Due strumenti affiancati nello stesso reparto, alla stessa ora, davanti allo stesso nastro di scarico: uno segna 0,9 mg/m³, l’altro 3,4. Nessuno dei due è guasto e nessuno dei due è scentrato. Semplicemente non stanno misurando la stessa cosa. Il primo trattiene su un filtro soltanto la frazione che arriverebbe fino agli alveoli, il secondo conta otticamente tutto ciò che attraversa un fascio di luce, comprese le gocce d’acqua sospese e i fiocchi leggeri che nessun polmone raggiungerebbe.
È il fraintendimento più costoso di questo campo: la polvere non è una grandezza fisica, ma una popolazione eterogenea di particelle di dimensione, forma, densità e composizione diverse. Finché non si dichiara quale porzione di quella popolazione si vuole quantificare, e con quale principio, il numero letto sul display non è confrontabile con nulla: né con la misura di ieri, né con quella del laboratorio esterno, né con quella del collega nell’altro capannone.
Per questo scegliere i misuratori di particolato e di polveri non comincia dal catalogo ma da due decisioni preliminari: che cosa si vuole contare e a che cosa servirà il dato. Le pagine che seguono percorrono i criteri in ordine di peso, dalla frazione granulometrica al principio di misura, dal contesto di impiego alla gestione del dato e al costo di esercizio.

Vuoi un aiuto nella scelta del prodotto ?
La frazione granulometrica decide il numero prima dello strumento
La prima scelta è convenzionale, non tecnologica. La UNI EN 481 definisce tre frazioni riferite al comportamento delle particelle nelle vie respiratorie: inalabile, toracica e respirabile, ciascuna descritta da una curva di penetrazione in funzione del diametro aerodinamico. Il monitoraggio ambientale usa invece convenzioni diverse, PM10, PM2,5 e PM1, legate alla qualità dell’aria e non all’anatomia. Sono famiglie di numeri non interscambiabili: la frazione inalabile di un’aria polverosa può superare di parecchie volte quella respirabile misurata nello stesso punto. Lo strumento realizza la selezione con un preseparatore, un ciclone o un impattore, e quella parte meccanica va scelta e mantenuta con la stessa cura del sensore. Prima di confrontare due apparecchi, quindi, va verificato che entrambi selezionino la stessa frazione.
Come si arriva a scegliere fra misuratori di particolato: pesare le polveri o contarle
Il secondo criterio è il principio di misura, e ogni principio restituisce una grandezza diversa. Il metodo gravimetrico aspira un volume noto attraverso un filtro e ne pesa l’incremento di massa: è il riferimento della UNI EN 12341 per il PM e della UNI EN 13284 per la polvere alle emissioni, dà una massa reale ma differita, perché il filtro va condizionato e pesato in laboratorio. La diffusione ottica illumina il flusso e ricava una concentrazione dalla luce diffusa: dato continuo e immediato, ma dipendente da forma, colore e indice di rifrazione delle particelle, per cui richiede un fattore di correzione ricavato su quella polvere specifica. Microbilancia oscillante e attenuazione beta stanno in mezzo: massa quasi in tempo reale, strumenti da postazione fissa, ingombro e alimentazione non trascurabili.
Sull’operatore o in postazione fissa: due domande, due strumenti
Il contesto d’uso restringe il campo più di qualunque specifica. Il campionamento personale vuole un’unità leggera portata dalla persona, con la testa di prelievo in zona respiratoria e una pompa silenziosa e stabile per l’intero turno: la UNI EN 689 è la norma che inquadra la strategia di valutazione dell’esposizione per inalazione. La postazione fissa privilegia invece autonomia, protezione dell’involucro e continuità del dato. Poi c’è l’umidità: sopra una certa soglia le particelle igroscopiche assorbono acqua e crescono, e uno strumento ottico le legge più grandi e più numerose di quanto siano da asciutte, generando picchi che nessuna lavorazione giustifica. In quei casi servono essiccatore, tubo riscaldato o compensazione dell’umidità, oppure si torna al filtro.
Pompa, teste di prelievo e filtri: la catena che regge il campionamento
Nel campionamento a filtro la grandezza più delicata non è la massa ma il volume, e il volume dipende dalla portata della pompa. Una pompa che non mantiene il valore impostato quando il filtro si carica falsa il risultato in modo invisibile: servono regolazione a portata costante, verifica con un flussimetro prima e dopo ogni prelievo e registrazione dei due valori. Contano poi le teste di prelievo disponibili, la disponibilità di filtri e cassette di ricambio, la batteria e la sua sostituibilità. Sul fronte del dato, la differenza fra un archivio interno da scaricare e un flusso continuo con soglie di allarme è sostanziale: la seconda soluzione serve a capire quale fase del processo genera la polvere, informazione che una media di turno non può dare.
Consumabili e tempo di laboratorio: quanto costa davvero ogni dato
Il prezzo di listino descrive solo la prima metà della spesa. Un sistema gravimetrico comporta filtri, cassette, pesate in ambiente condizionato e tempo di laboratorio per ogni singolo campione; uno strumento ottico ha materiali di consumo quasi nulli ma richiede la determinazione periodica del fattore di correzione rispetto al metodo di riferimento, e quel confronto va rifatto quando cambia la polvere. A questi si aggiungono la taratura della pompa e la verifica della catena di misura, i ricambi delle teste di prelievo, la formazione di chi esegue i prelievi e la vita utile prevedibile dell’elettronica.
Il criterio di sintesi resta quello iniziale: un dato che deve essere confrontabile con un metodo di riferimento richiede la via gravimetrica, mentre un dato che serve a individuare sorgenti e andamenti richiede continuità e prontezza. Molte realtà adottano entrambe le vie, usando la misura continua per governare il processo e la gravimetria per ancorarla. Le configurazioni disponibili, le teste di prelievo e le opzioni di registrazione sono raccolte nella pagina dedicata ai misuratori di particolato e polveri, utile per confrontare le soluzioni a partire dai criteri descritti qui.
Categorie di prodotto correlate
EMISSIONI E FUMI INDUSTRIALI
Sistemi per misura emissioni e fumi industriali
Sistemi di prelievo e analisi dedicati ai flussi convogliati, dove la polvere si misura in condotto e non in ambiente. Pertinente quando la stessa lavorazione va seguita sia nel reparto sia a valle dell’impianto di abbattimento.
DATALOGGER AMBIENTALI
Datalogger ambientali e sistemi di monitoraggio
Unità di registrazione e monitoraggio continuo delle grandezze ambientali, con archiviazione e soglie configurabili. Pertinenti quando al dato di polvere serve il contesto di umidità e temperatura che ne spiega gli scostamenti nel tempo.
Maggiori informazioni e contatti
Partner divisione sistemi e integrazione sensori : www.roder.it
Partner divisione visione artificiale : www.rodervision.com
Maggiori informazioni su INNOVACHECK : chi siamo
Contatto per informazioni generali : info@roder.it
Contatto per informazioni su questi prodotti : info@innovacheck.com
Visita la pagina Linkedin
Le informazioni contenute in questa pagina web sono fornite a scopo puramente informativo. Pur essendo state elaborate con la massima cura, non costituiscono un’offerta contrattuale né un impegno vincolante per la fornitura. Possono contenere errori di trascrizione, traduzione o refusi. Per informazioni precise e aggiornate, si invita a contattare direttamente la nostra azienda.








Devi effettuare l'accesso per postare un commento.