
Legno, biomasse e agroalimentare · Biocombustibili
Umidità della legna da ardere e del cippato: il parametro che decide la resa
L’umidità della legna da ardere e del cippato incide direttamente sull’energia effettivamente disponibile: una parte del calore prodotto dalla combustione viene consumata per far evaporare l’acqua contenuta nel materiale e non contribuisce al riscaldamento. Un combustibile umido brucia inoltre a temperature più basse e in modo incompleto, con maggiore produzione di fumo e di incombusti, depositi nelle canne fumarie e rendimenti ridotti dell’apparecchio. Poiché la parte esterna dei pezzi asciuga prima di quella interna, la verifica va condotta su superfici fresche di spacco e su un campione rappresentativo del lotto. Conoscere l’umidità della legna da ardere e del cippato consente di valutarne correttamente qualità e valore.
La legna da ardere e il cippato sono biocombustibili la cui qualità dipende in modo determinante dall’umidità. Bruciare legna umida è molto meno efficiente che bruciare legna secca: gran parte del calore prodotto viene infatti consumato per evaporare l’acqua contenuta nel legno invece di scaldare, riducendo la resa. Inoltre la combustione di legna umida è più incompleta, produce più fumo, incrostazioni e emissioni, e sporca canne fumarie e apparecchi. Per questo l’umidità è il parametro di qualità più importante di legna e cippato: un combustibile ben stagionato, con bassa umidità, rende molto di più e inquina meno. La misura dell’umidità permette di verificare che il combustibile sia adatto all’uso e di valorizzarne la qualità. Questa pagina spiega perché l’umidità di legna e cippato è così importante e come si misura.
Questa pagina appartiene all’area Legno, biomasse e agroalimentare ed è una guida al controllo dell’umidità dei biocombustibili legnosi.
Perché l’umidità determina la resa
Quando si brucia del legno umido, una parte importante dell’energia liberata dalla combustione non va a produrre calore utile, ma viene spesa per far evaporare l’acqua contenuta nel legno. Più il legno è umido, più energia si perde in questo modo, e minore è il calore effettivamente disponibile: il potere calorifico reale del combustibile cala con l’aumentare dell’umidità. La differenza è notevole: la stessa legna, secca o umida, può rendere in modo molto diverso. Ma l’umidità non incide solo sulla resa. La legna umida brucia a temperatura più bassa e in modo più incompleto, producendo più fumo, più sostanze incombuste ed emissioni inquinanti, e depositando più incrostazioni e creosoto nelle canne fumarie, con rischi anche di sicurezza. Nel cippato, combustibile per impianti automatici, l’umidità troppo alta oltre a ridurre la resa può causare problemi di alimentazione, muffe e degrado durante lo stoccaggio. Per questi motivi l’umidità è il principale parametro di qualità di legna e cippato, spesso alla base della loro classificazione e del prezzo. Un combustibile ben stagionato, portato a bassa umidità, brucia meglio, rende di più e inquina meno. Sapere qual è l’umidità reale del combustibile è quindi essenziale sia per chi lo produce e vende, sia per chi lo usa.

