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Come scegliere un termometro a infrarossi: criteri e casi d’uso

Altoforno acciaieria notturno

Emissività, rapporto distanza-spot, banda spettrale, tempo di risposta e taratura con corpo nero: i criteri tecnici con cui si sceglie un termometro a infrarossi per la manutenzione, il controllo di processo e il collaudo, e i casi in cui la misura senza contatto non basta e serve una sonda a contatto.

Nella manutenzione elettrica, nella diagnostica dei riduttori e nel controllo dei processi termici la temperatura è la grandezza che segnala per prima un degrado: un morsetto che scalda, un cuscinetto che deriva, un forno che perde uniformità. Fermare la linea per applicare una sonda è spesso impossibile, e su parti in rotazione o in tensione è anche pericoloso. La misura senza contatto risolve il problema, ma solo se lo strumento è scelto con criterio.

Il principio è fisico: ogni corpo al di sopra dello zero assoluto emette radiazione elettromagnetica nell’infrarosso, con un’intensità che cresce rapidamente con la temperatura secondo la legge di Stefan-Boltzmann. Il sensore raccoglie questa radiazione attraverso un’ottica, la converte in un segnale elettrico e risale alla temperatura superficiale. La conversione, però, dipende da quanto efficientemente quella superficie emette: è qui che nasce la maggior parte degli errori di lettura.

Capire termometri a infrarossi come scegliere significa quindi ragionare su pochi parametri decisivi: l’emissività del bersaglio, il rapporto distanza-spot che definisce l’area effettivamente misurata, il campo di temperatura e la risoluzione, la banda spettrale adatta al materiale, il tempo di risposta rispetto alla velocità del bersaglio e la forma costruttiva, portatile o fissa da processo. Sono gli stessi criteri che separano una lettura indicativa da un dato utilizzabile in un rapporto di collaudo.

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Che cosa misura davvero la lettura senza contatto

Lo strumento non misura la temperatura del corpo: misura l’energia radiante che arriva all’ottica e la traduce in temperatura assumendo un valore di emissività. La radiazione raccolta, però, è la somma di tre contributi: quella emessa dalla superficie, quella riflessa dall’ambiente circostante e, sui materiali semitrasparenti, quella trasmessa da ciò che sta dietro. Solo il primo termine è informativo. Ne discende che la misura è sempre superficiale e che riguarda l’area effettivamente inquadrata, non un punto geometrico. Su un quadro elettrico questo basta a individuare un serraggio difettoso; su un fluido dentro una tubazione coibentata, invece, la lettura descrive la coibentazione e non il processo. Definire il bersaglio prima dello strumento è il primo passo di ogni scelta corretta.

Emissività e rapporto distanza-spot: termometri a infrarossi come scegliere

L’emissività esprime quanta radiazione una superficie emette rispetto a un corpo nero ideale. Le superfici opache, verniciate, ossidate, ceramiche, gommose o in legno stanno stabilmente fra 0,90 e 0,97 e non pongono problemi. I metalli lucidi, alluminio e acciaio inox in primo luogo, scendono sotto 0,20 e riflettono l’ambiente: la lettura diventa inaffidabile. I rimedi pratici sono due, applicare una striscia di nastro opaco o una vernice di riferimento a emissività nota e misurare su quella. Il rapporto distanza-spot (D:S) dice invece quanto è grande l’area misurata: con 12:1 a due metri lo spot vale circa 165 mm, con 50:1 solo 40 mm. Il bersaglio deve riempire lo spot, altrimenti si media anche lo sfondo.

Campo di misura, banda spettrale e tempo di risposta

Il campo di temperatura va scelto stretto attorno all’intervallo di lavoro: un modello dichiarato fino a 1000 °C usato a 60 °C perde risoluzione e accuratezza, che di norma è espressa come percentuale della lettura, tipicamente ±1 % o ±1,5 %, con un valore minimo assoluto. La banda spettrale è il secondo discriminante: i modelli generici lavorano fra 8 e 14 µm, adatti a superfici opache, mentre il vetro richiede bande attorno a 5 µm, i film plastici sottili bande selettive a 3,43 o 7,9 µm e le fiamme finestre dedicate. Il tempo di risposta, da poche decine di millisecondi a qualche secondo, decide se un bersaglio in movimento su un nastro viene letto per intero o solo sfiorato.

Portatile a pistola o pirometro fisso da processo

Lo strumento portatile a pistola serve per ronde di manutenzione e verifiche rapide: ottica fissa, puntamento laser, lettura immediata. Il puntatore, a punto singolo o a cerchio, indica solo dove si sta mirando; il cerchio approssima il perimetro dello spot, il punto singolo no, e su distanze lunghe l’errore di mira è la causa più comune di lettura sbagliata. Il pirometro fisso, con ottica focalizzabile e uscita analogica 4-20 mA o seriale, serve invece al controllo continuo di forni, estrusori e linee di essiccazione, dove il dato entra nel PLC. In entrambi i casi restano determinanti le condizioni ambientali: polvere, vapore, fumi e finestre di ispezione attenuano il segnale, mentre sorgenti calde vicine producono riflessi che alzano artificiosamente la lettura.

Taratura, verifica periodica e limiti della misura ottica

La riferibilità si ottiene con sorgenti a corpo nero a temperatura controllata, che riproducono un’emissività prossima a 1 e permettono di confrontare la lettura con un riferimento tarato; fra una taratura e l’altra conviene una verifica periodica su un punto noto, ad esempio un bagno termostatico o una superficie stabile misurata anche a contatto. Restano casi in cui l’infrarosso non basta: metalli lucidi non trattabili, temperature interne, corpi troppo piccoli per lo spot, misure entro decimi di grado. Lì serve una sonda a contatto o una termocoppia.

Per confrontare campi di misura, ottiche e forme costruttive disponibili, la pagina dedicata ai termometri a infrarossi raccoglie le soluzioni della categoria e i relativi criteri di selezione.

Gli strumenti del nostro catalogo per questo tema

Questo articolo confronta emissività, rapporto distanza-macchia, banda spettrale, tempo di risposta e forma costruttiva. Per la misura puntuale senza contatto in manutenzione e in verifica rapida, a catalogo la soluzione è il termometro a infrarossi portatile.

Termometro a infrarossi Tramex IRT2

Misura puntuale senza contatto

Tramex IRT2

Risponde ai due criteri centrali dell’articolo: l’emissività è regolabile e parte da un valore standard preimpostato, e la misura è di superficie, mai del cuore del materiale.

Campo di misura, rapporto distanza-macchia, accuratezza, tempo di risposta e risposta spettrale sono dichiarati dal costruttore e riportati nella scheda. La pagina di catalogo di riferimento è termometri a infrarossi.

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