
Plastica, gomma e compositi · Colore
Il controllo del colore dei materiali plastici e la costanza fra i lotti
Una differenza cromatica fra pezzi che devono stare accanto salta all’occhio anche quando è minima, e nessuna valutazione visiva può essere trasmessa a un fornitore o registrata in un capitolato: cambia con l’osservatore e con la luce. Il controllo del colore dei materiali plastici risolve il problema misurando la luce riflessa dalla superficie e traducendola in coordinate numeriche, confrontabili con un riferimento entro tolleranze definite. Perché i valori siano paragonabili servono illuminante e geometria standardizzati: così il controllo del colore dei materiali plastici diventa un criterio oggettivo fra lotti e forniture.
Il controllo del colore dei materiali è un aspetto importante della qualità nella trasformazione di plastica, gomma e compositi. Il colore di un prodotto deve essere costante tra i lotti e conforme al riferimento, perché differenze cromatiche anche piccole sono percepite dal cliente e possono rendere il prodotto non accettabile. La misura strumentale del colore permette di quantificare le differenze e di garantire la costanza. Questa pagina spiega come si misura il colore dei materiali e perché è importante controllarlo.
Questa pagina appartiene al settore Plastica, gomma e compositi ed è una guida tecnica al controllo del colore dei materiali.
Perché si controlla il colore
Il colore è una caratteristica visibile e immediata del prodotto, e la sua costanza è un elemento di qualità percepita. Nella produzione di articoli colorati in plastica e gomma, il colore deve corrispondere a un riferimento e restare costante tra i lotti, i cicli e le forniture. Differenze cromatiche possono derivare da variazioni nella mescola dei coloranti, nelle condizioni di processo o nel materiale, e anche piccole differenze, difficili da giudicare a occhio, possono risultare inaccettabili quando i pezzi sono affiancati. La valutazione visiva del colore è soggettiva, dipende dall’osservatore e dall’illuminazione, e non fornisce un dato oggettivo né confrontabile. La misura strumentale del colore supera questi limiti: quantifica il colore con valori numerici oggettivi, permette di calcolare la differenza rispetto al riferimento e di stabilire se rientra nelle tolleranze. Controllare il colore strumentalmente consente quindi di garantire la costanza cromatica, di documentare la conformità e di comunicare in modo univoco le specifiche di colore lungo la filiera.

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Come si misura
Il colore si misura con strumenti che rilevano la luce riflessa dalla superficie e la esprimono in coordinate numeriche in uno spazio di colore, che rappresentano in modo oggettivo la tinta, la chiarezza e la saturazione. Confrontando le coordinate del campione con quelle del riferimento si calcola la differenza di colore, un valore unico che quantifica quanto il campione si discosta dal riferimento e che si confronta con le tolleranze. Per misure affidabili e confrontabili contano diversi fattori: la geometria di misura e l’illuminante di riferimento vanno standardizzati, perché il colore percepito dipende dalla luce; la superficie del campione deve essere rappresentativa, pulita e uniforme, poiché texture, lucentezza e trasparenza influenzano la misura; lo strumento va tarato con riferimenti di colore. La misura va eseguita in modo ripetibile e, su superfici non uniformi, in più punti. Rispettando queste condizioni, la misura del colore fornisce valori oggettivi e confrontabili, adatti al controllo qualità e alla comunicazione delle specifiche.
| Fattore | Perché conta |
|---|---|
| Illuminante e geometria | Il colore dipende dalla luce |
| Superficie del campione | Texture e lucentezza influenzano |
| Differenza di colore | Quantifica lo scostamento dal riferimento |
Costanza cromatica
La costanza cromatica si garantisce misurando il colore in modo oggettivo e confrontandolo con il riferimento entro tolleranze definite. L’illuminante e la geometria di misura vanno standardizzati, la superficie del campione deve essere rappresentativa, pulita e uniforme, e lo strumento va tarato con riferimenti di colore. La differenza di colore rispetto al riferimento va calcolata e confrontata con le tolleranze, e i valori documentati per tracciare la costanza tra i lotti e comunicare le specifiche in modo univoco lungo la filiera.
- Il colore deve essere costante e conforme al riferimento.
- La valutazione visiva è soggettiva e non confrontabile.
- La misura strumentale dà valori numerici oggettivi.
- La differenza di colore si confronta con le tolleranze.
- Illuminante, geometria e superficie influenzano la misura.
Dal settore allo strumento: cosa serve in pratica
Questo tema appartiene al settore Plastica, gomma e compositi del ramo Settori industriali, ed è collegato allo spessore di film e lastre e alle saldature e giunzioni su film.
Gli strumenti che copriamo in questo settore sono raccolti nella pagina Plastica, gomma e compositi. Se devi controllare il colore dei materiali, il modulo di richiesta consente di ricevere un’indicazione mirata.

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Domande frequenti
Perché la valutazione visiva è soggettiva e non confrontabile. La percezione varia da persona a persona e dipende dall’illuminazione: uno stesso oggetto appare diverso sotto luce naturale, a incandescenza o a fluorescenza. L’occhio fatica a quantificare piccole differenze e non può comunicare in modo univoco una specifica. La misura strumentale quantifica il colore con valori indipendenti dall’osservatore, permettendo di calcolare differenze, applicare tolleranze e comunicare le specifiche.
È un valore numerico che quantifica quanto un campione si discosta dal riferimento, calcolato dalle coordinate cromatiche misurate. Riassume lo scostamento di tinta, chiarezza e saturazione. Si confronta con una tolleranza: se è al di sotto il campione è conforme, se la supera è fuori specifica e può essere rifiutato o richiedere una correzione della mescola. Rende il giudizio oggettivo, ripetibile e documentabile.
Perché la misura si basa sulla luce riflessa dalla superficie, e texture, lucentezza e trasparenza influenzano la riflessione oltre al colore intrinseco. La texture diffonde la luce, la lucentezza modifica la componente speculare, la trasparenza fa penetrare parte della luce. Questi fattori alterano la misura. Per questo la superficie deve essere rappresentativa, pulita e uniforme, e le condizioni standardizzate, perché le differenze riflettano il colore e non variazioni superficiali.
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