La velocità di rotazione di un albero, di una girante o di un rullo è una delle grandezze più semplici da leggere e più facili da sbagliare. Sapere come misurare velocità di rotazione giri al minuto in modo ripetibile significa avere un dato confrontabile fra due manutentori diversi, in due momenti diversi, sulla stessa macchina.
Il numero di giri al minuto entra nella verifica di conformità di un motore elettrico, nella regolazione di una linea di trasporto, nel collaudo di una pompa e nella diagnosi di uno scostamento di produttività. Quando il valore letto si discosta dal nominale, la prima domanda da porsi non riguarda la macchina ma il rilievo: quante letture sono state fatte, con quale strumento, in quale punto e in quali condizioni di carico.
Questa procedura descrive la sequenza operativa completa: preparazione del punto di misura, scelta fra metodo ottico e metodo a contatto, esecuzione delle letture, interpretazione del risultato rispetto a un criterio di accettazione e, infine, registrazione del dato con la verifica periodica dello strumento. Il taglio è operativo e riguarda il solo regime di rotazione; l’analisi delle vibrazioni e la misura della velocità lineare sono argomenti distinti.

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Preparazione del punto di misura e dello strumento
La preparazione decide la qualità del rilievo. Si individua un tratto di albero o di mozzo accessibile in sicurezza, con la macchina in condizioni di regime stabile: motore in temperatura, carico dichiarato e costante, assenza di transitori di avviamento. Sul metodo ottico si applica un marker riflettente pulito e ben aderente, perpendicolare all’asse di vista; su superfici scure e opache un solo marker è sufficiente, mentre superfici già lucide possono generare riflessi spuri e vanno mascherate.
Per il metodo a contatto si verifica che il centro dell’albero sia libero e integro, che il puntale o la rotella non siano usurati e che l’operatore possa mantenere una pressione costante senza esporsi a organi in movimento. Lo strumento va acceso in anticipo, lasciato stabilizzare e controllato nello stato di carica: batterie scariche sono una causa frequente di letture instabili.
Come misurare la velocità di rotazione in giri al minuto: scelta del metodo
La scelta fra ottico e a contatto dipende da accessibilità, sicurezza e regime atteso. Il metodo ottico non tocca la macchina, lavora a distanza e copre bene i regimi elevati; richiede però una linea di vista pulita e un marker. Il metodo a contatto non ha bisogno di riflettori ed è robusto ai bassi regimi, ma introduce un carico sul componente, comporta un rischio di slittamento e impone la fermata in caso di dubbi sulla sicurezza.
Impostato il metodo, si sceglie la scala: giri al minuto per gli organi rotanti, metri al minuto se il tachimetro è usato con rotella su un nastro. Va dichiarato quanti impulsi per giro lo strumento deve attendere: un secondo marker sullo stesso albero raddoppia la frequenza letta ed è una causa classica di valore doppio rispetto al nominale. Il campo di misura scelto deve contenere con margine il regime atteso.
Esecuzione delle letture: quante, dove e in quali condizioni
La misura si esegue a regime stabilizzato. Si mantiene il raggio ottico entro l’angolo di incidenza indicato dal costruttore, tipicamente prossimo alla perpendicolare, e a una distanza compresa nel campo utile dichiarato. Con il puntale si appoggia il cono nel centro dell’albero e si attende che il valore si stabilizzi prima di leggere, senza forzare l’appoggio.
Non ci si ferma a una lettura. Si acquisiscono almeno cinque rilievi consecutivi nello stesso punto e nelle stesse condizioni, annotando il valore minimo, il massimo e la media; se lo strumento dispone delle funzioni di memoria, si registrano direttamente i tre valori. Su una trasmissione si ripete la sequenza a monte e a valle del riduttore, per verificare che il rapporto reale corrisponda a quello di progetto. Vanno annotati carico, temperatura ambiente e stato di lubrificazione, perché il regime dipende dal punto di lavoro.
Interpretazione del risultato e criterio di accettazione
Il valore da confrontare con il nominale è la media dei rilievi, accompagnata dalla dispersione. La ISO 21748 fornisce l’impostazione per esprimere l’incertezza a partire dai dati di ripetibilità raccolti sul campo: una dispersione ampia fra le letture segnala una condizione di misura instabile, non necessariamente un guasto della macchina.
Il criterio di accettazione va fissato prima della misura. Per le macchine elettriche rotanti la IEC 60034-1 definisce le tolleranze applicabili al funzionamento nominale e costituisce il riferimento per giudicare uno scostamento di velocità. Uno scarto persistente rispetto al nominale, confermato su più sessioni, va letto insieme ad altri indicatori: la ISO 20816 inquadra la valutazione delle vibrazioni sulle macchine e permette di correlare una deriva del regime con un problema meccanico, mentre la ISO 8041 stabilisce i requisiti della strumentazione impiegata in quel campo. Un solo rilievo fuori tolleranza non è una non conformità: va ripetuto.
Registrazione del dato, tracciabilità e verifica dello strumento
Il rilievo si chiude con la registrazione. Il rapporto deve riportare macchina e punto di misura identificati in modo univoco, metodo usato, numero di impulsi per giro impostato, numero di letture, valori minimo, massimo e medio, condizioni di carico e temperatura, data, operatore e identificativo dello strumento con la sua ultima taratura. Senza questi campi il dato non è confrontabile nel tempo e non serve a costruire uno storico.
Lo strumento va sottoposto a verifica periodica su un riferimento a regime noto, con periodicità definita nel piano di taratura e comunque prima di ogni campagna critica; una deriva riscontrata rende sospette tutte le misure eseguite dalla verifica precedente. Il marker riflettente, il puntale e le rotelle vanno ispezionati e sostituiti quando usurati. Per inquadrare il tema e i criteri di misura su questa grandezza è utile la pagina dedicata alla velocità di rotazione (giri al minuto).
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