
Legno, biomasse e agroalimentare · Densificazione
Controllo dell’umidità nella produzione di pellet: una finestra stretta di lavoro
Il controllo dell’umidità nella produzione di pellet è determinante perché la pressatura funziona correttamente solo entro un intervallo ristretto di contenuto d’acqua. Con materiale troppo umido i cilindri escono poco consistenti e instabili nel tempo; con materiale troppo asciutto la coesione non si sviluppa a sufficienza e il prodotto si sbriciola, generando fini che penalizzano la qualità e la gestione degli impianti di combustione. La regolazione dell’essiccazione a monte va quindi guidata da misure sulla materia prima, mentre la verifica sul prodotto finito accerta la conformità ai limiti dichiarati. Un controllo dell’umidità nella produzione di pellet costante stabilizza la resa dell’impianto.
La produzione di pellet trasforma segatura e residui legnosi in piccoli cilindri pressati usati come combustibile. In questo processo l’umidità della materia prima è un parametro critico, perché la pressatura del pellet riesce bene solo entro un intervallo di umidità preciso: se il materiale è troppo umido o troppo secco, il pellet non si compatta correttamente, risulta fragile, si sbriciola o non tiene la forma. L’umidità va quindi controllata sulla materia prima prima della pressatura, spesso regolando l’essiccazione, e verificata sul prodotto finito, perché il pellet destinato al riscaldamento deve avere un’umidità bassa e conforme alle norme di qualità. Il controllo dell’umidità accompagna quindi tutta la produzione. Questa pagina spiega perché l’umidità è così importante nella produzione di pellet e come si controlla.
Questa pagina appartiene all’area Legno, biomasse e agroalimentare ed è una guida al controllo dell’umidità nella pellettizzazione.
L’umidità nella pressatura
Il pellet si forma pressando il materiale legnoso finemente macinato attraverso una matrice: l’attrito e la pressione scaldano il materiale e i suoi componenti naturali fanno da legante, tenendo insieme il cilindretto. Perché questo funzioni, l’umidità del materiale deve essere in un intervallo preciso. Se il materiale è troppo umido, l’acqua in eccesso impedisce la corretta compattazione, il pellet esce molle e si sfalda; inoltre l’umidità può vaporizzare per il calore della pressatura, creando difetti. Se è troppo secco, il materiale non lega bene e il pellet risulta fragile e polveroso. Esiste quindi una finestra ottimale di umidità in cui la pressatura dà pellet compatti e resistenti. Poiché la materia prima, segatura e residui, arriva con umidità variabile, in genere va prima essiccata e portata al valore giusto, e la sua umidità va controllata prima della pressatura per regolare l’essiccazione. Un’umidità fuori intervallo si traduce subito in problemi di produzione e in pellet di scarsa qualità. Il controllo dell’umidità della materia prima è quindi il primo, essenziale controllo di processo nella produzione di pellet, quello che permette alla pressatura di funzionare e di produrre un pellet ben formato.

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Controllare l’umidità dalla materia prima al prodotto
Nel pellet l’umidità si controlla in due momenti. Sulla materia prima, prima della pressatura, per verificare che sia nell’intervallo adatto e regolare di conseguenza l’essiccazione: qui la misura serve a guidare il processo, mantenendo l’umidità del materiale nella finestra ottimale per una buona pressatura. Sul prodotto finito, per verificare che il pellet abbia l’umidità bassa richiesta: il pellet di qualità per riscaldamento deve avere un’umidità contenuta, perché un pellet umido rende meno, si sbriciola e può degradarsi nello stoccaggio. Le norme di qualità del pellet fissano valori massimi di umidità tra i requisiti da rispettare per la certificazione. La misura si esegue con strumenti per l’umidità del materiale, su campioni rappresentativi, perché segatura e pellet sono materiali sfusi; per il valore ufficiale si usa in genere il metodo di riferimento a essiccazione e pesata, mentre strumenti più rapidi permettono controlli frequenti in linea. Il controllo dell’umidità a monte e a valle garantisce sia il buon funzionamento della pressa sia la conformità del prodotto. Documentare l’umidità è parte della qualità certificata del pellet. Grazie al controllo dell’umidità lungo tutta la produzione, il pellet può essere prodotto in modo efficiente e risultare compatto, resistente e conforme alle norme, con la resa e la durata attese dal combustibile.
| Fase | Controllo dell’umidità |
|---|---|
| Materia prima | Nella finestra per la pressatura |
| Pressatura | Pellet compatto e resistente |
| Prodotto finito | Umidità bassa e conforme |
Affidabilità della misura
Per un controllo affidabile dell’umidità nella produzione di pellet contano la misura sia sulla materia prima sia sul prodotto, l’uso di campioni rappresentativi, e il metodo corretto per il valore ufficiale. La materia prima va controllata prima della pressatura per mantenerla nella finestra ottimale, regolando l’essiccazione. Il prodotto finito va verificato per la conformità alle norme. Trattandosi di materiali sfusi, i campioni devono rappresentare bene la partita. Il valore ufficiale si ottiene con il metodo di riferimento a essiccazione e pesata, mentre gli strumenti rapidi consentono controlli frequenti in linea da interpretare. Documentare l’umidità rende la qualità dimostrabile e certificabile. Grazie al controllo dell’umidità dalla materia prima al prodotto finito, la produzione di pellet può mantenere la pressatura efficiente e ottenere pellet compatti, resistenti e conformi ai requisiti di qualità, con la resa termica e la durata che ne fanno un buon combustibile.
- La pressatura riesce solo in una finestra di umidità.
- Troppo umido: pellet molle; troppo secco: fragile.
- La materia prima va essiccata e controllata.
- Il prodotto finito deve avere umidità bassa e conforme.
- Si misura su campioni rappresentativi.
Dall’applicazione allo strumento: cosa serve in pratica
Questo tema appartiene all’area Legno, biomasse e agroalimentare del ramo Applicazioni di misura e controllo, ed è collegato all’essiccazione del legname e alla legna da ardere e cippato.
Nel catalogo gli strumenti per l’umidità dei materiali fanno capo ai misuratori di umidità e igrometri, nel Catalogo prodotti. Se devi controllare l’umidità nella produzione di pellet, il modulo di richiesta consente di ricevere un’indicazione mirata.

