
Temperatura · Conservazione e trasporto
Controllare la temperatura nella catena del freddo
Nella conservazione a freddo il problema non è il valore medio, sono le escursioni: un guasto notturno, un mezzo che si scalda, una cella lasciata aperta creano finestre critiche che una lettura occasionale non intercetta. Per questo si misura a intervalli regolari e si conserva la storia termica, invece di annotare un numero ogni tanto. Il tema di questa pagina è la registrazione di temperatura e umidità relativa dell’aria degli ambienti.
La misura della temperatura nella catena del freddo accompagna i prodotti deperibili lungo tutto il loro percorso, dalla lavorazione al magazzino, dal trasporto al punto vendita. La domanda a cui deve rispondere non è «quanto fa adesso», ma «che cosa è successo mentre nessuno guardava»: una singola interruzione, anche breve, può lasciare il prodotto fuori dai limiti senza che nulla appaia visibilmente cambiato. La risposta viene da una serie di letture ripetute e conservate, non da un controllo occasionale.
Questa pagina spiega perché la conservazione a freddo si segue nel tempo invece che a campione e che cosa una registrazione dimostra. Per gli obblighi di autocontrollo alimentare e per i requisiti applicabili a farmacie, ospedali o industrie alimentari il riferimento sono la normativa vigente e il responsabile del vostro sistema di gestione.
Perché serve il monitoraggio continuo
Nella conservazione a freddo il rischio non è la temperatura media, sono le escursioni: un frigorifero che si guasta di notte, un trasporto che si scalda, una porta lasciata aperta creano finestre fuori limite che una misura occasionale non coglierebbe. Per questo si misura a intervalli regolari e si registra l’andamento nel tempo. La serie registrata permette poi di ricostruire quando e per quanto le condizioni sono uscite dall’intervallo di riferimento, e di allegare al fascicolo un documento invece di un ricordo. È un contributo alla documentazione del processo: che cosa quell’escursione abbia comportato per la merce lo stabilisce chi è responsabile del processo.

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Che cosa fa una registrazione
La registrazione conserva la storia delle condizioni ambientali e la rende consultabile ed esportabile: è il documento su cui si discute a posteriori, davanti a una contestazione o a un controllo. I datalogger registrano le letture e le trasferiscono all’applicazione quando si torna sul posto, e la serie va guardata da qualcuno. Il sistema di monitoraggio remoto porta le letture su una piattaforma consultabile da browser e, come dichiara il costruttore, può notificare le condizioni avverse; non si tratta comunque di un sistema di allarme di sicurezza, e chi ha bisogno di un intervento automatico su un impianto refrigerante ha bisogno di un sistema dedicato.
| Funzione | Che cosa dà davvero |
|---|---|
| Registrazione a intervalli | La serie storica delle condizioni, esportabile come grafico o foglio di calcolo |
| Scarico sul posto | Il dato quando si torna in loco, senza bisogno di rete |
| Piattaforma consultabile da remoto | Le letture visibili a distanza; il costruttore dichiara che la piattaforma può notificare le condizioni avverse |
- Misurare a intervalli regolari, non occasionalmente, per cogliere le escursioni.
- Conservare la serie registrata: è ciò che si può allegare a un fascicolo.
- Sapere che la piattaforma remota, come dichiara il costruttore, può notificare le condizioni avverse: non è un sistema di allarme.
- Posizionare il punto di misura dove sta l’aria che interessa, non vicino all’evaporatore.
- Verificare periodicamente lo strumento secondo le indicazioni del costruttore.
Riferibilità dei dati
Una registrazione vale quanto lo strumento che la produce. Uno strumento fuori taratura memorizza una storia credibile ma sbagliata, e per questo la verifica periodica va fatta con la periodicità e le modalità indicate dal costruttore. Contano anche la marcatura temporale corretta e la conservazione della serie completa, non del solo valore peggiore. Sono queste le condizioni che rendono la serie un documento discutibile con un cliente o con un fornitore; se serve una prova valida in un contesto regolamentato, occorre verificare che lo strumento scelto soddisfi quei requisiti specifici.
Dalla misura allo strumento: cosa serve in pratica
Questo tema appartiene all’area Temperatura del ramo Misure e controlli, ed è collegato alla temperatura negli alimenti e alla registrazione e monitoraggio nel tempo. Per la strumentazione il riferimento è il Catalogo prodotti.
Nel catalogo questo tema fa capo ai sistemi di monitoraggio continuo e wireless: datalogger che registrano temperatura e umidità relativa dell’aria e un sistema che porta le letture su una piattaforma consultabile da remoto. Per la lettura puntuale durante un giro di controllo il riferimento sono i termoigrometri ambientali.

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Gli strumenti per la catena del freddo
Due famiglie di catalogo coprono i due momenti descritti in questa pagina: i data logger di temperatura, che registrano la serie nel tempo dentro la cella, il banco o il mezzo di trasporto, e i termometri per alimenti, per la lettura puntuale al ricevimento della merce e durante i giri di controllo.

Trasporto
Testo 184 T1, T2, T3 e T4
Data logger USB per il monitoraggio del trasporto: protezione IP67 e rapporto PDF generato dallo strumento stesso. Il T4 usa una sonda Pt1000 e arriva a -80 °C.

Celle e banchi
Testo 175 T1 e 175 T2
Data logger di temperatura NTC, campo da -35 a +55 °C, IP65, memoria da 1 milione di valori. Il T2 aggiunge un canale esterno fino a +120 °C.

Formato mini
Testo 174 T e 174 T BT
Mini data logger di temperatura da -30 a +70 °C, IP65, memoria da 16.000 valori. Interfaccia USB-C sul 174 T e Bluetooth sul 174 T BT.

Risoluzione fine
Testo 176 T1 e 176 T2
Data logger industriali con sensore Pt100 classe A e risoluzione di 0,01 °C: memoria da 2 milioni di valori e autonomia dichiarata dal costruttore di 8 anni.
→ Tutti i modelli, con i dati tecnici del costruttore, nelle pagine di catalogo datalogger di temperatura e termometri per alimenti e controlli HACCP.
Domande frequenti
Perché il rischio sono le escursioni, non la media: un guasto notturno, un trasporto che si scalda o una porta aperta creano finestre fuori limite che una misura occasionale non coglierebbe. Misurare a intervalli regolari e conservare la serie permette di ricostruire quando e per quanto le condizioni sono uscite dall’intervallo di riferimento.
Dipende dallo strumento. I datalogger registrano le letture e le trasferiscono all’applicazione quando si torna sul posto. Il sistema di monitoraggio remoto porta invece le letture su una piattaforma che, come dichiara il costruttore, può notificare le condizioni avverse. In nessun caso si tratta di un sistema di allarme di sicurezza: per un intervento automatico su un impianto refrigerante serve un sistema dedicato.
Dove sta l’aria che interessa, non vicino all’evaporatore né davanti alla porta: nel primo caso si registra la macchina, nel secondo l’esterno. Conviene aggiungere un secondo punto nella zona che si sospetta più sfavorita, così da poter confrontare due serie invece di interpretarne una sola.
Maggiori informazioni e contatti
Partner divisione sistemi e integrazione sensori : www.roder.it
Partner divisione visione artificiale : www.rodervision.com
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Contatto per informazioni generali : info@roder.it
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