punti critici, misura dell’umidità relativa in foro secondo ASTM F2170 e confronto con i limiti di capitolato.

La posa di un rivestimento resiliente, di un parquet o di una resina su una soletta non ancora asciutta è una delle cause più frequenti di contenzioso in cantiere: bolle, distacchi, imbarcamenti e saponificazione dell’adesivo compaiono settimane dopo la consegna, quando il ripristino costa molte volte più della verifica che non è stata fatta. Sapere come misurare umidità del calcestruzzo in modo ripetibile, e soprattutto quando farlo, è quindi una competenza di processo prima che di strumento.

Il punto fisico è semplice. Dopo la presa, l’acqua non consumata dall’idratazione resta distribuita nello spessore e migra verso la superficie con un gradiente: gli strati profondi sono più umidi di quelli superficiali. Una misura fatta solo in superficie, o subito dopo una giornata ventilata, descrive un materiale asciutto che asciutto non è. Per questo le procedure riconosciute non misurano il contenuto d’acqua in superficie ma l’umidità relativa dell’aria in equilibrio con il materiale, a una profondità stabilita in rapporto allo spessore della soletta.

Le norme di riferimento sono tre: ASTM F2170 per le sonde inserite in fori pretrattati, ASTM F1869 per l’emissione di vapore misurata in superficie e UNI 11371 per i massetti destinati alla posa di pavimentazioni. Nelle sezioni che seguono la verifica è descritta in sequenza operativa, dai tempi di maturazione al verbale di accettazione, con i criteri per decidere dove misurare e come interpretare il risultato.

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Quando si misura: maturazione, stagionatura e clima di cantiere

La prima decisione non riguarda lo strumento ma il calendario. Una soletta in calcestruzzo ordinario ha bisogno di tempi di maturazione e di stagionatura lunghi, che dipendono dallo spessore, dalla composizione e dalle condizioni ambientali e che vanno presi dalla documentazione del produttore del massetto; solo le formulazioni a ritiro controllato accorciano sensibilmente i tempi. Misurare prima significa registrare un valore che continuerà a scendere e che non descrive lo stato di posa. Contano poi le condizioni climatiche dell’ambiente: la verifica va eseguita a edificio chiuso, con serramenti installati, impianti in funzione e clima stabilizzato per almeno quarantotto ore su valori simili a quelli di esercizio. Un cantiere aperto, riscaldato a intermittenza o esposto a piogge recenti produce misure non confrontabili tra una zona e l’altra.

Screening non distruttivo per individuare i punti peggiori

Prima di forare conviene circoscrivere il problema. Uno strumento a impedenza elettrica, appoggiato sulla superficie, restituisce in pochi secondi una lettura che interessa lo strato superficiale della soletta: non è un valore di accettazione e non va usato come tale, ma serve a confrontare rapidamente aree diverse dello stesso getto. Si percorre il locale con passo regolare e si annotano i punti più alti, che tipicamente coincidono con le zone centrali lontane dalle pareti, con i tratti sopra vespai o locali interrati, con le riprese di getto, con le aree schermate da materiali accatastati e con i tratti soggetti a infiltrazioni. La misura distruttiva successiva si esegue proprio lì, sui punti peggiori, insieme ad almeno una verifica ogni cento metri quadrati per avere una distribuzione rappresentativa.

Come misurare umidità del calcestruzzo con sonda in foro secondo ASTM F2170

Il metodo di riferimento consiste nel misurare l’umidità relativa in profondità con una sonda alloggiata in un foro. La profondità del foro non è arbitraria: dipende dallo spessore della soletta e dal fatto che asciughi da uno o da due lati, e va ricavata dal metodo di prova adottato, non stimata in cantiere. Il foro si realizza a secco, con punta del diametro previsto per il manicotto della sonda impiegata, si aspira accuratamente la polvere e si inserisce il manicotto di isolamento che impedisce all’aria dell’ambiente di alterare la lettura; l’abbinamento fra diametro e lunghezza della sonda va confermato al costruttore. La sonda va poi lasciata in equilibratura per il tempo previsto dal metodo, con il foro sigillato da un tappo a tenuta; letture anticipate risultano sistematicamente più basse del valore reale. A fine prova il foro si richiude con malta cementizia compatibile e la posizione si riporta sulla planimetria.