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Gli strumenti per l’umidità del pellet e della materia prima
Il controllo dell’umidità nella produzione di pellet riguarda due momenti: il pellet finito, misurato sul prodotto, e la materia prima legnosa — segatura e cippato — controllata prima e dopo l’essiccazione, sul campione prelevato oppure direttamente nel cumulo. Qui gli strumenti Schaller per i due controlli.

Pellet finito
Schaller humimeter BP1
Misura il contenuto d’acqua del pellet riferito alla massa umida: campo da 3 a 20%, risoluzione 0,1% e accuratezza di taratura ±0,5%. È lo strumento per il controllo sul prodotto pressato.

Materia prima
Schaller humimeter BMA-2
Misuratore a camera per il cippato con bilancia integrata: contenuto d’acqua da 5 a 70% sulla massa umida con accuratezza ±1,0%, principio dielettrico dichiarato dal costruttore.

Materia prima
Schaller humimeter BM1 e BM2
Contenuto d’acqua del cippato da 5 a 60% sulla massa umida, con 20 curve legate al peso di riempimento. Come dichiarato dal costruttore, richiedono una bilancia esterna per pesare il campione.
→ Tutti i modelli, con i dati tecnici del costruttore, nella pagina di catalogo misuratori per legna da ardere, cippato e pellet.
Domande frequenti
Perché il pellet si forma pressando il materiale legnoso attraverso una matrice, e la pressatura riesce bene solo entro un intervallo di umidità preciso. Se il materiale è troppo umido, l’acqua in eccesso impedisce la corretta compattazione e il pellet esce molle e si sfalda; se è troppo secco, il materiale non lega bene e il pellet risulta fragile e polveroso. Esiste quindi una finestra ottimale di umidità in cui la pressatura dà pellet compatti e resistenti, per cui l’umidità della materia prima va controllata prima della pressatura.
In due momenti. Sulla materia prima, prima della pressatura, per verificare che sia nell’intervallo adatto e regolare l’essiccazione, guidando il processo perché la pressatura funzioni. E sul prodotto finito, per verificare che il pellet abbia l’umidità bassa richiesta, perché un pellet umido rende meno, si sbriciola e può degradarsi nello stoccaggio. Le norme di qualità del pellet fissano valori massimi di umidità tra i requisiti per la certificazione. Il controllo a monte e a valle garantisce sia il buon funzionamento della pressa sia la conformità del prodotto.
Con strumenti per l’umidità del materiale, su campioni rappresentativi, perché segatura e pellet sono materiali sfusi la cui umidità può variare nella partita. Per il valore ufficiale, richiesto dalle norme di qualità, si usa in genere il metodo di riferimento a essiccazione e pesata di un campione, mentre strumenti più rapidi permettono controlli frequenti in linea, utili per regolare il processo, ma da interpretare. La misura va fatta sia sulla materia prima, per la pressatura, sia sul prodotto finito, per la conformità, documentando i valori come parte della qualità certificata.
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