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Misurare l’umidità del combustibile
L’umidità di legna e cippato si misura con strumenti dedicati. Per la legna da ardere si usano misuratori a infissione, con puntali che penetrano nel legno spaccato: poiché il ciocco può essere più secco in superficie e più umido all’interno, la misura va fatta su legno appena spaccato, sulla superficie interna fresca, e in più punti e più pezzi per rappresentare la catasta. Per il cippato, materiale sfuso e disomogeneo, la misura è più complessa: si usano metodi su campioni rappresentativi, e il metodo di riferimento per il valore ufficiale prevede in genere l’essiccazione e la pesata di un campione, mentre strumenti più rapidi danno stime utili per controlli in campo. In entrambi i casi contano la rappresentatività del campione e il tipo di materiale, perché la specie e la pezzatura influenzano la misura. È importante distinguere anche il modo in cui l’umidità è espressa, perché esistono convenzioni diverse, e usare quella prevista dalle specifiche. La misura dell’umidità permette a chi produce di verificare la stagionatura e classificare il prodotto, e a chi acquista di controllare che il combustibile corrisponda a quanto dichiarato. Documentare l’umidità è alla base della qualità certificata dei biocombustibili. Grazie alla misura dell’umidità, legna e cippato possono essere valorizzati per la loro reale qualità, garantendo una combustione efficiente, pulita e sicura.
| Effetto dell’umidità alta | Conseguenza |
|---|---|
| Energia per evaporare l’acqua | Meno calore utile |
| Combustione incompleta | Più fumo ed emissioni |
| Depositi in canna fumaria | Rischi e manutenzione |
Affidabilità della misura
Per una misura affidabile dell’umidità di legna e cippato contano la rappresentatività del campione, la misura su legno fresco di spacco per la legna, e l’uso del metodo e della convenzione corretti. Per la legna, la misura va fatta sulla superficie interna appena spaccata, in più punti e pezzi, impostando lo strumento sul tipo di legno. Per il cippato, disomogeneo, occorre un campione rappresentativo, e per il valore ufficiale si usa il metodo di riferimento, mentre gli strumenti rapidi danno stime da interpretare. Va usata la convenzione di espressione dell’umidità prevista dalle specifiche. Documentare l’umidità misurata rende la qualità dimostrabile e confrontabile. Grazie a una misura corretta e rappresentativa dell’umidità, la legna da ardere e il cippato possono essere valutati per la loro reale resa e qualità, permettendo di bruciare un combustibile secco che scalda di più, inquina meno e riduce i depositi e i rischi negli impianti.
- La legna umida spende energia per evaporare l’acqua.
- Umida brucia peggio: più fumo ed emissioni.
- L’umidità è il principale parametro di qualità.
- La legna si misura appena spaccata, all’interno.
- Il cippato richiede un campione rappresentativo.
Dall’applicazione allo strumento: cosa serve in pratica
Questo tema appartiene all’area Legno, biomasse e agroalimentare del ramo Applicazioni di misura e controllo, ed è collegato all’essiccazione del legname e alla produzione di pellet.
Nel catalogo gli strumenti per l’umidità dei biocombustibili fanno capo ai misuratori di umidità e igrometri, nel Catalogo prodotti. Se devi controllare l’umidità di legna o cippato, il modulo di richiesta consente di ricevere un’indicazione mirata.

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Gli strumenti per l’umidità di legna e cippato
Il contenuto d’acqua della legna spaccata si legge per infissione, quello del cippato su un campione a volume noto o direttamente nel cumulo. Qui gli strumenti Schaller humimeter delle due famiglie, con i dati dichiarati dal costruttore.

Legna da ardere
Schaller humimeter BLW
Misuratore per la legna da ardere: contenuto d’acqua da 8 a 60% riferito alla massa umida, risoluzione 0,1% e nove curve per specie legnosa.

Cippato in campo
Schaller humimeter BMC
Misuratore portatile per il cippato: contenuto d’acqua da 5 a 50% sulla massa umida con scostamento ±1,5%, riempimento a volume da 12,5 litri e nessuna bilancia da portare in campo.

Bilancia integrata
Schaller humimeter BMA-2
Strumento a camera di misura per il cippato: contenuto d’acqua da 5 a 70% sulla massa umida con scostamento ±1,0%, bilancia integrata e principio dielettrico dichiarato dal costruttore.
→ Tutti i modelli, con i dati tecnici del costruttore, nella pagina di catalogo misuratori per legna da ardere, cippato e pellet.
Domande frequenti
Perché quando si brucia legno umido una parte importante dell’energia liberata non produce calore utile, ma viene spesa per far evaporare l’acqua contenuta nel legno: più il legno è umido, più energia si perde e minore è il calore disponibile, così il potere calorifico reale cala con l’aumentare dell’umidità. Inoltre la legna umida brucia a temperatura più bassa e in modo più incompleto, producendo più fumo, più emissioni e più depositi in canna fumaria. La stessa legna, secca o umida, può quindi rendere in modo molto diverso.
Con misuratori a infissione, dotati di puntali che penetrano nel legno. Poiché il ciocco può essere più secco in superficie e più umido all’interno, la misura va fatta su legno appena spaccato, sulla superficie interna fresca, e in più punti e più pezzi per rappresentare la catasta. Lo strumento va impostato sul tipo di legno, che influenza la lettura. È importante anche distinguere il modo in cui l’umidità è espressa, perché esistono convenzioni diverse, e usare quella prevista dalle specifiche per confrontare correttamente i valori.
Perché il cippato è un materiale sfuso e disomogeneo, con pezzature e umidità variabili, quindi la misura richiede un campione rappresentativo dell’intera partita. Il metodo di riferimento per il valore ufficiale prevede in genere l’essiccazione e la pesata di un campione, mentre strumenti più rapidi danno stime utili per controlli in campo ma da interpretare. Un’umidità troppo alta nel cippato, oltre a ridurre la resa, può causare problemi di alimentazione degli impianti automatici, muffe e degrado durante lo stoccaggio, per cui il controllo è importante.
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