Superficie e profondità: perché due letture non bastano da sole

La lettura non distruttiva riguarda lo strato superficiale, quella in foro il corpo del getto: sono due grandezze diverse e nessuna delle due, da sola, descrive la soletta. Il confronto fra le due è il vero contenuto informativo della verifica, ed è la ragione per cui il costruttore prevede sonde in foro che lavorano insieme al misuratore di superficie e restituiscono il valore sulla stessa scala. Va aggiunto, per evitare un equivoco frequente, che la scala CM riportata su alcuni misuratori per calcestruzzo è una corrispondenza di taratura dichiarata dal costruttore, non una prova al carburo eseguita dallo strumento, e il valore letto non è certificabile. La ASTM F1869 è il riferimento di metodo per l’emissione di vapore misurata in superficie.

Limiti di accettazione, verbale e responsabilità del posatore

Il numero misurato non ha significato in sé: acquista valore solo nel confronto con il limite dichiarato dal produttore del rivestimento e da quello dell’adesivo, che sono due documenti distinti e non sempre allineati. In caso di discordanza vale sempre il più restrittivo. Se il valore supera la soglia le strade sono due: prolungare l’asciugatura in condizioni controllate oppure applicare una barriera al vapore, con l’accortezza di verificarne la compatibilità con il ciclo di posa. L’esito va formalizzato in un verbale che riporti data, punti, profondità, strumenti, tempi di equilibratura e limiti di riferimento: è il documento che definisce la responsabilità del posatore, il quale accettando il supporto ne assume l’idoneità.

Per il quadro completo dei criteri, delle soglie e delle modalità di verifica sul supporto cementizio rimandiamo alla pagina dedicata a Umidità del calcestruzzo.

I modelli

Gli strumenti della verifica si dividono per destinazione d’uso: la misura sul calcestruzzo, non distruttiva, che serve a scegliere dove forare; la misura in profondità, con sonda in foro, che dà il valore su cui si decide; e il kit completo, per chi porta in cantiere una valigetta sola. Nessuno di questi strumenti fissa un limite di accettazione: quello lo dichiara il produttore del rivestimento. Campi e accuratezze dichiarate dal costruttore sono nelle schede.

Misuratore di umidità per calcestruzzo Tramex CME5

Misura sul calcestruzzo

Tramex CME5

Non distruttivo a impedenza elettrica, tre scale sul quadrante analogico: lo strumento dello screening rapido con cui si individuano i punti peggiori prima di forare.

Misuratore di umidità per calcestruzzo Tramex CMEX5

Misura sul calcestruzzo

Tramex CMEX5

Contenuto di umidità nel calcestruzzo da 0 a 6,9 % su circa 20 mm di penetrazione; con la sonda Hygro-i2 passa in modalità igrometro per la prova in situ.

Sonda di umidità relativa in situ Tramex Hygro-i2

Misura in profondità

Tramex Hygro-i2

Sonda riutilizzabile da 0 a 100 %RH, accuratezza ±2,0 %RH da 0 a 99 %RH a 25 °C: è la sonda in foro sigillato della prova descritta in questa pagina.

Sonda di umidità per calcestruzzo Tramex CMP Determinator

Misura in profondità

Tramex CMP Determinator

Sonda in foro che lavora con i misuratori della gamma CME e legge sulla stessa scala del calcestruzzo, in %MC: porta il confronto superficie-profondità su un solo metodo.

Kit Tramex Concrete Determinator per l’umidità del calcestruzzo

Kit completo

Kit Concrete Determinator

CMEX5 per la superficie e sonda Determinator per il corpo del getto, su quattro profondità da 3 a 10,8 cm: il gradiente di cui parla il post, misurato in un unico metodo.

Kit Tramex per il controllo dell’umidità prima dei rivestimenti

Kit completo

Kit controllo umidità prima dei rivestimenti

CMEX5, termometro a infrarossi e prolunga in valigetta: copre le due domande della verifica prima della posa, quanta umidità c’è e in quali condizioni si sta lavorando.

Il confronto completo fra i modelli, le sonde e i manicotti previsti dal costruttore è nella pagina di catalogo dei misuratori per calcestruzzo e sonde di umidità relativa.

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