Una linea di estrusione lavora da otto ore a velocità costante e il totalizzatore dichiara metrature corrette. Il giorno dopo la stessa linea produce spezzoni corti, con decine di partenze e arresti, e alla fine del turno mancano metri che nessuno riesce a spiegare. Lo strumento non si è guastato, non ha segnalato nulla, e ripetendo la prova a regime torna a dare il valore giusto. Il problema non è nel conteggio: è nel punto in cui il numero nasce, cioè dove una ruota appoggia sul materiale e trasforma un avanzamento in una rotazione. Come scegliere encoder, ruote di misura e accessori comincia esattamente da qui.
È la caratteristica che distingue questa famiglia da tutte le altre della stessa branca. Un sensore laser Doppler guarda il materiale da lontano e paga in condizioni ottiche; qui, invece, il contatto è il metodo: senza aderenza non c’è misura, e ogni frazione di millimetro di scorrimento fra ruota e superficie diventa direttamente errore di lunghezza. Il vantaggio è che il principio è semplice, indipendente dal colore, dalla riflettività e dalla trasparenza del materiale, e resta valido fino a velocità nulla.
Il prezzo è che la scelta non riguarda soltanto l’elettronica. Riguarda la mescola della ruota, il suo diametro, la forza con cui viene premuta, il braccio che la tiene in posizione e il modo in cui gli impulsi arrivano al sistema di conteggio. Questa guida mette in fila i criteri di decisione, dal tipo di encoder fino ai costi ricorrenti, senza classifiche e senza modelli.

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Dove serve una misura per contatto e dove conviene evitarla
Encoder e ruote di misura risolvono un problema preciso: attribuire una lunghezza o una posizione a un materiale che avanza, usando la sua stessa superficie come riferimento. Si applicano a cavi, tubi, profili, tessuti, film, lamiere e pannelli, sia in linea continua sia su carrelli, presse e macchine di taglio. Sulla stessa branca convivono soluzioni che non toccano nulla, ma il contatto ha due vantaggi che nessuna alternativa ottica replica: funziona su qualsiasi finitura superficiale e mantiene risoluzione anche vicino all’arresto, quando la velocità tende a zero.
Gli scenari che portano a scelte diverse sono tre. Un materiale rigido, asciutto e a velocità moderata è il caso favorevole: una ruota gommata su braccio a molla basta. Un materiale caldo, abrasivo o cosparso di lubrificante impone mescole e geometrie diverse e accorcia la vita del componente. Un materiale delicato o verniciato può non tollerare la pressione di appoggio: in quel caso il contatto va escluso a monte, e la valutazione si sposta su un principio senza contatto, con i vincoli ottici che ne derivano.
Come scegliere l’encoder: impulsi, ruote di misura e accessori sulla stessa catena
La prima decisione è fra encoder incrementale e assoluto, e non dipende dalla precisione ma da che cosa deve accadere dopo un’interruzione di alimentazione. L’incrementale conta variazioni e, alla riaccensione, non sa dove si trova: serve una ricerca di zero. L’assoluto restituisce la posizione codificata, utile su assi che non possono muoversi liberamente per azzerarsi o dove il riavvio deve essere immediato. Per la sola totalizzazione di lunghezza su materiale continuo l’incrementale è quasi sempre sufficiente.
La seconda decisione riguarda la risoluzione, e va posta nel modo corretto. Il dato di targa è in impulsi per giro, ma la grandezza utile è l’impulso al metro, che si ottiene dividendo gli impulsi per giro per la circonferenza della ruota. Duemila impulsi su una ruota da 200 millimetri di circonferenza valgono diecimila impulsi al metro; la stessa elettronica su una ruota da mezzo metro ne vale un quinto. Circonferenze in numeri tondi, tipicamente 200, 333 o 500 millimetri, semplificano la conversione ed evitano fattori di scala arbitrari nel contatore.
Va verificata infine la frequenza massima di uscita alla velocità di linea più alta, confrontandola con la banda dell’ingresso di conteggio a valle: aumentare la risoluzione oltre quel limite non migliora nulla e introduce perdita di impulsi.
