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Monitoraggio continuo di magazzini e celle

Corridoio di un magazzino con box di stoccaggio

Impianti termici e HVAC · Ambienti di stoccaggio

Monitoraggio continuo di magazzini e depositi: registrare il clima dell’ambiente

Una lettura al giorno non dice che cosa è successo di notte o nel fine settimana, quando il magazzino non è presidiato. Registrare a intervalli regolari la temperatura e l’umidità relativa dell’aria restituisce invece la storia completa dell’ambiente: le oscillazioni fra giorno e notte, l’effetto di una porta che resta aperta, l’andamento fra una stagione e l’altra. Il tema di questa pagina è il clima dell’aria degli ambienti di stoccaggio: un magazzino, un deposito, un archivio, un locale di stagionatura.

Il monitoraggio continuo di magazzini e depositi registra nel tempo la temperatura e l’umidità relativa dell’aria di un ambiente di stoccaggio. Serve a rispondere a una domanda che la misura occasionale non copre: che cosa è successo nelle ore e nei giorni in cui nessuno guardava. Un capannone che di notte si raffredda di dieci gradi, un archivio che d’estate si scalda, un deposito in cui l’umidità relativa sale fino a bagnare le superfici più fredde sono fenomeni che si riconoscono solo su una serie di letture, non su un numero annotato una volta al giorno. Questa pagina spiega come si imposta un’osservazione di questo tipo e che cosa la serie registrata dimostra davvero.

Questa pagina appartiene all’area Impianti termici, HVAC e refrigerazione ed è una guida al monitoraggio degli ambienti di conservazione.

Perché serve il monitoraggio continuo

In un ambiente di stoccaggio il rischio non è il valore medio, sono le escursioni. Un portone che resta aperto mezza giornata, un impianto che si ferma nel fine settimana, una gelata notturna o un’ondata di calore cambiano le condizioni per ore, e poi le riportano dov’erano: chi passa il lunedì mattina non trova nessuna traccia di ciò che è accaduto. Una serie registrata invece la conserva, e permette di ricostruire quando e per quanto le condizioni sono uscite dall’intervallo che il magazzino richiede. C’è poi un secondo motivo, meno evidente: l’umidità relativa dipende dalla temperatura, e la stessa acqua nell’aria dà un valore alto quando il locale è freddo e basso quando è caldo. Solo leggendo insieme le due curve si distingue un raffreddamento notturno da un ingresso d’acqua reale: una lettura sola, presa in un momento qualsiasi, porta con facilità a una diagnosi sbagliata.

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Come funziona il monitoraggio

La prima scelta non riguarda la precisione, riguarda dove si trova chi legge il dato. Il datalogger si imposta, si lascia in posto e si interroga da telefono o tablet quando si torna in magazzino: registra nella propria memoria a intervalli regolari e restituisce la serie come grafico, foglio di calcolo o rapporto. Conviene quando i punti da seguire sono pochi e qualcuno passa comunque. Il sistema di monitoraggio remoto affida invece le letture a sensori a batteria collegati a una stazione, che le porta su una piattaforma del costruttore consultabile da browser: conviene quando i punti sono molti, il periodo di osservazione dura mesi o il deposito è lontano. Il datalogger si limita a registrare, e la serie va guardata da qualcuno. Per il sistema remoto il costruttore dichiara che la piattaforma può notificare le condizioni avverse; non si tratta comunque di un sistema di allarme di sicurezza, e chi ha bisogno di un intervento automatico sull’impianto deve rivolgersi a un sistema dedicato.

FunzioneChe cosa dà davvero
Registrazione a intervalliLa serie storica dell’ambiente, esportabile come grafico o foglio di calcolo
Scarico sul postoIl dato quando si torna in magazzino, senza bisogno di rete
Piattaforma consultabile da remotoLe letture visibili a distanza; il costruttore dichiara che la piattaforma può notificare le condizioni avverse

Affidabilità del monitoraggio

Una serie vale quanto lo strumento che la produce e quanto il punto in cui è stato messo. Il sensore va collocato dove sta l’aria che interessa: non davanti alla bocca di un ventilconvettore o di un deumidificatore, perché in quel caso registra la macchina, e non a ridosso del portone, perché in quel caso registra l’esterno. Conviene aggiungere un secondo punto nella zona che si sospetta più sfavorita — l’angolo più freddo, la parete controterra, il livello alto delle scaffalature — così da poter confrontare due serie invece di interpretarne una sola. L’intervallo di registrazione si sceglie in base al fenomeno: le oscillazioni fra giorno e notte si leggono bene con misure a intervalli lunghi, mentre registrare ogni pochi minuti riempie la memoria senza aggiungere informazione. Infine lo strumento va verificato con la periodicità e le modalità indicate dal costruttore: uno strumento fuori taratura memorizza una storia credibile ma sbagliata. Conservare la serie completa, e non il solo valore peggiore, è ciò che rende quel documento discutibile con un cliente o con un fornitore.

  • Misurare a intervalli regolari, non occasionalmente, per cogliere le escursioni.
  • Leggere insieme temperatura e umidità relativa: separate ingannano.
  • Mettere il punto di misura dove sta l’aria che interessa, non davanti alla macchina.
  • Sapere che la piattaforma remota, come dichiara il costruttore, può notificare le condizioni avverse: non è un sistema di allarme.
  • Verificare periodicamente lo strumento secondo le indicazioni del costruttore.