Mescole, zigrinature e diametro: la ruota si sceglie sul materiale trasportato
La ruota è l’elemento che decide la qualità della misura, e si sceglie guardando il materiale, non l’encoder. Le mescole in gomma o poliuretano danno il coefficiente di attrito più alto e sono la scelta naturale su superfici lisce e asciutte: film, tubi lisci, cavi isolati. Perdono aderenza in presenza di olio, acqua o distaccanti, e si consumano rapidamente su materiali abrasivi.
Le ruote in acciaio con zigrinatura incrociata o a rombo lavorano dove la gomma fallisce: materiali sporchi, unti, caldi o abrasivi, dove l’ingranamento meccanico sostituisce l’aderenza. Il rovescio è che segnano la superficie, quindi sono improponibili su materiali finiti a vista. Per questi ultimi esistono superfici morbide o rivestimenti a bassa durezza, che non lasciano impronta ma tollerano forze di appoggio ridotte e velocità contenute.
Il diametro va scelto insieme alla mescola. Una ruota grande riduce i giri e la sollecitazione dei cuscinetti, ma abbassa gli impulsi al metro e amplifica l’effetto dell’usura sul diametro effettivo. Una ruota piccola migliora la risoluzione e si adatta a spazi stretti, al prezzo di una vita utile più breve. In entrambi i casi il diametro va considerato un parametro variabile nel tempo, non una costante di targa.
Bracci, snodi e pressione di appoggio: mantenere la ruota perpendicolare al moto
Il supporto meccanico è ciò che decide se la ruota giusta lavorerà come previsto. La forza di appoggio deve essere sufficiente a impedire lo scorrimento durante le accelerazioni e le frenate, e non tale da deformare, marcare o frenare il materiale. I sistemi a molla mantengono una forza più costante al variare della quota e si prestano a materiali che sventolano; i sistemi a peso sono più semplici e adatti a piani stabili, ma reagiscono male alle oscillazioni verticali rapide.
Bracci e snodi devono garantire due condizioni contemporaneamente: la ruota resta a contatto anche quando il materiale si solleva, e il suo piano resta perpendicolare alla direzione del moto. Un disallineamento angolare anche modesto fa percorrere alla ruota una traiettoria più lunga con strisciamento laterale. Snodi con regolazione fine, battute meccaniche e la possibilità di sollevare il gruppo per infilare il materiale sono dettagli che pesano quanto le specifiche elettriche.
Vanno definiti nella stessa fase il grado di protezione secondo UNI EN 60529, adeguato a lavaggi e polveri della linea, l’intervallo di temperatura di esercizio e la qualità dei cuscinetti, il cui gioco radiale si traduce direttamente in isteresi all’inversione del moto.
Uscite, cablaggio e ricambi: che cosa costa tenere in servizio la misura
Il tipo di uscita va scelto sulla distanza e sull’ambiente, non sulla comodità del connettore. Le uscite open collector sono economiche e adatte a tratte brevi; le push-pull offrono fronti più netti; le uscite differenziali line driver sono l’unica scelta ragionevole su cavi lunghi o in quadri con azionamenti, perché il ricevitore rigetta il disturbo di modo comune. Il cablaggio va progettato in coerenza con UNI EN 61000-6-2 per l’immunità in ambiente industriale, con schermo continuo e messa a terra da un solo lato. Dove il segnale di posizione entra in una catena di comando con funzione di sicurezza, il livello prestazionale richiesto si valuta secondo UNI EN ISO 13849.
Il costo totale, infine, non è il prezzo del gruppo di misura. La ruota è materiale di consumo: si consuma, cambia diametro e va sostituita, quindi la disponibilità del ricambio e la facilità di smontaggio valgono più di una specifica al terzo decimale. A questo si aggiungono la verifica periodica del diametro effettivo e del fattore di conversione, da inquadrare nella conferma metrologica secondo UNI EN ISO 10012, e la formazione di chi rimonta il gruppo dopo una manutenzione.
Chi deve confrontare configurazioni concrete trova le versioni disponibili, i formati di ruota e la componentistica di supporto nella pagina di catalogo Encoder, ruote di misura e accessori, dove i criteri descritti qui si traducono in scelte verificabili.
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