Dall’applicazione allo strumento: cosa serve in pratica

Questo tema appartiene all’area Impianti termici, HVAC e refrigerazione del ramo Applicazioni di misura e controllo, ed è collegato alle camere bianche e ambienti controllati e alla manutenzione degli impianti frigoriferi.

Nel catalogo questo tema fa capo ai sistemi di monitoraggio continuo e wireless: datalogger che registrano temperatura e umidità relativa dell’aria e un sistema che porta le letture su una piattaforma consultabile da remoto. Per la lettura puntuale durante un giro di controllo il riferimento sono i termoigrometri ambientali, nel Catalogo prodotti.

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I modelli

Per il clima dell’aria di un magazzino il catalogo offre tre strade, che si distinguono per il modo in cui il dato arriva a chi lo deve leggere: il datalogger, che si lascia in posto e si interroga quando si torna; il monitoraggio remoto, per più ambienti seguiti a distanza per periodi lunghi; la lettura puntuale, per il giro di controllo e per la verifica di un punto sospetto. I dati tecnici completi sono nelle schede.

Datalogger di umidità e temperatura Tramex Feedback DL-RHTA

Datalogger

Tramex Feedback DL-RHTA

Lasciato nel punto da seguire, registra la serie di temperatura e umidità relativa dell’aria e la trasferisce al telefono quando si torna in magazzino.

Sistema di monitoraggio ambientale remoto Tramex TREMS-10

Monitoraggio remoto

Tramex TREMS-10

Sensori a batteria in più punti e una stazione: le letture arrivano alla piattaforma del costruttore e si consultano da browser, senza tornare sul posto.

Termoigrometro ambientale Tramex MRH3

Lettura puntuale

Tramex MRH3

Palmare per il giro di controllo: legge temperatura e umidità relativa dell’aria e le grandezze che se ne ricavano, dove serve un valore subito.

Mini datalogger di temperatura testo 174 T

Datalogger

testo 174 T

Mini datalogger da 60 × 38 × 18,5 mm per il singolo punto: campo da −30 a +70 °C, 16.000 valori in memoria e 500 giorni di autonomia con ciclo di 15 minuti; scarico via USB-C oppure Bluetooth. Come dichiarato dal costruttore, risponde alla EN 12830.

Datalogger di temperatura testo 175 T1

Datalogger

testo 175 T1 e 175 T2

Per osservazioni lunghe: canale interno da −35 a +55 °C e, nella versione T2, un canale esterno da −40 a +120 °C per seguire anche il prodotto. Memoria da un milione di valori, fino a 3 anni di autonomia con ciclo di 15 minuti, scarico via mini-USB.

Base testo Saveris V3.0 del sistema di monitoraggio continuo

Monitoraggio remoto

testo Saveris 1 e testo 150

Moduli testo 150 nei punti da seguire e una base che raccoglie fino a 3.000 canali via LAN, WLAN o radio. Le letture si consultano dal software locale o dal cloud del costruttore, e la base genera un allarme quando un valore esce dai limiti impostati.

L’elenco completo, con i dati dichiarati dal costruttore, è nelle categorie Sistemi di monitoraggio continuo e wireless e Datalogger di temperatura.

Domande frequenti

Perché non basta misurare la temperatura ogni tanto?

Perché il rischio non è il valore medio, sono le escursioni: un portone lasciato aperto, un impianto fermo nel fine settimana, una gelata notturna cambiano le condizioni per ore e poi le riportano dov’erano, senza lasciare traccia. Una serie registrata a intervalli regolari conserva quella storia e permette di ricostruire quando e per quanto le condizioni sono uscite dall’intervallo previsto.

Che differenza c’è tra un datalogger e un sistema di monitoraggio remoto?

Cambia il percorso del dato, non la grandezza misurata. Il datalogger registra la serie nella propria memoria e la trasferisce senza fili al telefono o al tablet quando si torna sul posto; il sistema remoto invia le letture dei sensori a una stazione, che le porta sulla piattaforma del costruttore, consultabile da browser senza tornare in magazzino. Il primo conviene con pochi punti e visite regolari, il secondo con molti punti, periodi lunghi o siti distanti.

Questi strumenti avvisano quando la temperatura esce dai limiti?

Dipende dallo strumento. Il datalogger registra le letture e le trasferisce al telefono quando si torna sul posto. Per il sistema remoto il costruttore dichiara che la piattaforma può notificare le condizioni avverse. Non si tratta comunque di un sistema di allarme di sicurezza: per un intervento automatico sull’impianto serve un sistema dedicato.

Dove va messo il punto di misura in un magazzino?

Dove sta l’aria che interessa: non davanti alla bocca di un ventilconvettore o di un deumidificatore, perché in quel caso si registra la macchina, e non a ridosso del portone, perché in quel caso si registra l’esterno. Conviene aggiungere un secondo punto nella zona che si sospetta più sfavorita, l’angolo più freddo o la parete controterra, così da confrontare due serie invece di interpretarne una sola.

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